lunedì, gennaio 12, 2026

Slanci del cuore: i migliori classici del 2025

L’opportunità di parlare di uno dei generi letterari che più amo, che l’anno scorso accolsi nel mio piccolo angolo di paradiso con un certo entusiasmo, giunse non proprio inaspettatamente, ma repentinamente i primi squarci di anno nuovo. Quest’oggi, infatti, con il 2026 già accolto con un certo entusiasmo, non ho perso occasione di sedere alla scrivania e stilare la mia lista di romanzi belli, letti nel 2025. Fugacemente, o per molto tempo, ho potuto godere della compagnia di ognuno di loro, come un moto seducente e originale che prometteva tante cose già solo dalle sue copertine: un mondo racchiuso in un talismano di segreti e legami in cui protagonista indiscusso è il legame che intercorre fra me e l’Universo. Perciò si inizia, con questo primo bilancio, con i classici. E cosa fare, dunque, se non lasciarsi trascinare dall’immaginazione osservandone già solo queste immagini? E poiché l’immaginazione porta lontano, confido che la sua essenza resti cristallizzata nello scrigno del tempo. Senza dubbio la lettura soddisfa ogni cosa, ogni richiesta, e, nell’attesa, desta l’attenzione con qualche succoso dettaglio.

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Il segreto è celato nell’osservare il mondo mediante nuovi occhi, in atti di ribellione o eventi che smorzano qualunque incauto sussulto del cuore.

Immerso in una patina di cupezza, drammaticità, fatalità che sedimenta nell’animo come un male incurabile, sentendoci oppressi, desiderosi di scovare una via di fuga abbracciando nuovi dogmi o paradigmi, Il risveglio esplica forti concetti che non ammettono alcun tipo di disuguaglianza. Vivendo ciò che si credeva perduto, conformandosi poi in un'unica bellissima materia.


Titolo: Il risveglio

Autore: Kate Chopin

Casa editrice: Nova Delphi

Prezzo: 10 €

N° di pagine: 240

Trama: Edna Pontellier, moglie di un uomo d’affari di New Orleans e madre di due figli, si rende conto di quanto la sua vita sia schiava delle apparenze. Inizia così un cammino personale di risveglio fisico e spirituale, che la porterò a sfidare i ruoli imposti e a ricercare nel mondo quel profondo senso di libertà cui anela. 

sabato, gennaio 10, 2026

Gocce d'inchiostro: Tutto il bello che ci aspetta - Lorenza Gentile

Bella storia, bell’idea, bei personaggi, l’esperienza con Lorenza Gentile è stata piuttosto soddisfacente. Dolce, romantica, sensibile, sotto ogni aspetto, e tra le altre cose che ho apprezzato, in un posto confortevole e carino, c’era uno stile semplice e diretto che ammantò il tutto come un cappotto fin troppo pesante. Le regole statistiche e la sottigliezza di certi protocolli, un certo interesse per l’alato Fato che sarebbe diventato cieco, rispecchiano l’idea di crescita, non solo fisica ma anche spirituale, in cui l’uomo è soggetto a volte a forme nevralgiche. Come una freccia, ha scoccato su di me, due esseri un tempo sconosciuti ed estranei, e in assenza di conseguenze o remore a interferire su certe azioni, che mi hanno colpita dritta al cuore in qualunque momento senza dare spiegazioni. Non che non avessi intenzione di fermarla, ma la lettura di questo romanzo ha dimostrato esattamente questo, nel momento in cui meno me lo sarei aspettata, quando un gran numero di letture imperversava nel mio animo combinandosi in una massa grigiastra ma potente.


