domenica 30 settembre 2018

Due chiacchiere con l'autore: Riccardo Giacchi

Riporre questa intervista su Sogni d'inchiostro mi convince sempre di più che, a parte il fatto che Riccardo sia poco conosciuto, c'è qualcosa di profondamente particolare, quasi speciale, nei suoi romanzi, moderando allo stesso tempo una trama che sotto certi aspetti potrebbe avere nulla di speciale. Col nostro tipo di vita, talvolta non riusciamo a cogliere certi aspetti. Riccardo, tuttavia, con la sua seconda fatica letteraria da poco pubblicata, ci rende partecipi di tutto questo.
E quest'oggi, con questa breve intervista, desidero anch'io e a modo mio rendervi partecipi del mondo visionario e stupefacente che ho visto. Del protagonista Babel che ho conosciuto, di ogni parola, gesto o frase che ha stuzzicato la mia curiosità :)

Ciao, Riccardo! Bentornato su Sogni d'inchiostro! Io e i miei amati lettori ti accogliamo con tanta felicità; averti qui è sempre un piacere J Ma, dicci, chi è davvero Riccardo Giacchi?
Il piacere è mio! Sono sempre contento di vedere lit-blog che dedicano tempo e spazio agli autori in erba. Riccardo Giacchi è una persona normalissima, umile carpentiere in ferro che cerca di ritagliarsi un pò di tempo libero per inventarsi qualche storia da scrivere.

sabato 29 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: L'apprendista geniale - Anna Dalton

Anch'io mi sono fatta sedurre dalla bellissima copertina - le copertine di questa casa editrice sono sempre molto belle -, ma invece di godermi la storia come avrei dovuto mi sono messa a cercare qualcosa che è stato piuttosto diverso da ciò che mi ha propinato l'autrice: una storia carina, ma niente di più. I libri sono tuttavia un antidoto alla tristezza, e leggere l'esordio della Dalton non è stato poi così brutto come credevo. Ho potuto così abbandonare la mia casa, ed immergermi fra gli androni soleggiati di un istituto in cui Andrea vi imprimerà le sue radici. Perché questa storia è solo l'inizio di quel che veramente ci dovremo aspettare, un quarto di una mela ancora immatura. Tutto sta nel saper aspettare, e vedere cosa ci riserverà il futuro.



Titolo: L'apprendista geniale
Autore: Anna Dalton
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 270
Trama: Anddrea attraversa il cancello del college correndo, mentre la vista di Venezia si perde all'orizzonte. E' in ritardo e ancora più maldestra con il pesante borsone sulle spalle. In tasca stringe tra le mani un fogliettino di carta con su scarabocchiato scrivi, scrivi. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina e che le danno sicurezza. Parole che, ancora adesso, la guidano verso il suo sogno; diventare una giornalista. Perché, dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli scrivendo su tutto. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose. Ci è riuscita solo grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ma lì quello che ha imparato non basta. Perché tra quelle aule 'ambizione guida ogni cosa e gli studenti sono pronti a tutto per ostacolarla. Per fortuna, accanto a lei, ci sono tre amici che non si sono fermati davanti alla sua timidezza. C'è Marylin che veste sempre di nero, Andre che le sta dietro come la sua ombra. E soprattutto c'è l'enigmatico ragazzo che si fa chiamare JOker. Dietro il suo enorme sorriso si nasconde un segreto che il cuore di Andrea vorrebbe svelare. Con loro accanto si sente più decisa. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto. Adesso deve attaccarsi sempre più forte al suo desiderio. Perché non può deludere chi le ha fatto promettere di difenderlo.

giovedì 27 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Giacinta - Luigi Capuana

