giovedì 29 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Veleno d'inchiostro - Cornelia Funke


Mi sono portata dietro molta gente, uomini e donne, fate e briganti, coboldi e scrittori, a vedere il ritratto meraviglioso dipinto da Cornelia Funke in questo secondo volume del Mondo d'inchiostro. Eppure, è la prima volta che ho visto così bene una realizzazione artistica scivolare sul palmo della mia mano come sabbia fine, e, rapirmi, smuovermi fino a far vibrare le corde del mio animo di un amore incontenibile che perpetuerà nel tempo. I sensi hanno tremato, ed io ho capito che in me, in questo mio corpo, nel mio spirito, c'è qualcosa che è completamente saldato; se un'impressione puramente spirituale o un riflesso inconscio della mia fantasia questo non so dirlo. So però per certo che tutto questo può generare una tempesta. Ed in questi momenti qualcosa di incongruente si unisce al mio spirito, e la storia che la si vive finisce per dominarlo completamente.
Ancora una volta ho così intuito, supervisionato e poi giudicato un mondo che per viverci è necessario perpetui la parola scritta. Magari senza nemmeno rendercene conto, ma alienata con tutti i sensi, tutti i miei sensi femminili, che convergono in me in un'unica passione: quella della lettura. 



Titolo: Veleno d'inchiostro
Autore: Cornelia Funke
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 590
Trama: Portare nella vita reale i personaggi di un libro o addirittura entrare nel libro che stiamo leggendo: un sogno, che il padre di Meggie sa realizzare grazie al suo meraviglioso talento. Ma quando Meggie decide di aiutare l'amico Farid a ritrovare il suo maestro tuffa insieme a lui nel mondo d'inchiostro, le parole dei libri si rivelano una terribile trappola. Amici, amori, fughe, incendi, duelli e scambi di persona in un romanzo indimenticabile.

lunedì 26 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Ho lasciato entrare la tempesta - Hannah Kent


Non penso sia necessario leggere le innumerevoli recensioni positive, o qualche testo parrocchiale, o qualsiasi libro del genere per conoscere la storia della povera Agnes. Solo le cose che io ho reputato davvero importanti.
Ho visto la nebbia aleggiare tutt'attorno, nella brughiera incolta di un piccolo paesino del sud dell'Islanda, ho udito i corvi gracchiare all'odore di sangue copioso sparso per terra, immaginando il tutto come se questa storia l'avessi vissuta sulla mia pelle. Come se il fardello troppo pesante che la protagonista di questa bellissima storia è costretta a portare sulle spalle gravasse sulle mie, che evita gli sguardi delle donne per cui lavora, sapendo già che avrebbe dovuto ben presto andarsene da questo mondo. Consapevole dell'antico rituale di cui sarà imbrigliata, soggetta ad accuse e pregiudizi, una figura misteriosa e affascinante che appare sfocata come un estraneo che cammina sotto una tormenta di neve.
Della sua lettura serbo dei bellissimi ricordi; ricordi silenziosi e, taluni, inaffidabili. Ma condividere questa storia, questo ricordo con qualcuno ha significato mettere a repentaglio la fede che ciò che la Kent ci racconta sia accaduto per davvero. Spinta in silenzio ad attaccarmi alla sua vita come una lappola, consapevole di non essermi mai sentita sola.

Titolo: Ho lasciato entrare la tempesta
Autore: Hannah Kent
Casa editrice: Piemme
Prezzo: 17, 50 €
N° di pagine: 350
Trama: Strega, seduttrice, colpevole, assassina: Agnes Magnùsdòttir è accusata di molte cose. Perché nell'Islanda dell'Ottocento - immersa nella nebbia come in mille superstizioni, lei -, con la sua bellezza, il suo animo ribelle, la sua intelligenza troppo vivace, è diversa da tutte. Diversa anche per l'uomo che si è scelta: Natan Ketilsson, un uomo più vicino ai diavoli dell'inferno che agli angeli del paradiso, come mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con pozioni a base di erbe conosciute solo da lui. E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, il villaggio decide che la colpevole dell'efferato omicidio non può che essere lei, Agnes. La donna che lo amava. E mentre, ormai condannata, attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia alle uniche persone amiche che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e un giovane e inesperto confessore. E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua oltre altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle storie che ha letto, e nell'amore per Natan. Le cose che appartengono soltanto a lei, e che nessuno potrà toglierle.