Titolo: Tutto il bello che ci aspetta

Autore: Lorenza Gentile

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 19 €

N° di pagine: 320

Trama: Viviamo in un’epoca in cui niente è impossibile, dunque se le cose non vanno dev’essere per forza colpa nostra: Selene se ne è quasi convinta. Passati i trent’anni, non ha ancora trovato la sua strada: dove ha sbagliato? È stata l’ultima delle sue azioni impulsive, aprire un ristorante che ora è sull’orlo del fallimento, oppure è successo quindici anni fa, quando ha preso la sua prima decisione da adulta? È lì che sono rimaste impigliate le sue aspirazioni? Per scoprirlo, una notte d’estate fugge da Milano verso un paesino nel cuore della Puglia, il posto dove è cresciuta, immersa in una comunità spirituale, circondata dall’affetto degli amici e della famiglia. La valle è sempre uguale, punteggiata di ulivi e di trulli, con il mare che orla l’orizzonte. Peccato che, appena prima di arrivare a destinazione, il motore della macchina fonda e da lì in poi niente vada più per il verso giusto. Eppure, a volte sono proprio gli imprevisti a cambiarci la vita per il meglio. In attesa dei pezzi di ricambio, le viene messa a disposizione Amanda, una Uno rossa ricca di personalità con cui cercherà di raggiungere l’ashram dove viveva da bambina. E se non tutti sono rimasti fermi ad aspettarla, nel giro di poco Selene riabbraccia la vecchia tata Flora, fa nuovi incontri e decide di prendersi cura di un asinello di nome Virgilio, che ha tutta l’aria di sentirsi solo come lei. Tra gite in Salento, discussioni sul senso della vita, yoga e pomeriggi in cucina con persone che forse la conoscono meglio di quanto lei non conosca se stessa, Selene inizia a comprendere che a volte è necessario perdersi e sbagliare strada per trovare il coraggio di seguire i propri sogni. E andare finalmente incontro a tutto il bello che ci aspetta.

giovedì, gennaio 08, 2026

Le TBR: richiami dell'anima 56°

L’inizio di un nuovo anno può riassumersi, in forma semplice e concisa, con la “morte” di un anno e la “nascita” di un altro, ancora avvulso nel mistero, nell’ignoto, contornato però da un’ardente passione, quella per la lettura e la scrittura, con cui ho sempre un rapporto diretto ma le cui gesta sono un eco contro anfratti e paradossi bui. Questo nuovo anno, reduce da una breve ma necessaria pausa dalla lettura, prevede già una pila non indifferente di romanzi che, come la torre di Babele, è varia e ben concentrata. Egregiamente racchiusa nel palmo di una mano, con tutte le sue incongruenze, le discrepanze di una società che si avvia sempre più nel bel mezzo del lastrico, descrivendo le contraddizioni che ci contraddicono e diversificano dagli altri. La mia vita diviene dunque "sopra le righe", una vita semplice ma luminosa perché segnata da l'irrequietezza e dalla precarietà del tempo, affiancata dal respiro di autori che forse esistono solo nella mia testa, e dai loro figli di un epoca che talvolta non lo accettavano. I loro altereghi è possibile rintracciarli nelle loro pagine, protagonisti di molti romanzi in cui rimarcano le origini nei dialoghi, raccontano inoltre con un certo realismo la vita di ognuno di noi. 

Descrivere spaccati di realtà, in cui non si dà tanto peso alla storia quanto ai risvolti interiori dei personaggi, riversando tutte le angosce e le paure racchiuse come in uno scrigno.

La scrittura, a questo proposito, diviene ancora di salvezza. Mi cambiò letteralmente, mi rivoltò come un guanto; mi permise di capire che senza non avrebbe più potuto respirare, piuttosto vedere orizzonti invisibili.

Mi sento viva solo quando siedo dinanzi alla scrivania e batto a macchina. E così pian piano, le parole fuoriuscivano a dispetto di ogni cosa. E se non avessero raggiunto nessunaltro, se non il mio cuore, poco importava. Il mio obiettivo di riflettere la realtà che vivo sulla sua pelle e vedo con i miei occhi è ispirazione per le mie conoscenze, il progredire di un bagaglio culturale che nel tempo può divenire sempre più ricco. Penso sia giusto per uomo essere, prima di ogni cosa, un uomo. Un essere umano. Ed io, come da essere umano, abbraccio certe letture da cui è possibile rivelare una certa produzione, una produzione non sempre acclamata e apprezzata, ma chiaro esempio per chi desidera cimentarsi nelle letture di romanzi in cui bisogna, per prima cosa, interpretare l'arte astratta, quella umana e non intellettuale. Se non si capisce appieno l'arte che nasce dall'amore, dalla passione, dal dolore, non si capirà mai niente.

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Primo fra tutti, come non citare un avventura amorosa di due anime dannate, contrite, legate da un amore indissolubile - fino a quando esaleranno il loro ultimo respiro, per poter così finalmente farli fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarli - che precipita irrimediabilmente, scena dopo scena, in una catena di catastrofi?!?

Titolo: Cime tempestose
Autore: Emily Bronte
Editore: Feltrinelli
N° di pagine: 428

Prezzo: € 9, 50
Trama: “Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. È così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.”

martedì, gennaio 06, 2026

Gocce d'inchiostro: La casa olandese - Ann Patchett

Interpretare il modo in cui gli autori dipingono la realtà circostante, a volte con modestissimi acquerelli nascosti nella soffitta impolverata della loro anima, ha sempre funto da opportunità o espediente per interpretare con le parole questi ritratti. Non sono ancora brava, come desidero, ma il cercare di produrre sulla carta non tanto quello che vedo, quanto l'aura lucente in cui mi confino è motivo di grande soddisfazione.

