domenica, febbraio 15, 2026

Gocce d'inchiostro: Come un libro ritrovato - Nick Bradley

Riuscire a guardarsi attorno con gli occhi degli altri, è un esercizio questo da cui si può trarre insegnamento.

Nella mia prolifica carriera di lettrice, so meglio di chiunque altro quanto ami leggere, e la lettura talvolta è legata all'importanza dell'individualità e all'importanza che l'uomo attribuisce alla vita in generale.

Questa breve introduzione solo per dire che, a distanza di poco tempo, ho ospitato, nel mio salotto letterario virtuale, una creatura proveniente da un altro mondo e la produzione artistica di un uomo, il suo autore, che fece di questo romanzo ponte o forma di conoscenza per esplorare il mondo. Questa volta, questa nuova venuta, con una storia incentrata sull'importanza dell'individuo, il mondo circostante e, soprattutto, ciò che egli può imparare dal mondo circostante.


Titolo: Come un libro ritrovato

Autore: Nick Bradley

Casa editrice: Nord

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 384

Trama: Flo è sempre stata brava con le parole. Eppure ultimamente non ne trova nemmeno una per descrivere come si sente. Di sicuro non è più felice a Tokyo: è come se la città dei suoi sogni fosse diventata all'improvviso ostile e caotica; e anche il suo lavoro di traduttrice è ormai scivolato in una routine poco stimolante. Almeno fino al giorno in cui, su un sedile della metropolitana, non trova un libro dimenticato… A Onomichi, sonnacchiosa località sul mare interno del Giappone, è come se il tempo si fosse fermato. Qui, all'ombra dei venticinque templi accoccolati tra le colline, c'è il caffè di nonna Ayako. È da tanto che Kyo non va a farle visita, ma adesso, dopo essere stato bocciato all'esame di ammissione all'università, ha un disperato bisogno di allontanarsi da Tokyo per capire che cosa vuole davvero. Tuttavia, se sperava di avere dalla nonna affetto e comprensione, si sbaglia di grosso: Ayako è una donna brusca e ruvida come la corteccia di un albero secolare, soprattutto con lui. A poco a poco, però, Kyo si rende conto che quella freddezza è solo una corazza che la nonna si è cucita addosso per nascondere le ferite del passato e il rimpianto per un errore che non riesce a perdonarsi. In realtà, Kyo e la nonna sono più simili di quanto non sembri, e sarà proprio lui, con le sue imperfezioni e le sue insicurezze, a darle il coraggio di liberarsi del peso di troppi segreti… Ci sono storie che ci trovano quando ne abbiamo più bisogno. E la storia di Kyo e Ayako riaccende l'entusiasmo di Flo e la spinge a mettersi alla ricerca del suo misterioso autore. Quel libro è stato come una luce capace d'illuminare gli angoli più bui della sua anima, e ora lei vorrebbe tradurlo e portare quella luce a più persone possibili. Perché non esiste piacere più grande di condividere un romanzo che ci ha toccato il cuore.

venerdì, febbraio 13, 2026

Nel cuore delle parole: San Valentino in libri 5°

Molte persone si lasciano ingannare dall’apparenza, ma se si osservasse con più attenzione, esaminando le cose da più angolazioni, ci si rende conto che dietro ogni gesto, parola o azione ci sono delle ponderazioni. Come un giocatore di shogi che ha ben chiare in mente le prossime mosse. Nel corso della mia vita di lettrice, ho tracciato diverse strategie per affinare ogni cosa, comprendere maggiormente la vita, delineare quella giusta linea di demarcazione oltre la quale si spinge ma non valicando i confini dell’eccessivo o esagitato. Il mio è un carattere quieto, ma tendenzialmente testardo, temprato dalle nefandezze della vita, coinvolta o spesso soffocata dalla stretta delle maglie dell’ennesimo conturbante ritratto realistico che a leggerlo ho corso il rischio di restare incagliata per sempre nelle ossessioni della sua bellezza.

Approfitto di questa nuova opportunità concessami per dirvi, che i romanzi che vi presenterò oggi esplicano tutto questo ma sono perlopiù….zuccherosi. Carie per i denti, ma piccoli rimedi del cuore a cui riservo un ringraziamento speciale – grazie davvero!, per essere stati ospitati nel mio salotto virtuale, e, avermi regalato delle meravigliose esperienze di cui serbo un ricordo speciale. Spassionatamente, mi premuro ad invitarvi e lasciarvi travolgere dal loro incanto. Giungere all’epilogo, all’epilogo di ogni loro storia, si è rivelato una sensazione davvero fastidiosa, consapevole che di romanzi ce ne sono a centinaia a cui potrei chiedere conforto. Eppure il cuore batte dolorosamente quando tutto, la magia al suo interno, finisce: e qui resto, in preda allo stupore più assoluto.

