sabato, novembre 01, 2025

Romanzi su misura: Ottobre

Le letture, i testi per i quali ho impiegato gran parte del mio tempo, in questi pomeriggi di quasi fine anno, produttuosi e soddisfacenti, funsero da costrutto di uno schema particolare nel quale spiegassi le ragioni che mi hanno spinta ad abbracciare queste storie con una certa urgenza. In realtà, non vi è alcuna ragione. Certe letture, lette e assorbite in pochi giorni furono nient’altro che opera mia, frutto di pomeriggi di una creatività tanto burrascosa da farmi perdere completamente contatto con il mondo esterno. Mi ero crogiolata a rivivere queste storie, in quanto la maggior parte riletture, prima dell'arrivo imminente di dicembre. A volte sembra di vivere delle splendide avventure, altre di rispecchiarmi a tal punto in cui il messaggio, racchiuso nel senso del fantastico, è che la mancata lotta per la sopravvivenza implica gravi conseguenze. L'inspiegabile fame di sapere che giorno dopo giorno è alimentata da tante altre letture, oscure come il manto della notte naufraga in un avventura sensazionale e avvincente.

Ho letto queste pagine come se animate da volontà propria. Seduta nella mia morbida poltrona, con la voce gracchiante dei loro autori all'orecchio, scrutando a lungo l'anima di queste storie pur di non lasciarmi sfuggire il passaggio fugace di un'emozione, risatine di gioia, sorrisi riconoscenti, strani palpiti di un cuore giovane, il tutto condensato in pagine memorabili e non che altri non sono che storie che potremo esporre sulla mensola di una libreria troppo capiente. Maggior esaltazione per un lettore, accozzaglia di sogni, delusioni. Persa nella pianura infinita di parole e inchiostro che per qualche giorno mi hanno tenuta prigioniera, in un luogo così vicino al nostro ma così lontana dalla landa deserta in cui solitamente sprofondo e che adorna la mia vita, si è rivelato un gesto romantico, utile.

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Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Si vive credendo che ciò che ci viene inflitto sia una forma di nemesi agli attacchi esterni impartitaci dal Fato, ma ciò che esprime l’autore in queste pagine con toni allegri, allegorici, idilliaci è che in luoghi apparentemente insulsi si cela la magia del progresso, del futuro che invade anche i luoghi più nascosti e fra cui la natura più caparbia resiste in cui il reale sembra persistere e l’impossibile rendere ogni cosa inquieto. 

Valutazione d’inchiostro: 4

giovedì, ottobre 30, 2025

Gocce d'inchiostro: Anna vestita di sangue - Kendare Blake

Mi dico sempre che è bene distinguere la realtà dalla finzione partendo dal presupposto si tratti di qualche romanzo. Ma come distinguere ciò che ci appare vero, tangibile, da quel che effettivamente non lo è? Il pomeriggio in cui decisi di accogliere la storia di Anna nel mio cantuccio personale, standoci dentro, rifletto, come questa sia stata l'ennesima buona occasione per avventurarmi in una nuova travolgente avventura. In compagnia di una viaggiatrice lasciata sola nell'immensità del cosmo che, grazie a  un cacciatore di esseri, creature della notte, nelle profondità più nascoste del suo essere, avrà una buona occasione per riflettere sul suo destino. Visto da diverse altezze, con una certa malinconia: in cerca di una <<cura >>, una missione che possa redimerla e mettere a posto qualcosa dentro di lei, diretta in un posto pressoché sconosciuto, il cui nome figura tuttavia in ogni certificato di nascita, fra milioni di persone che popolano la sua volta celeste, affinché lo spirito si rifocillasse.

Scrutavo attentamente il suo volto alla ricerca di una qualche risposta che potesse dare un senso a questa mia visita improvvisa. Se guardarla in faccia fino alla nausea era una sorta di allenamento alla semplicità, alla sua condizione di apparire diversamente da quel che effettivamente era, decisi di provarci almeno per un po’. Se non altro non potevano venirmene danni. In fondo stavo soddisfacendo una curiosità personale, e con un po’ di fortuna ne avrei indicato delle indicazioni su cosa fosse semplice per me.

Ho continuato così per una manciata di ore. Questo mi è stato riservato. 

