venerdì 27 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Tess dei D'Urbeville - Thomas Hardy

Ho riscontrato sensazioni incredibilmente belle fra le pagine di Tess dei D'Urbeville, pilastro della letteratura italiana novecentesca. Tormento, turbamento, smarrimento, ma anche gioie, sogni, speranze. Abbracciando questa storia cogliendo la bellezza di ogni cosa, integrandomi con personaggi immaginari che, per una manciata di giorni, erano divenute persone, evidenziando una particolare sintonia fra la me, lettrice, e gli stessi personaggi.
Quest'oggi, quindi, la recensione di una delle opere più significative, intense e originali di tutta la letteratura inglese, nonché rappresentazione perfetta di un grande e appassionato amore. Semplice e autentico, come le tragedie antiche, tesa a gettar una luce alquanto significativa sulla realtà.






Titolo: Tess dei D'Urbeville
Autore: Thomas Hardy
Prezzo: 8; 90 €
Casa editrice: Bur Rizzoli
N° di pagine: 450
Trama: Un'indimenticabile storia d'amore e morte fiorita nella magica atmosfera della brughiera inglese, ora dolce, ora crudele. Le vicende di un'eroina purissima travolta dalle forze del male e del destino.

La recensione:

<< Perché mi hai tentato? Ero incrollabile come può essere un uomo finché rivede quei tuoi occhi e quella tua bocca.. Tess, tentatrice, cara dannata Tess, non ho saputo resisterti non appena ti ho rivista.>>

Il romanzo di Hardy, con i suoi vasti tesori di immaginazione visionaria, l'avevo letto per la prima volta tre anni fa. La copertina, un tulipano bianco stretto delicatamente in quattro dita rosee e affusolate, invitava a fiondarsi immediatamente fra le sue pagine. E, a lettura terminata, fatto prendere consapevolezza di come aveva lasciato uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona.
La sua storia mi lasciò addosso una strisciante angoscia. Il propagarsi di tanto dolore, con tutti i pericoli impliciti per chi avrebbe potuto considerarlo come un male per lo spirito, catena di piccoli fatti assurdi, di coincidenze miracolose, di avvenimenti e di persone che ritornano e poi svaniscono, è stato talmente contagioso che gli oggetti inanimati sembravano dotati di una qualche magia. Poiché non esiste alcuna differenza fra ciò che è vicino e ciò che è lontano, e chi legge si sente legato a ogni cosa entro i limiti del possibile. Eppure il mio amore incommensurabile nei riguardi di questa storia è stato innegabile. Come con altri romanzi, ho amato Tess dei D'Urbeville prima ancora di averlo letto. Ho provato struggimento, dolore, sofferenza per l'amore di due anime inquiete dalle aspirazioni trascendentali, basate inconsciamente sulla visione geocentrica delle cose, contorta febbrilmente per la natura opprimente di un'emozione gettata sui nostri cuori da una crudele legge naturale: un'emozione che ho atteso, ho desiderato.

martedì 17 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: I segreti di Heap House - Edward Carey

Storie di famiglia, di segreti sopiti dal tempo, dinanzi all'incuria del mondo, offrono quasi sempre un bel quadretto da lontano - sprigionano di solito tetre aure e foschi bui. E quella narrata da Edward Carey in I segreti di Heap House è una buona eccezione che, in quasi quattrocento pagine - una di più, una di meno -,  sebbene non abbia lasciato molto di se, è un frutto non ancora maturo che tuttavia mi ha appassionato. Mi ha reso inerme e prigioniera, come un oggetto di seduzione a cui non si vuol resistere.