Decisi di avventurarmi fra le pagine di questo classico della letteratura italiana con la certezza che il romanzo di Capuana si distaccasse dai miei gusti di lettrice: non avevo torto! Una ragazzina, che si crede donna, piange disperata per ciò che le ha riservato il Fato crudele. Approfittando delll'ennesima sfida indetta su Facebook, avevo deciso di recarmi in questo posto con diffidenza. Avevo ciò che più mi serviva, il mio immancabile blocnotes, i miei appunti. Capuana qui ci parla di adulterio, violenza, impossibilità di pensare e agire, ma soprattutto ci narra una storia in cui è evidente le conseguenze che un individuo incorre con le sue azioni, che se necessario, si è costretti ad arrangiarsi. Poi sarei arrivata io, che non mi sono propriamente sentita unanime e ospitale al mondo ritratto da Capuana, responsabile e consapevole di ciò che avrei visto.
Titolo: Giacinta
Autore: Luigi Capuana
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 274
Trama: Non era piú una bambina; aveva già sedici anni. Le confidenze di qualche amica le avevano aperto un po' gli occhi. La sua fanciullezza abbandonata le si aggravava sul cuore terribilmente, coi piú vivi particolari, rimescolandola tutta. E quando le passava dinanzi agli occhi l'immagine di Beppe, con quel testone nero e quelle pupille nere che l'avevano tenuta cosí sottomessa, sentiva vibrare per tutto il corpo una sensazione strana, d'inesplicabile tenerezza verso quell'unico amico della sua infanzia che l'aveva tanto divertita e le aveva voluto un po' di bene! E i baci di quelle labbra carnose le rifiorivano, caldi, per un istante, sulle gote insieme colle carezze delle ruvide mani di lui.

martedì 25 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Il figlio del fuoco - Riccardo Giacchi

Riccardo Giacchi è un autore esordiente che due anni fa conobbi grazie al suo primo romanzo Entombed. Un opera particolare, che mi aveva sorpreso unanime al protagonista, ma soprattutto "condannata" per l'eternità.
A distanza di due anni, quindi, Giacchi ci riserva qualcosa che per molti è negato: la libertà indibiduale, incrementato da una forte crescita interiore. E come secondo romanzo, Il figlio del fuoco è un romanzo che è stato onnipresente nei miei pensieri, il cui protagonista non ha bisogno di lunghe frasi per descriversi, ma solo il semplice fatto che è stato mandato in mia presenza senza che io ne dubitassi l'esistenza. E' stato però grazie a lui che ho potuto vedere tante cose, e questa seconda fatica letteraria dell'autore evidenza la sua abilità, la sua diplomazia con l'adoperarsi di frasi non sempre facili che, sono certa, col tempo potrebbero infondere vita persino alle cose inanimate. Narrandoci la storia del giovane Babel come fosse sua. Imprecisa, imperfetta, ignota destinata a divenire massima di vita, istinto e carne.



Titolo: Il figlio del fuoco
Autore: Riccardo Giacchi
Casa editrice: Sad Dog Project
Prezzo: 11, 99 €
Prezzo ebook: 2, 99 €
N° di pagine: 106
Trama: Babel ha scoperto presto quanto dura possa essere la vita. Troppo presto. Unico sopravvissuto in un incidente stradale che gli ha portato via i genitori, la sola casa che ha conosciuto fino alla sua adolescenza è l'orfanotrofio di Corinto, dove è cresciuto insieme a tanti altri figli di nessuno fra cui Markus, il suo migliore amico, e Narses, un ex ospite dell'orfanotrofio rimasto nella struttura con il ruolo d'istruttore e tutor dei ragazzi. Babel, però, è diverso dagli altri orfani: in lui c'è qualcosa, un antico potere che gli arde dentro e che fa di lui un essere speciale e pericoloso allo stesso tempo e che si risveglierà in tutta la sua brutale furia durante una lite con i suoi compagni.La tragica esperienza assopirà ancora una volta le capacità di Babel che, divenuto un uomo adulto, cercherà, invano, di dimenticare il suo passato. Ma il destino del giovane è segnato e il desiderio di un'esistenza normale diverrà una lontana speranza: ogni frammento della sua vita si ricomporrà in un mosaico dai colori tetri e, attraversando un dantesco inferno, Babel entrerà in contatto con una realtà inaspettata, dilaniata da un'antichissima lotta tra luce e le tenebre e nella quale dovrà scegliere da che parte schierarsi per decidere il destino dell'umanità.

lunedì 24 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Un giorno questo dolore ti sarà utile - Peter Cameron