mercoledì 21 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Wonder - R J Palacio


Sono diventata improvvisamente curiosa, interessata, nei confronti del piccolo August perché sono stata partecipe dell'ennesima sfida indetta su Facebook a cui sapevo di non poter non partecipare. No, io non amo leggere romanzi di questo tipo, eppure Wonder è un simbolo. E' quel genere di letture che a mio avviso ognuno di noi dovrebbe intraprendere almeno una volta nella vita, perché dolce, semplice, gentile, sensibile, vulnerabile. E sebbene io mi sia immaginata una storia un po' più differente, non ho potuto fare a meno di lasciarmi intimidire dal timido August ne di alimentare la nostra amicizia in nemmeno due giorni dal nostro incontro.
Titolo: Wonder
Autore: R J Palacio
Casa editrice: Giunti
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 288
Trama: E' la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico?

lunedì 19 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Cuore d'inchiostro - Cornelia Funke


Per quanto potrei raccontare e parlarne per ore, le informazioni, le emozioni raccolte in questo romanzo sono state infinitesimali. Ricche di significato, sembravano soltanto cose di poco conto, pezzi di ciarpame. Per me, lettrice e sognatrice d'inchiostro, giorno dopo giorno, ho registrato una trama intessuta magnificamente, le vicissitudini di personaggi in carta e inchiostro a cui è stato dato respiro, un uomo oscuro e malvagio, la schiera di uomini soprannominati Giacche nere, come figure che si sono mosse agili annodando parti annerite e vari frammenti di storie di cui non si conosce ancora l'origine.
Questo lunedì di metà marzo getta una particolare luce su una delle storie più belle che abbia mai letto, quando ero ancora ragazzina in cui non ho potuto fare altro che leggere, annotare sulla mia agenda preferita quello che ho visto, soffermandomi banalmente sul fatto che forse storie di questo genere non sono più adatte alla mia età. Nel contempo Cuore d'inchiostro è quel romanzo che a mio avviso ogni lettore dovrebbe leggere, almeno una volta nella vita, in cui quest'oggi ve ne parlo con una certa soddisfazione, come se questo rappresentasse un legame segreto fra me e i personaggi della Funke. E, trepidante e famelica ad immergermi nel secondo volume, vi abbraccio nel mentre la mia coscienza comincia ad architettare vari stratagemmi. Sulle sorti che spetteranno a Maggie, Mo, Elonoir, Dita di Polvere, Farid, in attesa del momento perfetto in cui poter compiere questo passo.




Titolo: Cuore d'inchiostro
Autore: Cornelia Funke
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 507
Trama: Meggie ama i libri. E ama moltissimo anche il padre Mo, che però rifiuta di leggerli a voce alta. Se lo facesse, infatti, porterebbe la vita nei libri e i personaggi dei libri alla vita. In una notte crudele lesse "Cuore d'inchiostro" e un malvagio signore dal cuore nero, Capricorno, si liberò dai lacci delle parole per materializzarsi nel suo salotto. In quell'attimo fatale accadde anche qualcosa di più grave: la moglie di Mo scomparve per sempre tra le pagine del libro. E ora il perfido Capricorno cerca Mo per piegare i suoi poteri a perfidi scopi …

venerdì 16 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: La tredicesima storia - Diane Setterfield


