giovedì 31 dicembre 2015

Romanzi su misura: Dicembre

Ecco la fine dell'anno con le sue ultime letture del 2015. L'avvento, il Natale, il Capodanno. Tutta questa gioia raccolta in così pochi giorni. Un'allegria dolce condita con letture piacevoli.7
E non ci resta altro che augurare a tutti un nuovo splendido anno pieno di gioia, di amore, fortuna e anche di bei libri.
I miei romanzi su misura:


Una selva oscura popolata da personaggi prigionieri dei loro stessi peccati, costantemente punteggiato da riferimenti cinematografici che ne accentuano il tono. Un quadro realistico che non lo fa sembrare un romanzo, piuttosto una proiezione in cui non c'è posto per la felicità o la spensieratezza.
Valutazione d'inchiostro: 4

mercoledì 30 dicembre 2015

Gocce d'inchiostro: I dolori del giovane Werther - J. W. Goethe

Se sia stata qualche forza divina a spingermi più in là o semplice forza di volontà, questo non lo so. In ogni caso, in questi giorni sto divorando romanzi come se fossero Nutella. Ingoiando avidamente storie che non possiedono solo la vita, ma hanno anche un battito; episodi precisi e nitidi; fantasmi intrappolati nell'oscuro limbo della vita, amalgamandosi a tal punto da costituire un unico essere.
Con l'approssimarsi di Capodanno, nel bel mezzo di mangiate che hanno un inizio e non una fine, con la voce gracchiante di qualche giovane disilluso la cui storia suscita emozioni tanto intense, quanto irresistibili.
Prendendo vita quasi nell'immediato, I dolori del giovane Werther è stata quel genere di lettura che mi ha colto del tutto impreparata: gentile, piacevole, romantica, ma anche tragica, malinconica e un po' angosciante. Che ha conferito un quadro significativo su quello che si avverte fra le sue pagine  e che, nella sua brevità, è  un montaggio di vicende struggenti intrise di malinconia.
Augurandovi buona lettura e soprattutto buone feste, vi abbraccio confidando che questo nuovo anno sia portatore di eventi positivi. Ottima salute e tante, fantastiche, splendide letture :)


Titolo: I dolori del giovane Werther
Autore: J. W. Goethe
Prezzo: 12 €
Casa editrice: Oscar Mondadori
N° di pagine: 167
Trama: La trama è semplice eppure di un agghiacciante realismo: Werther è innamorato di Lotte, di cui sa fin dall'inizio che non è libera, perché legata ad Albert. "Stia attento a non innamorarsene", sarà il consiglio di una cugina a Werther. Ma la tragedia è già innescata. Considerato il primo grande testo del Romanticismo, il Werther supera le barriere storiografiche per divenire il libro di una generazione, di tutte le generazioni, intramontabile.

La recensione:

... tu cerchi quel che non puoi trovare quaggiù. Ma io l'ho avuta, ho sentito il suo cuore, la sua grande anima, in presenza della quale mi sembrava d'essere più di quanto sono, perché ero tutto ciò che potevo essere.

Non potevo più aspettare e la scrittura, dopo tutto, sembra l'unico surrogato per esprimere ciò che desidero esprimere. Come un meccanismo naturale, incastri e composizioni perfette, esattissime, che hanno anche un loro ritmo. Una cadenza quanto lenta, quanto impetuosa che, talvolta, fungono da unico mezzo per poter arrivare lontano. Toccare apici di vette insormontabili.

lunedì 28 dicembre 2015

Gocce d'inchiostro: Here - Rory Scorpiniti

Titolo: Here
Autore: Rory Scorpiniti
Prezzo ebook: 2, 99€
Prezzo: 12, 48€
Casa editrice: Self pubblishing
N° di pagine: 332
Trama: James è tornato a Londra e non ha voglia di pensare al futuro. Di giorno dorme, la sera esce con gli amici e si diverte a conquistare le ragazze con i suoi grandi occhi azzurri. Ella ha gli occhi uguali ai suoi ma non vuole essere conquistata. Non concepiscono nemmeno l’amore nello stesso modo: lei s’innamora di frammenti di vita, lui vive di colpi di fulmine. James ha visto il mondo negli occhi di tante donne, le ha sentite sulla pelle, Ella ne ha amato uno solo.Eppure nel momento stesso in cui i loro sguardi si incrociano... capiscono di non aver scelta.




La recensione:
Sono un po' tutte uguali le storie d'amore, targate new adult, che predominano nella narrativa contemporanea. Sono quasi fastidiosamente simili fra loro, con un inizio, i problemi esistenziali di lei in mezzo (che trasmettono una certa malinconia alla lettura) e una fine, in cui il bello di turno rivela alla sua dolce amata i suoi sentimenti. Condita da una serie di motivazioni, snocciolate con zelo, che spiegano cosa impedisca ai due amanti di coronare il loro sogno d'amore.

domenica 27 dicembre 2015

Le recensioni di Elisa: Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto - Francesco Guccini

Titolo: Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto!
Autore: Francesco Guccini
Editore: Mondadori
Prezzo: 15,00
Anno di pubblicazione: 2015
N° di pagine: 147
Trama: Da dietro il crinale della collina si vede arrivare il piccolo corteo, preceduto dal suonatore di fisarmonica e dal mescitore di vino. Lo sposo e la sposa sono in cammino dall'alba, raggiungeranno la chiesa non proprio freschissimi e poi, dopo la cerimonia, riprenderanno la strada insieme agli altri, di nuovo per mulattiere, pronti a godersi un pranzo e una cena con l'appetito rinvigorito dalla scarpinata. Un matrimonio oggi inimmaginabile, che era perfettamente normale quando il piccolo Francesco Guccini vi prendeva parte, portando in dono agli sposi un dono veramente prezioso... E ancora: il funerale del mitico Gigi dell'Orbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, l'uomo che era convinto di dover reggere il cielo e tante altre "istantanee", colme di ironia e appena velate di malinconia, di un tempo andato che non ritornerà. Qualche volta, tra queste pagine, la pellicola della memoria dell'autore resta impressionata da figure sfuggenti, sornione come gatti, dolci come il ricordo di chi se n'è andato, o forse un po' beffarde come fantasmi... Questi racconti sono un viaggio attraverso il tempo e i registri narrativi, e riportano in vita per noi esistenze minime, destinate a essere dimenticate se non giungessero le parole a rievocarle.


