lunedì, maggio 31, 2021

Romanzi su misura: Maggio

Mi domando spesso cosa pensino i lettori quando vedono un numero spropositato di letture popolare il salotto virtuale di questo antro. Scrivo, riverso parole, frasi, pensieri attraverso cui non modifico o cambio il mondo; semplicemente lo interpreto. Leggere libri, da sempre, mi ha indotta a giungere a vette di inestimabile grandezza. La fantasia dell’individuo che può cogliere qualunque aspetto, seppur immaginifico. Ma come ogni essere umano ho dei limiti, un lavoro, una vita privata e di tempo a disposizione sempre meno, che tuttavia non mi impedisce di rispettare un certo rigore autoimposto: dedicare qualunque attimo di tempo alla lettura. La mia mente, lasciata a se stessa, detta ragione.
Ed ecco su un tavolo virtuale una pila di libri, l’ennesima con costine colorate, anime passionali che sussurrano dalla mensola di una libreria fin troppo capiente. Voi credete alla magia? Beh, io si. E credo che nel momento in cui apriamo un libro siamo noi stessi ad essere trasportati dinanzi a prodotti di autobenessere. Non importa la loro provenienza, il loro linguaggio, ma l’effetto catartico di saper curare i mali provocati dalla realtà. Quelli che, alcuna magia più forte potrebbe curare… niente che non possa competere con un libro.


Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Una storia che è stata raccontata con la consapevolezza di essere confidata, capace di logorare dall'interno lo spirito di chiunque. Un dramma sentimentale, seducente e romantico, un opera raffinata e delicata come profumate camelie, che non lo fa sembrare un romanzo, piuttosto una proiezione realistica in cui si provano più sofferenze che gioie. Un disperato bisogno d'amare condiviso con altri; ci si mette ai suoi piedi, ai suoi ordini, costringendo a renderci schiavi anche solo per poco tempo.

Valutazione d'inchiostro: 4
 
 
 
 

sabato, maggio 29, 2021

Gocce d'inchiostro: Raggi di luna - Edith Wharton

Non ci sono varie occasioni di leggere trattati sociali, politici così conformi alla realtà e ovviamente un quadro psicologico attinente al secolo come quelle che comprendono sicure il mio palpitante viaggio nell’ignoto. A forza di leggere classici, ho maturato e – giorno dopo giorno cresce sempre di più- un amore incommensurabile per i classici, che respirano alla mia stessa frequenza, riempiono il viso e l’anima. Se questo tipo di lettura mi piace, mi rende felice, che la serenità è quasi sempre pronta a bussare alla mia porta, validi motivi ci saranno, che non avrei trovato posto in nessun altro luogo se non in questo. Evviva i libri!
Non ci sono dunque motivazioni, scusanti del perché questo mese abbia letto svariati classici e ovviamente la mia aura divenne sempre più lucente man mano mi inoltravo in luoghi in cui avrei fatto perdere completamente le mie tracce. Recentemente ad attrarre la mia attenzione, fu nuovamente Edith Warthon, che avendo scoperto che le sue opere accarezzano la mia anima con estrema cura, mi portò in giro per presentarmi ad una coppia. Non mi ci volle molto per farmi raccontare alcune delle loro esperienze, strettamente legate al matrimonio e ai loro sentimenti. Qualcuno che suggerisce un certo disequilibrio, altro che esprime assetti negativi come se stessimo assistendo di persona. E dunque una situazione normale che ha sortito in me un certo fascino, finalmente navigato in un luogo che mi ha rimembrato i coniugi de Belli e dannati, fino alla fine, viaggiando nella corrente di un fiume a volte lucido a volte iridescente.


Titolo: Raggi di luna
Autore: Edith Warthon
Casa editrice: Bollati
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 286
Trama: Sposi per un anno. Questo è il patto che  Nick e Susy Lansing hanno stipulato: rimanere uniti nella buona sorte fino a quando il denaro dei regali di nozze e l’ospitalità degli amici consentirà loro di continuare la luna di miele. Poi, se una migliore occasione si presenterà a uno di loro, l’altro acconsentirà a lasciarlo libero. Lo scenario dei primi mesi di questa anomala unione è idilliaco: una romantica villa sulle sponde del lago di Como, un palazzo patrizio a Venezia, passeggiate nelle calli ombrose, chiari di luna, amici spensierati sempre pronti ad assecondare i due novelli sposi. Eppure, fin dall’inizio, la macchina perfetta del matrimonio concordato si inceppa, incalzata da un elemento imprevisto: l’amore. Capriccioso, incoerente, poco incline a compromessi e a sfumature, l’amore si insinua nella mente ordinata e onesta di Nick, che ha idealizzato la moglie al punto di non poterle perdonare nessuno sbaglio, nessuna leggerezza, e in quella di Susy, incapace di rinunciare ai suoi sogni di grandezza se non per il marito, ma così spaventata da questa scoperta da non riuscire a dirglielo, anche quando sarebbe l’unico modo per trattenerlo. E allora, di nuovo soli, “liberi”, come amavano dire prima di sposarsi, Nick e Susy cercano ognuno la propria occasione lontano dall’altro, lui sul panfilo di ricchi amici, lei nientemeno che con un lord. Ma l’amore che paradossalmente li ha separati, si è talmente insinuato nel loro cuore da ricongiungerli.

