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sabato, gennaio 24, 2026

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2025

Ho accolto questo nuovo anno, consapevole di dover dare una risposta a quello precedente, porre un bilancio, uno schema di quelle letture che hanno lasciato un segno del loro passaggio. I primi squarci del 2026 hanno lasciato un segno sulla sabbia del tempo mediante la voce prorompente dei classici. Si sono susseguiti, poi, i romanzi di narrativa e, ora, quest’oggi, i fantasy. Genere letterario, tipologia di testo che non leggo più come una volta, ma che mi piace spesso accogliere la proposta, la possibilità di leggerli non sapendo assolutamente niente di loro, se non ferma ad essere stata invitata fra le loro pagine, come spesso accadeva sino a qualche anno fa.

Felice di assaporare il gusto della magia, di respirare il tanfo putrescente di fiaccole che divampano nel cuore della notte ai piedi di una piazza o di assistere, in prima persona, ai deliri o alle violenze di un folle sovrano.


Titolo: Vendetta d’inchiostro

Autore: Cornelia Funke

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 336

Trama: Nessuno può liberare coloro che sono disegnati. Il mio grigio li soffocherà. Dapprima cancellerà i ricordi e infine tutto ciò che sono.

martedì, gennaio 21, 2025

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2024

Trovo magnifico, nel mentre ci si imbatte in un testo, le emozioni che tale testo sortiscono. Risme di carta per molti, per me rappresentano mondi di inesplorabile magia a cui la mia esistenza è strettamente legata ad un filo. Senza i libri, la letteratura sarei un contenitore privo di anima. Vuoto, inconsistente, senza contenuto o sostanza. E l’ho constatato questo, durante gli anni, specialmente in alcuni momenti in cui mi viene chiesto: << Ma come fai a leggere così tanto? Una settimana senza leggere… ci riusciresti? >> Beh,... no! Affatto! E quando si parla di dipendenze, schiavitù questa è una di quelle. Non l’ho mai vista sotto questo aspetto, ma è così. Nei trentadue anni vissuti col naso chino su un libro - non trentadue per intero, sia chiaro -,  ho visto cose che, se le raccontassi, non mi avrebbero creduto. Ho conosciuto persone a cui ogni tanto busso alla loro porta di casa chiedendo vitto e alloggio. Sarei presa per matta se rivelassi tutto ciò, ma ho visto questo e ne sono orgogliosa. Sono entusiasta, contenta. La mia vita ha un senso, acquisisce una sfumatura di colori più accesi. I loro raggi caldi ogni tanto non hanno raggiunto il mio cuore, ma nella maggior parte dei casi mi hanno scottata. E proprio di queste scottature ancora mi sto prendendo cura. Recentemente avvenuta con l’ennesimo classico. Quest’oggi però non parlerò di classici, quanto di narrativa, di fantasy. Quanti bellissimi mondi ho vissuto e il cui ricordo è ancora nitido in me?!? Ebbene, questo uno squarcio di ciò che mi hanno lasciato alcuni.

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Scorgendo il bagliore lucente di una storia zuccherosa, sotto certi aspetti ridicola e banale, innumerevoli fattori che hanno una parvenza brusca ma mancano di spessore, non avrei dovuto dare peso al fatto che il suo contorno fosse contagioso, così forte e indelebile da indurmi a non poter essere razionale, quanto contenta di vivere sulla pelle qualcosa che ho avuto e che desidero ottenere nuovamente, quindi accolto con fervore, entusiasmo, così ammaliata da voler leggere subito il seguito.


Titolo: Divini rivali

Autore: Rebecca Ross
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 408

Trama: Mentre una sanguinosa guerra tra divinità infuria nel paese, la diciottenne Iris Winnow cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il fratello è partito per la guerra e non dà notizie di sé, la madre annega i dispiaceri nell’alcol, il lavoro da giornalista non le dà soddisfazioni. Sogna un futuro in cui la sua scrittura farà la differenza grazie alla promozione a editorialista, ma per ottenerla deve competere con l’affascinante e scontroso Roman Kitt. L’unica valvola di sfogo, per Iris, è la sua macchina da scrivere, dono dell’amata nonna, con cui spera di mettersi in contatto con il fratello scomparso, ma le lettere che infila sotto al guardaroba finiscono proprio nelle mani di Roman, che decide di risponderle anonimamente avviando così un rapporto epistolare. Questo legame speciale e inaspettato farà nascere tra i due complicità e attrazione, trascinandoli nel vivo di un conflitto che deciderà le sorti non solo del loro paese ma anche del loro amore.