La recensione:

Era dicembre, un mese che aveva tutto fuor che della stagione tipica del periodo; neanche un fiocco di neve. Eppure l'aria del Natale proliferava già nei visi della gente, nell'illuminazione fuori dalle case e nelle vie del paese. La gioia del Natale si era già insinuata anche in me, facendomi canticchiare ad alternanza "So this is Christmas" e "We wish you a merry Christmas". Gli addobbi e le luci avevano già decorato la casa, l'albero padroneggiava la sala, mostrandosi dall'ingresso e fin dalla strada. Un presepe pieno di casette, muschio e statuine, dava fede ai cuori di chiunque entrasse in casa. Tutto questo non era altro che l'attività di un pomeriggio speso così, con sottofondi natalizi e allegria.
Terminati i lavori non restava che sdraiarsi su quel divano morbido e rosso, anch'esso in stile natalizio, con il tepore del camino e la luce soffusa di una lampada a terra. L'atmosfera non poteva che concludersi in bellezza se non con un libro, qualcosa di non troppo impegnativo ma piacevole.  Fu proprio con questi propositi che scelsi Francesco Guccini con una raccolta di racconti chiamata "Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto!". Titolo scolpito sulla base di alcuni dei testi contenuti al suo interno. Guccini rammenta e ci parla di alcune gocce della sua infanzia, sconnesse tra loro ma legate dalla vita che descrive. Quella vita che è esista davvero, diversi anni fa, sull'Appennino Tosco-Emiliano, tra Modena, Bologna e Lucca Forse, un paesino a me ben noto? Magari quello in cui vivo?
Una raccolta piena di sorprese, leggero e piacevole. Un tuffo nei ricordi, di quando nonna raccontava le sue avventure a noi nipoti, che avevano un che d’incredibile. E, in un attimo, ho fatto un tuffo nel passato: sono tornata in quelle piacevoli serate davanti al camino. Ho rivisto una nonna più giovane e in salute dell'ultima volta che l'ho vista, seduta sulla sedia a dondolo che racconta a noi piccini, sdraiati sul tappeto, l'infanzia sua e dei suoi fratelli. Non credevamo fosse possibile, eppure lo era. I nonni hanno vissuto in anni in cui c'è molto da raccontare, e non hanno mai smesso di renderci un po' più anziani, colmandoci delle loro esperienze. Ora che non ci sono più mi domando se io avrò da raccontare ai miei nipoti qualcosa di vagamente somigliante.
E mentre rivivo questi piacevolissimi ricordi, vengo destata dal fuoco nel camino che va via via per affievolirsi. Lo riattizzo con un po' di legna e il rosso torna a illuminare tutta la stanza. Prendo quel fragile libro tra le mani e ne guardo attentamente la copertina. Un’immagine rubata a due ragazzi di un tempo che si scambiano un bacio fugace. Un gatto rosso curioso che colora e adorna l’immagine dai colori scuri. Un’immagine che nessuno ci ridarà più, usanze che resteranno nel passato e che rimarranno malinconicamente nei ricordi di chi li ha vissuti, di chi ne ha sentito il racconto e di chi non ne conosceva l'esistenza. Un delicato e piacevole salto in una vecchia fotografia color seppia ormai sbiadita.



Valutazione d'inchiostro: 3 e mezzo

mercoledì 23 dicembre 2015

Gocce d'inchiostro: L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Titolo: L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
Autore: Murakami Haruki
Prezzo: 12€
Casa editrice: Einaudi
N° di pagine: 260
Trama: A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent'anni vivono la più perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve più cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai più: non ci saranno mai più ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai più pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai più Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare. Il dolore è cosi lacerante che nel cuore del ragazzo si spalanca un abisso che solo il desiderio di morire è in grado di colmare. Dopo sei mesi trascorsi praticamente senza mangiare né uscire di casa, nelle tenebre di un'infelicità senza desideri, Tzukuru torna faticosamente alla vita ma scopre di essere cambiato. Non solo nel fisico - più magro, dai lineamenti più duri e taglienti - ma anche, soprattutto, nell'animo. Ancora oggi, quando ormai ha trentasei anni, continua a vivere con l'ombra di quel rifiuto che lo accompagna sempre, come una musica che resta sospesa nell'aria anche quando non c'è più nessuno a suonarla. L'incontro con Sara, che intuisce l'inquietudine nascosta dietro l'apparente ordinarietà di Tsukuru, sarà l'occasione per rispondere a quelle domande che per sedici anni l'hanno ossessionato ma che non ha mai avuto il coraggio di affrontare.

La recensione:

A unire il cuore delle persone non è soltanto la sintonia dei sentimenti. I cuori delle persone vengono uniti ancora più intimamente dalle ferite. Sofferenza con sofferenza. Fragilità con fragilità. Non c'è pace esente da grida di dolore, non c'è perdono senza sangue sparso sul terreno, non c'è accettazione che non nasca da una perdita. Perché alla radice della vera armonia ci sono dolore, sangue e perdite.