A volte ci sembra che una cosa sia finita e all'improvviso ci accorgiamo che non lo è affatto.
L'altra sera ho ricevuto una visita. E' stata la mia coscienza ad accorgersene. Era lì che canticchiava in attesa che io potessi accorgermi di lei. Margaret aveva fatto nuovamente la sua comparsa stuzzicando la mia curiosità, facendosi largo in attimi che scandiscono una vita tranquilla ma frenetica, giungendo come un angolo dorato, o come un angelo speranzoso della sua venuta.
Era qualche anno che non la rivedevo, e rispolverare la sua storia mi ha permesso di conoscerla meglio, così sopraffatta dall'emozioni e dalla gioia di rivederla. Margaret era venuta per me ed io non ho potuto fare a meno di prendermi cura di lei.


Titolo: La tredicesima storia
Autore: Diane Setterfield
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 13
N° di pagine: 438
Trama: Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall'oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta un giorno da una letterata tanto enigmatica quanto perentoria: "L'ora è giunta. Venga lunedì con il treno delle quattro e mezzo. Manderò una macchina a prenderla alla stazione di Harrogate. Vida Winter". E' questo l'invito con cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, informa Margaret della sua investitura e propria biografia ufficiale. Dopo mille esitazioni - perché proprio lei? Sarà all'altezza delle aspettative di una delle più grandi scrittrici viventi? - la giovane parte alla volta dell'isolata magione dell'anziana autrice. Superate non solo le proprie resistenze ma anche le spigolosità della sua difficile interlocutrice, Margaret si accinge finalmente all'opera rimanendo immediatamente stregata dalle vicende della famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare.

mercoledì 14 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: The siren - Kiera Cass

Questo mercoledì 14 marzo inizia con un avvenimento molto importante: muore Stephen Hawking. Cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull'origine dell'universo.
Non c'era da stupirsi, viste le condizioni fisiche di Hawking.
Se per un momento mi soffermo a pensare quanti pasticci talvolta combina la vita, quanto c'è da arrabbiarsi se la specie umana è condizionata a un processo naturale che può perdere terreno, buttandoci giù e lasciandoci vagare in questa landa deserta come anime in pena.
Intervallando, 139 anni fa nasceva Albert Einstein. E, ultimo ma non meno importante, ricorre il giorno del pi greco. Perché scrivo tutto questo se so che il post di quest'oggi è interamente dedicato alla recensione della mia ultima lettura?
Desideravo che io e il mio blog "partecipassimo" a questo triste evento, incavolandomi con me stessa per non aver ancora letto La teoria del tutto, con una certa curiosità, dopo questo inatteso addio.
Tra fumi di parole, lettere e numeri, mi pare che mi sia dilungata un po' troppo parlando di un personaggio di cui conosco molto poco. E per non rendere questa introduzione, una recensione vera e propria, riprendo il sentiero letterario presentandovi un'autrice che su Sogni d'inchiostro non era ancora apparsa, in tutta la sua graziosissima figura e ricchezza d'animo. Mi premuro dunque di parlarvi di The siren vestendo i panni di osservatrice, perché con letture di questo genere non sono più abituata e dunque non mi vedo nella posizione di giudicare. Il risultato è stato piuttosto positivo, e quello riportato qui sotto dovrebbe essere un discreto ritratto. La vera testimonianza di come talvolta l'amore sia un eco, un'ossessione vivente e incurante che affligge.