Dopo vari balzi e sobbalzi e un ennesimo periodo turbolento, Anna vestita di sangue è stato quel compagno di viaggio che, repentinamente, si è precipitato ad accogliermi: zombie, vampiri donne belle e ben predisposte, giovani pieni di vita, e tanta gente di passaggio che, in uno spettacolo messo su da un abile lettore di anime, si sono posti dinanzi a quello della mia vita.


Titolo: Anna vestita di sangue

Autore: Kendare Blake

Casa editrice: Newton Compton

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 283

Trama: Cas Lowood ha ereditato una strana vocazione: uccidere i morti … Suo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta - fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder bay per eliminare quella che la gente del posto chiama "Anna vestita di sangue", Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quello che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi  entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace… Per qualche strano motivo, però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l'unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna?

martedì, ottobre 28, 2025

Brividi e sussurri: la paura travestita di bianco e nero 7 °

Quando si conclude un mese, generalmente, si tirano le somme. Si stila una lista, infinita e anche un pò esagerata, di testi che si desidera leggere, rileggere, vivere e vivere nuovamente. Naturalmente ciò accade sempre, perlomeno da quant’è che ho costruito le fondamenta di questo piccolo salotto letterario, quel paradiso terrestre in cui posso stanziare come mi pare e piace, per quanto tempo desideri, ed infatti, nel tempo, negli anni, ho potuto farlo. Di libri, di letteratura non smetterò mai di parlare, poiché è della stessa che vivo e smettere equivarrebbe a smorzare il respiro, troncare una piccola vita. E dunque, cosa possiede di speciale questo ennesimo post, da pormi questi quesiti? Semplice… In vista di Halloween, giorno che concilia con la fine del mese, questo post non potrà non emettere un certo vagito l’ultimo o penultimo giorno del mese,e, come feci in tanti altri anni, anche quest’anno promulgo questa idea di conciliare il periodo più spaventoso dell’anno con la lettura, la scrittura, i libri in generale, godendo così della loro compagnia per qualche altro momento. Quasi tutti, romanzi che ho riletto più volte e che mi hanno soddisfatta come credevo; ribadisco, quasi tutti. Ma, nell’insieme, piccole accortezze che rivelano quei mostri di intelligenza da cui si ottengono sempre innumerevoli informazioni, sensazioni che travolgono o sconvolgono nel loro piccolo splendido fragore.

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Stupefacente, spontaneo, oscuro, è un altalena di gesti sconsiderati e folli che tormentano il nostro animo di paura, angoscia crescente. Il flusso sinuoso della storia scorre, silenziosamente, in un paesaggio famigliare di cui, qualche mese fa, avevo fatto perdere spontaneamente le mie tracce in cui spicca la figura evanescente di un uomo solo e quasi incompreso che cammina inconsapevolmente senza fermarsi lungo il tragitto della morte.


Titolo: Follia profonda

Autore: Wulf Dorn

Prezzo: 17, 60 €

Casa editrice: Corbaccio

Trama: Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell'auto.. Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconcertanti che lo riguardano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan, per sempre....

domenica, ottobre 26, 2025

Gocce d'inchiostro: Un giorno di gloria per Miss Pettigrew - Winifred Watson

Miss Peregrine arrivò nel mio Kobo una mattina di inizio estate, mentre mi trovavo a vagare fra un buio e ampio orizzonte: facendo rotta fra le pagine bianche di una storia che enfatizzava ed esplicava quella mancata coordinazione che, il periodo storico in cui fu costretta ad essere rinchiusa la sua autrice e la sua figlia di carta, che celavano vivide, eccitanti pericolose esistenze. Una giovane donna si nascondeva sotto strati di miseria e insoddisfazione come una divisa contro i brutti sogni. Una ragazza sola, timorosa del senso del futuro ai bordi della sua anima, che la corrose in modo completamente sconosciuto.  Essere se stessi pur di ottenere qualcosa che non ci approrpi l’ennesima etichetta, o rivestire l’ennesimo ruolo pur di adottarsi alle convenzioni, alla mentalità del secolo, lasciandola struggere per qualcosa che non aveva mai avuto eppure confinata in una stanza remota della sua coscienza. Approfittando della sua vicinanza, ho concesso ad Miss Pettigrew la possibilità di starmi vicino e quando lessi di lei le mie previsioni si rivelarono esatte. Ecco una storia che avevo ripescato dalla risacca disomogenea del tempo, una storia che lessi qualche tempo fa, ma i cui ricordi erano un’unica massa appiccicosa.