lunedì, agosto 26, 2024

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti 3°

Non scrivo che posso volare, ma con i libri, la letteratura, è possibile fare tante cose. E, fra le tante, valicare confini celesti. Sono sempre stata in balia di autori i cui venti della vita mi hanno indirizzato in svariati luoghi, in posti che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un segno del loro passaggio e che, alla fine, rivelano quasi sempre qualcosa su di me. In passato però ho potuto riflettere su tutto questo, e se i libri danno così tanto sostentamento alla mia vita non posso fare a meno che ringraziarli. In questa seconda parte di quei libri miei preferiti non mi piace però pormi in una situazione che so potrebbe mettermi a disagio: il mio amore per la letteratura è oramai parecchio noto. Però mi piace parlare di libri, coinvolgere più persone e sopratutto condividere questo mio amore con chi riesce a capirlo, a comprendere. Perchè per un lettore, cosa c’è di più bello se non vivere di storie? Queste sono le mie di storie indimenticabili, straordinarie, storie in cui mi sono sentita ferita, guarita, amata e curata e che, in momenti particolari della mia vita, sono esplosi come fiumi in piena. Trattati come fosse oro, portate in giro con cautela come ciotole d’oro bollente che custodisco gelosamente.

La fantascienza incontra la più bella manifestazione popolare, sin da sempre amata da tutti: la favola. Trascinante, romantico, fiabesco, a tratti intenso e drammatico, Gilded è una favola moderna talmente bello, un po' più maturo della saga delle Cronache lunari, in cui mi sono immersa al punto tale da non saper distinguere la realtà dalla finzione. Semplice ed emozionante, il romanzo funge come una sorta di omaggio alle favole di Perrault ed, efficace e fantasioso, traccia una linea invisibile tra presente e passato. Ritagliando un posto speciale persino nei cuori di coloro che credono che leggere questo genere di storie non sia altro che una perdita di tempo.

Titolo: Gilded

Autore: Marissa Meyer

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 552

Trama: C'era una volta la figlia di un mugnaio… Colpita dalla maledizione di Wyrdith, dio delle storie e della menzogna, Serilda ha sviluppato un incredibile talento per il racconto: quelle con cui incanta i bambini del villaggio sono vicende intriganti, bizzarre, e soprattutto non contengono un briciolo di verità. O almeno così credono tutti. Ma una delle sue storie attira l'attenzione del mostruoso Erlking con i suoi cacciatori non-morti. E così Serilda si ritrova prigioniera in un luogo sinistro, dove si aggirano ghoul, fantasmi e ripugnanti corvi senza occhi. Chiusa nelle segrete del castello, la ragazza è costretta a dimostrare di saper trasformare la paglia in oro – come ha affermato – o sarà uccisa per aver mentito. Disperata, Serilda ha una sola possibilità: accettare l'aiuto di un ragazzo che le è misteriosamente comparso davanti. E che vuole qualcosa in cambio. Presto Serilda si accorge che le vetuste mura del castello celano molti segreti, compreso un antico maleficio. Dovrà trovare il modo di spezzarlo se vuole riuscire a fermare il dispotico potere del re e la sua feroce Caccia una volta per tutte.

mercoledì, agosto 14, 2024

Slanci del cuore: i miei romanzi preferiti 2°

Non mi capita di scrivere così repentinamente un testo. Che si tratti di una recensione o di un post, una dichiarazione d’amore ai libri e alla letteratura, l’ennesimo, non mi scopro mai a riporre quasi di getto queste poche righe. Una mano mi indirizza verso cieli di storie amate ed esplorate in passato, l’altra verso strade o fronti sconosciuti. Sentieri ancora da scrutare, osservare e che, una volta visitati, recano un’infinità di messaggi straordinari. Da quant’è ho abbracciato la scrittura, come parte fondamentale del mio spirito, leggere non equivale solo ad un passatempo quanto ad un impegno. Quale? Quello di capire, comprendere i motivi che spinsero l’autore o l’autrice a scrivere quella determinata opera, quali sentimenti si dibatterono sul suo cuore e quali furono le conseguenze. In sostanza, la sua genesi, e da qui assimilare. Cosa ho assimilato in tutti questi anni? Sicuramente un andamento in cui la vita, l’atto di leggere divenisse più divertente. Il ritmo incalzante delle mie scorribande letterarie conduce verso frontiere inesplorate ma belle, ma in cui il tempo per poterle assimilare mi ha concesso tante cose. Tutti i romanzi alla fine, in un modo o nell’altro, che si tratti di belle letture o brutte letture, lasciano un segno. In questa prima parte, vi parlo di romanzi che ho amato solo qualche tempo fa, e che quando cinque anni fa pubblicavo un post simile non ne sapevo nemmeno l’esistenza. Con la loro accozzaglia di parole, suoni messe di traverso che, nella cittadella della mia coscienza, hanno un peso, una certa importanza.