Titolo: The siren
Autore: Kiera Cass
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 290
Trama: Kahlen è una sirena, una meravigliosa e pericolosa creatura al servizio dell'Oceano. Ma non è sempre stato così. C'è stato un tempo in cui Kahlen era soltanto una ragazza come tutte le altre. Poi, un giorno, mentre stava annegando, l'Oceano l'ha salvata e le ha regalato una seconda possibilità. Anche se a un prezzo terribile. Per ripagare il suo debito, Kahlen infatti ha dovuto rinunciare a una vita normale e ai suoi sogni, primo fra tutti quello di amare ed essere amata, per attirare in acque mortali, con il suo canto letale e ammaliatore, altri esseri umani. Per cento anni. Solo allo scadere di questo tempo, potrà finalmente tornare a parlare, ridere e vivere liberamente. Fino ad allora una sua parola sarà sufficiente a uccidere un uomo. Così, quando un giorno incontra Akinli, Kahlen sa bene che legarsi a lui è l'errore peggiore che possa fare. Innamorarsi di un essere umano infrange tutte le regole dell'Oceano. Ma Akinli, gentile, premuroso e bellissimo, è il ragazzo che ha sempre sognato. Quanto sarà disposta a rischiare per seguire il suo cuore?

lunedì 12 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Il giardino dei segreti - Kate Morton

Che cosa bellissima i libri! Una serie infinita di avvenimenti, avventure in cui si sprofonda e si cerca conforto. Il nettare della mia giovane anima alimentato giorno dopo giorno, un setaccio le cui maglie continuano a stringersi.
La recensione di quest'oggi, tratta la storia di uno dei miei romanzi preferiti. E della sua autrice, Kate Morton, di cui ogni tanto mi piace riaccogliere nel mio cantuccio personale.
Segreti, ricordi, rumori che si perdono fra le soglie del tempo. La storia di donne apparentemente forti ma fragili che affronteranno "pericoli" dove in realtà non esistono. Un romanzo la cui missione primordiale sta nell'avventurarsi in questo magnifico viaggio. Accettando di fagocitarci con i suoi personaggi, non potendo resistere alla tentazione di disegnare un segno divino che sancisca il legame imprescindibile fra autore e lettore. Costellato da fiabe, esperienze di vita in cui tutti possono riconoscersi - e da cui l'autrice ha tratto spunto personalmente -, in cui mi è stato permesso di scivolare in un mondo dove i dispiaceri della vita non mi sono completamente sconosciuti.
Titolo: Il giardino dei segreti
Autore: Kate Morton
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 21, 90 €
N° di pagine: 593
Trama: E' il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia, tra i passeggeri in cerca di fortuna e i rudi marinai intenti alle manovre, una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice. Eliza Makepeace. Che dovrebbe prendersi cura di lei, ma l'abbandona sul ponte. Distratta dalle attenzioni di un bimbo più grande che la invita a giocare, Nell non si accorge che il rombo dei motori si fa più incalzante, e la nave lascia il molo diretta verso il mare aperto. Dopo una traversata che sembra infinita, quando il transatlantico arriva a destinazione, la piccola si ritrova sperduta nel porto di Maryborough: è smarrita, non ricorda il suo nome e tutto ciò che le è rimasto è una valigina bianca che contiene qualche vestito e quel bellissimo libro di fiabe. Per Hugh, il capitano del porto, quella delicata creatura pare piovuta dal cielo, a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Da quel momento sarà sua figlia. Solo la sera del suo ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini e la sua vita cambia per sempre.