Se Murakami Haruki rappresenta uno degli autori contemporanei più amati negli ultimi tempi, è forse perché il mio pensiero nei suoi riguardi assomiglia molto a una composizione che rispecchia una certa tristezza tipica dei sognatori che, come un avvolgente oscurità, mi comprende dentro di sé. Percependo il mio calore e la mia essenza, rendendomi parte di lui, col cuore che sembra riempirsi di una dolce malinconia. Così puro, così intenso, che nella mia mente non avevo mai associato un'immagine concreta che non fosse all'altezza. L'arte dello scrivere, l'aprirsi a dismisura pur di non sentirsi mai soli abbastanza, è uno dei pilastri che ne compongono la produzione: infondono un paesaggio spoglio e tetro, nostalgico e malinconico, come solitari uccelli notturni che trovano sotto il tetto di una casa abbandonata un riparo sicuro dove riposare.

domenica 20 dicembre 2015

Danzando su carta 3°

Buona domenica, sognalettori! Dopo una settimana intensa e lavorativa, finalmente questa sera ho avuto modo di ritagliarmi un po' di tempo per presentarvi le mie nuove entrate libresche :)
Un nuovo post della mia amata rubrica, Danzando su carta che, fra promozioni e sconti, mi ha permesso di accumulare un discreto numero di romanzi. Fra questi, l'inaspettato e profondo Il sogno di Brandon il cui autore, ignaro del mio entusiasmo, in un momento particolare della mia vita, mi ha gentilmente spedito. 
Confido possiate dare anche voi, lettori, una possibilità a questo splendido romanzo e che, la lucentezza e il sentimentalismo che emanano le sue pagine, possano raggiungere il vostro cuore.



Titolo: Il mago di Oz
Autore: Frank L. Baum
Prezzo: 4, 90 €
Casa editrice: Newton Compton
N° di pagine: 155
Trama: Travolta da un ciclone, la piccola Dorothy si ritrova all'improvviso in un meraviglioso paese popolato da Streghe buone e cattive. Se vuole tornare a casa, deve seguire un sentiero giallo che la condurrà al misterioso regno del grande e gerribile Mago di Oz; durante il cammino affronta avventure e avversità, ma incontra anche nuovi amici, come lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo. Quando giunge con i suoi nuovi compagni nella meravigliosa Città di Smeraldo e si ritrova al cospetto del potentissimo Mago, Dorothy gli chiede di tornare a casa, lo Spaventapasseri un cervello, il Boscaiolo un cuore e il Leone il coraggio. Ma qual è il vero potere del Mago di Oz?
  











Titolo: Il conte di Montecristo
Autore: Alexandre Dumas
Prezzo: 4, 90 €
Casa editrice: Newton Compton
N° di pagine: 893
Trama: L'appassionante vicenda di Edmond Dantes che, ingiustamente condannato e imprigionato, riesce a vendicarsi dei suoi nemici grazie al tesoro dell'abate Faria, conserva ancora oggi inalterato il suo fascino, continuando a ispirare riduzioni cinematografiche e televisive (come quella che si è avvalsa della magistrale interpretazione di Gérard Depardieu).

giovedì 17 dicembre 2015

Le recensioni di Elisa: Il tempo della verità - Glenn Cooper

Titolo: Il tempo della verità
Autore: Glenn Cooper
Pagine: 132
Casa editrice: Nord
Prezzo: Gratis
Anno di pubblicazione: 2012
Trama: “Miami, gennaio 2020. Gli Stati Uniti d'America sono sconvolti: il figlio del senatore John Killian, candidato alla Casa Bianca, è stato rapito. Mentre i giornali già parlano di una nuova ondata terroristica, l'FBI è convinta che il responsabile sia Cameron MacDonald, guardia del corpo del senatore, e concentra le indagini su di lui. In preda alla disperazione, Cameron non sa più come difendersi e chiede aiuto a Will Piper, facendo appello alla loro vecchia amicizia. Will non esita nemmeno per un istante: lascia la barca ormeggiata a Panama City, dove si è trasferito quando è andato in pensione, e raggiunge Miami. Ma ben presto l'alibi di Cameron si sgretola e le strade verso la sua innocenza si chiudono tutte, a una a una. A meno che Will non si decida a imboccare quella che porta nell'Area 51, il luogo in cui è conservata la Biblioteca dei morti...”


La recensione di Elisa:

"Quando per scoprire la verità bisogna obbligatoriamente tornare là dove tutto ha avuto inizio: nella Biblioteca dei Morti."

In questi ultimi giorni di un novembre stranamente primaverile, bussano alla mia porta alcune brevi letture. Tra queste c'è "Il tempo delle verità", un racconto che mi ha portata indietro negli anni, nel periodo in cui scoprii assieme a Will Piper la biblioteca dei morti. Eppure non è necessario conoscerne la storia per proseguire la lettura di questo piccolo romanzo. Glenn Cooper ci catapulta nell'epoca in cui è ambientata la storia, circondandoti dall'atmosfera tipica dei suoi romanzi: quell'aria di mistero, di morti innocenti e d’indagini. E, assieme a Will e alla moglie Nancy, in un'indagine breve su due piani contrastanti ma collaborativi. L'unico modo che li avrebbe portati a scoprire la verità. Il romanzo, dopo aver suscitato soddisfazione, curiosità, ed averlo divorato in poco tempo, mi ha tuttavia lasciato un po' di amaro in bocca. Il motivo? La storia troppo breve, che repentinamente è scivolato fra giornate piene di lavoro e traffico intenso, risvegliando quella piacevole sensazione che mi regalava Cooper.