Titolo: I misteri di Heap House

Autore: Edward Carey
Prezzo: 18€
Casa editrice: Bompiani
N° di pagine: 355
Trama: Clod è un Iremonger. Vive tra un mare di oggetti gettati via o smarriti che provengono da tutti gli angoli di Londra. E al centro di questo mare c'è una casa, Heap House, un insieme di tetti, torrette, comignoli, parti di case smantellate con i loro misteri, raccolti per tutta la città e fusi in un labirinto vivo di scale, saloni e angoli nascosti. Gli Iremonger hanno una caratteristica: ciascun Iremonger è legato, sin dalla nascita, a un oggetto. Ma Clod Iremonger ha una caratteristica ulteriore: lui può udire i sussurri degli oggetti. Il primo di cui ha avvertito la voce è stato il suo oggetto natale: il tappo da bagno universale James Henry che diceva proprio questo "James Hayward Henry". Ma un giorno su Heap House iniziano a radunarsi nubi di tempesta: gli Iremonger sono sempre più irrequieti e le voci degli oggetti si fanno più forti; Clod incontra Lucy Pennant, una ragazza appena arrivata a Heap House, e la sua vita cambia. I segreti che tengono insieme la casa iniziano a dipanarsi rivelando un'oscura verità, che minaccia di distruggere il mondo di Clod.

La recensione:
Non ero ancora del tutto consapevole di quello che stava accadendo intorno a me. La luce che filtrava dalle tende della mia camera era sparita; sparita, anche negli angoli più bui e affiorata una certa mestizia. E un attimo dopo, prima ancora che aprissi gli occhi, capii di cosa si trattava. Non ero più a casa mia! Stavo sognando ad occhi aperti, tornando nella bellissima Londra vittoriana e catapultata davanti alla cancellata di un impotente dimora. La finestra della mia camera era un rettangolo grigio dal quale era entrato un grigiore spettrale che incupii ogni aspetto della mia stanza. Non riuscivo a capirne la provenienza ne a stabilire le coordinate, che provai un brivido di paura, come se il buio avesse sommerso persino la luce fioca dei lampioni. Sembrava arrivato l'inverno.

venerdì 13 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Ah.. ah.. ah - Nuwanda

Buon pomeriggio, amici lettori! Quest'oggi una recensione speciale per un romanzo altrettanto speciale, che mi ha reso felice anche se per poco tempo.
L'esordio di una giovane ma talentuosa autrice che spero riesca ad incuriosirvi ed appassionarvi, proprio come è successo a me.

Titolo: Ah ah ah
Autore: Nuwanda
Prezzo ebook: 2,99 €
Casa editrice: Genesis Publishing
N° di pagine: 58
Trama: Doppio Senso è una piccola città dove le strade sono tutte a senso unico. Qualcuno, arrivando da fuori, sarebbe portato a pensare che si possa solo entrare ma non uscire, invece, la circolazione scorre tranquilla e, prima o poi, la strada per andare a In Mona, il paese vicino, la trovano tutti.
Nella sala conferenze della biblioteca comunale è in corso la presentazione del libro di Armando Bentivoglio, un noto scrittore sui generis con monomanie bizzarre. Il romanziere, a un certo punto, decide di scrivere sulla lavagna una frase ricca di significati e che possa contenere un'emozione: "Ah.. Ahh..Ahh". Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l'interpretazione del lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. La differenza tra "il come si scrive" e "il come si legge". Il ritrovamento di un cadavere richiederà la presenza del commissario Loquace, un poliziotto dai metodi alquanto singolari.
Un turbinio di battute e dialoghi caustici, spesso inconsapevolmente comici dei vari protagonisti, caratterizzerà in maniera originale le varie scene, creando un surreale collae di schegge impazzite. Una parody comedy all'italiana con le sue nevrosi e le sue megalomanie grossolane e i suoi personaggi grotteschi non meno suggestivi.

La recensione:

Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a
suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l’interpretazione del
lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. La differenza
tra il “come si scrive” e il “come si legge”.