giovedì 8 marzo 2018

Una voce fra le soglie del tempo: Virginia Woolf

Nella mia testa spesso si affollano un mucchio di pensieri.
Pensieri che parlano profusamente, brillantemente, a getto continuo, senza una conoscenza profonda, di cose o persone che mi intimidiscono e che nella maggior parte dei casi cerco di riversare in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. E' qualcosa di davvero straordinario tutto ciò. E' qualcosa che sin da sempre mi ha procurato una felicità imprecisata. Lo scrivere è una manifestazione di eccitazione, godimento, che a volte può prendere varie forme. La mente degli scrittori del XIX o XX secolo, ad esempio, divenne fantasiosa mediante questo processo e, in poco tempo, famosa.
Forza e determinazione.
Felicità. Tranquillità interiore. E' tuttavia davvero impossibile eguagliare scrittori del calibro come Gabriel Garcia Marquez, Jane Austen, Alfred Hitchcok, Robert Louis Stevenson, e molti altri. C'è bisogno di essere talentuosi. Possedere un dono, se innato o meno ha poca importanza, che ci ossessiona talmente tanto da indurci a divenire scrittori di noi stessi.
Nel mio salotto virtuale abitualmente non mi soffermo a compiere  riflessioni così profonde riguardo la letteratura e in particolare i suoi autori.
La droga che provoca il piacere di un libro appena concluso, sentimenti che si agitano dentro e che ti opprimono sino a quando non vengono messi a balia sono tutti punti di riferimento a cui io mi aggrappo, portando alla gioia e alla soddisfazione personale.
Nella Giornata internazionale della donna rivelo tutto questo consacrando su Sogni d'inchiostro una nuova rubrica, che avrà cadenza mensile, e nella quale mi premurerò di parlarvi costantemente di quegli autori che hanno fatto storia nella letteratura, come una viaggiatrice che torna sul luogo preferito. Ho sentito il bisogno di una ventata d'aria fresca, pur negando violentemente di non lasciare un giorno il blog inattivo. Ho realizzato una scaletta su chi potrebbe annoverarsi nella lista, con nuove forme personalissime di vita che rivelano gran parte del mio animo.
Mi pronuncio dunque in questo giorno così importante gettando i riflettori su una figura di spicco del XX secolo: Virginia Woolf. Una figura la cui visione è più spregiudicata della realtà letteraria vissuta, una donna la cui visione consacrava i romanzi come elementi primordiali legati alla vita e a chi li ha scritti. Non tessuti a mezza'aria da creature incorporee, ma lavorate da uomini che soffrono, legate a cose volgarmente materiali.
Si tratta di quesiti che talvolta mi pongo anch'io, grandi e profonde riflessioni su ciò che più considero davvero indispensabile, accecata dal profilo spigoloso di qualche autore solo o insoddisfatto, che come mura vecchie e ingrigite si staglia con uno strano profilo sull'orizzonte.
La sua prosa, così pura, elegante, priva di genio ma ricca di maestria, richiama alla mente un diletto tutto particolare, con messaggi di un linguaggio che non è del tutto sconosciuto, che vibrano in modo che si riproducessero continuamente nel loro modo segreto. Non importa più nemmeno di ciò che si sta leggendo, è un piacere sottilmente fisico provocato dal puro disporsi della scrittura nello spazio, dalla leggerezza delle sue movenze, dal suono cristallino che fa rimbalzando sul tavolo di marmo della nostra attenzione. Ho letto dunque la Woolf non tanto per curiosità, ma, in fondo per essere intrattenuta da una donna così intelligente. Come? Lasciandomi cullare dalla sua prosa scorrevole, entrando nella sua mente, nel suo corpo, facendo vibrare il mio cuore nel suo modo segreto.
Una giovane donna aveva volto le spalle ai paradigmi del secolo, e che in poco tempo divenne un elegante sconosciuta dal disordine mentale grazioso e distinto. Una stanza tutta per seMrs Dalloway, sono alcuni dei suoi romanzi in cui è evidente tutto questo di cui la Woolf si è servita lasciandosi completamente andare ad istinti, passioni che non pensava di avere, alla ricerca costante di ogni forma di verità. In pagine che hanno funto come mezzo per raccontarsi, parlare, e magari avventurarsi là dove le emozioni non si sono ancora avventurate.