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Un inno all'affetto famigliare, ai libri, carino e mai banale, in cui ogni pagina - in mezzo a dialoghi perfetti, titoli veri e inventati, consigli - si trovano pensieri di gente che ama i libri. Lettori comuni che riescono a interpretare il linguaggio contorto delle parole, a dipanare racconti che non perdono mai il loro smalto ma che prendono per mano e conducono verso mondi di incredibile tenore e gioie infinite. Ha lo stesso sapore delle storie cinematografiche che canale 5 trasmette nel periodo natalizio. Semplice, pulito, onesto. 


Titolo: La misura della felicità

Autore: Gabrielle Zevin

Casa editrice: Nord

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 313

Trama: Dalla tragica morte della moglie, A. J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende ( mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio ) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di << abbassare  i prezzi >>. Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante ( e spiazzando tutti i suoi conoscenti ), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri - per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine - e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore ..

mercoledì, febbraio 11, 2026

Sette gocce in sette giorni: romanzi vissuti in una settimana 9°

Negli ultimi tempi, sono stati numerosi i romanzi dalla forte intensità e in grado di produrre tensione o sconcerto ad accompagnarmi, per periodi lunghissimi o brevissimi, in alcune fasi della mia vita. Mi sono trovata nello stato d'animo giusto per leggere racconti di questo genere e, recentemente, una di queste è coincisa nel periodo in cui mossi i primi passi con la lettura di certi romanzi. La maggior parte, perlomeno. Altri, invece, non hanno potuto diffondersi

come un’unica macchia nella quale tutto si confonde. Corrodendo e annientando non solo lo spirito dei protagonisti senza che questi se ne accorgessero, ma anche il mio. Perché nel luogo in cui fui proiettata ho potuto vedere ogni cosa nella sua pienezza, come qualcosa a metà fra cielo e natura, in mezzo al caos del mondo e della civiltà.

Esistono varie forme di solitudine e ognuno ha le sue qualità. Ci si può sentire soli non avendo amici, non uscendo, rimanendo a casa tutto il giorno. Ci si può sentire soli quando non hai nessuno con cui parlare, senza paura di disturbare. Di notte, con le orecchie il frastuono del silenzio, con l'anima dei pensieri che vengono trascinati via dalla corrente e si perdono chissà dove.

E contornati, pregni di un unico elemento: l’amore per la letteratura. La parola scritta, i suoi << simboli >>, un corollario di immagini che fanno della disarmonia dello spirito di queste masse di carni instabili ma con una identità, rimbombi continui persistenti nella mia testa. Forse era un segno divino, eppure tutto ciò che ho visto in questa forma atipica di amore ha avuto su di me un ché di rilevante. Perchè per la prima volta, mi sono approcciata alla lettura di testi che non avrei letto tanto facilmente, se non ché da queste storie è possibile riconoscere un pò di me, la letteratura come balsamo della mia esistenza. Proiettata lontano, senza capirci più niente. Colpendo dritto al cuore, in una miscela confusa di suoni, musica e parole, in luoghi o in uno spazio temporale non ancora perduto, nonostante lo scorrere inesorabile del tempo. 


Titolo: I giorni del mare

Autore: Pierre Adrian

Casa editrice: Blu Atlantide

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 160

Trama: È agosto, in Bretagna. Dopo molti anni, un giovane uomo torna nella grande casa di famiglia per passarvi l’estate. Nulla, in apparenza, sembra cambiato. Gli stessi sono i volti dei cugini e degli zii che ogni anno si ritrovano stretti intorno all’anziana nonna, stessi sono i giochi dei bambini più piccoli, stesso il mare impetuoso e irresistibile che lambisce gli asciugamani stesi al sole. Eppure qualcosa brilla nelle cose e nelle persone, la malinconia tenera e cristallina delle cose passate, la dolcezza delle cose familiari che si mischia al tempo imprevedibile del cielo di Brest, coprendo tutto di un significato nuovo. Tra pomeriggi in spiaggia, feste al porto, amori estivi e l’amicizia di un cugino più piccolo in cui il narratore si rivede, il tempo sta cambiando anche per lui. Con la fine dell’estate, verrà il momento di crescere e di diventare, dolorosamente, adulto. I giorni del mare è un romanzo di intensità assoluta e profonda maturità stilistica, in cui la nostalgia per le cose perdute trascolora nella speranza di quello che verrà e nella rivelazione inaspettata di ciò che significa amare e appartenere.