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Nelle stanze buie e polverose dell’anima della sua autrice, offrendoci come spettacolo qualcosa di malinconico, che resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa torbida malinconia come gelatina. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola. O, per essere più precisa, fra le fronde verdeggianti di un luogo misterioso e cupo.

Titolo: La foresta della notte
Autore: Djuna Barnes

Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 12 €

N° di pagine: 176

Trama: Al centro della Foresta della Notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava «una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana». E presto il romanzo sarebbe diventato una leggenda. La foresta della notte è del 1936.

mercoledì, luglio 05, 2023

Le TBR: richiami dell'anima 27°

Mi piace fare tante cose, perciò organizzo e programmo la mia vita. Soprattutto le letture, che di romanzi belli e ancora da leggere e vivere ce ne sono a bizzeffe. Del resto, perché smorzare una magia potente come questa, mi domando? Se esiste qualcosa, nell’universo, che ci permetta di essere felice come una bambina la notte di Natale, perché annullare tutto questo? E, il bello in tutto ciò, si cela nella consapevolezza che, pur quanto io cerchi sempre di essere sul pezzo, di leggere ogni romanzo giunga sotto il mio mirino, solleciti la mia attenzione, non potrò mai leggere tutti i romanzi del mondo. Ogni opera scritta, revisionata, fagocitata in anni e anni di lavoro e assuefazione. Ed ecco come, nel campo della letteratura, sono una buona estimatrice e, pane quotidiano della mia esistenza, amo circondarmi di libri, di persone che forse esistono solo nella mia testa quasi come una necessità. Un fabbisogno. Il fremito irrinunciabile di un piacere inspiegabile che infervora ancora la mia anima, come la prima volta.

Titolo: Anne
Autore: Lucy Maud Montgomery
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 28 €
N° di pagine: 816
Trama: È dura per Matthew e Marilla, fratello e sorella di mezza età, gestire una fattoria sull'Isola del Principe Edoardo, in Canada. Così decidono di adottare un orfano che li aiuti nel lavoro dei campi ma al posto di un robusto ragazzo l'istituto invia loro una gracile ragazzina dai capelli rossi. Inizia così la vita di Anne a Green Gables, al centro di una serie amatissima di romanzi che la accompagneranno dall'infanzia fino all'età adulta.

giovedì, giugno 15, 2023

Un'attrazione rischiosa: sconti Mondadori 2023 parte 2

Comporre qualcosa che non abbia a che fare con i libri è quasi davvero impossibile. I libri sono il mio pane quotidiano, la mia unica fonte di sostentamento, e compongono qualcosa di straordinario e irrimediabilmente meraviglioso cui non voglio mai abbia fine. Ed ecco che, per avvertire sempre più gli effetti di questa magia, ore selvagge di immersioni totali in altri mondi, in fiumi di carta e inchiostro sono esempi, forme di sostentamento da cui non vorrei mai guarire. L’altro giorno vi ho così mostrato una piccola pila di romanzi di una delle mie tante case editrice preferite. Quest’oggi, ebbene, la seconda e…. se la lettura infervora così bene il mio spirito perché arrestare questo splendido processo?!?

Quel futuro che nessuno può pianificare, anticipare, e che quando arriva ti prende sempre alla sprovvista. Un piccolo colibrì che svolazza ma non riesce a spiccare il volo, la cui dolcezza velata di tristezza va a cercare conforto nei sentimenti più nascosti del cuore. Un racconto triste, veritiero ma semplice che trasmette un certo malessere, misto a una buona dose di sconforto, che volteggiano nell'aria come minuscoli granelli di polvere.

Titolo: Un uso qualunque di te
Autore: Sara Rattaro
Casa editrice: Giunty
Prezzo: 6, 90 €
N° di pagine: 176
Trama: Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidarietà del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. E' quasi l'alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c'è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.

giovedì, maggio 18, 2023

Quale dei 100 classici Feltrinelli ho letto? Parte 2

C’è dunque una seconda parte di quei 100 classici di cui vi accennavo l’altro giorno. Questa seconda parte però prevede romanzi in ebook, e dunque romanzi che disgraziatamente non possiedo. Alcuni meritevoli, altri un po' meno. Sicuramente notevolmente da ricordare, e che in alcuni momenti della mia vita mi hanno indotta ad distaccarmi completamente dalla realtà circostante. Una scelta che non ho voluto, quanto è stato necessario intraprendere per arricchire il mio bagaglio culturale.

Ritratto decadentistico di un uomo la cui vita ben presto diverrà un vero e proprio incubo, intento a comporre un diario di delitti e crudeltà. Viaggiatore perenne di una tenebra che non ha più alcuna via di uscita, incrociata a una certa oscurità che hanno conferito una certa inquietudine, un oppressione che trascina sino alla fine.


