lunedì, febbraio 27, 2023

Romanzi su misura: Febbraio

Provvedo sempre a prendere nota di ciò che leggo. Voglio dire, perché non farlo?!? Lettrice onnivora e appassionata, lo sono sempre stata, e di periodi in cui la lettura non sia stata la mia più fidata compagna le si contano sulla punta di una mano. Dunque, anche questo secondo mese dell’anno, è stato parecchio ottimale. Soddisfacente, entusiasta che, eccetto una piccola eccezione, i cui protagonisti hanno parlato al mio cuore. Hanno condizionato giornate apparentemente simili a se stesse, ma ricche di contenuto, gioendo di ogni attimo di felicità in loro compagnia, consumando qualunque bisogno affinchè mi indussero a raggiungere la felicità. Si, perché, a modo mio, e forse ancora per molti in maniera incomprensibile, leggere mi rende felice. Allieta lo spirito, rinvigorisce il mio corpo minuto, sempre in lotta fra il voler fare e il poterlo fare, contenta poi di vedere, alla fine, i miei obiettivi raggiunti. Ambizioni che non si sono volatizzate in una manciata di ore, quanto solidificate, hanno emesso un loro battito in questo strambo e folle Cosmo.



Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Una storia non proprio originalissima che puzza di magia oscura, esoterismo, dove fanno da sfondo i meravigliosi paesaggi della città di New York. Un quadro affinato in cui si parla di personaggi disumani e crudeli che, macchiati da gesti o azioni sconsiderate, si troveranno coinvolti in qualcosa di orripilante e oscuro. Intrappolati in una rupe di acque nere e profonde dove non si riesce a  vedere sul fondo.
Valutazione d’inchiostro: 4

sabato, febbraio 25, 2023

Gocce d'inchiostro: Liberi come la neve - Rita Nardi

Niente di così irreparabile né da cui posso trarre insegnamento, ma i romanzi nostrani sono per me motivo di grande diffidenza. Alcune volte mi affascinano, altre mi impediscono ad approcciarmici per il timore di incorrere in qualche delusione... Recentemente situazione analoga accadde con il romanzo di un autrice italiana, mia coetanea, che francamente non conoscevo, nonostante sia una frequentatrice del booktoker, e questo romanzo, questo in particolare, mi indusse a prendere una strada tutta sua, perché il peso della realtà delle volte grava sulle mie spalle come un fardello fin troppo pesante, provando ad entrare non solo nella mia testa ma anche nel mio cuore. Prima era solo una sensazione, ora è una certezza, e le pagine bianche che riempio non presumono niente di che ma solo semplici forme di condivisioni. Retrocessi alla categoria di letture da cui bisognerebbe fare ammenda o semplici svaghi, a seconda di come li si vede, lanciando un urlo dalla soglia morale della nostra anima che non possa essere solo sentito ma accolto.
Questo romanzo non dice niente che non abbia letto o sentito in passato, ma leggerlo ha suscitato un guazzabuglio di sensazioni straordinarie che hanno acquietato lo spirito ma non travolto, romantico ma non necessario, che  tuttavia ho vissuto con pianti e sorrisi. Il sogno a occhi aperti di cui pochi hanno osato parlare apertamente, trasformato in un incubo per un adolescente come Nive, reso straordinario più di quel che credevo per i temi che tratta la sua autrice che non sono mai scaduti nel banale o nel ridicolo soprattutto quando si è così giovani.
Liberi come la neve, però, resiste a questo brusco pregiudizio, proprio nel momento in cui comincia a dilargarsi la sua storia, di cui io non ho potuto fare a meno di sentirmi partecipe. Riducendo la mia anima in minuscoli pezzettini e, solo alla fine, raccogliendola con niente di così eclatante da impedirmi di farlo, ma con quietezza e sgomento, un arrivederci in sordina che reca una preghiera di aiuto, un abbraccio gettato di slancio che nonostante non abbia quel fervore di cui mi aspettavo di constatare da una storia di questo tipo, tocca le corde più sensibili del nostro animo.