Non desideravo conoscere gli inspieabili motivi per cui Peter Cameron e il suo romanzo più famoso li avessi conosciuti soltanto adesso. O meglio, non desideravo che mi fosse detto. Piuttosto, desideravo conoscere il protagonista di questa bella ma complicata storia. E neppure desideravo saperne di più sui retroscena, su quanto ci fosse di autobiografico in tutto questo, che mi aveva trattenuto per tre intensissimi giorni. Mesi prima, non molto dopo Ferragosto, ero entrata in biblioteca per svegliarmi da una realtà parallela in cui inconsapevolmente ero precipitata e avevo visto Un giorno questo dolore ti sarà utile in cima alla mensola di una strapiena libreria. Era stata una forma moderata di curiosità, eppure questo romanzo mi ha spinta a largo e fatto prendere consapevolezza di tante cose; su queste poche pagine c'è la vita - o per meglio dire, l'adolescenza - di ognuno di noi.
Nel suo modo grezzo, ma allo stesso tempo intimo, l'autore intervalla una storia umanamente profonda e sensibile che, come ogni storia di questo tipo, è intervallata da sprazzi di memorie, nozioni o ricordi che hanno un ché di tragico. Ottenendo così il risultato di una lettura indimenticabile, Peter Cameron entra così nella mia bolla personale col respiro pesante di chi ha visto le sofferenze della vita già da "piccolo", cercando di individuare quell'elemento particolare che è un esaltazione del proprio prestigio. Un impulso inspiegabile e avventato fino ai limiti dell'incoscienza.

Titolo: Un giorno questo dolore ti sarà utile
Autore: Peter Cameron
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 206
Trama: James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno; sarebbe arduo, d'altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell'artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo,  e nella speranza di trovare un'alternativa all'università, James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite - la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliare gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finchè un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio ..

sabato 22 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Stoner - John Williams

Di tutte le storie che i romanzi mi hanno tramandato, Stoner viene fuori come un uomo di buon senso, contrario all'ignoranza e alla mancata libertà individuale, alla guerra, a un mondo ostile e crudele in cui l'individuo non può essere ciò che effettivamente è: una creatura idonea che di tanto in tanto accogliamo fra noi. Un lettore che vorrebbe tempestarlo di domande intellettuali e che torna alla carica dopo aver letto di lui e della sua avvincente storia, John Williams risponde con la storia di questo giovane uomo trafitto dalle frecce del tempo, sfiancato dai segni crudeli della vita.
Questa piccola introduzione solo per dire quanto sia irrivelante scrivere: 'Stoner, mi è piaciuto da matti!', perché, qualunque frase, gesto o parola, quel che per me ha più contato è stato capire il significato del nascere, la sua relativa importanza, del morire e del soffrire. Senza inutili preamboli, vi racconto dunque cosa ha suscitato a me il giovane Stoner e come, talvolta, le parole siano delle vere e proprie trappole. Quanta importanza ha avuto il passato, come sia sgorgato dalle tenebre, come il protagonista di questa storia ha fluito nel presente in mezzo ai vivi, stringendomi a lui in un'unica densa realtà da cui non ho voluto staccarmi.
Titolo: Stoner
Autore: John Williams
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 332
Trama: William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarant'anni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù.

giovedì 20 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Asimmetria - Lisa Halliday

La storia di cui quest'oggi mi premurò a parlarvi è stata prefabbricata come tante altre, ma è stata la sua anima - o, per meglio dire, la sua trama - a sedurmi e trascinarmi da una parte a un'altra. Nel cuore di personaggi comuni, ma ignari di un destino oscuro e insidioso, che talvolta ci riserva la vita.
Da quasi un mese dalla sua pubblicazione, Asimmetria è approdato fra gli scaffali della mia strapiena libreria con una veste grafica che dice poco e niente, una ragazza e uno scrittore, un ragazzo solo ma appassionato. Per lo più ha un anima atipica, ma semplice che sembra mi sia caduto addosso per farsi conoscere, raccomandare, benedire o semplicemente consigliarlo e invogliare chi non l'ha ancora fatto di perdersi fra le sue pagine.
Ed ecco che, seduta dinanzi alla mia scrivania, è giunto il mio momento. E' giunto il momento in cui posso finalmente parlarvi di questa lettura!
Mi metto da parte, e osservo l'andirivieni di quei lettori che si soffermeranno - anche solo per poco tempo, fra queste pagine, ingraziandosi o detestandomi per la mia presenza, stabilendo poi se leggere o meno il romanzo di Lisa Halliday.