lunedì, febbraio 09, 2026

Slanci del cuore: Le migliori biografie del 2025

Con questa tipologia di testi non ho potuto nascondere il mio interesse. Poichè pregni di quel tipo di storie da cui trarre insegnamento, riflessione: possessori di una loro anima. E se poi l’immaginazione fosse stata lasciata libera, a briglia sciolta, mi sarei figurata con persone immaginarie ma che per me erano fatte di carne e ossa. Non leggendo dunque romanzi di questo tipo da parecchio tempo, ho così accolto questo piccolo ma necessario gruzzoletto di libri senza alcun pregiudizio ma con la consapevolezza che si sarebbe trattata di letture da cui avrei tratto o ritratto qualcosa. Semplice, un pó banalotta, e stucchevole idea ma veritiera. Ma, senza alcun fraintendimento, si discostano dai canoni della letteratura odierna. Perchè le biografie, ammettiamolo, possiedono un chè di raffinato a dispetto di altri romanzi che ci sono in circolazione, ma necessari seppur a volte impegnativi che in un modo o nell’altro travolgono come qualcosa di indefinito. 

Una testimonianza, un'esistenza in cui le assenze hanno pesato più delle presenze, e la memoria (e la difesa della memoria stessa) ha svolto un ruolo determinante.


Titolo: Sopravvivere e vivere

Autore:

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 181

Trama: Quando Irène Némirovsky viene arrestata, nel luglio del 1942, la maggiore delle sue due figlie, Denise, ha tredici anni, la minore, Elisabeth, soltanto cinque. Tre mesi dopo anche il padre sarà deportato. Per le due bambine cominciano gli anni atroci della fuga: braccate dalla polizia francese e dalla Gestapo, passano da un nascondiglio all'altro, spostandosi di notte, prendendo treni da cui bisogna saltare giù prima che entrino nelle stazioni per evitare i poliziotti e i loro cani, trovando rifugio in un convento di suore, in cantine umide, in sottoscala. Alla Liberazione, Denise ed Elisabeth si recheranno, insieme a molti altri, alla Gare de l'Est, dove assisteranno sgomente all'arrivo dei treni che riportano a casa quei fantasmi macilenti che sono i sopravvissuti dei campi: ma da quei treni non vedranno scendere né l'uno né l'altro dei genitori. Di loro resta soltanto la valigia che Michel Epstein ha affidato alla figlia maggiore raccomandandogliela come cosa preziosa appartenuta alla madre: la valigia dentro la quale, molti anni dopo, Denise troverà il manoscritto di Suite française. In questa lunga intervista Denise ripercorre, con la limpida chiarezza del suo spirito indomabile, ma anche con l'arguzia e l'ironia che le sono proprie, un'esistenza in cui le assenze hanno pesato più delle presenze, e la memoria (e la difesa della memoria stessa) ha svolto un ruolo determinante.

sabato, febbraio 07, 2026

Gocce d'inchiostro: A study in drowning. La città sommersa - Ava Reid

In una sequela di immagini non propriamente chiare ma evocative, in cui è possibile riconoscere il tratto sognante dell'autrice, sprazzi di cose perdute o cancellate che non riescono tuttavia ad arrivare agli occhi, quello che si avverte tra le pagine di questo romanzo è una verità inconfutabile: questa tipologia di testi non fanno più al caso mio. Un narratore che non può indugiare non più di qualche pagina nella testa del suo autore e che trasmette nient’altro che insoddisfazione è, quasi, una forma irrispettosa da cui non se ne esce facilmente.

Questa storia, se letta quindici anni fa, forse, sarebbe stata apprezzata maggiormente di adesso: quando di classici e del loro splendido mondo non ne sapevo niente. Perchè non conquista nemmeno per il fascino, misto a una buona dose di ammirazione, per la letteratura, la parola scritta, di cui mi sono scovata invischiata, zuppa con tutte le scarpe, come si dice, ascoltando una storia di cui avrei potuto ignorare impunemente. Partecipe, tuttavia, di una constatazione tanto vera quanto triste: a nulla serve rimanere appesi al soffitto della vita per paura di spiccare il volo. Alla fine, l'anima delle cose si manifesta esattamente per come si concretizza, né migliore, né peggiore. E, disgraziatamente per questo caso, dagli effetti poco soddisfacenti.