Titolo: L’avversario
Autore: Emmanuel Carrère
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 169
Trama: << Il 9 gennaio 1993 Jean Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, maq invano. L’inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient’altro. Da diciotto anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone di cui non sarebbe riuscito a sopportare lo sguardo. E’ stato  condannato all'ergastolo. >>

mercoledì, maggio 10, 2023

Quali dei 100 classici di nuova generazione ho letto? Parte 1

E’ impossibile leggere tutto ciò che si desidera, o, perlomeno, stare sempre sul pezzo. Si legge per acculturarsi, per cibare e dissetare quell’insaziabile curiosità, si legge per vivere. Recentemente è stata indetta una bella iniziativa, o, per meglio dire, è stata stilata una classifica di quelli che, per la casa editrice Feltrinelli, sono quei romanzi che nel tempo saranno ricordati, letti e amati per le vibes che hanno esercitato in milioni e milioni di lettori. Fra questi, naturalmente non potevo mancare, che di questa lista ha letto nemmeno la metà dei libri citati. Francamente non mi importa: non tutti i romanzi destano la mia curiosità. Suddivisa in due parti, però, vi mostro quei libri che ho letto, e che secondo me meritano una certa attenzione. Se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti 😊

Un ronzio dell'anima che sembra quasi impossibile tradurre in parole in cui non si può fare a meno di avvertire il contatto di chi l'ha scritto e di chi me l'ha raccontato, mediante emozioni che sono suscitate da una penna dalla punta invisibile e che sono passate attraverso il mio corpo.

 

Titolo: Non lasciarmi
Autore: Kazuo Ishiguro
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 291
Trama: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita. 

martedì, maggio 02, 2023

Le TBR: richiami dell'anima 25°

Quella delle TBR è uno << stile di vita >> che ho abbracciato quasi due anni fa e che, se continuo a ripetere questo processo, a proseguire lungo questa strada, i motivi si celano semplicemente perché lo considero uno dei migliori stratagemmi per essere organizzati, preparati, pronti e non sorprendersi a vagare, come anime in pena, indecisi e insicuri su ciò che potrebbe non dettarci il cuore. Questo lungo pippone solo per dire, che questo è l’ennesimo post di lettura, anzi, di programma di lettura, ed io non potrei essere più felice, dato che le mie numerose letture sono un esempio del raggiungimento di certi obiettivi. E, a fine mese, non desidero che nessuno mi dia una pacca sulla spalla e si congratulasse con me. Quanto mi entusiasma, se non inorgoglisce, giungere alla fine, e spuntare quel determinato romanzo da una gigantesca pila. E poiché le modalità sono sempre le stesse, ecco cosa ho deciso leggerò a Maggio 😊

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Titolo: Lo stregato e il patto con il fantasma. Una fantasia di Natale
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 118
Trama: Il chimico Redlaw, noto come scienziato e uomo pio, vive assillato dai ricordi di un passato doloroso e dal suo fantasma, figura perturbante, doppio demoniaco, che gli offre la possibilità di perdere la memoria (ma non il suo sapere), e di trasmettere questa capacità al prossimo. Redlaw, ben conscio che insieme ai ricordi dolorosi verranno cancellati anche quelli felici, ne approfitta e si prodiga per diffondere questo privilegio, fino a quando non si insinua in lui la consapevolezza che l'oblio comporta il rischio dell'apatia e dell'inerzia dei sentimenti. Quinto e ultimo dei "Christmas Books" che Dickens scrisse tra il 1843 e 1848, il primo dei quali fu "Racconto di Natale", questo breve romanzo contiene le caratteristiche più felici dell'autore, l'acutezza delle descrizioni e l'impareggiabile gusto umoristico, capaci di far emergere allo stesso tempo il lato grottesco e drammatico delle situazioni in cui si muovono i suoi indimenticabili personaggi.

sabato, novembre 19, 2022

I problemi del lettore booktag

Da come scrivo e parlo dei libri sembrerebbe non ne posso proprio fare a meno…. Quanta verità celano queste parole! Forse è per questo che oggi mi trovo nuovamente qui, in queste lande desolate, a riporre queste poche righe e a parlare, ancora una volta, di libri. Altrimenti dove starebbe il bello? Soprattutto se sei un lettore, e di << problemi >> spesso se ne riscontrano. E non pochi! Ed ecco che, quest’oggi, vi parlo di alcuni di questi problemi XD Voi vi rispecchiate? Io, in qualcuno…. Lettrice che negli anni ha maturato una certa esperienza, e che, alla fine, si finisce ad avere fiuto per certe cose.

Hai 20.000 libri nella tua tbr. Come diavolo decidi cosa leggere dopo?