Valutazione d'inchiostro: 3

martedì 15 dicembre 2015

Le recensioni di Elisa: Fossi in te io insisterei - Carlo G. Gabardini

Titolo: Fossi in te io insisterei
Autore: Carlo G. Gabardini
Pagine: 300
Casa editrice: A. Mondadori (Linee Blu)
Prezzo: 17,00€
Anno di pubblicazione: 2015
Trama: “"Ciao papà, non so se ti spedirò mai questa lettera, ma intanto la scrivo. Ti devo dire delle cose perché qua la vita si fa complessa ed è sempre più difficile capire, restare lucidi, trovare un senso, interrogarsi sulla felicità." Inizia così la lettera di Carlo G. Gabardini al padre. Una lettera che è il dialogo a lungo rimandato fra un figlio diventato adulto e un padre troppo esemplare e troppo amato a cui, chi scrive, deve dire addio per affrontare la vita ancora da vivere. Alternando ciò che è stato e ciò che è, Gabardini dà voce a un "romanzo famigliare" che prende avvio nella Milano degli anni Settanta-Ottanta in un appartamento nel quale i protagonisti - un padre, una madre e cinque figli, fra maschi e femmine - consumano cene "politicamente scorrette", si confrontano e si contano per scegliere la nuova auto da acquistare o il luogo dove trascorrere uno specialissimo compleanno, giocano partite di Trivial Pursuit, si danno appuntamento in cucina per tè notturni che diventano il momento più atteso e più intimo della loro quotidianità. "Fossi in te io insisterei" è un racconto intimo e coraggioso, ironico e struggente, in cui è impossibile non riconoscersi perché, come scrive Gabardini, "il coming-out non è un'esclusiva degli omosessuali, ma di tutti. Perché "venir fuori", mostrarsi per chi si è realmente, urlare cosa si desidera per la propria esistenza, non concerne solo la sfera sessuale, riguarda il nostro senso di stare al mondo.


La recensione di Elisa:

Quando ti ritrovi faccia a faccia con delle letture così belle e profonde è davvero un'impresa spiegare cosa accada dentro di te. Forse, involontariamente, ti leghi o ti distacchi dalla storia, ti unisci alla sua guerra o ti ci schieri contro.
Tuttavia, qualunque sia stata la ragione, E' iniziata così l'avventura con Carlopepe Gabardini, persona che non riconoscevo guardandone la foto sebbene noto come Olmo di Camera Cafè. Ma io Camera Cafè non l’ho mai visto, per me parlare di Olmo oppure di Carlo Giuseppe o di Carlopepe è indifferente.
Eppure ho conosciuto tutta la sua vita così, in un attimo, con la sua lettera verso suo papà. Mi ha aperto il cuore, mi ha proiettato in un triste futuro, mi ha guardato negli occhi dicendomi: "Ehi, ascoltami attentamente, questa è la vita". Già perché la vita è questo: un insieme di fatti ed emozioni dalle mille sfaccettature.
Carlo Giuseppe ha messo su carta il flusso dei suoi pensieri rendendomi partecipe di una diario personale verso il padre che ormai non c'è più. E tu, dentro di te, modelli i personaggi sulla base di un delicato nastro di affetto intoccabile. Ti immagini i momenti, descritti semplicemente eppure così chiari. Vivi i ricordi dell’autore come se fossi lì con lui, parte della famiglia Gabardini, parte degli oggetti e della vita. Conosci un padre, un uomo; conosci un figlio, un uomo a sua volta.
E continuavo a conoscere Carlopepe, che si è spogliato di ogni riserbo e si è mostrato così, per quello che è, pronto al giudizio degli altri, perché la gente fa questo: giudica. Giudica senza guardare oltre la superficie. Ma a Carlopepe ha smesso di interessare, è la sua vita e può fare ciò che vuole. Questo libro è pieno di coming out, questo libro è un coming out.
Ognuno di noi dovrebbe mettere in pausa la sua vita un attimo e pensare a sé stesso, a quello che sta facendo, a cosa vorrebbe fare. Ognuno di noi dovrebbe prendere fiato e urlare al mondo ciò che sogna, iniziando a vivere come vuole per realizzare ciò che ha sempre voluto. Perché essere felici, è una cosa semplice e delicata, ma anche complicata e difficile. Essere felici è anche frutto di un coming out.
Non posso che guardare il libro di Carlo Giuseppe come una piccola guida, un cartello che mi indica che strada seguire. A vent’anni è semplice sbagliare strada, prenderne un’altra e aspettare con ansia un nuovo incrocio. E’ semplice sbagliare a vent’anni, a trenta, a quaranta. Non sempre l’esperienza basta. Ma grazie al romanzo di Gabardini so per certo che per quanto incosciente possa essere seguire i propri sogni, è quello che ci fa bene. E ho anche la certezza che ognuno di noi, al suo fianco, deve sempre avere una persona pronta a dargli forza quando sbaglia, quando cade. Una persona che possa dire semplicemente: “Se fossi in te, io insisterei!”.

Valutazione d'inchiostro: 4

sabato 12 dicembre 2015

Gocce d'inchiostro: Giorni di spasimato amore - Romana Petri

Buon sabato, amici! Come state? Che aria si respira dalle vostre parti? Qui, in Sicilia, il tempo oramai è così brutto che trasmette una certa malinconia, il cielo ingombro di una massa informe di nuvole e pioggia. E, come le volte in cui termino di leggere un romanzo, anche quest'oggi vi lascio il mio spassionato parere riguardo a Giorni di spassionato amore:D Così, senza aver dato peso alle parole.
Augurandovi un sereno e felice weekend, vi racconto come questo piccolo ma bellissimo romanzo mi ha indotto a fiondarmi fra le sue pagine, con Natale oramai alle porte. Alla luce fosforescente e brillante di un orizzonte che ammanta il cielo della città in cui è ambientata questa storia, nella profondità di due esseri umani che, inconsapevolmente, hanno finito per raccontarsi.