Titolo: A study in drowning. La città sommersa

Autore: Ava Reid

Casa editrice: Il Castoro

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 372

Trama: Effy Sayre ha sempre creduto nelle fiabe. Non ha avuto scelta. Fin da bambina, è perseguitata da misteriose visioni del Re delle Fate. Ha trovato conforto solo tra le pagine di Angharad, il romanzo del compianto Emrys Myrddin, che racconta di una giovane che si innamora del Re delle Fate, arrivando però a distruggerlo. Effy, pur amando più di ogni cosa la letteratura, è costretta a frequentare la facoltà di Architettura, perché alle donne di Llyr non è permesso studiare Lettere. Il libro è tutto ciò che la tiene a galla durante i suoi studi alla prestigiosa facoltà di architettura dell’Università del Llyr. Così, quando la famiglia Myrddin indice un bando per ristrutturare la magione dell’autore, Effy è sicura che questo sia il suo destino. Ma Villa Hiraeth è un’impresa impossibile: una casa ammuffita e decrepita sul punto di sgretolarsi nel mare affamato. E quando Effy vi arriva, scopre di non essere sola. Preston Héloury, un giovane e tedioso studioso di letteratura, è determinato a dimostrare che l’autore preferito del Llyr era un truffatore. Mentre i due studenti investigano sull’eredità di Myrddin, mettendo insieme i pezzi attraverso lettere, libri e diari, scoprono che le fondamenta della casa non sono l’unica cosa di cui non ci si può fidare. Forze oscure, sia mortali sia magiche, cospirano contro la ricerca della verità e l’amore che sta nascendo tra i due. Il segreto che vogliono portare alla luce potrebbe cambiare per sempre le sorti dell’intera Llyr…

giovedì, febbraio 05, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 57°

E' in questi momenti che, come spesso mi succede quando assisto a fenomeni che vanno al di là della psiche - quando il mondo si esibisce in forme particolarmente complesse, che sono certa non riuscirò a dare una spiegazione - assisto con ipnotica attenzione ciò che accade sotto i miei occhi, con l'anima divorata da una sottilissima e febbricitante curiosità.

Riconoscere la provenienza di queste storia, infatti, non è stato semplice. Ho dovuto aspettare qualche momento pur di riconoscere la forma di idea che risiedeva nella mia mente, quella che prevedeva una rilettura e i cui tempi e modi coincisero con la forma stessa, ritratta in mezzo a un immenso giardino di un umile dimora, correndo lungo monti impervi, non mollandomi per un momento se non quando giungerò al punto finale. All'epilogo di storie che sono state concepite con la consapevolezza, la certezza di lasciare una traccia, e i cui personaggi appaiono soli e incompresi. Senza passato o identità. Uomini che camminano nella lotteria della vita, avvolti da una cortina di mistero, fra il fervore delle passioni, nella lucentezza dell'amore, che inghiotte ogni cosa. Il tempo. Brandelli dell'anima.

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Titolo: Il porto proibito

Autore: Teresa Radice e Stefano Turconi

Casa editrice: Bao pubblishing

Prezzo: 27 €

N° di pagine: 319

Trama: Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo. Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato.

martedì, febbraio 03, 2026

Gocce d'inchiostro: Uomini senza donne - Murakami Haruki

Ho avuto solo un attimo di sgomento, durante il corso della lettura. Dopo essermi buttata con grande entusiasmo fra le sue pagine - era da tanto che non leggevo qualcosa che profumasse di orientale - ho guardato dalla porta della mia stanza la distesa di bonsai che circondava il piccolo giardino zen, che uno dei protagonisti di questa storia dedicava in gran parte della giornata, e mi sono chiesta come facesse anche questa innocua raccolta di racconti essere così << magica >>. La risposta era semplice: tutto intorno a me. Come un'azione che non ha mai fine, ma che si accompagna nel tempo.

Con la fine dell’anno e l’approssimarsi di un’altro, questa raccolta di racconti ha funto da quel genere di storia nonchè nascondiglio legittimo e sicuro in cui, ogni volta le storie del mio amato Murakami si presentavano come delle apparizioni, i brutti ricordi che mi portavo dietro dal mondo reale svanivano.

Immagini che, pur quanto mi sforzi a classificarle e confrontarle, sembrano rievocare qualcosa di famigliare. Nitide, tangibili in cui il mondo sembrava aver ritrovato il centro della realtà. I colori, le forme naturali, ma dettagliatamente screziati.

