giovedì, gennaio 09, 2025

Le TBR: richiami dell'anima 45 °

Non sono trascorse nemmeno 24 ore che io ero pronta, finalmente, a stilare l’ennesima lista di lettura. La prima del 2025, che mi darà, perlomeno lo confido, molte più soddisfazioni di quel che credo, partendo col botto, con quei pochi fuochi d'artificio che ancora odo dalla finestra della mia camera, dritto dritto come un siluro, pronto a squarciare la quiete in un normalissimo mattino di inizio gennaio. Diretta verso una meta ma ancora un pò lontana e quasi irraggiungibile, convinta - sì, assolutamente - di accogliere questo nuovo anno come l’inizio di una nuova avventura. Per me il capodanno, l’avvento di un nuovo anno sortisce sempre un certo effetto, e non può sembrare non più eccitante di così partire con una bella pila di romanzi, svettare sul mio comodino, pronta a viaggiare su navi che con il loro lento sciabordio mi condurranno chissà dove. In mare, ma anche a bordo di una zattera in cui mi impegnerò di comandare. Tornando salva, o perlomeno incolume, ma contenta di imbarcarmi nell’ennesimo entusiastico sbocco sull’anima.

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Titolo: Il trasgressore

Autore: D H Lawrence

Casa editrice: Elliot

Prezzo: 17,50 €

N° di pagine: 232

Trama: Siegmund, violinista di mezza età e padre di quattro figli, si innamora di una sua giovane allieva, Helena, e fugge con lei per una vacanza segreta sull'isola di Wight. I due, però, fuori dal contesto metropolitano di Londra non riescono a trovare la pienezza dell'amore, né a isolarsi realmente dalle loro preoccupazioni cittadine. Invece di vivere in modo spontaneo il loro rapporto, si rifanno continuamente ai grandi miti della passione - come quello del "Tristano e Isotta" di Wagner - trasformando la fuga d'amore sull'isola in qualcosa di inautentico. La fallimentare trasgressione delle regole borghesi avrà un effetto incurabile su Siegmund, facendolo precipitare in un crescente stato claustrofobico. Pubblicato nel 1912, il romanzo prese spunto dal diario dell'amante di Lawrence, la scrittrice inglese Helen Corke. In esso Lawrence anticipò i temi su cui l'autore costruirà la sua fortuna: il conflitto tra passione e responsabilità etica, l'atmosfera esaltata e febbrile, il paysage moralisé, le fecondazioni wagneriane, la ricerca di una libertà effimera e ansiosa.

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martedì, gennaio 07, 2025

Gocce d'inchiostro: Uno scià alla corte d’Europa - Kader Abdolah

Fu il Caso a farci incontrare. A fagocitare, in una manciata di ore, anche questo romanzo, la cui lettura ho rimandato per anni e di cui io stessa mi reputo responsabile del nostro incontro/ scontro. Queste pagine hanno funto da antidoto per chiunque, specie per chi è sprofondato in un limbo da cui non se ne scorge la luce, e mediante la lettura di parole che in un momento imprecisato della sua vita lo salvarono, il viaggio come rifocillazione terrena e non ci aiuta a prendere quella giusta direzione.Padrone di un tesoro di inestimabile bellezza, scovato tempestivamente in un epoca che sta avanzando in un lento declino, abile profanatori di teorie e critiche, desideroso di un'indipendenza fisica e morale che non tutti possiedono. Tanti, come me in questi primi giorni dell’anno, metaforicamente parlando partono lasciandosi alle spalle una realtà che non soddisfa nella sua massima integrità. Tanti si sono lasciati alle spalle monumenti, tombe, leggende, ricordi bellissimi e tantissimi fantasmi racchiusi in meno di cinquecento pagine che oggi altro non sono che un viaggio nella vita. Gran belle esperienze di vita nelle quali sono molto pochi coloro che vi vogliono abitare e posti in cui non si è mai soli.Ogni sera tra le rovine di un cuore giovane racchiuso nella gabbia toracica di una massa di carne instabile e alquanto malconcia ho visto la sagoma di un un uomo, un professore la cui anima non ha aderito perfettamente alla mia ma ci è andato molto vicino. 