Titolo: Giorni di spasimato amore
Autore: Romana Petri
Prezzo: 14, 90 €
Casa editrice: Longanesi
N° di pagine: 205
Trama: Affacciato al suo balconcino sul golfo di Napoli, Antonio guarda il mare pieno di luce e ascolta alla radio le canzoni di Sanremo. Nel quartiere lo prendono per matto, ma a lui non importa. Perché se Antonio è pazzo, lo è d'amore per la sua Lucia, una lunga treccia nera e occhi screziati d'oro, che ha conosciuto in un giorno lontano del 1943. La guerra li ha divisi, e anche se tutti gli dicono che il suo è un sogno impossibile è con Lucia che Antonio spera ancora di poter vivere giorni interminabili di purissimo amore, fatti di piccole, grandi cose: la spesa, la cucina, le serate sul balcone, la passione. Ma quando la madre, malata e preoccupata di lasciarlo solo, gli chiede di sposarsi con una ragazza che lui non ama, Antonio non trova la forza di rifiutare, rischiando così di veder svanire per sempre il suo sogno di felicità. Sullo sfondo di una Posillipo piena di vita, voci e colori e di un mare placido e scintillante, capace di svelare il significato dell'esistere a chi ha la pazienza di osservare, Romana Petri intesse lo struggente racconto di un sentimento totalizzante, di un amore dalla forza imprevedibile che sa sfidare e vincere l'inesorabile scorrere del tempo e le crude leggi della realtà.

La recensione:
La memoria, rispetto agli anni che abbiamo vissuto, è poca cosa. Eppure, anche così, siamo ettari, ed ettari di proprietà che ognuno di noi possiede piena di ricordi che sono fessure.

L'amore, quell'ottenebrante e irresistibile desiderio di cadere, quell'ebbrezza di felicità, si sa, è un battesimo magico che capita a tanta gente. Ci si rende conto di questa strana felicità e, invece di resisterle, ci abbandoniamo completamente ad essa. Eppure, quando capita a noi, non si conosce ne il modo ne il tempo. Questo è sempre stato il mio atteggiamento. E quando capitò al timido Antonio, era impreparato come tutti e in un primo momento pensai che forse era come se davvero fosse successo a me.

lunedì 7 dicembre 2015

Gocce d'inchiostro: A un passo dalla vita - Thomas Melis

Titolo: A un passo dalla vita
Autore: Thomas Melis
Prezzo cartaceo: 20 €
Prezzo ebook: 4,99 €
Casa editrice: Lettere animate
N° di pagine: 327
Trama: E' una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi solidali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l'opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia - gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali -, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privé del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della "generazione perduta", schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

La recensione:
E' incredibile come, nel palcoscenico illuminato artificialmente della vita, in un caos fantasmagorico di voci e volti, si intrecciano e si sovrappongono le azioni di entità semplici ma creati altrove che determinano il nostro personale destino. Si ha l'abitudine di negarlo in cui la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, sprecando il presente rendendo un'altra occasione perduta.... Per quanto tempo possiamo ignorarlo, per quante cose possano sconvolgere il nostro universo personale nel frattempo, esistono cose che potrebbero ossessionarci. Un guazzabuglio di immagini che galleggiano sull'acqua come miraggi, eventi che assorbiscono nel loro grigiore tutti i colori. Tutto il dolore, la felicità. Ti avvolgono come una seconda pelle infuocandoti come un incendio.

sabato 5 dicembre 2015

Due chiacchiere con l'autore: Salvatore Dolmetti

Cari lettori, martedì Sogni d'inchiostro (qui) ha ospitato Salvatore Dolmetti e il suo splendido Il sogno di Brandon: un racconto che coinvolge inevitabilmente nel suo abbraccio, il cui messaggio si cela nella bellezza che talvolta hanno i sogni. E, quest'oggi, un'intervista per me speciale che mi è stata concessa dall'autore in persona. Vi consiglio caldamente di immergervi in questa splendida lettura che, sono certa, farà breccia nel vostro cuore :)

1) Com'è nata la storia di Il sogno di Brandon?
- Beh, tutto è nato da un compito in classe svolto ai tempi delle superiori, che aveva come traccia inventare una storia. Io che a quei tempi non facevo che pensare alla musica, decisi di creare un collegamento fra musica e racconto e facendo sempre riferimento ai miei sogni da adolescente e al mio idolo Brandon Lee, scrissi per la prima volta ma in sole tre pagine “Il sogno di Brandon”. Qualche anno più tardi, riordinando la camera, mi ritrovai fra le mani la brutta copia di quel compito. Lo rilessi, mi piaceva ancora come allora, così pensai che avrei potuto trasformarlo in un romanzo. 

2) Una volta intessuta la trama, qual è il passo successivo nella creazione della storia e dei personaggi? 
- Penso che il difficile stia proprio lì, sviluppare una trama una volta intessuta. Solitamente un romanzo nasce come bozza, una serie di eventi collocati uno dopo l’altro dandogli così una sequenza temporale, che poi leggendo e rileggendo varierà almeno un milione di volte durante la stesura con aggiunta di nuove idee e nuovi eventi che vanno ad arricchire la storia. Per l’inserimento dei personaggi invece, mi piace ispirarmi a persone che conosco, questo mi facilita il lavoro nella descrizione per dare così un’immagine più completa di ogni protagonista.

giovedì 3 dicembre 2015

Romanzi su misura: Novembre

Ed eccoci qui, alla fine di un novembre più primaverile che autunnale. Col lavoro e gli impegni che si accumulano, come foglie secche ai piedi degli alberi, e il desiderio insopprimibile di rilassarsi, alla luce scoppiettante di un camino. Tuttavia, nonostante questo mese sia stato un po' carente, Romanzi su misura presenta un numero alquanto limitato di letture. Letture il cui ritmo è stato un po' più carente del solito, ma non per questo soddisfacenti e piacevoli.