Titolo: Asimmetria
Autore: Lisa Halliday
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 288
Trama: Alice ha venticinque anni, vive a New York e lavora per una casa editrice. Una domenica, mentre legge seduta su una panchina di Central Park, incontra un signore divertente e affascinante, quarant'anni più vecchio, che Alice riconosce subito come Ezra Blazer, il leggendario Premio Pulitzer per la letteratura universalmente ammirato. Fra i due nasce una tenera storia d'amore.
Amar è un economista iracheno - americano che fa scalo a Heathrow sulla via per l'Iraq, dove è diretto per andare a trovare il fratello. Trattenuto per motivi contorti dalla polizia, passa il weekend in custodia all'aeroporto e ripensa a tutta la sua vita.

mercoledì 19 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Non lasciarmi - Kazuo Ishiguro


Di questo romanzo ne avevo sentito parlare un po' di tempo fa. Dopo alcuni romanzi di svariato tipo, prove di letteratura sul palcoscenico artificiale della vita, arrivando nella mia libreria quasi in sordina. Anche questa è stata un'esperienza di lettura che mi ha sorpreso positivamente, in cui vi ho sviluppato una sorta d'istinto nei confronti di certi tipi di romanzi.
Sono consapevole di quei momenti in cui quel determinato romanzo può o non riesce a parlare, qualunque cosa abbia da dire, e quando, con un pessimo tempismo, mi suggerisce che è ora di darci un taglio. Sprofondo nella depressione.
Quello di Ishiguro è un mondo a parte che, o lo si approva o meno, è indubbiamente una lettura profonda e intensa. Per me, lettrice onnivora e amante soprattutto della narrativa orientale, mi ha sorpreso moltissimo, convinta di imbattermi nell'ennesima delusione letteraria. Non lasciarmi, al contrario, ha scandito attimi di una vita lontana, intensa, in cui non ho potuto fare a meno di sentirmi unanime con i personaggi. Guardarmi attorno per assistere a questo bellissimo spettacolo. Questo pezzo di cielo, intriso di malinconia, che è penetrato bruscamente dentro il mio spirito, come se una parte del mio Io fosse sempre stato lì, in attesa.

Titolo: Non lasciarmi
Autore: Kazuo Ishiguro
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 291
Trama: Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole "donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

lunedì 17 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Il quaderno dei nomi perduti - Sophia Lundberg

Da dove partire per scrutare fino a fondo l'anima di questo romanzo? Da dove partire per comprendere la mente di una donna anziana e fragile? Realizzo teorie, ipotesi, pensieri che si avvicendano in ordine sparso nella mia mente. Ci potrebbero essere un mucchio di teorie che potrebbero reggere. Ce ne sono state qualcune, durante il corso della lettura, che avrebbero potuto rendere questa lettura stupenda, ancor più bello il pensiero che questo romanzo si fosse presentato all'improvviso dopo una lunga serie di letture di diverso tipo. Una di quelle rare letture che, con un vanitoso eccesso di calore e di luce e di speranza, avrebbe illuminato i corridoi bui della mia anima, qualificandosi così come un nuovo inizio, una sferzata di bontà.
Ho percorso i meandri turbolenti dell'anima di questo romanzo, con un marasma di emozioni che, pian piano mi avvicinavo alla fine, andarono a scemare. Dovevo aver immaginato tutt'altra storia; e sebbene un po' lungo e dispersivo è un romanzo che promette tante cose, belle e brutte, che illuminano o oscurano giorni a avvenire, e giorni uggiosi che insegnano ad apprezzare ciò che abbiamo e che dovremmo tenerci stretti.
Titolo: Il quderno dei nomi perduti
Autore: Sofia Lundberg
Casa editrice: Dea Planet
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 377
Trama: Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni,degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l'anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all'inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York, Madame Serafin, Gosta il pittore, l'ingenua sorella Agnes. E Allen. Parenti, nemici, amanti: ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una sua storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