mercoledì 7 marzo 2018

Una goccia, mille parole: Mi sa che fuori è primavera - Concita De Gregorio

Come avevo previsto, le mie letture in questo periodo sono stimolate dalle sfide letterarie a cui sto partecipando, mentre io lo sono dagli innumerevoli titoli che potrei leggere al riguardo, ed è solo perché mi piace vivere una realtà differente alla mia affinché il potere inebriante della scrittura, la magia mal celata nei libri, possano comprendere il mio entusiasmo. Questa ennesima recensione, questa lettera a dir il vero, forse un po' drammatica, sul primo romanzo di Concita De Gregorio che leggo, sono la controparte delle mie pagine stravaganti sul suo romanzo.
La De Gregorio ha scritto della sua solitudine come qualcosa di destabilizzante, atroce, usando il linguaggio del cuore e dei nervi, sperimentando cosa significa avere e allo stesso tempo lasciarsi scappare l'amore profondo dei figli, carne, sangue, muscoli che le sono appartenuti e che adesso, alla soglia della vecchiaia, si è lasciata sfuggire come sabbia fine sul palmo di una mano.




Titolo: Mi sa che fuori è primavera
Autore: Concita De Gregorio
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 122
Trama: Ferite d'oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. E' un'antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l'ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. E' italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l'uomo si uccide. Delle bambine non c'è più nessuna traccia.

martedì 6 marzo 2018

The reader's tag


Io e i book tag. Io che chiedo alla mia anima: "Quand'è stata l'ultima volta che ho partecipato a un giochino libroso?".
Girovagando sul web, da frequentatrice nonché lettrice assidua, ho letto e accolto nel mio piccolo salotto virtuale un tag che Ariel del blog L'angolo di Ariel ci ha proposto domenica. La domenica, quel fatidico giorno dedico al relax e al riposo. E quale miglior modo di rilassarsi, se non estraniarsi dal mondo in compagnia di un ottimo libro? Qualche giochino libroso, o, ancor meglio, un'entusiastica recensione che possa mettere a nudo i nostri sentimenti. Sentimenti che sono zeppi di emozioni, ci seducono e rovinano allo stesso tempo, abusando di noi senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. E allora tutto prende contorni irreali, e ci sembra che i romanzi siano davvero un efficace toccasana contro gli effetti collaterali della realtà.
Mi domando tutto questo, mentre scrivo queste poche righe. Forse mi sto dilungando, ma, poiché qui si parla di libri e del mio amore sconfinato per la buona letteratura e la scrittura, mi piacerebbe che quello di oggi sia un post un po' particolare che metta a nudo la nostra anima.
L'ho fatto, proponendo qui di seguito un esiguo numero di letture che altri non sono che un meccanismo di rivelazione personale. E confidando possa aver attirato la vostra attenzione, vi abbraccio e vi auguro tante entusiasmanti e magnifiche letture J

1) Quale libro è rimasto a languire sullo scaffale per un bel po' di tempo?
Un romanzo meraviglioso che ho letto solo quest'anno, che acquistai di getto l'anno scorso. Una lettura meravigliosa, imperdibile, che si legge tutto d'un fiato e che ammalia e seduce per il suo stile conformista e moderno.

lunedì 5 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Un bacio dall'altra parte del mare - Simona Toma


Simona Toma e il suo romanzo, questo romanzo, sono stati per me una scoperta ( non particolarmente eclatante come credevo, ma una piacevole scoperta ). Una giustificazione delle tracce che caratterizzano le tracce dell'ennesima sfida indetta su Facebook, delle mie speranze e delle mie illusioni che le ho riservato, del mio entusiasmo ben presto scemato nello stesso momento in cui ho preso consapevolezza si trattasse di una storia uguale a tutte le altre. Una lettura semplice, sotto certi aspetti atipici che, come un osservatrice attenta, ho accolto nel mio cantuccio personale inevitabilmente dopo la mia partenza dall'Inghilterra del XIX secolo.