I miei romanzi su misura:

Una lettura sentimentale che si divora in una manciata di giorni. Un romanzo che traccia il labile confine fra sogno e realtà, in cui si instaura nell'immediato una certa intesa. Una complessa e acuta metafora sulle speranze o sulle delusioni in cui la felicità, la comprensione rimangono sospese nell'aria come bolle di sapone.
Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo

martedì 1 dicembre 2015

Gocce d'inchiostro: Il sogno di Brandon - Salvatore Dolmetti

Quando terminiamo di leggere un romanzo che ci abbia emozionato sin dalle prime pagine, l'effetto è sconvolgente. Anche se lascia una strana sensazione, difficile da spiegare o addirittura sgradevole. E probabilmente quello che si vuole scrivere lo si ha già saldamente ancorato a noi stessi. Tuttavia fatica a uscire, come un omino timido che si è andato a nascondere in qualche stanza segreta. Sappiamo che si nasconde laggiù, ma finché non viene fuori, è impossibile acchiapparlo.
Col romanzo di Salvatore Dolmetti avevo l'impressione che accadesse qualcosa di simile. Tuttavia, camminando lungo i corridoi bui della sua anima, aprendo uno dopo l'altro finestre su mondi oscuri e difficili, mi sono rifugiata nel mondo di lettere e parole create dalla sua penna. E, con l'anima divorata da una sottilissima e febbricitante curiosità, ho assistito con ipnotica attenzione a ciò che mi è stato svelato. Alle vicissitudini di un giovane ragazzo pieno di ambizioni, il cui racconto sono certa può colpire persino l'anima dei più coriacei. Un romanzo che vi invito caldamente a leggere, amici lettori, in cui è possibile cogliere la bellezza di tante cose. Una chicca imperdibile per gli amanti di ogni genere!

Titolo: Il sogno di Brandon
Autore: Salvatore Dolmetti
Prezzo: 19,10 €
Prezzo ebook: 4,99 €
Casa editrice: BookSprint
N° di pagine: 335
Trama: Brandon, il cui nome è un tributo all'indimenticabile Brandon Lee, è un ragazzo con un sogno nel cassetto: vuole diventare una rock star. Ha imparato da autodidatta, fin da bambino, a suonare la chitarra. Egli vive a Grey Land, un quartiere malfamato, dove domina la criminalità. Nonostante tutto, Brandon è riuscito a mantenere il suo buon cuore. Forse troppo, e non ha smesso di credere nei suoi sogni. E' un ragazzo dal carattere forte, ribelle e sicuro di sé. Da sempre, il suo cuore batte per la sua compagna di banco Isabelle, ma è fidanzato con Michelle, la ragazza più bella e ricca di Heaven Town, la sua città, e di conseguenza non gli sarà facile conquistare il cuore della sua amata. Questo porterà Isabell ad allontanarsi da lui, ma, allo stesso tempo, Brandon comincerà a vedere il suo sogno più vicino, raggiungendo il successo. Come spesso accade ai giovani, venuti dalla strada, comincerà a essere schiavo del denaro e a perdere se stesso. Durante la sua carriera da rock star, però, Brandon rivelerà di avere un altro sogno da realizzare, ancora più grande e importante di quello iniziale, e, con l'aiuto del suo inseparabile e migliore amico Morgan, tornerà sui suoi passi, riconquistando tutto ciò che gli appartiene, ma a tutto c'è un prezzo.

venerdì 27 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Tess dei D'Urbeville - Thomas Hardy

Ho riscontrato sensazioni incredibilmente belle fra le pagine di Tess dei D'Urbeville, pilastro della letteratura italiana novecentesca. Tormento, turbamento, smarrimento, ma anche gioie, sogni, speranze. Abbracciando questa storia cogliendo la bellezza di ogni cosa, integrandomi con personaggi immaginari che, per una manciata di giorni, erano divenute persone, evidenziando una particolare sintonia fra la me, lettrice, e gli stessi personaggi.
Quest'oggi, quindi, la recensione di una delle opere più significative, intense e originali di tutta la letteratura inglese, nonché rappresentazione perfetta di un grande e appassionato amore. Semplice e autentico, come le tragedie antiche, tesa a gettar una luce alquanto significativa sulla realtà.





martedì 17 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: I segreti di Heap House - Edward Carey

Storie di famiglia, di segreti sopiti dal tempo, dinanzi all'incuria del mondo, offrono quasi sempre un bel quadretto da lontano - sprigionano di solito tetre aure e foschi bui. E quella narrata da Edward Carey in I segreti di Heap House è una buona eccezione che, in quasi quattrocento pagine - una di più, una di meno -,  sebbene non abbia lasciato molto di se, è un frutto non ancora maturo che tuttavia mi ha appassionato. Mi ha reso inerme e prigioniera, come un oggetto di seduzione a cui non si vuol resistere.



Titolo: I misteri di Heap House

Autore: Edward Carey
Prezzo: 18€
Casa editrice: Bompiani
N° di pagine: 355
Trama: Clod è un Iremonger. Vive tra un mare di oggetti gettati via o smarriti che provengono da tutti gli angoli di Londra. E al centro di questo mare c'è una casa, Heap House, un insieme di tetti, torrette, comignoli, parti di case smantellate con i loro misteri, raccolti per tutta la città e fusi in un labirinto vivo di scale, saloni e angoli nascosti. Gli Iremonger hanno una caratteristica: ciascun Iremonger è legato, sin dalla nascita, a un oggetto. Ma Clod Iremonger ha una caratteristica ulteriore: lui può udire i sussurri degli oggetti. Il primo di cui ha avvertito la voce è stato il suo oggetto natale: il tappo da bagno universale James Henry che diceva proprio questo "James Hayward Henry". Ma un giorno su Heap House iniziano a radunarsi nubi di tempesta: gli Iremonger sono sempre più irrequieti e le voci degli oggetti si fanno più forti; Clod incontra Lucy Pennant, una ragazza appena arrivata a Heap House, e la sua vita cambia. I segreti che tengono insieme la casa iniziano a dipanarsi rivelando un'oscura verità, che minaccia di distruggere il mondo di Clod.