La storia di Armando Bentivoglio, raccontata dall'italianissima Nuwanda nel suo romanzo d'esordio Ah ah ah, assomiglia molto a quella dei romanzi che spesso prediligo e a cui non rinuncerei per niente al mondo.
I lettori si appassionano a questo tipo di storie, trovano appassionante, incalzante e seducente il ritmo ma poco rassicurante vestire i panni di uno scrittore che ha appena mosso i primi passi nel mondo dell'editoria e che accetta di "donare" ad una somma esorbitante il suo tempo. La scintilla dell'ispirazione, come tante cose di cui dobbiamo occuparci costantemente, si presenta come una vera alternativa. Può fornire efficaci mezzi di evasione - grazie alla possibilità di rifugiarsi in mondi ancora sconosciuti - e soprattutto quanto più si desidera: una storia indimenticabile stampata su un'innocua pagina bianca che vivrà sicuramente più a lungo di chi l'ha scritta.

giovedì 12 novembre 2015

Le recensioni di Elisa: Semplicemente una mamma - Annalisa Sereni

Titolo: Semplicemente una mamma
Autore: Annalisa Sereni
Prezzo: 12,00 €
Casa editrice: San Paolo
N° di pagine: 92
Trama: "Ho letto che i bambini trisomici, con sindrome di Down, possono essere addestrati. Dopo la reazione di rabbia, ho pensato a quello che tutti i genitori fanno, quando viene confermata loro la diagnosi di trisomia: navigano in internet e bevono come spugne tutto quello che trovano sulla condizione genetica del figlio. A me e a quei genitori dico: non pensare a tuo figlio come un qualcuno da addestrare, ma da educare. Fidati di te stesso, fidati di tuo figlio, fidati di Dio. E sai che mi/ti dico? Effettivamente qualcuno sarà addestrato: ma sarai tu! Tuo figlio ti stregherà". La storia e la vita quotidiana di una famiglia con sette figli di cui uno con sindrome di Down."
Prefazione di Pupi Avati.




La recensione:

Questa volta non scriverò una recensione che recensisca un libro, ma desidero parlarvi di quello che una donna, una mamma, una moglie, ha messo nero su bianco.
Vi racconto questo perché mia mamma, Annalisa Sereni, la conosce di persona e mi ha sempre raccontato della sua famiglia: perfetta, come quelle che vediamo nei film o leggiamo nei libri. Una testimonianza di fede, amore e gioia.

mercoledì 11 novembre 2015

Le recensioni di Elisa: Un anno sull'altipiano - Emilio Lussu

Titolo: Un anno sull'altipiano
Prezzo: 11,00 €
Casa editrice: Einaudi (ET Scrittori)
N° di pagine: 215
Trama: "Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di "ozio e sangue", di "fango e cognac". Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l'orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto."


La recensione:

Sembra sia passata un’eternità dall'ultima volta che ho scritto una recensione. E’ passato così tanto tempo, da quando gli impegni lavorativi si sono impossessati di me e del mio tempo, lasciandomi solo piccoli attimi assieme ai miei libri.
Una cosa bella di questa assenza è che ora ho l’onore e la gioia di recensire un libro che valuto cinque stelle. La storia di cui parlo è “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu che si è rivelata per me una piacevole scoperta. Chi mi conosce bene sa che la mia esperienza con i libri di genere storico non è sempre stata positiva, ma devo dire che più vado avanti e più li apprezzo.
Emilio Lussu ci racconta, in prima persona, i momenti che ha vissuto sull’Altipiano di Asiago durante la Grande Guerra. Una testimonianza fondamentale per conoscere la vita in trincea, la vita che si affrontava quando a duecento metri di distanza combatteva contro il nemico. Ma l’opera di Lussu non è solo questo, è anche un manifesto psicologico dove ci viene posta una verità fondamentale: quella verità che la politica di quel tempo non permetteva di mostrare. Ai giorni nostri, è più semplice conoscere quei segreti che al tempo erano complici di follie, ammutinamenti, ribellioni e suicidi.
Ed è il bellissimo altipiano di Asiago a fungere da sfondo a quest’orribile teatro.
Introspezione e sensibilità riescono ancora a farsi spazio nella mente - ormai piena di terribili immagini di guerra e violenza - del nostro autore/protagonista. Non vediamo più la guerra come la descrivono i libri di storia e iniziamo ad osservarla con gli occhi di un uomo. E non vediamo più un battaglione, ma un insieme di persone. E dell’esercito nemico non resta che un gruppo di austro – ungarici.
Non posso fare a meno di non riportare questa frase, questo appiglio di speranza:


“Condurre all'assalto cento uomini, o mille, contro cento altri o altri mille è una cosa. Prendere un uomo, staccarlo dal resto degli uomini e poi dire: -Ecco, sta fermo, io ti sparo, io t'uccido- è un'altra.”


Una storia che è una dura verità che, con un pizzico di ironia, si aggiudica il titolo dei libri più belli dell'anno.


Valutazione d’inchiostro: 5

sabato 7 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Lettere a Milena - Franz Kafka

Sono tante le storie d'amore che avvolgono come ali la nostra pelle febbricitante che, talvolta illusorie, ci impediscono di vedere la realtà. Crediamo sempre di amare qualcuno per quello che è, ma, attraverso quella persona in realtà si ama solo l'idea dell'amore. Il nostro cuore ingenuo e romantico si bea di queste credenze, e talvolta veneriamo la loro essenza per vedere in loro quella luce che avrebbe rischiarato le nostre tenebre. Lettere a Milena, è stata una lettura talmente bella e romantica che, silenziosamente, ha raggiunto il mio cuore di lettrice. Seducendo e rovinando il mio animo, facendo palpitare il mio cuore fino a confondere la realtà con la fantasia. Riscontrando nelle pene d'amore di Kafka e Milena il sogno di una storia d'amore che, come il canto di una sirena, mi ha attirato sugli scogli.

Titolo: Lettere a Milena
Autore: Franz Kafka
Casa editrice: Oscar Mondadori
N° di pagine: 319
Prezzo: 10€
·         Trama: Sul balcone della pensione Ottoburg di Merano, dove si era recato per un soggiorno di cura, Kafka scrisse, a partire dall'aprile del 1920, le prime lettere a Milena Jesenskà Pollak, una giovane traduttrice ceca che aveva conosciuto a Praga. Amici e amiche così la descrivono: "Fu prodiga di tutto in misura incredibile: della vita, del denaro, dei sentimenti... Non considerava vergogna avere sentimenti profondi. L'amore era per lei un che di chiaro, di ovvio". Kafka ne completa il ritratto: "Lei è un fuoco vivo come non ne ho mai visti". Prima di Milena ci furono altre donne nella vita di Kafka, ma nessun'altra riuscì a scandagliare così in profondità l'animo di un uomo costretto all'ascesi non per vocazione o come scelta di un atto eroico, ma per l'incapacità di scendere a compromessi. Le Lettere a Milena sono la cronistoria di un amore complesso, profondo e che già prima di iniziare sembrava destinato a finire.

La recensione:

Mi basta ringraziare che tu sia in questo mondo nel quale in precedenza non avrei supposto che si potesse trovare te. E te ne ringrazio con un bacio.

Sognatrice e romantica, lo sono sempre stata. Da quanto? Non lo so proprio, so soltanto che romanzi come questo ti consumano da dentro. L'immagine, il significato ti toccano e qui, l'uno con l'altro, trovo un po' di sollievo. Eppure è soltanto un romanzo, il grido di un uomo solo e insoddisfatto lanciato dalla soglia della sua insoddisfazione morale, non una febbrile tortura in versi. O forse si?
Ma suona anche triste, povero, poco appassionato definire questa splendida dichiarazione d'amore, scritta con parole che hanno il colore del sangue, riducendola in minimi termini come il più spietato dei veleni. In queste ultime notti sono stata uccisa più volte, come un incubo frequente, ricorrente, senza però spiegarne il vero motivo.
Una raccolta di lettere d'amore erano arrivate, ma non osavo carpirne i segreti. In cosa si nascondeva la loro suprema essenza?