Titolo: Uno scià alla corte d’Europa

Autore: Kader Abdolah

Casa editrice: Iperborea

Prezzo: 19, 50 €

N° di pagine: 365

Trama: Orientalista all’Università di Amsterdam, Seyed Jamal ritrova il diario di viaggio di uno scià che a fine ’800 lascia la Persia e con un infinito stuolo di principi, funzionari e mogli dell’harem intraprende il suo Grand Tour alla scoperta dell’Europa. Armato di curiosità e ironia, Seyed si unisce alla carovana del re e come una moderna Sherazade, fondendo realtà storica e fiaba orientale, narra le mille e un’avventura di questo viaggiatore d’eccezione, despota crudele e ingenuo, colto e infantile, facile preda del Grande Gioco europeo per il controllo del Medioriente, sovrano di un regno millenario e retrogrado a confronto con il progresso vorticoso che cambierà il mondo e plasmerà il nostro presente. Accolto come un vecchio amico dagli zar e dalla regina Vittoria, con cui condivide la via del tramonto in un decadente rituale di corte, lo scià attraversa la Germania di Bismarck e la Francia repubblicana, incontra Tolstoj, il padre di Stalin, Debussy e Monet, testa l’aspirina della Bayer e sperimenta le scoperte di Siemens e di Pasteur, capisce la portata rivoluzionaria della catena di montaggio e delle industrie inglesi, e assiste impotente alla ribellione di Banu, sua moglie prediletta, che ha letto, pensato e sognato troppo per non cercare in questo viaggio una fuga verso la libertà. Ma lo smarrimento dello scià di fronte al formarsi dell’Europa moderna si riflette in quello di Seyed per la crisi dell’Europa attuale, dove la Storia, con la stessa inesorabilità, lungo lo stesso tragitto seguito dal re persiano, conduce ondate di profughi intrecciando sempre più i destini di Oriente e Occidente, e dove uno scrittore rifugiato come Kader Abdolah, che con la «magia dell’immigrazione» si è ricostruito un’identità, cerca nella letteratura nuovi territori di incontro.

domenica, gennaio 05, 2025

Romanzi su misura: Dicembre

La fine dell’anno è anche la fine di svariati percorsi. La fine di mangiate letterarie, non solo di piatti vari e leccornie che, al solo pensiero, mi fanno sentire ancora piena, sazia di emozioni e attimi di serenità quanto di un percorso di crescita personale, letterario e mentale che ha a che fare con la felicità. Con la fine dell’anno ciò non toglie che, nel 2025, non mi premurerò a proseguire lungo questa strada, quanto a perseguire altri obiettivi, naturalmente librosi ma anche no, che se all’inizio hanno disegnato una linea di confine tra l’impossibile e il possibile, ora sono diretti lungo la strada del mai più ritorno. Questo 2025 sarà all’insegna del cambiamento, non confidando in qualcosa che ancora non possiedo, quanto lavorando bene e a fondo su ciò che possiedo già. Con al mio fianco un discreto numero di opere, autori che, come in questo anno ormai concluso, saranno in assoluto quei compagni di viaggio da cui vorrò essere affiancata. Ma pronta a qualunque sfida, qualunque intenzione il Fato voglia presentarmi, donarmi, affinché i sogni che custodisco gelosamente possano presto o tardi diventare realtà.

Questo lungo e forse inutile pippone per dire, che nel bel mezzo di tutto questo, queste letture hanno costellato il dodicesimo mese di un anno intenso, ma repentino. Veloce e inatteso come una scarica elettrica, da cui mi sono congedata grata, speranzosa che questo 2025 possa essere esattamente come desideriamo.

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Una storia indimenticabile e perfetta che, nella sua brevità, riesce a trasmetterci un certo dolore. Un contenitore di verità fondamentali che pochi individui sono in grado di comprendere. Una ricostruzione attenta che funge da monito verso coloro che continuano a costruire delle solide barriere attorno a se stessi.