Da qualche tempo a questa parte stilo una presunta TBR con un numero discreto di libri che mi premuro a leggere e rispettare ogni mese. Dunque seguo la lista di questa presunta lista, e se non dovessi rispettarla ascolto il mio cuore. Guardo la mia libreria, e valuto ciò che il mio cuore mi sussurra in quel momento.

lunedì, settembre 26, 2022

Cinque gocce in cinque giorni: romanzi vissuti in poco tempo

Una manciata di giorni dopo l’ennesima lettura dell’ennesimo classico, mi trovai dinanzi l’ennesima sfida di lettura: leggere 5 libri in 5 giorni. Sfogliando e spulciando qualche titolo dalla libreria virtuale del mio Kobo, fu così che in sette pomeriggi estremamente tedioso e in concomitanza alle ferie e al mio compleanno, mi vide cimentarmi nella lettura di sette romanzi letti in sette giorni, che hanno allietato il mio spirito. Desiderosa di mettermi alla prova, incuriosita di cimentarmi in questa nuova sfida maturando la consapevolezza che si trattava dell’ennesima sfida che mi avrebbe indotto a smaltire qualche titolo dalla mia TBR virtuale. A questi sette romanzi mi sono approcciata casualmente credendo che il Destino aveva in serbo per me qualcosa di più grande. Voglio dire, leggendo così tanti classici, non credo che semplici storie di stampo moderno o classico non avrebbero potuto scalfire la mia corazza. Un barlume di verità fondata dopo sette giorni di intensissima lettura, in cui l’angoscia del cuore che ha prevalso ha gravato sulla solitudine del cuore, sull’amarezza, sulla consapevolezza che il passato è così remoto e lontano che valuta e rappresenta la nostra vita. Una vita un po’ scialba ma ricca di costrinzioni, di cui bisognerà fare ammenda sulle azioni che spingono spesso l’uomo a compiere follie. E di follie io ne compio spesso e molte, e questa ennesima sfida ne è una prova, che inevitabilmente mi ha indotta ad accogliere

romanzi di narrativa, apparentemente banali ma di forte impatto, il cui tema centrale è l’amore per i libri, i legami famigliari e la buona letteratura. Come tali romanzi siano giunti nel mio personalissimo cerchio, che mi siano piaciuto o meno non ha importanza, e durante il tempo che impiegai in compagnia di queste letture persi un po' la direzione, nel senso che abbracciai questa ennesima sfida quasi impulsivamente, frequentando questi circoli librosi quasi come se fosse una seconda casa. Del resto, i libri colorano e conformano la mia vita. Sembra assurdo concepire questa idea come una dipendenza, ma leggere talvolta ci aiuta a conoscere se stessi, capire perché siamo al mondo e per quale motivo abbiamo adempiuto a certi ruoli. E se poi avvengono quei magici incontri che non ti aspettavi potessero avvenire, in un periodo particolare della tua vita, niente di tutto questo sarebbe stato possibile se non amassi così intensamente la letteratura. Amore profondo e indissolubile che non svanirà tanto facilmente.

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Titolo: La professione della signora Warren
Autore: George Bernard Shaw
Casa editrice: Edizioni Clandestine
Prezzo: 7, 50 €
N° di pagine: 112
Trama: Questa commedia, scritta nel 1893 e rappresentata per la prima volta a Londra nel 1902, vede il confronto - scontro tra due figure femminili. Da un lato, la signora Warren, nata in un contesto di indigenza, dove la lotta per la sopravvivenza porta a scegliere tra un lavoro onesto, e umiliante e la pratica illecita, ma proficua del meretricio, che le permette di divenire, col tempo, ricchissima proprietaria di diverse 'case'. Dall'altro, la giovane Vivie, che grazie al denaro materno, di cui ignora la provenienza, consegue una laurea in matematica e si fa strenua sostenitrice di un'etica professionale che non conosce compromessi. Quando ella scopre la reale professione della madre, lo scontro diviene inevitabile. Fino a che punto è possibile una riconciliazione tra chi ritiene prioritari l'onestà e il rispetto di se stessi e chi mai potrà rinunciare al lusso e alla totale sottomissione all'imperio di una logica capitalistica? In tutto questo, un coacervo di personaggi minori: dal vizioso baronetto George Crofts, al candido intellettuale Praed, allo sfrontato e ambizioso Frank, che, pur rimanendo di sfondo rispetto alle due figure femminili, permettono all'autore di scandagliare ogni aspetto dell'animo umano.

venerdì, agosto 05, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 16°

Come nel caso dei romanzi che leggo e che divoro quasi sempre con passione e costanza, l’approccio con quest’ennesime letture si basano sul mio obiettivo di smaltire la pila della vergogna ma anche di leggere sette libri in sette giorni. Perciò ci saranno, qui presenti, autori già per me celeberrimi, senza alcuna idea di chi fossero e perché abbracciarono la scrittura, suscitando in me una fervida curiosità, e nulla al di là della mia visione semplice e romantica del mondo, mi indusse a dirottare la rotta su altro. È importante, quanto la lettura di un romanzo in sé, conoscere anche in minima parte il suo autore; di questi autori ho pochissime informazioni, eppure anche adesso che ripongo queste poche righe sembra difficile pensare ai romanzi senza pensare ai loro creatori. 