Il flusso insinuoso del tempo, che risulta difficile collocare nella psiche umana, su uno sfondo rurale, si riesce a "vedere" ma non avvertire.  Acute riflessioni sulla vita, l'amore per la montagna e i boschi, far dono di una sensibilità che riconosca la bellezza e ricrearla, testimoniano una mente consapevole della natura articolata e pluralistica del mistero della psiche umana. Profonde concezioni che testimoniano una certa malinconia, e che dilagano su diversi fronti. Composte mediante una serie di consigli - dispensati in svariati momenti della giornata di cui non si conosce tuttavia l'origine. Si riesce a coglierne la saggezza, ma non a stabilire la durata. Una raccolta di racconti semplici, che è una poesia del silenzio. Dell'assenza, dell'isolamento, della solitudine. Della libertà di vagare senza una meta, che ha dentro vasti richiami per trovarne una collocazione. Poiché va oltre l'infinito, come un granello di sabbia ingoiato dalla spiaggia. Ti intestardisci a trovarla, ma sai che potresti tentarci anche un'intera vita. Per capirla veramente, per immedesimarsi completamente in loro, nei personaggi credo, bisognava essere stati lì. Rivestire i loro panni, e muoversi silenziosamente in quel periodo. In quella realtà parallela, nelle mani di un fato che ha un posto speciale da riservare.


Titolo: Uomini senza donne

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 222

Trama: Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e "mostruosa" condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un'enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos'altro di sconosciuto: il desiderio e l'erotismo visto con gli occhi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di "Shahrazad", è un uomo solo, confinato in una casa nella quale è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film... e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazad. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero.

domenica, febbraio 01, 2026

Romanzi su misura: Gennaio

Le storie che ho letto, i romanzi che mi hanno affiancato in questo primo mese dell’anno, sono state scritte come la bellezza della vita. Un profondo rapporto d'amore fatto di cure quotidiane, pazienza e piccole violenze amorose. La strana perfetta coesione fra l'arte della lettura e l'arte della scrittura il cui materiale da cui si attinge è la vita. Sul davanti avevo una distesa infinita di verde, una casa in legno circondata da boschi di larici, l'aria pregna di resina e muschio.

Sono stata in svariati posti, in luoghi realistici o fantasiosi.. Ognuno classificato a seconda del cammino impervio che si dovrà seguire pur di raggiungere l'immortalità. Un esame attento sulla vita, filosofico e spirituale, che ci invita a guardare attraverso gli occhi, e non capirci più niente. Specchiarsi nell'incomprensione in cui l'anima si riflette inquieta.

Ognuno di loro, chi più chi meno, mi ha affascinata. E, chi non ha mai letto di questi autori, non sa nè tantomeno è ignaro di ciò che celavano nel loro cuore, ben o male sa che presto o tardi giungerà anche quel momento. Quel momento in cui leggendoli non si conosceranno le ragioni per cui li si ha letti o amati. Perchè ricchi di significati, temi che esulano la normalità, ognuno di questi testi ha rischiarato la mia anima, colpita ed entusiasta dal modo per cui avevano parlato di vita. Andando vicini alle cose, scrutando ogni cosa, sottolineando i particolari. E così sono stati la maggior parte di queste letture, romanzi sconosciuti che, in un momento imprecisato della  mia vita, hanno disvelato una tenebra caduta e la luce che ne viene fuori; non ci importa del giudizio interessato degli altri; dedichiamo con venerazione parte del nostro tempo libero inebriati di libertà. Parte di storie che mi porterò dentro. Mai sola, né completamente estranea alle vicende amorose di marionette artificiali che popolano questo teatro artificiale. E, al di là di questi personaggi, l'intesa che nasce come risultato di due volontà: quella esterna dell'artista e quella interna di chi osserva, come volontà biologica considerata.

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Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Ci pone dinanzi a una storia che dà spazio non solo al mondo visibile degli esseri senzienti e degli oggetti inanimati ma anche vaste e misteriose forze inosservate che si celano dentro questo mondo. Dickens a modo suo ha disturbato e disorientato il lettore, facendo riflettere e ribaltando qualunque forma di evoluzione, sabotando le sue menti e facendo danzare gruppi di figure intrappolati in un vortice di corruzione a cui disgraziatamente non ci sarà fine.