 

Titolo: Liberi come la neve
Autore: Rita Nardi
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 15, 90 €
N° di pagine: 450
Trama: Mi chiamo Nive White e so bene cosa significhi non avere un luogo da poter chiamare casa. Questa parola mi è estranea da quando i miei genitori sono scomparsi e ho cominciato a essere sballottata da un paese all’altro. Nessuno mi ha mai accolta, nessuno mi ha mai voluta. Per questo, quando lascio Parigi e atterro in Canada, non mi aspetto nulla. Devo resistere qualche mese, fino a quando compirò diciotto anni e sarò libera. Eppure qui c’è qualcosa di diverso, lo percepisco appena trovo una foglia rossa al mio arrivo. Anche se i boschi sono sepolti da metri di neve, mi sento in pace sotto l’ombra degli abeti. O forse sono le persone a darmi questa sensazione di calore. Come lo zio Henry, che mi ha aperto la sua casa, o Margareth, che mi cucina i pancake, o Kaya, che mi strappa un sorriso. C’è solo una persona a cui non piaccio per nulla. Un ragazzo schivo, con occhi grigi e impetuosi come una tormenta. Si chiama Hurst e per lui sono una straniera. Un pulcino che non appartiene alle gelide foreste della tribù Navajo di cui fa parte. Eppure, anche se le sue parole mi feriscono, il suo sguardo brucia e legge la mia tristezza. Non posso negare quello che provo, ma ho paura di fidarmi, perché il passato mi ha insegnato a essere diffidente e non mettere radici. Forse, però, la mia vita può essere diversa. Secondo una leggenda della tribù, chi trova la wapasha, la foglia rossa, è in grado di cambiare il proprio destino. Se è davvero così, vorrei trovare il coraggio di seguire l’istinto. Lo stesso che mi conduce tra le braccia di Hurst. Mi chiamo Nive White e questa è la mia storia. 

giovedì, febbraio 23, 2023

Solo un'illusione: fantasy che credevo di amare ma che mi hanno delusa

Non credo che certe letture, se disastrose e irripetibili, siano da considerare memorabili. Eppure ci sono stati momenti, durante il mio percorso di lettrice, in cui mi sono imbattuta nella lettura di romanzi, checchè essi siano fantasy o classici da cui ho riscontrato solo effetti negativi. Così pare, così si evince da recensioni lunghe e chilometriche, in cui il mio disappunto di non poter accettare l’ennesima infarinatura letteraria è più forte di qualsiasi altro istinto. Fu così che, in buona fede o meno, vengono spedite in un angolo remoto della mia coscienza. Qualunque cosa gli si voglia, trasmettono sempre emozioni. È questa la cosa più importante. Ed ecco che, consapevole di chi sto parlando, rievoco quelle letture che disgraziatamente non hanno soddisfatto appieno il mio spirito. Sulle prime mi avevano ricordato una finta città antropomorfica e straordinaria, rivelatesi poi nient’altro che cittadelle in cui ho potuto si perdermi ma anche desiderato di fuggire, il prima possibile.

Romanzo fantasy per giovani adulti ma concerne anche ad un pubblico adulto, una lettura che non spicca per tante cose ma soprattutto per la caratterizzazione dei protagonisti, il loro essere forti, figure divenute di carne e ossa che non hanno nè un’importanza simbolica nè metaforica. Quel forte senso di vendetta, la sensazione di essere avvolti e fagocitati in un’atmosfera densa, oscura, cupa dove predominano la malvagità, il desiderio di sopraffare il prossimo, la vendetta, la lealtà, rappresentano il guizzo di una storia che avrebbe potuto emettere un vagito all’inizio di una nuova era.

Titolo: Gli inganni di Lock Lamora
Autore: Scott Lynch
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 612
Trama: Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.

martedì, febbraio 21, 2023

Gocce d'inchiostro: L'ultima traccia - Charlotte Link

Non amo particolarmente i gialli. Non che sia un tubù o un segreto che desidero custodire gelosamente, ma i romanzi incentrati su indagini poliziesche, morti repentine e brutali, pagine e pagine di ricerche ed informazioni che non portano da nessuna parte se non a girarci intorno, non hanno mai sollecitato più di tanto la mia attenzione. Ma questo romanzo, nonostante i buoni propositi, l’ho portato a termine: l’ho letto – non divorato -, senza scontare in qualche sbadiglio. Ci sarebbe da ridire, non lo metto in dubbio. Ma a me la Link mi piace quando combina elementi in cui il tessuto ammaliante del passato cozza col presente, e segreti di famiglie che erano interamente nascosti prendono vita. Questo romanzo non esplica niente di ciò, ma io avevo scelto di proposito di leggerlo. Ciò che accadde durante il periodo della sua lettura fu completamente diverso da quel che credevo, e non sapevo se fosse un mancato tentativo d’azione o una << gaffe >> nel periodo di scrittura, il legame che si è interconnesso fra me e la sua autrice.
Nulla di così memorabile, dunque, ma sicuramente che tiene su un meccanismo a dir poco affascinante per gli amanti del genere che tuttavia mi si è rivolto con un sorriso. Un sorriso che, per educazione e curiosità, ho ricambiato serbando però la speranza nel cuore di un prossimo incontro con la sua autrice. Un incontro che possa lasciare un segno nella sabbia del tempo, proprio come accadde qualche tempo fa.