Poco male se, anche questi romanzi avrebbero concluso il mio percorso e smaltito sempre più le mie letture, e che espugnavano temi importanti e particolari come il desiderio di scovare un certo tipo di libertà scissa fra la solitudine e il desiderio di comprensione. Letture che confido possano affiancarmi in questo ottavo mese dell’anno e che però mantengono intatti quei temi che furono cari agli autori, ma analizza anche le differenze fra una visione più semplice e del fanciullo e quella della realtà circostante che sebbene apparentemente distinti e distanti creano una buona forma d’intesa in un’ampia e vasta gamma di sensazioni e sentimenti di cui il lettore non potrà non sentirsi coinvolto.

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Titolo: Le foglie cadute 
Autore: Wilkie Collins 
Casa editrice: Newton & Compton 
Prezzo: 4,90 €
N°di pagine: 379
Trama: Wilkie Collins mette in scena, attraverso un intreccio sapiente e personaggi indimenticabili, le questioni sociali che affliggono l'epoca vittoriana, e lo fa superando i limiti dei generi romanzeschi che lui stesso ha contribuito a creare, ibridando il sensation novel con il poliziesco, e dando vita a un romanzo d'intrattenimento ricco di colpi di scena, drammi sociali e amorosi, contrasti politici ed economici, che tengono il lettore incollato alle intricate vicende fino al loro scioglimento. Il giovane Claude Amelius Goldenheart, a causa di una relazione con una donna più grande di lui, disapprovata dalla comunità, viene allontanato e spedito dall'Illinois alla sua terra d'origine, l'Inghilterra, a fare esperienza del Vecchio Mondo. L'incontro con Mr Farnaby, un ricco e ambiguo uomo d'affari, lo avvierà alla conoscenza della sua onestà, dalla sua profonda empatia nei confronti dei deboli e degli ultimi, dal suo atteggiamento sincero e fiducioso verso l'umanità intera. 

domenica, luglio 24, 2022

Romanzi letti in un unica seduta

Monto a bordo di vetture, che qualunque sia la loro parvenza, importa solo la meta in cui mi condurranno. Parto così per mete inesplorate, e dopo due o tre giorni che vi arrivo disgraziatamente ogni cosa finisce. Un nuovo culto, una nuova visione del mondo, se non addirittura nuovi personaggi, avevano corrotto il mio credo. La mia visione del mondo. Secondo certe dottrine, inevitabilmente incastrati in una rete di eventi che si rivoltano contro noi stessi, rendendoci inutili mediante quella che lo si può definire forme di sostentamento.
Queste forme di sostentamento, per quanto mi riguarda, in momenti imprecisati della mia vita, sono stati quei compagni di viaggio, che seppur la loro compagnia sia stata alquanto breve, hanno alluso al piacere e al trasporto estatico che silenziosamente hanno agito nel mio spirito, nel mio animo eseguendo nient’altro che rituali, cerimonie da cui ho riscontrato nient’altro che fascino, ammaliamento. Avvolgendo la mia semplice anima nella morsa stretta e ferrea del suo autore, della sua autrice, impedendo alcuna via di fuga se non quando fossi giunta alla fine dell’epilogo.
Un disegno oscuro, ricco di passioni e sensualità, ammaliante e seducente accostato al fuoco della narrativa contemporanea, della scrittura in tutta la sua interezza. Una lettura in cui non si può fare a meno di divenire un tutt'uno con la sua protagonista, avvertendone persino ogni minimo contatto e di cui io ho avvertito così bene.