Titolo: Un bacio dall'altra parte del mare
Autore: Simona Toma
Casa editrice: Giunti
N° di pagine: 240
Prezzo: 12 €
Trama: Una festa clandestina sui meravigliosi colli bolognesi, le sirene della polizia che si avvicinano sempre di più, un ragazzo e una ragazza che fuggono nella notte a cavallo di una bici: non era certo questa la vita che i genitori di Caterina sognavano per la figlia mandandola all'università di Bologna. Impacciata, buffa ma irrimediabilmente romantica, Caterina ha idee confuse sul futuro e tanta voglia di fuggire dalla cittadina del Sud in cui è cresciuta. Anche se il prezzo da pagare è diventare avvocato come suo padre. Così si lancia alla scoperta della vita metropolitana insieme all'inseparabile amico Ettore, dichiaratamente gay, irriverente e un po' filosofo, ritrovandosi in un caotico appartamento affollato di studenti più confusi di lei: la "dea dell'amore", il graffitaro su commissione, l'irriducibile secchione. La città universitaria più eccitante d'Italia la stupisce e la travolge, per la prima volta finalmente libera. Ma proprio nel momento più improbabile, Caterina si innamora. Un colpo di fulmine. Un amore improvviso, complicato e immenso. Un amore che sa di spezie e ha le labbra morbide di Yassine, un bellissimo ragazzo che, rincorrendo la speranza, dal Maghreb è arrivato fino a qui …

sabato 3 marzo 2018

Gocce d'inchiostro: Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen

Quante cose avrei da dire su Jane Austen! Questi due giorni sono stati solo un piccolo accenno.
Come vincere la parsimoniosa necessità di scrivere, riporre nero su bianco tutto ciò che mi passa per la testa, che mi ha preso alla gola all'improvviso, proditoriamente, sgorgando da una melodia, da una vecchia lettura, da un libro che si annovera fra le mie migliori letture di sempre, dai colori di un vestito, da un atteggiamento non sempre gentile o dal passo di qualche sconosciuto? Facendo di questa recensione una parte di ciò che è Letteratura. PerchéOrgoglio e pregiudizio non è semplicemente un grande classico, ma, cercando parole di cui nemmeno io sapevo di possedere, casellando frasi nuove, ho dato forma agli incauti sussulti del mio cuore, con un certo stile e una certa eloquenza. Ritagliando la storia di Miss Elizabeth Bennet e Mr Darcy con tutta la cura possibile. Usando questo battesimo magico, affinché possa tenermi saldamente incollata ad un mondo in cui avrei fatto perdere completamente le mie tracce.
Titolo: Orgoglio e pregiudizio
Autore: Jane Austen
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 9, 00 €
N° di pagine: 416
Trama: Quando Charles Bingley, un ricco scapolo, e un amico, il misterioso Darcy, vanno ad abitare a Longbourne nell'Hertfordshire vicino alla famiglia Bennet, composta da ben cinque figlie in età da marito, la quiete che regna in questo angolo di campagna inglese viene subito a mancare.

giovedì 1 marzo 2018

Romanzi su misura: Febbraio

Dodici romanzi: letture incentrate sull'amore, sul desiderio di appartenenza riuscite quasi tutte con un buon risultato. Di queste storie io ne ho fatto tesoro. Me ne sono appropriata come una seconda pelle. Le ho amate una ad una, nella maggior parte dei casi, sebbene qualcuna non ha rappresentato tutto ciò che ho desiderato, ma solo un aspetto un po' superficiale della loro anima.
Tutto questo riassunto in un nuovo appuntamento della rubrica Romanzi su misura che, rappresentando quelle letture che hanno scandito attimi di vita, esplicato un marasma di emozioni che mi hanno attorcigliato le viscere, compare sempre e mensilmente su queste pagine di diario con svariati temi, con una scrittura semplice e un miscuglio di sentimenti in forte contrasto agli autori che ho abbracciato in questo secondo mese dell'anno.







Sfide letterarie
Un innocua fanfiction americana che, per i più romantici, potrebbe apparire come una triste fiaba d'amore. Una fiaccola la cui scintilla è fievole, non divampa come pensavo. Un romanzo che ci parla di solitudine, conosce la malinconia, che non ha alimentato il mio interesse come invece speravo.
Valutazione d'inchiostro: 2