La recensione:
Non ero ancora del tutto consapevole di quello che stava accadendo intorno a me. La luce che filtrava dalle tende della mia camera era sparita; sparita, anche negli angoli più bui e affiorata una certa mestizia. E un attimo dopo, prima ancora che aprissi gli occhi, capii di cosa si trattava. Non ero più a casa mia! Stavo sognando ad occhi aperti, tornando nella bellissima Londra vittoriana e catapultata davanti alla cancellata di un impotente dimora. La finestra della mia camera era un rettangolo grigio dal quale era entrato un grigiore spettrale che incupii ogni aspetto della mia stanza. Non riuscivo a capirne la provenienza ne a stabilire le coordinate, che provai un brivido di paura, come se il buio avesse sommerso persino la luce fioca dei lampioni. Sembrava arrivato l'inverno.

venerdì 13 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Ah.. ah.. ah - Nuwanda

Buon pomeriggio, amici lettori! Quest'oggi una recensione speciale per un romanzo altrettanto speciale, che mi ha reso felice anche se per poco tempo.
L'esordio di una giovane ma talentuosa autrice che spero riesca ad incuriosirvi ed appassionarvi, proprio come è successo a me.

Titolo: Ah ah ah
Autore: Nuwanda
Prezzo ebook: 2,99 €
Casa editrice: Genesis Publishing
N° di pagine: 58
Trama: Doppio Senso è una piccola città dove le strade sono tutte a senso unico. Qualcuno, arrivando da fuori, sarebbe portato a pensare che si possa solo entrare ma non uscire, invece, la circolazione scorre tranquilla e, prima o poi, la strada per andare a In Mona, il paese vicino, la trovano tutti.
Nella sala conferenze della biblioteca comunale è in corso la presentazione del libro di Armando Bentivoglio, un noto scrittore sui generis con monomanie bizzarre. Il romanziere, a un certo punto, decide di scrivere sulla lavagna una frase ricca di significati e che possa contenere un'emozione: "Ah.. Ahh..Ahh". Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l'interpretazione del lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. La differenza tra "il come si scrive" e "il come si legge". Il ritrovamento di un cadavere richiederà la presenza del commissario Loquace, un poliziotto dai metodi alquanto singolari.
Un turbinio di battute e dialoghi caustici, spesso inconsapevolmente comici dei vari protagonisti, caratterizzerà in maniera originale le varie scene, creando un surreale collae di schegge impazzite. Una parody comedy all'italiana con le sue nevrosi e le sue megalomanie grossolane e i suoi personaggi grotteschi non meno suggestivi.

La recensione:

Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a
suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l’interpretazione del
lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. La differenza
tra il “come si scrive” e il “come si legge”.

La storia di Armando Bentivoglio, raccontata dall'italianissima Nuwanda nel suo romanzo d'esordio Ah ah ah, assomiglia molto a quella dei romanzi che spesso prediligo e a cui non rinuncerei per niente al mondo.
I lettori si appassionano a questo tipo di storie, trovano appassionante, incalzante e seducente il ritmo ma poco rassicurante vestire i panni di uno scrittore che ha appena mosso i primi passi nel mondo dell'editoria e che accetta di "donare" ad una somma esorbitante il suo tempo. La scintilla dell'ispirazione, come tante cose di cui dobbiamo occuparci costantemente, si presenta come una vera alternativa. Può fornire efficaci mezzi di evasione - grazie alla possibilità di rifugiarsi in mondi ancora sconosciuti - e soprattutto quanto più si desidera: una storia indimenticabile stampata su un'innocua pagina bianca che vivrà sicuramente più a lungo di chi l'ha scritta.

giovedì 12 novembre 2015

Le recensioni di Elisa: Semplicemente una mamma - Annalisa Sereni

Titolo: Semplicemente una mamma
Autore: Annalisa Sereni
Prezzo: 12,00 €
Casa editrice: San Paolo
N° di pagine: 92
Trama: "Ho letto che i bambini trisomici, con sindrome di Down, possono essere addestrati. Dopo la reazione di rabbia, ho pensato a quello che tutti i genitori fanno, quando viene confermata loro la diagnosi di trisomia: navigano in internet e bevono come spugne tutto quello che trovano sulla condizione genetica del figlio. A me e a quei genitori dico: non pensare a tuo figlio come un qualcuno da addestrare, ma da educare. Fidati di te stesso, fidati di tuo figlio, fidati di Dio. E sai che mi/ti dico? Effettivamente qualcuno sarà addestrato: ma sarai tu! Tuo figlio ti stregherà". La storia e la vita quotidiana di una famiglia con sette figli di cui uno con sindrome di Down."
Prefazione di Pupi Avati.




La recensione:

Questa volta non scriverò una recensione che recensisca un libro, ma desidero parlarvi di quello che una donna, una mamma, una moglie, ha messo nero su bianco.
Vi racconto questo perché mia mamma, Annalisa Sereni, la conosce di persona e mi ha sempre raccontato della sua famiglia: perfetta, come quelle che vediamo nei film o leggiamo nei libri. Una testimonianza di fede, amore e gioia.

mercoledì 11 novembre 2015

Le recensioni di Elisa: Un anno sull'altipiano - Emilio Lussu

Titolo: Un anno sull'altipiano
Prezzo: 11,00 €
Casa editrice: Einaudi (ET Scrittori)
N° di pagine: 215
Trama: "Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di "ozio e sangue", di "fango e cognac". Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l'orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto."


