giovedì 3 marzo 2016

Una goccia, mille parole: Novemila giorni e una sola notte - Jessica Brockmole

E' strano rileggere un romanzo, che qualche anno fa aveva infranto le mie aspettative, e solo dopo ti accorgi quanto sia stato diverso dalla sua composizione precedente. Niente più nuvoloni ingombranti o scene tediose...Solo sentimenti, puri e indelebili, incastonati nel cuore dei protagonisti come piccole pietre preziose: solitudine, rabbia, inverni desolati.
Nulla di positivo, ma utile a scacciare il demone della solitudine, come si vuol dire.
Quest'oggi, ebbene, la recensione della mia ultima lettura: Novemila giorni e una sola notte, romanzo d'esordio di una giovane autrice scozzese il cui messaggio arriva dritto al cuore. Una fiaba d'amore semplice e toccante che è il riflesso della confusione dei sentimenti che hanno investito il mio animo, in quest'ultimo periodo.


Titolo: Novemila giorni e una sola notte
Autore: Jessica Brockmole
Casa editrice: Nord
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 332
Trama: "Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi..." E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla.

 Una goccia, mille parole:
Cara Margaret
è passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo viste. Troppo. Alla fine, qualche giorno fa, è successo il miracolo. Tutte le lettere che avevi spedito allo zio Finlay riguardo le sorti di tua mamma sono arrivate grazie alla clemenza del tempo che, ignaro del nostro scambio epistolare, le ha conservate per tutto questo tempo, sperando che un giorno li ritrovassi.
In questi giorni le ho lette, vissute e visto con i miei occhi quanta bellezza si celasse fra parole così forti e inarrestabili, semplicemente toccandole con la punta di una mano, cogliendone la loro magia in ogni forma e sfaccettatura. Le ho conservate come il più prezioso dei ricordi. Le ragioni della mia titubanza, di questo lungo periodo di allontanamento, mi risultano difficili da spiegare. Specialmente alla tua cara mamma, Elsphet. Specialmente a lei.
Lei e il suo amato, una poetessa di talento e un giovane ma ambizioso studente universitario, non immaginavano di certo che, la mattina in cui l'ombra del loro amore raggiunse il mio cuore, qualcosa di terrificante e spaventoso incombesse sul mondo. L'ombra della guerra. Presumo che chi abbia viaggiato in questo traghetto della morte abbia pensato che un disordine martellante annientasse lo spirito, spazzasse via gli esseri umani e li lasciasse insepolti sulla fredda terra.
Quando, durante i terribili anni di guerra, Elsphet e David s'innamorarono, mai avrebbero immaginato che l'uno avrebbe aiutato l'altro a portare il peso delle proprie sofferenze. Trascinandoli dalla miseria, dalla solitudine, dalla rabbia, pur di sconfiggere il demone dell'abbandono, dimostrando quanto d'importante ci sia nella vita. Dando sfogo alla loro vulnerabilità, alla loro dolcezza, fin quando entrambi non sono riusciti a liberarsi dai dolorosi rimorsi del passato.
Adesso che gli ho detto nuovamente addio, mi chiedo ancora dove si trovino. Dove siano andati a finire tante parole, tanti gesti, tante vicende che si sono snodate come un invisibile filo bianco, tra bombe incendiarie, sirene, rombi di motore, senza tuttavia sapere esattamente cosa stesse accadendo.
Voglio che tu sappia che, durante quel terribile tempo d'oscurità, il suo ricordo, il vostro ricordo, la memoria di quei giorni nell'isola di Skye, è stata la fiamma che vi ha tenuto in vita, la forza che mi ha aiutato a non lasciarvi nemmeno per un istante.
Saprai che David si era arruolato e che combattee per qualche tempo contro il regime hitleriano, da dove è tornato con un mucchio di ferite e una gamba malconcia che l'ha reso zoppo per qualche settimana. E' stato uno dei fortunati. E' tornato dal regno dei morti. E, alla fine, ha realizzato il suo sogno: ha trovato lavoro in un istituto correttivo e, nei momenti che il tempo glielo permette, ha percosso il mondo da cima a fondo con la sua passione per la letteratura.
Di Elsphet, invece, cosa ti posso raccontare? Ammiro la sua forza e il suo coraggio e quella sua integrità che tante volte le ha permesso di tirare avanti. Gli anni della guerra sono stati duri per lei, forse più di quel che ti immagini. Non ne parla mai. E' una persona piuttosto riservata, lo sai bene. Ama crogiolarsi nel silenzio, non parla mai del passato, ne delle sue amicizie, ne delle cose cui ha sentito la mancanza, ne dell'amore o delle perdite che ha subito. Si limita a vivere il presente. Talvolta, quando la vedo silenziosa fra le vecchie mura della sua casa, seduta in una morbida poltrona accanto alla finestra,  a guardare la gente che passa, con un blocco infilato nella camicia e, fra le mani, una lettera che ha cambiato il corso della sua esistenza, mi chiedo quali siano i suoi pensieri. Si rifiuta di uscire di casa e trascorre le ore con l'unica compagnia di amici in carta e inchiostro.  Ho come l'impressione che sia passata dall'altra parte di un ponte, dove io tuttavia non ho saputo arrivarci... A volte, l'ho sorpresa a osservare il vuoto e a piangere in silenzio.