Titolo: Ink exchange
Autore: Melissa Marr
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 328
Trama: Misconosciuta ai mortali, una lotta per il potere si sta scatenando in un mondo di ombre e pericoli. Dopo secoli di stabilità, l'equilibrio all'interno delle corti fatate si è spezzato e Irial, il re della Corte Oscura, si batte per salvaguardare i suoi sudditi, ribelli e vulnerabili. Se dovesse fallire, ne seguirebbero spargimenti di sangue e crudeltà spietate. Leslie. a diciassette anni, non sa niente né delle fate né dei loro intrighi. D'improvviso si sente attratta da un tatuaggio incantato: capisce di doverlo avere a ogni costo, convinta che sia il simbolo tangibile di quel cambiamento che sta disperatamente cercando. Il tatuaggio in effetti porterà con sé molte trasformazioni, ma non del genere che lei immaginava: sono eventi sinistri e avvincenti, tutt'altro che simbolici. Avvenimenti che uniranno Leslie a Irial, attirandola sempre più in un universo fatato cui sembrerà incapace di resistere, scoprendosi impotente di fronte ai suoi pericoli.

domenica, giugno 26, 2022

Mid year check in booktag: bilancio di metà anno

Al termine di un anno, solitamente si tirano le somme. Si compilano innumerevoli liste, fogli zeppi di parole e frasi che forse non hanno un senso se non per noi stessi, finchè non sfogliamo quello che è stato il resoconto annuale di letture numerose, variegate ma intense. Questo post però si premura ad esplicarne la metà di quei libri letti da quant’è che è iniziato l’anno, sino ad ora, e parlare di ognuno di loro il mio piccolo angolo di paradiso letterario ne esprime una certa parvenza. Nel complesso innumerevoli letture, ancora da vivere e leggere, che contrastano l’effetto di tutte quelle brutte giornate in cui la solitudine, la routine, la piattezza di certe situazioni ti inducono a vivere la vita diversamente. Con il sorriso stampato sulle labbra, con gli occhi di chi non ha mai provato niente di ciò, alcuna parvenza di malinconia, piuttosto un forte attaccamento all’amore, alla vita. È grazie ai libri, alla letteratura che riesco a vivere così. Ed ecco che non userò inutili paroloni per giustificare il numero di letture già lette sin ora, perché la mia prova di abnegazione si è rivelata molto più semplice di quel che credevo. Quasi un istinto naturale, spontaneo, che non mi induce a rinunciare a niente e nessuno quanto a perpetuare questo folle amore per molto tempo.

 1)      Quanti libri hai letto sino ad ora?
84. Entusiasta di aver già raggiunto un piccolo traguardo.


















lunedì, giugno 06, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 14°

Cosa c’è da dire, se non già quello che è stato detto? Credo che quando si tratta di libri rischio di essere ripetitiva, traggono in inganno, mandano a monte ogni piano, ogni progetto. Sembrano inutili sciocchezze, ma in realtà è così. Si, perché il mio cuore sussulta quando si parla di letteratura. Io vivo, letteralmente di letteratura. Perciò quando vedo pile e pile di libri ancora da leggere e vivere sono felice. Sebbene quella della vergogna si stia riducendo nettamente, basta vedere il numero esorbitante di letture che costellano i miei wraup up :P comunque, da grande estimatrice del campo, eccomi nuovamente con l’ennesima TBR, questa volta volutamente scelta, di cui i classici sono una costante precisa. Precisa ma anche numerosa. Di romanzi accumulati le mie strapiene librerie vantano maggiormente opere classiche che moderne, e per adempiere al mio progetto di smaltimento devono essere assolutamente letti. Ma, alla fine, lo spettacolo è sempre lo stesso: grande e bellissimo. Ed io, quella spettatrice curiosa e attenta che si ciba di parole come linfa vitale, fonte di sostentamento di tutta una vita.

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Titolo: Lei, la donna eterna
Autore: Henry Ridder Haggard
Casa editrice: RBA
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 322
Trama: Che Lei non muoia mai è testimoniato non solo da questo omonimo romanzo di uno dei capostipiti del genere fantasy, scritto nel 1887, e che ha venduto ottantatré milioni di copie, tradotto in quarantaquattro lingue, e in italiano apparso per la prima volta nel 1928 con il significativo titolo La donna eterna. Lei non muore mai perché ha certamente ispirato tanti autori che si sono cimentati in opere di narrativa con caratteristiche analoghe e che godono di grandissimo successo ai giorni nostri; pensiamo per esempio alla saga di Harry Potter di J. K. Rowling. Lei non muore mai perché "ce n'è sempre una sola ed è sempre la stessa, fuori dal tempo": da qui la sua contemporaneità, in culture e tempi radicalmente diversi. E non sorprende dunque che, come riferisce l'autore della postfazione, Freud ne parli raccontando un suo sogno, Henry Miller ne faccia il suo "monumento", e Carl Gustav Jung prenda la Regina Ayesha - Lei - come esempio della forma archetipica di anima: guida e mediatrice verso il mondo interiore. Ieri come oggi.

sabato, aprile 09, 2022

Booktag: Il passato, il presente e il futuro libroso

In un banalissimo pomeriggio di inizio aprile, fui come colta da una folgorazione. Parlare di libri è una delle mie più grandi passioni, dunque per smorzare la monotonia generale, decisi di avviarmi lungo una strada che avrebbe percorso non solo il passato ma anche il futuro. Di cosa sto parlando? Ma naturalmente di un booktag divertente e carino, che ho scovato gironzolando sul web, che ho deciso di condividere con voi trapelando qualcosa che nemmeno io credevo di possedere. Che la piattezza di alcune giornate sempre uguali a se stesse svanisca è un valore tutto da constatare. Ma, chi può dirlo, cosa può riservarmi il futuro?