La recensione:

Sembra sia passata un’eternità dall'ultima volta che ho scritto una recensione. E’ passato così tanto tempo, da quando gli impegni lavorativi si sono impossessati di me e del mio tempo, lasciandomi solo piccoli attimi assieme ai miei libri.
Una cosa bella di questa assenza è che ora ho l’onore e la gioia di recensire un libro che valuto cinque stelle. La storia di cui parlo è “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu che si è rivelata per me una piacevole scoperta. Chi mi conosce bene sa che la mia esperienza con i libri di genere storico non è sempre stata positiva, ma devo dire che più vado avanti e più li apprezzo.
Emilio Lussu ci racconta, in prima persona, i momenti che ha vissuto sull’Altipiano di Asiago durante la Grande Guerra. Una testimonianza fondamentale per conoscere la vita in trincea, la vita che si affrontava quando a duecento metri di distanza combatteva contro il nemico. Ma l’opera di Lussu non è solo questo, è anche un manifesto psicologico dove ci viene posta una verità fondamentale: quella verità che la politica di quel tempo non permetteva di mostrare. Ai giorni nostri, è più semplice conoscere quei segreti che al tempo erano complici di follie, ammutinamenti, ribellioni e suicidi.
Ed è il bellissimo altipiano di Asiago a fungere da sfondo a quest’orribile teatro.
Introspezione e sensibilità riescono ancora a farsi spazio nella mente - ormai piena di terribili immagini di guerra e violenza - del nostro autore/protagonista. Non vediamo più la guerra come la descrivono i libri di storia e iniziamo ad osservarla con gli occhi di un uomo. E non vediamo più un battaglione, ma un insieme di persone. E dell’esercito nemico non resta che un gruppo di austro – ungarici.
Non posso fare a meno di non riportare questa frase, questo appiglio di speranza:


“Condurre all'assalto cento uomini, o mille, contro cento altri o altri mille è una cosa. Prendere un uomo, staccarlo dal resto degli uomini e poi dire: -Ecco, sta fermo, io ti sparo, io t'uccido- è un'altra.”


Una storia che è una dura verità che, con un pizzico di ironia, si aggiudica il titolo dei libri più belli dell'anno.


Valutazione d’inchiostro: 5

sabato 7 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Lettere a Milena - Franz Kafka

Sono tante le storie d'amore che avvolgono come ali la nostra pelle febbricitante che, talvolta illusorie, ci impediscono di vedere la realtà. Crediamo sempre di amare qualcuno per quello che è, ma, attraverso quella persona in realtà si ama solo l'idea dell'amore. Il nostro cuore ingenuo e romantico si bea di queste credenze, e talvolta veneriamo la loro essenza per vedere in loro quella luce che avrebbe rischiarato le nostre tenebre. Lettere a Milena, è stata una lettura talmente bella e romantica che, silenziosamente, ha raggiunto il mio cuore di lettrice. Seducendo e rovinando il mio animo, facendo palpitare il mio cuore fino a confondere la realtà con la fantasia. Riscontrando nelle pene d'amore di Kafka e Milena il sogno di una storia d'amore che, come il canto di una sirena, mi ha attirato sugli scogli.

Titolo: Lettere a Milena
Autore: Franz Kafka
Casa editrice: Oscar Mondadori
N° di pagine: 319
Prezzo: 10€
·         Trama: Sul balcone della pensione Ottoburg di Merano, dove si era recato per un soggiorno di cura, Kafka scrisse, a partire dall'aprile del 1920, le prime lettere a Milena Jesenskà Pollak, una giovane traduttrice ceca che aveva conosciuto a Praga. Amici e amiche così la descrivono: "Fu prodiga di tutto in misura incredibile: della vita, del denaro, dei sentimenti... Non considerava vergogna avere sentimenti profondi. L'amore era per lei un che di chiaro, di ovvio". Kafka ne completa il ritratto: "Lei è un fuoco vivo come non ne ho mai visti". Prima di Milena ci furono altre donne nella vita di Kafka, ma nessun'altra riuscì a scandagliare così in profondità l'animo di un uomo costretto all'ascesi non per vocazione o come scelta di un atto eroico, ma per l'incapacità di scendere a compromessi. Le Lettere a Milena sono la cronistoria di un amore complesso, profondo e che già prima di iniziare sembrava destinato a finire.

La recensione:

Mi basta ringraziare che tu sia in questo mondo nel quale in precedenza non avrei supposto che si potesse trovare te. E te ne ringrazio con un bacio.

Sognatrice e romantica, lo sono sempre stata. Da quanto? Non lo so proprio, so soltanto che romanzi come questo ti consumano da dentro. L'immagine, il significato ti toccano e qui, l'uno con l'altro, trovo un po' di sollievo. Eppure è soltanto un romanzo, il grido di un uomo solo e insoddisfatto lanciato dalla soglia della sua insoddisfazione morale, non una febbrile tortura in versi. O forse si?
Ma suona anche triste, povero, poco appassionato definire questa splendida dichiarazione d'amore, scritta con parole che hanno il colore del sangue, riducendola in minimi termini come il più spietato dei veleni. In queste ultime notti sono stata uccisa più volte, come un incubo frequente, ricorrente, senza però spiegarne il vero motivo.
Una raccolta di lettere d'amore erano arrivate, ma non osavo carpirne i segreti. In cosa si nascondeva la loro suprema essenza?

mercoledì 4 novembre 2015

Romanzi su misura: Ottobre

Anche il mese di ottobre è volato via, con la pioggia, il sole pallido, e quell'arietta gelida che s'intrufola in ogni dove: sotto le porte, fra i capelli, nei pensieri. Seguendone la direzione, sfiorando i miei lineamenti delicati, oltrepassando il confine di romanzi ancora sconosciuti. Cullata dalle loro dolci e soavi parole, incastrandosi nel mio cuore alla perfezione.
I miei Romanzi su misura:


Un romanzo profondamente emotivo che, a tratti, risulta un po' carente, per la matassa di eventi che intaccano e annebbiano questa storia, priva di nesso. Una mancata storia d'amore che oscilla fra il possibile e il necessario, i cui sogni e fantasie oscillano come un pendolo in equilibrio precario.
Valutazione d'inchiostro: 4

Una lieve tortura di parole, suoni e musica. Un tributo oltraggiante e dannoso che rende ingiustificabile dare alle fiamme qualcosa che ha una sua anima.
Valutazione d'inchiostro: 3