sabato 15 settembre 2018

Danzando su carta: 13 °

Nessuna regola lo stabilisce, ma una delle tante manie di un lettore ossessivo compulsivo è l'acquisto dei romanzi. Questo "modello", se così lo si vuole chiamare, si ispira a quei desideri nascosti che tartassano la vita di un lettore avido di conoscenza e di storie. Sono stata in libreria un mucchio di volte, in questi ultimi mesi, eppure mi è stato impossibile acquistare qualcosa se non nell'ultima settimana; il tempo necessario per constatare i vantaggi di economicizzare su quella che considero una vera e propria passione, forti linee di comando abbinate a letture che languivano sullo scaffale già da qualche tempo. Perciò, in questo sabato di fine estate, mi trovo pronta a elencarvi le letture che sono entrate a far parte nella mia libreria. E già sentendo che la mia scialba vita avrà un sapore più buono, più gustoso, comincerò presto a smaltire questa pila ;) Ormai questo è uno stile di vita, un secondo lavoro, un istinto naturale come l'aria che respiro in cui mi abbandono ai modelli del nuovo, del regale, della solennità o della costanza. 
Vi lascio così con la libertà di esprimere un vostro giudizio - se naturalmente vorrete farlo :) - su queste letture. Una curiosità come tante, un targhetta di riconoscimento letterario.

Titolo: Stoner
Atuore: John William
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 332
Trama: William Stone ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. 

venerdì 14 settembre 2018

Gocce d'incchiostro: Il giovane Holden - J. D. Salinger

Davanti a me un ragazzino introverso, solo e alquanto eccentrico che, pian piano lo conoscevo, si fece più forte, ribelle, e suggerì di rivolgergli completamente la mia attenzione. Stava penetrando nella mia mente, l'atmosfera attorno sembrava alquanto famigliare… Ero tornata nella mia splendida Tokyo murakamiana?
So perfettamente come comportarmi quando mi imbatto in romanzi di questo tipo. E so perfettamente quali sono le mie considerazioni al riguardo, a fine lettura. Se una storia non lascia particolarmente una traccia del suo passaggio, ma solo un impronta, ciò non vuole dire che la melodia sprigionata sia stata rumorosa o stridula. Tutt'altro!
Quella de Il giovane Holden è quel genere di romanzo che io ho ricevuto forse troppo "tardi". Tardi, si intende, prima di conoscere Murakami Haruki, pungendomi e colpendomi come non mai. Holden e la sua turbolenta storia sarebbero stati inevitabili, e dopo tante letture e tante vicende, volgergli le spalle sarebbe stato una specie di insulto.
Con ancora in testa la voce gracchiante del giovane Holden, ho così raggiunto anch'io questo bel posto di cui ci parla Salinger. E venendo incontro a una carrellata di personaggi che non avevo mai incontrato, mi ha concesso una bella opportunità. Una bella occasione di aver finalmente conosciuto Holden e i suoi amici.



Titolo: Il giovane Holden
Autore: J. D. Salinger
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 248
Trama: Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi.

mercoledì 12 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Tredici - Jay Asher

Ho colto il tono inconsueto, quasi drastico nella voce con cui è stata raccontata questa storia e senza discutere mi ci fiondai fra le sue pagine senza nemmeno pensarci. Ho estratto 13 dalla cartella virtuale del mio Kobo, seguendo con una certa curiosità e un certo timore le vicende della sfortunata Hanna.
L'autore si firma come narratore sagace e scaltro con tanto di suicidio fra le righe. E adeguarmi a questa novità, alla sua prosa asciutta ma diretta, non attenuò nemmeno quella sensazione di disagio emersa nell relativa frescura della mia camera, immaginando questa storia completamente diversa da come effettivamente è.
Per darvi un idea del mio pensiero, vi invito a leggere quello che segue. Non dico di essere stata imbrogliata, ma 13 promette molto più di quel che credevo. E sebbene mi aspettassi tutto questo, tali esperienze letterarie rovesciano il loro contenuto umano nella notte che ora è diventata scenario di una crisi adolescenziale pressoché farsesca. In capo a pochi giorni, credo, ne rimarrà solo il ricordo piacevole da sfoderare alle suceessive letture in qualche aneddoto: la notte in cui persi completamente interesse per Jay Asher.