Titolo: L’ultima traccia
Autore: Charlotte Link
Casa editrice: Tea
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 492
Trama:
La vita della ventitreenne Elaine Dawson sembra un susseguirsi di delusioni e fallimenti. Per questo Elaine non resta troppo sorpresa quando, in una fredda giornata di gennaio del 2003, i suoi progetti vanno nuovamente in fumo: è in partenza per partecipare al matrimonio di un'amica a Gibilterra, e tutti i voli da Heathrow vengono cancellati a causa della nebbia. Ma forse questa volta succederà qualcosa di inaspettato che darà una svolta alla sua vita: un affascinante sconosciuto le offre di andare a pernottare a casa sua, vicino all'aeroporto, invece di accamparsi nella squallida sala d'attesa fino al giorno dopo. Elaine accetta. Da quel momento nessuno la rivedrà più. Cinque anni dopo, l'amica e giornalista Rosanna Hamilton si occupa del suo caso nell'ambito di una serie di articoli su persone scomparse senza lasciare traccia. Al suo fianco l'avvocato Marc Reeve: l'uomo che all'epoca ospitò Elaine. Sebbene gli inquirenti non avessero mai pronunciato accuse nei suoi confronti, il sospetto era stato sufficiente a rovinargli carriera e vita privata. Improvvisamente spuntano degli indizi che Elaine sia ancora viva. A Rosanna e Marc non resta che seguire questa traccia, ignari dei pericoli che li attendono...

domenica, febbraio 19, 2023

Marchi indelebili: romanzi di fantascenza per principianti

Fantascienza non è una parola che uso spesso. Anzi, è l’esatto contrario di ciò che mi piace, di ciò che mi attira. Fantascienza allude a ciò che è al di fuori dell’ordinario, e al piacere estatico, in cui i sensi cozzano con la realtà circostante, ed il flusso dei nostri pensieri agiscono con l’intensa calma dei fanatici religiosi. Qualche volta, è capitato di veder approdare, in questo salotto virtuale, romanzi che esulano dai miei gusti. Voglio dire, non disdegno la lettura di un buon libro, checchè si voglia dire. Certamente ci penso due volte se mi proponessero un giallo. Ma quasi sempre in questi casi è eseguita una sorta di cerimonia fra me e il mio spirito in cui sono gli stessi romanzi ad avvolgere le mie fragili membra con estrema cura, lasciando comunque un segno del loro passaggio. Fu così che capitò di imbattermi nella conoscenza di opere, romanzi che mi restarono impressi nella mente non quanto per il genere specifico cui abbracciano, quanto per le sensazioni che la loro lettura ha sortito così bene. Negativamente o positivamente, sono romanzi che ho letto e di cui serbo un certo ricordo. Un buon sbocco per chi non è avvezzo a girovagare in questo strambo mondo, un’occasione per valicare i cieli celesti di luoghi cui non avevamo ancora visto.


Un fantasy innovativo, semplice e avvincente, nonché una sequenza di immagini frenetiche in un caleidoscopio di situazioni critiche. Un ragazzino che ruba per vendetta; un demone simpatico e scrupoloso che vestirà i panni di angelo custode; un uomo tormentato dai rimorsi del suo passato. La sua bellezza, al termine della sua lettura, sta  nel domandarsi come un romanzo apparentemente semplice e innocuo nasconda una così avvincente avventura.

Titolo: L'amuleto di Samarcanda
Autore: Jonathan Stroud
Casa editrice: Tea
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 449
Trama: Il millenario jinn Bartimaeus, il demone che costruì le mura di Uruk, Karnak e Praga, che parlò con re Salomone, che cavalcò per le praterie con i padri dei bisonti, viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. Una Londra tetra e cupa dove la magia consiste in un'unica capacità: quella di evocare e asservire demoni, i quali, loro malgrado, obbediranno a ogni ordine del mago che li tiene in suo potere, Bartimaeus deve compiere una missione difficilissima: rubare l'Amuleto di Samarcanda al terribile e ambizioso Simon Lovelace.


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