Quanto a me, sto bene. Qualche ora fa ho lasciato l'isola di SKye, dove ho soggiornato in questi primi giorni di marzo. Bellissima. Virgola di luce che mi ha trasmesso una certa euforia e anche smarrimento, in cui sono riaffiorati tutti i ricordi delle sofferenze e dell'orrore a cui ho assistito in questi ultimi giorni. Credo che anch'io avrei agito come tua nonna, Margaret. Non mi sarei curata di portare impunemente la bandiera della pace e dare calore con generosità e perfezione al mio amato. Quella bandiera che David ha seguito per migliaia di chilometri, dalla Germania sino ai confini della Scozia.
Ho visto tante cose che non avrei mai immaginato potessero accadere da un semplice "incontro".. Ci sono tante cose nel mondo, Margaret. Tanti segreti del cuore che hanno la capacità di travolgerti in maniera del tutto inaspettata. La brama lussuriosa del cuore, la magica sensazione di cadere, la divina imprudenza che induce a perdere completamente la volontà. Segreti che al paragone di quelli della nonna Elsphet è solo un gioco da bambini. Segreti che provengono dall'interno di ognuno di noi.
A volte mi rallegro del fatto che Elsphet sia ignara di questa nostra conversazione. Ma penserai che sono forse troppo sentimentale... Moltissimo! Lo scambio epistolare fra lei e David ha calpestato ogni rimasuglio di speranza, ma sorvolato su vette e monti impervi di inestimabile felicità. Come se il sole fosse spuntato dopo anni di giornate nere e piovose. Ho ripercorso il loro cammino, visitato l'isola di Skye, e aggrappato a una fede. Ricorderò i giorni del loro spasimato amore come tante altre belle storie che serbo nel cuore.
Ti rivelo un segreto. Molte volte, nelle nottate degli inverni di guerra, mentre gli spari e le urla risuonavano nel buio, ho lasciato che i pensieri mi portassero ancora lì, accanto a loro, ai giorni che trascorsero su un'isoletta azzurrognola. Magari se non fossero andati mai di lì sarebbero sopravvissuti. Magari quel giorno il Bene avrebbe trionfato sul Male.
La storia di nonna Elsphet mi ha permesso di capire come talvolta la solitudine è un sentiero che può condurre alla pace. E quanto la forza dell'amore riesca a far sopravvivere alla guerra in mezzo a un caos cosmico. Per giorni non ho desiderato altro: pace. L'anima dei tuoi nonni incastrati alla perfezione come due pezzi di un puzzle.
E questo è tutto. O niente. Ma come spiegarti quello che provo? Come rivelarti i miei sentimenti, senza la paura di cadere nel ridicolo? Preferirei stare zitta, a questo proposito. Desidero ricordare nonna Elsphet come l'ho sempre figurata:  regina della guerra che ripristina la pace, e scoprire come in tutto questo tempo ignorare la storia che si porta dentro è stato altro che un terribile incubo. Vorrei poter tornare indietro e capire ciò che stavo per perdere, ma non è possibile.
Ripongo la penna sulla scrivania. Non voglio più scrivere. Voglio solo che la prossima volta che parleremo avvenga in un'altra circostanza.
Intanto mi accontento di aver vissuto un sogno. Uno splendido e romantico sogno d'amore. E, se per un istante chiudo gli occhi, ho come l'impressione che non sia mai svanito. Tutto è esattamente lì, dove l'avevo lasciato: vecchi e consunti romanzi, la casa sulla campagna... perfino le rovine di un maniero oltre il bosco. Tutto, incluso voi. Giovani a cui è stata strappata la vita. Ma siamo stati insieme. E questo è l'importante.
Da quel momento ho saputo che un giorno, non importa quando, arriverà anche il mio momento. Che in un luogo lontano le novemila notti d'amore di Elsphet e David saranno anche mie, e che non vi sarà alcuna ombra sulla mia strada.
Forse, un giorno.
Con affetto e amicizia
la tua sognatrice d'inchiostro

6 commenti:

  1. Molto interessante, i romanzi epistolari in genere mi piacciono molto.

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    1. A me, invece, non credevo piacessero. E invece.. prima Scrivimi ancora, ora questo. Diciamo che mi sono dovuta ricredere :)

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  2. Ho letto la trama del libro un paio di settimane fa e mi ha subito conquistata! Spero di riuscire a leggerlo presto! :)

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    1. Spero allora possa piacerti! Questa è stata una rilettura, e, a differenza della prima volta, questa seconda mi ha permesso di apprezzarlo di più :)

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  3. Da tantissimo tempo rimando la lettura di questo romanzo epistolare, e pensare che io adoro questo genere. La tua goccia ha riacceso il mio desiderio di leggerlo ^^
    Ma si più che non mi ero ancora iscritta al tuo blog?! Sono proprio sbadata XD
    Un bacione!

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    1. Ciao Siham!! Grazie mille, e benvenuta :)
      Spero tanto che il romanzo possa piacerti tanto quanto me ;)

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