Titolo: Tredici
Autore: Jay Asher
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 229
Trama: Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Cllay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un determinato effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.

lunedì 10 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Limonov - Emmanuel Carrère

Non ho proprio potuto fare a meno di stare in compagnia di quest' uomo e guardarmi attorno.
C'era un giornalista freelance, avido lettore e amante della scrittura e della buona letteratura, a riservarmi, con un solo e profondo sentimento di devozione, magnetismo, che mi prese per mano e mi condusse in un posto in cui ho fatto perdere letteralmente le mie tracce. Mentre mi muovevo fra le strade di una città dominata dall'arroganza e dalla brutalità dei rappresentanti di potere di frotte di cittadini che si azzardavano a chiedere spiegazioni, mi chiesi se in effetti ero pronta ad imbarcarmi in questo nuovo viaggio. Confessargli le mie perplessità al riguardo non penso sarebbe stato conveniente.
Con la sua stazza esile ma arcigna, Eduard Limonov era quella figura di carta e inchiostro che mi trasmise una certa soggezzione sin dal primo momento che lo conobbi. Rivoluzionario di professione, esperto di guarriglia urbana, personaggio sulfureo di grande talento e impudenza.
Due universi così differenti che hanno tracciato una linea di confine fra la figura di Limonov - detenuto comune in un campo di lavori forzati - , uno scrittore - artista ambito che si muove in ambienti altrettanto ambiti -, e il lettore che ha seguito di pari passo le vicende e le testimonianze di entrambi. Vivendo molte più vite di quel che credeva, vestendo i panni di sovietico, barbone, maggiordomo, domestico, scrittore, soldato, amante, puttaniere, col desiderio insopprimibile di una trasformazione o mutazione del terrorista e ribelle Limonov in pacifista.
Titolo: Limonov
Autore: Emmanuel Carrère
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 13
di pagine: 356
Trama: Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: " è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio" si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato " che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale". La vita di Eduard Limonov, però, è inanzittutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante - a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall'amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il "duro metallo di cui è fatta la sua anima", Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo …

sabato 8 settembre 2018

Una voce fra le soglie del tempo: Charles Dickens

I primi otto giorni del mese giungono quasi sempre all'improvviso. Pare giungano inavvertitamente, insieme a un marasma turbolento di eventi gonfiati dalla calura estiva, e la sera si stendeno sulla città oscurata come una notte mentale registrabile in tutta la nazione, un silenzioso e malevole rabbuimento, inseparabile dalla freschezza della piena stagione estiva. Anche questa volta avrei dovuto inventarmi qualcosa su una nuova voce del XIX secolo. Gli spiriti che abitano la mia coscienza si radunano a confabulare nei corridoi con aria solenne, custondendo storie, segreti inconfessabili. I mesi scorsi parlare di qualcuno era stato alquanto semplice, quasi come l'aria che respiro. Durante il sopraggiungersi della stagione primaverile mi sono sorpresa distratta, impreparata, e una mattina in particolare, con gravi difficolta su chi questa volta impiegare del tempo.
Stavo per sprofondare nella malinconia, nella tristezza. Le mie idee sembravano si fossero esaurite poco alla volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno. Un caso, al principio, un evento che di primo acchito mi aveva inorgoglioto, mentre adesso attecchito. Bisognava pur fare qualcosa! La rubrica di quest'oggi propone solo otto di quegli autori la cui produzione letteraria è stata dura, profonda, numerosa, una sorta di squilibrio dell'anima, una temerarietà quasi inavvicinabile, la tranquillità dei sensi che non mostra più alcunché.
Come se non bastasse, Charles Dickens bussò alla mia porta con l'eterna riconoscenza acquistata negli anni. Avevo vissuto storie dalle tinte grigiastre, malinconiche e drammatiche che andarono soggetti al mio incommensurabile amore nei suoi riguardi. Nei momenti di distrazione, ad esempio, nemmeno quando ne ero completamente cosciente, Dickens tendeva ad appoggiare il suo grande palmo sulla mia guancia, infondendo al mio animo una tenerezza che ogni tanto mi piace rievocare. Ogni cosa gli veniva registrato in silenzio, fino a quando non giungevo al culmine dell'eccitazione, la passione per la letteratura e la scrittura mi si abbattevano addosso come un temporale. Magari proprio quando non credevo di esserne così assuefatta.
Ognuno delle sue storie, ognuno dei suoi personaggi era entrato nella mia vita inaspettatamente, come una lacrima trattenuta a lungo e ora che è scesa sulla guancia, aveva iniziato a scuotermi con raffiche di brutte speranze, portandosi addosso la polvere delle disgrazie accumulate nelle sue tristi vicende.
Un paesaggio lugubre, piatto, fanno da sfondo, e personaggi che emergono e si prolifano dritte all'orizzonte come un fuso, mi indicarono la rotta come un navigante.
Temi come l'infanzia, che scorre lentamente con la scioglievolezza e la dolcezza di un sogno, l'ombra incombente di un dolore, una serie di sfortunati avvenimenti che non hanno sempre una sua forma, un generale senso di malinconia in cui l'inconscio aspetta che un mero sprazzo di luce illuminasse le tenebre dell'animo dei suoi fantasmi. Mescolanza disomogenea di bontà e cattiveria, ambiguità, disperazione, il tutto immerso nella pace del giorno, lasciano dietro uno spazio vuoto che ha una sua forma.
I romanzi dickesiani sono quel genere di lettura che danno un senso alla vita. Pagine di memoria che trascinano in un luogo da cui non si vede immediatamente la luce, e che mettono a nudo ogni cosa. Persino l'anima dell'autore. Gettando così una spettrale aria di malinconia e pervadendo i sensi in una lenta agonia, nel pellegrinaggio solitario della giovinezza, o dell'età adulta, brillando per la sua lucentezza e simbologia.
Opere che sono radicate nel territorio dell'immaginazione urbana e neli spazi urbani, in cui fa quasi sempre da sfondo una Londra distesa in una cappa di vapore. In un palcoscenico frenetico in cui il lungo viaggio del protagonista o dei protagonisti entrano in contatto con diversi meccanismi: la famiglia, l'istruzione, la prigione. Viaggi in cui si ha la consapevolezza di vivere amori folli, ardenti, malesseri e benesseri, in cui si cerca di crescere in questa tetra landa. Rifocillando l'anima, e ripristinando quel briciolo di serenità che ancora ci è riservata.