Valutazione d’inchiostro: 4

venerdì, gennaio 03, 2025

Gocce d'inchiostro: La colomba pugnalata - Pietro Citati

In qualche modo ho anche io << scritto >>. Si, ho scritto. Lo sto facendo adesso, che ripongo queste poche righe. L’ho fatto in passato, e lo farò anche in futuro. E, in qualunque caso, col cuore colmo di gratitudine, gioia. Un’intraprendente e folle viaggio per partecipare a quel l'ennesimo evento in cui la mia anima avrebbe potuto congiungersi non solo a quella dei suoi personaggi ma anche a quella dell'autore. Non scrivo questo perchè voglio sembrare arrogante, ma perchè trattasi di una certezza: la felicità di confidare in quel momento in cui le nostre anime si congiungono è desiderata con ansia, dolorosa e incontenibile attesa che sarà poi celebrata con ciò che resterà, alla fine, attraverso quel contenitore imperfetto della scrittura. Epifania di un mancato divenire dell’invisibile e del oltretempo. La bellezza e la felicità a cui mi riferisco, e che aprono le danze a questo nuovo anno, sono facilmente riconducibili ad un testo che ho letto dopo aver vissuto lo splendido ma difficilissimo viaggio della Ricerca. Un viaggio che si è protratto per quasi un anno e che le ore, i giorni, le settimane e i mesi che hanno scandagliato la lettura di un testo, un saggio, nella luce e nella musica, hanno funto da effetto dilatante. Poiché questo saggio, come tanti altri letti, fa parte di una splendida essenza, parte straordinaria e principale di un quadro, una magnifica architettura la cui linfa vitale risiede nel dolore, in quell’unica orma del povero Proust che penetrò non solo nel suo cuore ma anche nel cuore di chi lo lesse, lo conobbe e lo amò. Proprio come me.


Titolo: La colomba pugnalata

Autore: Pietro Citati

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 364

Trama: Né "La colomba pugnalata", Pietro Citati accetta una sfida temibile: avvicinarsi al mistero che fu Marcel Proust. Con la sensibilità e gli strumenti del narratore, con il rigore del saggista, egli ci rivela il paradosso di quest'uomo tutto dolcezza e passività che cela dentro di sé un grandioso architetto, un sublime legislatore, un pensatore metafisico capace di costruire una delle ultime cattedrali d'Occidente.

mercoledì, gennaio 01, 2025

The Best Book of .... 2024! Un anno pieno di parole: carta e inchiostro

Le giornate si accorciano sempre più, divengono più fredde, quasi melanconici ma dotLe giornate si accorciano sempre più, divengono più fredde, quasi melanconici ma dotati di una magia particolare che inevitabilmente induce ad un congiungimento con la propria anima. La fine di un anno scandisce la fine di tante cose accadute in soli trecentosessanta giorni, tante cose avvenute uno appresso a un’altra che come una girandola impazzita, ma non ciechi di avventure, avvisaglie del cuore umano. La fine dell’anno è quel momento in cui bisogna tirare le somme: sedersi al computer e redigere l’ennesima lista in cui è possibile confrontarsi fra ciò che ci è piaciuto e ciò che non, ciò che ha arricchito il mio bagaglio culturale e ciò che invece non lo hanno nemmeno sfiorato, in una carrellata di scelte o sceneggiate stilistiche che, nel loro fragore o nel loro lento piattume,hanno lasciato sicuramente traccia del loro passaggio.

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Migliori biografie:

Opere che sono radicate nel territorio dell'immaginazione urbana e neli spazi urbani, in cui fa quasi sempre da sfondo una Londra distesa in una cappa di vapore. In un palcoscenico frenetico in cui il lungo viaggio del protagonista o dei protagonisti entrano in contatto con diversi meccanismi: la famiglia, l'istruzione, la prigione. Viaggi in cui si ha la consapevolezza di vivere amori folli, ardenti, malesseri e benesseri, in cui si cerca di crescere in questa tetra landa. Rifocillando l'anima, e ripristinando quel briciolo di serenità che ancora ci è riservata.

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