Valutazione d’inchiostro: 4

venerdì, gennaio 30, 2026

Gocce d'inchiostro: Il lamento del prepuzio - Shalom Auslander

Su uno spazio mai visto prima, tra attese perdute e illusioni talmente forti in cui il mondo ha perso il centro della realtà, vagando inquieta nell'ombra, come branchi di cani randagi pronti ad acchiappare la preda, un enorme vuoto come un parassita mi ha divorato da dentro. Così tesa, svuotata e vitrea. Con una particolare luce, i suoi colori innaturali, i dettagli screziati, la lettura di questo romanzo ha colto, raggruppato l'esperienza del <<male >> come qualcosa di straordinario, indimenticabile, terribile. Per l’autore, nella sua interezza, nella sua maestosità, nella sua giusta dimensione, in una terra ignota in cui tuttavia nessuno ha mai avuto il coraggio di fuggire realmente. Così irreale, fermo a un passo al di là delle cose.

Questa storia, vissuta su un volto di un uomo ancora destabilizzato dai ricordi del passato, saldamente ancorata nella soffitta della sua anima, mi indusse a pensare per tutto il tempo a cosa avrei dovuto inventarmi questa volta per realizzare una recensione di senso compiuto.

L’irruenza di una storia che ha le fattezze rothiane e che, in poco tempo, ha lasciato una traccia del suo passaggio. Protagonista di una serie di strane sensazioni. Sensazioni in cui lo scorrere del tempo subì dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a captare cose o nozioni che prima percepivo in maniera del tutto diversa.

Intessendo una trama realistica basata esclusivamente su esperienze di vita che sembra di vivere in prima persona, come uno straordinario sogno,... o forse un incubo?!? In un irresistibile silenzio, in un mondo in cui si è completamente indifesi dove gli uomini, spettatori di una realtà a cui si adatteranno al più presto, sorvegliano silenziosamente l'azzurro del cielo. Una cornice in cui lo sguardo rimane intrappolato, si fissa come un'impronta nella mente.


Titolo: Il lamento del prepuzio

Autore: Shalom Auslander

Casa editrice: Guanda

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 270

Trama: «Shalom Auslander scrive come un nipote arrabbiato di Philip Roth… Un’irriverente riflessione sulla famiglia, il matrimonio e l’identità culturale. » Tom Perrotta Cresciuto in una comunità ebrea ortodossa nello stato di New York, fra mille divieti e sotto la costante minaccia di un Dio vendicativo, Shalom Auslander ha fatto di tutto per affrancarsi da quell'ambiente, eppure si ritrova, anche da adulto, a lottare per scrollarsi di dosso la sua ossessione. Perché lui crede, e non può fare a meno di credere, in un Dio personale. È convinto che Dio ce l'abbia «personalmente» con lui: dai tempi delle prime disastrose esperienze con le ragazze, ai due anni trascorsi in una scuola religiosa di Gerusalemme per adolescenti ebrei irrequieti, fino ai mille traslochi insieme alla moglie alla ricerca della loro personale Terra Promessa, l'autore ripercorre le tappe di un percorso di formazione a ostacoli. Shalom Auslander ha scritto un memoir esilarante e dissacrante, il ritratto irresistibile di una famiglia e di una comunità, la storia di una ribellione (quasi) impossibile.

mercoledì, gennaio 28, 2026

Slanci del cuore: I migliori saggi del 2025

Sono trascorsi una manciata di giorni da quant'è che il nuovo anno ci ha accolto con svariate richieste e sorprese. Le pile di romanzi che mi piace leggere, fagocitare, svettano come torri di babele ancora al mio fianco e di autori ancora da leggere e scoprire, senza alcun vincolo, che combina l'intensità dei miei abbandoni nel mondo di carta (il tutto corredato da un incandescenza fisica, una radiosità nell'animo, che possiede una certa forza) auna sorprendente supremazia sopra una volontà inesorabilmente indipendente. Tale volontà è chiaramente legata a un certo tipo di letture, che non solo mi hanno indotta a comprendere come facciano per me, troncando alcun legame con romanzi di cui francamente non c'e alcun legame, ma certe esperienze di lettura mi hanno aiutato a liberarmi dal peso della responsabilità e ad osservare il mondo mediante una prospettiva diversa. 

Un bellissimo affresco di vita, il ritratto umano di un uomo attanagliato da una fame insaziabile e divoratrice di sapere e conoscenza.