mercoledì 4 novembre 2015

Romanzi su misura: Ottobre

Anche il mese di ottobre è volato via, con la pioggia, il sole pallido, e quell'arietta gelida che s'intrufola in ogni dove: sotto le porte, fra i capelli, nei pensieri. Seguendone la direzione, sfiorando i miei lineamenti delicati, oltrepassando il confine di romanzi ancora sconosciuti. Cullata dalle loro dolci e soavi parole, incastrandosi nel mio cuore alla perfezione.
I miei Romanzi su misura:


Un romanzo profondamente emotivo che, a tratti, risulta un po' carente, per la matassa di eventi che intaccano e annebbiano questa storia, priva di nesso. Una mancata storia d'amore che oscilla fra il possibile e il necessario, i cui sogni e fantasie oscillano come un pendolo in equilibrio precario.
Valutazione d'inchiostro: 4

Una lieve tortura di parole, suoni e musica. Un tributo oltraggiante e dannoso che rende ingiustificabile dare alle fiamme qualcosa che ha una sua anima.
Valutazione d'inchiostro: 3

martedì 3 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Lincastro (im)perfetto - Collen Hoover

Titolo: L'incastro (im)perfetto
Autore: Collen Hoover
Casa editrice: Leggereeditore
N° di pagine: 326
Prezzo: 12, 90 €
Trama: Quando Tate Collins incontra il pilota di linea Miles Archer, sa fin da subito che non potrà trattarsi di amore. A dire il vero, i due non potrebbero nemmeno considerarsi amici, se non fosse che condividono un'innegabile e travolgente attrazione reciproca. Quando scoprono le carte, pensano di aver trovato l'incastro perfetto: lui non cerca l'amore e lei non ha tempo per trovarlo. Cosa c'è di più semplice? L'importante è che Tate si attenga alle uniche due regole che Miles ha imposto: non chiedere mai del passato e non aspettarsi niente dal futuro. Sembra facile, ma non lo è, perché il loro legame si fa sempre più stretto e rispettare i patti per Tate diventa sempre più arduo, fino ad apparirle impossibile. Quella che doveva essere solo una storia di passione travolgente rischia così di trasformarsi in un qualcosa di veramente spiacevole, l'ultima cosa di cui Tate avrebbe bisogno: un amore travagliato e fallimentare.

La mia recensione:

Ma quando ti piace baciare qualcuno per la persona che è, la differenza non sta nel piacere. La differenza sta nel dolore che si prova quando non la si bacia.

Mi ricordo perfettamente della prima volta in cui conobbi Collen Hoover. Vagavo fra un buio e ampio orizzonte e, enfatizzando ed esplicando l'amore mediante poesia, come espressione di idee emozioni o metafora di solidarietà e conforto, ero stata come folgorata. Una donna come tante altre, una mamma di famiglia, con i suoi indimenticabili romanzi, ha aveva avuto il potere di farmi cadere. Farmi provare l'ebbrezza della felicità. Facendomi rendere conto di questa felicità, così strana e inusuale, e invece di resisterle, mi abbandonai completamente ad essa. Non ne ricordo il motivo. Non ricordo il contenuto, solo uno strano fremito nel cuore. Ero rimasta incastrata nel momento culminante. E sapevo che, se mi fossi inoltrata ulteriormente nella storia, non avrei più potuto fare ritorno. Ma in quel fatidico momento non mi importava di nulla: qualcosa mi aveva trattenuto e non volevo aprire gli occhi.

lunedì 2 novembre 2015

Incantevoli novità: Novembre

E così siamo arrivati a lunedì. Una nuova settimana ci attende e, con essa, una carrellata di nuove ed entusiasmanti pubblicazioni.
Puntuali come sempre, attese da gruppi di lettori di ogni età, quello di oggi è un post denso di pubblicazioni piuttosto interessanti che, sono certa, alcuni attireranno particolarmente la nostra attenzione. Una copertina incredibilmente bella , o un titolo estremamente convincente ed evocativo. La parola "novità" riecheggia nella nostra testa. Il profumo di nuovo ed inesplorato invade le nostre radici.