Titolo: Un giorno di gloria per Miss Pettigrew

Autore: Winifred Watson

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo: 15€

N° di pagine: 214

Trama: E' una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre degli anni Trenta a Londra e Miss Pettigrew, il cappotto di un indefinibile, orrendo marrone, l'aria di una spigolosa signora di mezza età e un'espressione timida e frustrata negli occhi, è alla porta di un appartamento al 5 di Onslow Mansions, in uno dei quartieri più eleganti della capitale inglese. Stamani si è presentata come sempre al collocamento e l'impiegata, anziché recitarle la solita litania << nessuna richiesta di istitutrici, Miss Pettigrew >>, le ha dato l'indirizzo di Onslow Mansions e un nome: Miss LaFossse. L'edificio in cui si trova l'appartamento è tanto esclusivo e ricercato da metterle soggezione. Miss Pettigrew coi suoi abiti logori, il suo mesto decoro e il coraggio perduto nelle settimane trascorse con lo spauracchio dell'ospizio dei poveri, suona ripetutamente prima che la porta si spalanchi e appaia sulla soglia una giovane donna. E' una creatura così incantevole da richiamare subito alla mente le bellezze del cinematografo. I riccioli d'oro scarmigliati le incorniciano il viso, gli occhi blu le brillano come genziane e il roseo fulgore della giovinezza le accende le guance. Porta una di quelle vestaglie che indossano soltanto le attrici nei film. Miss Pettigrew sa tutto delle dive del cinematografo: ogni settimana per oltre due ore vive nel mondo fatato del cinema, popolato da donne bellissime, aitanti eroi e fascinose canaglie, e dove non ci sono genitori prepotenti e orridi pargoli a vessarla. Miss La Fosse la fa entrare e poi scompare nella camera da letto, per ricomparire poco dopo seguita da un uomo in veste da camera, di una seta dalle tinte così abbaglianti che Miss Pettigrew deve socchiudere gli occhi. In preda all'ansia, stringendo la borsetta fra le dita tremanti, Miss Pettigrew si sente sconfitta e abbandonata prima ancora che la battaglia per l'assunzione cominci, ma anche stranamente elettrizzata. Gente di quel livello! Con quella vita... Quella si che è un'esistenza vera, fatta di dramma e azione.

venerdì, ottobre 24, 2025

Amori di carta: Moony Witcher

Se dovessi descrivere i romanzi di Moony Witcher mediante un immagine, penso la bellezza di un tramonto sarebbe quella perfetta. Così intima e speciale, in cui l'uomo si scopre a compiere profonde riflessioni su tutto ciò che riguarda la vita. Innumerevoli contrasti fra ciò che è giusto o non è giusto, fra ciò che offusca e ciò che rischiara, come prigionieri ognuno confinati nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun'altra parte.

Nel momento in cui muovevo i primi passi verso l’adolescenza, di letteratura e di libri ne sapevo poco, molto poco, la storia della piccola Nina, così concentrata su di sé, mi diede l'impressione di leggere sprazzi della mia vita. All’epoca inconsapevole che sarei diventata ambiziosa e coraggiosa, ferma ai bordi della sua anima, come un brusco scarto di sensibilità che ha messo in luce una parte di sé. Cose che appartengono a me e a nessun altro, che possiede sotto la pelle, ma che quando ero bambina, non sapevo come esprimere. E, pur di scrollarsi addosso la tristezza dei suoi giorni, all’epoca ero una bambina parecchio incontentabile, vidi questi romanzi come i miei amici più fidati. 

All’età di trentatrè anni, mi chiedo ancora, quanto si può apprendere da certe storie, e quanto si può fantasticare sulle vite altrui dall'osservazione di un dettaglio o un piccolo gesto? Una canzone sussurrata  nel cuore della notte; frasi messe di traverso nella corrente di un fiume impetuoso e inarrestabile.

Essere vuoti come un guscio, desiderosi di essere riempiti da qualcosa, in una realtà che è un grande tuffo, è davvero logorante. Viaggiare, dunque, identificarsi e stabilire dei rapporti col prossimo è la linfa vitale dell'anima. E' la rinascita di un nuovo sole, come quello della Creazione, mentre alcune forme oscure escono da un'oscurità cosmica per svanire completamente come per dare speranza, sulla soglia della vita e della morte.

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