L'altra sera, un'ora prima dello scoccare della mezzanotte, mi si avvicinò una donna. E, dalla sua storia, ho scorto la solitudine del suo cuore. Grande e sorda come un rimbombo che esce dalle viscere dell'animo, che attraversa il cuore e entra dappertutto, come un simbolo della disarmonia dello spirito di masse di carne instabili ma con una loro identità. L'intima, dolorosa e necessaria essenza, protagonisti di vicende che si snodano come piccoli dettagli dinanzi al nulla.

Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione, fatti attuali accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. In ogni sua essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini.


Titolo: La casa olandese

Autore: Ann Patchett

Casa editrice: Ponte alle Grazie

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 352

Trama: Alla fine della Seconda guerra mondiale, grazie a un colpo di fortuna e a un unico, perspicace investimento, Cyril Conroy crea dal nulla un impero immobiliare che porterà la sua famiglia dalla povertà a un'immensa ricchezza. Per fare sfoggio del suo nuovo status, acquista la casa olandese, una sfarzosa proprietà nei sobborghi di Filadelfia. Comprata per fare una sorpresa alla moglie, la villa dà il via a una serie di avvenimenti che finiranno per danneggiare le persone a lui più care. A raccontare la vicenda è il figlio di Cyril, Danny, che insieme alla sorella maggiore Maeve è stato esiliato da casa dalla seconda moglie del padre. Per tutta la vita i due ragazzi non fanno che tornare, fra l'ironia e la rabbia, alla vecchia questione di ciò che hanno perduto. Questo loro legame indissolubile, se da una parte salverà loro la vita, dall'altra ne comprometterà il futuro.

domenica, gennaio 04, 2026

Romanzi su misura: Dicembre

Nella mia testa spesso si affollano un mucchio di pensieri.

Pensieri che parlano profusamente, brillantemente, a getto continuo, senza una conoscenza profonda, di cose o persone che mi intimidiscono e che nella maggior parte dei casi cerco di riversare in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. E' qualcosa di davvero straordinario tutto ciò. E' qualcosa che sin da sempre mi ha procurato una felicità imprecisata. Lo scrivere è una manifestazione di eccitazione, godimento, che a volte può prendere varie forme. La mente degli scrittori del XIX o XX secolo, ad esempio, divenne fantasiosa mediante questo processo e, in poco tempo, famosa. Forza e determinazione. Felicità. Tranquillità interiore. E' tuttavia davvero impossibile eguagliare scrittori del calibro come Gabriel Garcia Marquez, Jane Austen, Alfred Hitchcok, Robert Louis Stevenson, e molti altri. C'è bisogno di essere talentuosi. Possedere un dono, se innato o meno ha poca importanza, che ci ossessiona talmente tanto da indurci a divenire scrittori di noi stessi.

Nel mio salotto virtuale abitualmente non mi soffermo a compiere  riflessioni così profonde riguardo la letteratura e in particolare i suoi autori, quanto a lasciarne delle tracce. Quest’ultimo mese dell’anno, pur quanto i miei propositi fossero diversi, non mi ha impedito di << drogarmi >> di libri. Il piacere di un testo appena concluso, sentimenti che si agitano dentro e che ti opprimono sino a quando non vengono messi a balia sono tutti punti di riferimento a cui io mi aggrappo, portando alla gioia e alla soddisfazione personale.

Nei primi squarci di questo nuovo anno rivelo tutto questo consacrando e parlando di quegli autori che hanno lasciato una sabbia nel tempo, come una viaggiatrice che torna sul luogo preferito. Ho sentito il bisogno di una ventata d'aria fresca, pur negando violentemente di non lasciare un giorno il blog inattivo. Ho realizzato una scaletta su chi potrebbe annoverarsi nella lista, con nuove forme personalissime di vita che rivelano gran parte del mio animo.

Mi pronuncio dunque in questo giorno gettando i riflettori su quelle poche ma essenziali letture che mi hanno affiancato in quest’ultimo mese e in cui figurano la visione più spregiudicata della realtà letteraria vissuta, alcuni squarci del mio vissuto, quella personale visione in cui consacro i romanzi come elementi primordiali legati alla mia vita e a chi li ha scritti. 

Romanzi su misura in carta e inchiostro:

Due mondi si sono contesi silenziosi la mia coscienza. Come l'acqua di mare e l'acqua dolce che alla grande foce di un fiume combattono. Nel cuore della notte, sentendo come mie le avventure di Tengo e Aomame.

Valutazione d’inchiostro: 4

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