venerdì 7 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde

Mi è davvero piaciuto essere tornata per qualche giorno nella Londra vittoriana di fine XIX secolo, in compagnia di personaggi insensibili e disumani, fra schiere di anime dalle storie diverse, colori diversi. Talvolta la vita ci riserva strane sorprese, e quella della lettura de Il ritratto di Dorian Gray sotto certi aspetti lo è stata.
Mi sono guardata attorno con gli occhi di un altro. Si sarebbe trattato di qualcosa dal sapore amaro, la cui faccia oscura e inquieta mi avrebbe fattp riconoscere e scoprire il bello ma dannato Dorian Gray.
E’ stato dunque questo consumarsi lentamente fra la vita e la morte ad entrarmi sotto pelle, a prendere un treno che si è impantanato in stazioni umide e soffocanti, a pormi quel genere di domande che ancora la scienza non riesce a dare risposta.

Titolo: Il ritratto di Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7,50 €
N° di pagine: 261
Trama: Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d’accusa e un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

martedì 4 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Il bacio delle tenebre - Deborah Harkness


E così le mie rocambolesche avventure con Diana e Matthew, che avrebbero trovato sfogo nell'ennesima frenetica recensione, come sempre del resto, si sarebbero concluse in maniera del tutto inaspettata ma confusionaria, si formalizzarono nel momento in cui trascorsi magnifici momenti in loro compagnia, con la certezza che questa saga fosse bella ma non bellissima. Avvincente, ma non indimenticabile.
Constatazione questa, che ho colto in seguito, quando mi domandai se i romanzi della Harkness avessero avuto quella giusta fama che li spettava e i motivi per cui non sia stato così. Almeno per me. Ritirandomi dietro ad un atteggiamento di assoluta neutralità, e assumendo il ruolo di preziosa ascoltatrice e spettatrice, vittima sacrificata o umana ingenua e avventata, mi sono lasciata circondare dalla magia, imbrattare dalla puzza di zolfo o rendermi utile nel momento del bisogno … Sebbene di aiuto, Diana e Matthew, ne hanno avuto ben poco.
Questo terzo volume chiude un cerchio che qualche giorno fa avevo aperto con il primo volume, e istintivamente mi sono permessa di aiutare chi lo aveva realizzato. E protetta dallo zelo della studiosa e caparbia Diana, mi sono convinta non tanto che la storia di questo terzo e ultimo volume non fosse esattamente come me l'aspettavo. Ma che, tuttosommato, ho potuto vedere ciò che i miei occhi non avevano ancora visto.