Passato

Quanti anni avevi quando hai iniziato a leggere?

Il mio amore per la lettura sbocciò, per caso, in un afoso pomeriggio estivo di molti anni fa. Nella lontana estate del 2000, durante una vacanza con la mia famiglia nel piccolo paesino di Rossano Calabro, all'età di otto anni m'innamorai della lettura e della mia completa venerazione ai libri grazie a un libro illustrato di favole.

mercoledì, ottobre 06, 2021

Le TBR: richiami dell'anima 6°

L’argomento delle TBR è un argomento piuttosto trattato in questo salotto virtuale. La morale in tutto questo è che, pur quanto cerchi di non pensarci, l’atto di programmare letture è capace di dominare i miei istinti, i miei impulsi pur di rendermi forte, avviare un percorso di lettura, proseguendolo a testa alta senza impedimenti o ostacoli. Scrivo questo perché traggo fede da una serie di progetti che confido di poter portare a termine: per qualche mese non acquisterò libri, e pur quanto mi piace avere pieno possesso di ciò che più mi piace devo pensare ad altro, a priorità più urgenti. E l’atto di acquistare compulsivamente libri deve cessare. Non per sempre, ma per un po’. Perché di libri ancora da leggere e vivere le mie librerie ne vantano un centinaio, il tempo è sempre troppo limitato e di giustificazioni per rimandare innumerevoli. Crescere vuol dire anche questo: affrontare la vita con sacrificio. E da qui i miei innumerevoli tentativi di stilare l’ennesima TBR. Il mese scorso, un progetto letterario, che è andato a buon fine, anche se di sorprese letterarie ce ne sono state. Questo mese? Beh, chi può dirlo? Come dice un antico proverbio, lo scoprirò solo vivendo.

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Titolo: Lo scarabeo d’oro e altri racconti
Autore: Edgar Allan Poe
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 180
Trama: Un insidioso insetto dorato, una pergamena con uno strano messaggio cifrato, un’avventurosa spedizione notturna sulle tracce del ricchissimo tesoro di capitan Kidd: sono questi gli elementi di uno dei racconti più straordinari del grande maestro del mistero.

sabato, settembre 04, 2021

Le TBR: richiami dell'anima 5°

Mentre cammino lungo il sentiero insidioso della vita, un reticolo di immagini, suoni e parole passo dopo passo si allungano e strisciano fra di me. Dopo una manciata di giorni che mi sono sembrati piuttosto veloci, repentini, arrivò il momento di scegliere chi e cosa avrebbe affiancato la mia avanzata lenta questo nono mese dell’anno. Ho osservato gli scaffali strapieni della mia libreria, e mi sono resa conto che di letture da leggere e vivere ce ne sono ancora un bel po' e che scegliere si sarebbe rivelato difficoltoso per l’ennesima volta. Ma ecco che mi ritrovai avvolta in una calda e umida folata di prospettive letterarie, che mi indurranno a sbucare e sbarcare in svariati luoghi. Al momento, mi trovo a bordo di una nave, alle prese con una gigantesca ma bellissima balena. Successivamente, non ho idea di dove sarò. Le coste colorate di questi libri brillano alla luce nascente di un nuovo giorno. Che sia arrivato il momento di << macchiarmi >> di nuovi eventi e abbracciare tutto questo con molta più soddisfazione di quel che credevo?!?


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Titolo: Nord e sud
Autore: Elizabeth Gaskell
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 512
Trama: Nord e sud racconta la travagliata storia d’amore tra John Thornton e Margaret Hale, complicata da orgoglio e pregiudizi di sapore austeniano e dalle nuove istanze sociali di un’Inghilterra in piena industrializazzione. Lui è un facoltoso proprietario di fabbriche tessili, simbolo della nuova borghesia capitalista di una cupa cittadina nel Nord industriale. Lei è la figlia di un curato trasferitosi dal Sud rurale e tradizionalista, intriso di morale cristiana e ancora governato dall’aristocrazia dei proprietari terrieri. Due caratteri lontani per indole, estrazione e cultura, che da subito si attraggono e respingono tra continui scontri e franteindimenti in un rapporto complesso, la cui evoluzione appassiona i suoi lettori da oltre un secolo e mezzo.

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