Titolo: Dosoteviskij

Autore: Stefan Zweig

Casa editrice: Diarkos

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 176

Trama: Per Stefan Zweig, tra i più grandi biografi del Novecento, dalla vita dei geni non solo possiamo scoprire la radice dei loro capolavori, ma anche la chiave per interpretarli al meglio. Nel Dostoevskij dello storico austriaco, letteratura e psicologia si intrecciano, si rispecchiano e si fondono tra loro. Analizzando minuziosamente l’esistenza del grande scrittore russo, Zweig ne tratteggia le luci e le ombre, mostra come egli riuscisse a vivere appieno anche le sofferenze più atroci, traendone ragione di vita e di scrittura. La povertà, l’epilessia, la deportazione in Siberia e le altre sventure che hanno caratterizzato la sua esistenza terrena sono per lui la strada che scende nelle profondità dell’animo umano e lo eleva verso l’assoluto; il crimine e il vizio sono vissuti sia come caduta sia come missione; il martirio e il peccato sono il nutrimento di un’arte che rifiuta ogni limite, ogni dettame.

lunedì, gennaio 26, 2026

Gocce d'inchiostro: La persecuzione delle sorelle Mansfield - Xenobe Purvis

Mi è sembrato tutto così strano, avvolto in una cortina di turbamento o perplessità, ma non dissi ne scrissi alcuna parola, sulla mia immancabile agenda, nemmeno quando avevo letto una cinquantina di pagine. Di cosa si trattava? Se non fossi stata incuriosita dal tema che espugnano queste pagine, non penso avrei scoperto l'uscita della sua pubblicazione, non penso sarei stata così interessata da scovarla da sola. La lettrice ambiziosa e curiosa che riposa silenziosamente in me, col tempo, ha subito diversi cambiamenti. Ogni anno, una nuova opera, una nuova storia,  hanno rivelato aspetti che l'anno scorso o tre anni fa non riuscivo a vedere. Ogni volta sorpresa di cogliere certi cambiamenti in onore di opere scarne ma ricche di contenuto. In momenti svariati della mia vita, dipingendo su semplici fogli bianchi disegni di ogni tipo, forma e colore, che nel momento in cui prendono vita fanno il proprio dovere. Questi rinnovati aspetti che adesso mi preme evidenziare sono i punti focali della prosa semplice ma diretta delle cronache di vita di una ragazza che vive di letteratura, divora romanzi su romanzi come se niente fosse, e che in tristi mattine di metà o inizio gennaio danno un aspetto più gaio a tutta la sua personale produzione.

Ho avvertito quasi lo sghembo satanico dell'orribile entità che popolerà ben presto queste pagine, la cui natura è meramente illusoria, jacksoniana, il suo modo riservato di uscire allo scoperto solo nel momento più adatto e, chiaramente, nessuna idea di quello che poteva essere. Da dove essa deriva, o quale sconcertante spiegazione che ne esplichi la sua provenienza. E non logorando, né tantomeno scalfendo il mio spirito da dentro. Orrore che si è aggiunto ad altri orrori, altre delusioni letterari, che tuttavia è stato creato con certe immagini, tenuto a bada grazie al filo della routine e alla vita in generale, sottraendolo dall'unità dell’incompletezza più totale della concretezza, scritto con parole che hanno avuto una sua importa. Perchè soggetto a diversi giochi di vita, condotta lungo una strada da cui non ci sarà alcuna via d'uscita. Un'opera i cui protagonisti sono figure recise, solitarie, quasi folli, dalla personalità vivacissima, dominati da un istinto disumano che si mescola ai grandi conflitti interiori della letteratura classica che io amo particolarmente.

Titolo: La persecuzione delle sorelle Mansfield

Autore: Xenobe Purvis

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 216

Trama: A Little Nettlebed si raccontano molte storie sulle sorelle Mansfield: che sono arroganti, bugiarde, indisciplinate. Ciascun abitante del piccolo villaggio ha da dire la propria sul loro conto, ma su una cosa tutti concordano: le ragazze sono strane, e, quindi, pericolose. Con l'arrivo di una delle estati più torride di sempre, poi, comincia a verificarsi una serie di eventi singolari: un enorme pesce argentato - o forse un mostro di fiume - si arena sulla riva del Tamigi, gli animali si fanno frenetici, gruppi di corvi si radunano sui tetti delle case, e qualcuno giura di aver visto le cinque sorelle trasformarsi in un branco di cani e latrare nella notte. I sospetti viaggiano in fretta di bocca in bocca, portando a galla paure, pregiudizi e anche un pizzico d'invidia. Cosa nascondono le ragazze Mansfield? Qual è la loro vera natura? Che le voci siano fondate o meno, a Little Nettlebed sta accadendo qualcosa di innaturale, e, come sempre capita in questi casi, serve un capro espiatorio.

sabato, gennaio 24, 2026

Slanci del cuore: I migliori fantasy del 2025

Ho accolto questo nuovo anno, consapevole di dover dare una risposta a quello precedente, porre un bilancio, uno schema di quelle letture che hanno lasciato un segno del loro passaggio. I primi squarci del 2026 hanno lasciato un segno sulla sabbia del tempo mediante la voce prorompente dei classici. Si sono susseguiti, poi, i romanzi di narrativa e, ora, quest’oggi, i fantasy. Genere letterario, tipologia di testo che non leggo più come una volta, ma che mi piace spesso accogliere la proposta, la possibilità di leggerli non sapendo assolutamente niente di loro, se non ferma ad essere stata invitata fra le loro pagine, come spesso accadeva sino a qualche anno fa.

