Una
manciata di giorni dopo l’ennesima lettura dell’ennesimo classico, mi trovai
dinanzi l’ennesima sfida di lettura: leggere 5 libri in 5 giorni. Sfogliando e
spulciando qualche titolo dalla libreria virtuale del mio Kobo, fu così che in sette
pomeriggi estremamente tedioso e in concomitanza alle ferie e al mio compleanno,
mi vide cimentarmi nella lettura di sette romanzi letti in sette giorni, che
hanno allietato il mio spirito. Desiderosa di mettermi alla prova, incuriosita
di cimentarmi in questa nuova sfida maturando la consapevolezza che si trattava
dell’ennesima sfida che mi avrebbe indotto a smaltire qualche titolo dalla mia
TBR virtuale. A questi sette romanzi mi sono approcciata casualmente credendo
che il Destino aveva in serbo per me qualcosa di più grande. Voglio dire,
leggendo così tanti classici, non credo che semplici storie di stampo moderno o
classico non avrebbero potuto scalfire la mia corazza. Un barlume di verità
fondata dopo sette giorni di intensissima lettura, in cui l’angoscia del cuore
che ha prevalso ha gravato sulla solitudine del cuore, sull’amarezza, sulla
consapevolezza che il passato è così remoto e lontano che valuta e rappresenta
la nostra vita. Una vita un po’ scialba ma ricca di costrinzioni, di cui
bisognerà fare ammenda sulle azioni che spingono spesso l’uomo a compiere
follie. E di follie io ne compio spesso e molte, e questa ennesima sfida ne è
una prova, che inevitabilmente mi ha indotta ad accogliere

romanzi di
narrativa, apparentemente banali ma di forte impatto, il cui tema centrale è
l’amore per i libri, i legami famigliari e la buona letteratura. Come tali
romanzi siano giunti nel mio personalissimo cerchio, che mi siano piaciuto o
meno non ha importanza, e durante il tempo che impiegai in compagnia di queste
letture persi un po' la direzione, nel senso che abbracciai questa ennesima
sfida quasi impulsivamente, frequentando questi circoli librosi quasi come se
fosse una seconda casa. Del resto, i libri colorano e conformano la mia vita.
Sembra assurdo concepire questa idea come una dipendenza, ma leggere talvolta
ci aiuta a conoscere se stessi, capire perché siamo al mondo e per quale motivo
abbiamo adempiuto a certi ruoli. E se poi avvengono quei magici incontri che
non ti aspettavi potessero avvenire, in un periodo particolare della tua vita,
niente di tutto questo sarebbe stato possibile se non amassi così intensamente
la letteratura. Amore profondo e indissolubile che non svanirà tanto facilmente.
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Titolo: La professione della signora
Warren
Autore: George Bernard Shaw
Casa editrice: Edizioni Clandestine
Prezzo: 7, 50 €
N° di pagine: 112
Trama: Questa commedia,
scritta nel 1893 e rappresentata per la prima volta a Londra nel 1902, vede il
confronto - scontro tra due figure femminili. Da un lato, la signora Warren,
nata in un contesto di indigenza, dove la lotta per la sopravvivenza porta a
scegliere tra un lavoro onesto, e umiliante e la pratica illecita, ma proficua
del meretricio, che le permette di divenire, col tempo, ricchissima
proprietaria di diverse 'case'. Dall'altro, la giovane Vivie, che grazie al
denaro materno, di cui ignora la provenienza, consegue una laurea in matematica
e si fa strenua sostenitrice di un'etica professionale che non conosce
compromessi. Quando ella scopre la reale professione della madre, lo scontro
diviene inevitabile. Fino a che punto è possibile una riconciliazione tra chi
ritiene prioritari l'onestà e il rispetto di se stessi e chi mai potrà
rinunciare al lusso e alla totale sottomissione all'imperio di una logica
capitalistica? In tutto questo, un coacervo di personaggi minori: dal vizioso
baronetto George Crofts, al candido intellettuale Praed, allo sfrontato e
ambizioso Frank, che, pur rimanendo di sfondo rispetto alle due figure
femminili, permettono all'autore di scandagliare ogni aspetto dell'animo umano.