giovedì, maggio 27, 2021

Gocce d'inchiostro: I miei piccoli dispiaceri - Miriam Toews

 Giunsi fra le pagine di questo romanzo che le mie certezze di recarmi fra le soglie di un luogo tendenzialmente conosciuto da molti ma sconosciuto per me mi staccò completamente dalla vita, dalla routine: con la velocità di un battito di ciglia. Una donna piangeva disperata la scomparsa prematura della sua unica  sorella, che aspirava ad una vita appagante e tranquilla. Approfittando dell’amore reciproco che li legava, indirizzata in un luogo da cui siamo entrambi stati sottratti brutalmente. Non avevo granchè da confidare nei riguardi di queste pagine: se non per sentito dire, il romanzo non mi era del tutto avvulso. Ma la copertina brillante, scintillante, mi parlava di valori, disciplina, sussurrava cose che non mi sarei minimamente sognata, offrendomi di anticiparmi il posto d’onore di giungere fra le sue braccia molto prima del previsto. Questo non è un problema del romanzo in sé, semplicemente del fatto che certe letture sono responsabili di ciò che detiene il tuo cuore, anche di quelli meno imprevedibili.
Ed ecco che questo romanzo fece parte di una linea di demarcazione che costeggiando una parte specifica del mondo, srotola una generazione, una famiglia che a dispetto di tanti altri lettori non ha generato nient’altro che moti di tenerezza. In un continuo complotto di parole sussurrate nelle orecchie di qualcuno che giunsero subito e così come arrivarono scomparirono.


Titolo: I miei piccoli dispiaceri
Autore: Miriam Toews
Casa editrice: Marcos y Marcos
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 363
Trama: Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere, le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournèe. “Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero che si celebra la grazie e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.

martedì, maggio 25, 2021

Gocce d'inchiostro: Shirley - Charlotte Bronte

Finalmente accadde di poter cogliere l’occasione di leggere questo bellissimo romanzo. C’erano donne forti, atti d’accusa senza remore contro di esse, che mi condusse in un luogo in cui feci perdere completamente le mie tracce. Ero interessata? Assolutamente si. Si trattava di un nuovo viaggio, una nuova occasione trasformata in opportunità, con una vasta gamma di nozioni e ideologie in cui si avverte una parvenza di inquietudine, il desiderio di non poter raggiungere quella strada che avrebbe indotto alla redenzione, a gesta individuali insopportabili e irreparabili, attraverso cui la società dovrebbe interessarsi a dissipare tali mali. Un carico fin troppo pesante, nella resistenza a un dovere che prostra in due, recide chiunque. Chi è dotato di una certa intelligenza confida presto o tardi che sia fatta giustizia, nonostante ciò avrebbe potuto comportare a una scossone di cuori fragili e innocenti, sciolto qualunque privilegio immeritato. L’animo necessita di essere risvegliato, il cuore dovrebbe bearsi di qualunque assetto spontaneo e naturale… cosa fare affinchè l’uomo possa migliorarsi, avvertire più intensamente la vita? Non soltanto le virtù, quelle virtù che si credevano perdute, ma anche difetti e aspetti malvagi?
Shirley è un romanzo che, a dispetto de Il professore o di Jane Eyre, non lascia adito ad alcun dubbio: l’amore, la congiunzione è un lusso che non ci si può osservare. È un vizio, un bene supremo riservato esclusivamente ai ricchi, che si incastra irrimediabilmente e come una tela alla nostra anima, dà libero sfogo ai sentimenti, ai sensi. Ma, grazie alla fede, a un certo dovere e sentimento di profonda devozione che si riserva a Dio, sovvertire ogni cosa. In un contesto a dir poco parco, quasi povero, misero in cui la stessa idea di dovere è intrisa in quella di sopravvivenza e comprensione mancata. 

Titolo: Shirley
Autore: Charlotte Bronte
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 658
Trama: Presto fa amicizia con Caroline, orfana e nullatenente, praticamente il suo opposto. Caroline è innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta dalla dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert – convinta che non sarà mai ricambiata – dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile….

domenica, maggio 23, 2021

L'anti TBR: repulsioni dell'anima

I primi giorni di aprile si aprirono su uno scenario particolare, strambo, che mi indusse a compiere un gesto che francamente non avevo mai compiuto. Stilare una TBR. Sono giunta alla conclusione, ora che è trascorso un certo lasso di tempo da quant’è che ho pubblicato questo post, che quello del programmare le letture è una modalità di approccio che ti allontanano dalla routine, dalla monotonia in generale, approfittano del nostro poco tempo libero a disposizione per sopraffarci da ciò che è più giusto leggere o meno. Un tempo non ci pensavo due volte ad ascoltare la voce del mio cuore; ora, la penso diversamente. Credo che le TBR siano delle buone programmazioni di letture, per chi vive giornate intense e anela a scovare qualcosa che possa non deluderlo.

Ma come le liste di libri che desidero leggere, vi sono però titoli cui non nutro alcun interesse a leggere. Perlomeno adesso. Non sono una lettrice snob, vanitosa dicendo che la mia anima si ciba esclusivamente di letture impegnative e sofisticate. Proprio no! Sono quel genere di lettrice che a pelle crede che certe letture non facciano per me, che è inutile insistere fin quando il loro eco echeggerà fra le pareti luminose della mia camera. Evidentemente un grosso, irrimediabile pregiudizio, ma un pregiudizio che non ho mai considerato un problema poiché sono responsabile di ciò che scrivo, e so che quando arriverà il momento più adatto Sogni d’inchiostro ospiterà anche quelli autori di cui non ha mai accolto.


1)      Libro popolare che è stato amato da molti, ma che non ti attrae


Questa saga narra di un mondo fantasy di cui molti lettori desidererebbero voler viverci. Tolkien, tuttavia, non mi ha mai attirato. E la sua immancabile assenza credo che sia una risposta a quel naturale desiderio di non voler averci niente a che fare. Un pregiudizio che, mi rendo conto, un giorno, forse, mi pentirò anche solo di aver formulato J


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