Felice di assaporare il gusto della magia, di respirare il tanfo putrescente di fiaccole che divampano nel cuore della notte ai piedi di una piazza o di assistere, in prima persona, ai deliri o alle violenze di un folle sovrano.


Titolo: Vendetta d’inchiostro

Autore: Cornelia Funke

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 336

Trama: Nessuno può liberare coloro che sono disegnati. Il mio grigio li soffocherà. Dapprima cancellerà i ricordi e infine tutto ciò che sono.

giovedì, gennaio 22, 2026

Gocce d'inchiostro: Il banco dei pegni del tempo passato - Ko Soo Yoo

Per l’avvento di ogni nuovo anno l’orologio individuale scandisce attimi di vita. Non si ferma, dunque, e quando scorre riprende il suo normale corso pur quanto talvolta sembra così. Si riacquista coscienza, dopo mesi di caldo afoso e torrenziale, con l’impressione che gennaio sia il mese del << ricominciare >>, di essere già pronti ad avventurarsi in nuovi luoghi, vivere nuove vite, e quando vedo gli alberi spogli, dalla corteccia fredda e rinsecchita, tendo ad ondeggiare con ombre bizzarre che si muovono sul soffitto di casa mia, mi rivedo rannicchiata nella mia poltrona preferita ad assaporare e divorare uno dietro l’altro storie su storie.

Il mese di gennaio tuttavia, è anche il mese in cui si pronosticano nuovi progetti. Sorprende, noi povere anime, a consolidare forme di speranza o virtù che si frantumano, nel giro di qualche giorno. Per quanto mi riguarda, proietta su un’altra strada, un’altra visione, in quanto cocciuta e ambiziosa sin da sempre, di mancati adempimenti a certe mansioni il mio curriculum di vita vanta ben poche menzioni. Eppure, pur di darne una ventata d’aria fresca, "ogni tanto" mi lascio andare a delle concezioni. Il tempo rivelerà poi se adeguate o meno alla mia coscienza, ma quale miglior soluzione per non assaporare il sapore dolciastro dell’avventura mediante una bella boccata d’aria fresca? Una discreta pila di letture, di quei libri che strizzano l’occhio ai romanzi di crescita spirituale e che sono un invito alla stessa, mediante riflessione, condivisione rievocando il tutto, attingendo dal passato in vista di un ipotetico benefico futuro? In questo modo l’esordio di questa giovane autrice giapponese mi ha afferrato in una morsa rammentando come a volte sia necessario ricominciare, imboccare nuove strade, vivere altre avventure. Lottare, non cessare mai di farlo, quanto vivendo intensamente, giorno dopo giorno, come - lo diceva il buon Gandhi, non io! - se fosse l’ultimo.


Titolo: Il banco dei pegni del tempo passato

Autore: Ko Soo Yoo

Casa editrice: Newton & Compton

Prezzo: 12, 90 €

N° di pagine: 256

Trama: Vicino a Seoul, da qualche parte nel quartiere dei ristoranti di una città di recente sviluppo, c'è un vicolo minuscolo, largo a malapena da permettere a due persone di camminare l'una di fianco all'altra. Alla fine di questa stretta viuzza c'è un banco dei pegni con un gatto nero e un'anziana signora che ne è la proprietaria. Non è un banco dei pegni come tutti gli altri, questo è speciale, perché anziché denaro presta una cosa ancora più preziosa: il tempo. Non a tutti, però, viene concessa questa possibilità; ognuno ha la propria aura, che può essere distinta per colore, e solo la proprietaria, in base a essa, può decidere chi è adatto o meno. Inoltre, il prezzo da pagare è molto alto: coloro che desiderano tornare nel passato per mutare qualcosa possono farlo, ma in cambio del tempo rimanente delle loro esistenze. Per alcuni questo non rappresenterà un problema, per altri l'orologio della vita giocherà a sfavore ed equivarrà a compiere una scelta determinante.

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