Titolo: Tra le braccia di Morfeo
Autore: A. G Howard
Casa editrice: Newton Compton
N° di pagine: 416
Prezzo: 14, 90 €
Trama: Alyssa Gardner è stata nella tana del coniglio e ha affrontato il Serpente. Ha salvato la vita di Jeb, il ragazzo che ama, è sfuggita alle macchinazioni dell’inquietante e seducente Morpheus e alla vendicativa Regina Rossa. Ora tutto quello che deve fare è prendere il diploma per realizzare il suo sogno e frequentare una prestigiosa accademia d’arte a Londra. Sarebbe tutto più semplice se sua madre, appena uscita da una casa di cura, non si comportasse sempre in modo eccessivamente protettivo e sospettoso. E se il misterioso Morpheus evitasse di farsi vedere in giro per la scuola e non la tormentasse proponendole una pericolosa missione, un’altra sfida al Paese delle Meraviglie, a cui lei, almeno in parte, appartiene..

domenica 1 novembre 2015

Gocce d'inchiostro: Chi è Mara Dyer - Michelle Hodkin

Buona domenica, lettori! Come state? Anche oggi, ho avuto modo di ritagliarmi un po' di tempo per parlarvi della mia ultimissima lettura: Chi è Mara Dyer di Michelle Hodkin. Un romanzo che avevo già letto qualche anno fa, in cui resistere al suo richiamo è stato davvero impossibile. Non ricordo di preciso quando è stata l'ultima volta in cui decisi di buttarmi a capofitto in una storia come questa, senza dare grande importanza alle "conseguenze". Il mio cuore però, anche se incauto e ingenuo, non dimenticherà mai quando, ancora diciassettenne, ottenne quello per cui tanto avevo confidato, sognato. Fornendogli efficaci mezzi di evasione, picchi che sono durati attimi o secondi.
Presentato come il miglior thriller a sfondo psicologico degli ultimi tempi, che ammicca all'horror di Christopher Pike e Stephen King, Chi è Mara Dyer incanta, distrugge, emoziona. Un brivido intenso che è uno sfarfallio di sensazioni altalenanti. Un'esperienza unica nel suo genere, che vi invito caldamente di compiere.


Titolo: Chi è Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin
Casa editrice: Mondadori (collana Chrysalide )
N° di pagine: 430
Prezzo: 16 €
Trama: Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?

La recensione:

...Allora pensai che dovevo lasciarlo, per proteggerlo. Pensai di dover lasciare tutti coloro che amavo. Ma Noah non me lo permise e io gli e ne fui grata, perché vederlo andare via mi avrebbe spezzato il cuore. Lo volevo vicino, il più vicino possibile. Non ero in condizioni di pensare lucidamente. Non ero in condizione di pensare e basta..

Scrivere. Una febbrile tortura in versi. Un desiderio di una giovane donna macchiata da granelli di entità sconosciute diventato una passione, un modo per vivere ed affacciarsi alla vita. Gratificante, purificante, completo. Sempre lo stesso, eppure sempre diverso: prepararsi a compiere un viaggio, prendere nota, trascrivere. Ma qual è il senso di tutto questo? Qual è la vera ragione che, ogniqualvolta mi perdo fra i meandri oscuri di una storia, m'induce a porre nero su bianco le mie nitide impressioni al riguardo? Sinceramente, sino a qualche anno fa, non mi sono mai soffermata a chiedermelo.