Titolo: Il bacio delle tenebre
Autore: Deborah Harkness
Casa editrice: Piemme
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 699
Trama: Quando la giovane studiosa di alchimia Diana Bishop ritrovò nella biblioteca Bodleiana di Oxford un manoscritto rimasto nascosto da secoli, la sua vita cambiò completamente: non solo perché il potere di quel manoscritto le permise di accettare la sua vera natura di strega, ma anche perché grazie a esso conobbe Matthew Clairmont, vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Da allora, in un viaggio attraverso un mondo popolato di umani ma anche di creature ultraterrene, hanno condiviso un grande amore proibito, e insieme hanno tentato di scoprire i segreti celati nel manoscritto da cui tutto ebbe inizio. Oggi sono tornati pronti ad affrontare una nuova minaccia, quella dell'estinzione della loro specie. Sempre più incombente, soprattutto ora che alcune pagine del codice Ashmole 782, in cui è contenuto il segreto della loro sopravvivenza, sono scomparse. Tra dimore cariche di segreti, e antiche e misteriose biblioteche, Diana e Matthew continueranno la loro battaglia.

domenica 2 settembre 2018

Romanzi su misura: Agosto

Sto sempre pronta a mettere assieme del materiale per scrivere un riepilogo delle letture mensili e la storia che c'è dietro ogni romanzo, sebbene sintattica e concisa che ben o male avrebbe dato un'idea su quel determinato romanzo.
Dalla mia postazione preferita, vedo come questi tre mesi di caldo infuocato lentamente stanno scivolando via. Come il corso naturale di ogni cosa, anche le stagioni volgono al termine, e come le stagioni, anche il periodo di letture che mi hanno sorpresa su una battiggia a prendere il sole o seduta su una sdraio nel balcone di casa mia terminano.
Con questa rubrica, con questo ennesimo post, ripercorro dunque a ritroso quelle tappe che mi hanno portata in luoghi ottimi, dove ho riscontrato solo tanta bellezza e libertà e tanti tanti sentimenti …
Il recap di agosto, dunque, comprende ben 15 libri. Di questo numero la maggior parte sono state letture appassionate e bellissime, altre carine ma non memorabili. E, sostanzialmente letture che hanno arricchito il mio bagaglio culturale, appartengono a quel genere di filone narrativo che mascherano i dispiaceri o gli affondi dell'anima, con le sue copertine bellissime dai colori sgargianti e vivaci o personaggi letterari innocenti e ingenui nelle mani di abili cantastorie.


Sfide letterarie:
Un memoriale che si è espanso oltre le pagine, al di là della realtà. Odissea sensazionale e mozzafiato impossibile da dimenticare. La letteratura come qualcosa che arriva in sordina, e poi colpisce. Un sentimento che nasce e matura in fretta, appassionato e malato. Un opera che si sprigiona nella semplicità di piccole testimonianze, in un giro di vite di piccole e grandi comunità, che hanno visto diffondere il sapere come qualcosa di universale.
Valutazione d'inchiostro: 4

sabato 1 settembre 2018

Gocce d'inchiostro: Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi

Non riesco mai a trovare le parole giuste quando si tratta di recensire un romanzo come quello di Sostiene Pereira che ha ispirato l'autore a redigere una vivida testimonianza come questa. Mi è parso uno scrittore sin da subito bravissimo e abilissimo con le parole, per niente pieno di sé, ma piuttosto umile e dall'anima semplice e un po' solitaria.
Ed è stato così, per caso - per caso?!? - che conobbi Antonio Tabucchi e il suo lirismo verista, seguendo l'istinto e i miei impulsi, affascinata dai suoi titoli poetici e malinconici, posato sul tavolo di vetro di una libreria. Sarebbe stata la mia prima opera tabucchiana.
Quest'oggi però, a distanza da un anno dal fatto in cui ciò accadde, vi parlo di un opera che mischia piacere e inquietudine, come sempre dinanzi a una nuova opera, una nuova lettura. Ripercorrendo forse esattamente lo stesso viaggio in cui mi imbarcai l'anno scorso, fatto dall'autore come una lunga meditazione dell'anima, nel silenzio e nel caos.
Titolo: Sostiene Pereira
Autore: Antonio Tabucchi
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 220
Trama: Agosto 1938. Un momento tragico della storia d'Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, dal fascino italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Perereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del "Lisboa" (mediocre giornale del pomeriggio ) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di "non" essere un eroe.