mercoledì 30 settembre 2015

Le recensioni di Elisa: Il giardino dei Finzi Contini - Giorgio Bassani





Buon pomeriggio, amici! Mentre continuo ad esibirmi lentamente, ma con immenso piacere, fra le pagine di Dance, dance, dance del mio amato Murakami, la mia amica di carta e avventure, Elisa, ci lascia il suo pensiero riguardo la sua ultima lettura: Il giardino dei Finzi Contini. Una storia che si dipana nella risacca disomogena e discontinua del ricordo, nuotando nel possibile come un riflesso incondizionato. Un romanzo cui non ho ancora avuto il piacere di vivere ma che, già dalla recensione, è possibile viverlo come un guazzabuglio di sogni, gioie e dolori.


Titolo: Il giardino dei Finzi - Contini
Autore: Giorgio Bassani
Prezzo: 9, 00 €
Casa editrice: Feltrinelli
Trama: Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come "Il giardino dei Finzi-Contini", un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, convogliandole verso un assoluto coinvolgimento narrativo. Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d'infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull'Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell'età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

La recensione:

"Era il nostro vizio, questo: d'andare avanti con le teste sempre voltate all'indietro."

Era settembre, il freddo e la pioggia sovrastavano le mie giornate. Il lavoro in ufficio aveva ripreso la frenesia di sempre lasciandomi stanca e desiderosa di tornare nel familiare tepore di casa mia. Lì, appoggiato su un tavolino da salotto, attendeva silenziosa l'opera di Bassani.
Ogni sera mi preparavo un the caldo e mi sedevo sul divano coprendomi con una coperta. Questi erano alcuni dei piccoli momenti della giornata che desideravo fossero più duraturi, più eterni. Amavo sedermi al caldo in compagnia di personaggi sempre diversi mentre fuori l’autunno andava avanti, con la pioggia  battente e il freddo. Avrebbe potuto essere un perfetto letargo per gli esseri umani, per i lettori.

domenica 27 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: La casa dei fantasmi - John Boyne

Titolo: La casa dei fantasmi
Autore: John Boyne
Prezzo: 15, 30 €
Casa editrice: Rizzoli
Trama: "Se mio padre è morto la colpa è di Charles Dickens." La vita cambia all'improvviso nell'arco di una settimana per Eliza Caine, giovane donna beneducata ma di carattere, amante dei buoni libri e di famiglia modesta ma rispettabile. Un'infreddatura le porta via il padre che, a dispetto di una brutta tosse, ha voluto ad ogni costo assistere a una lettura pubblica del grande scrittore inglese in una sera di pioggia londinese. Disperata per la morte del genitore, Eliza risponde d'impulso a un annuncio misterioso che la conduce nel Norfolk, a Gaudlin Hall, dove diventa l'istitutrice di Isabella ed Eustace, due bambini deliziosi ma elusivi. Nella grande casa sembra che non ci siano adulti, i genitori dei piccoli Westerley sono di fatto assenti in seguito al terribile epilogo di una storia di abusi, ossessioni e gelosie. Ma contrariamente a quel che sembra, nei grandi ambienti della villa non è il silenzio a regnare: in quelle stanze vuote spadroneggia un'entità feroce e spietata, decisa a imporsi sulla donna per impedirle di occuparsi dei bambini.

La mia recensione:                                                                      

Mi accade spesso di essere protagonista di strani eventi. Eventi in cui lo scorrere del tempo subisce dei leggeri sfasamenti o in cui riesco a vedere cose o persone che prima ignoravo volontariamente in maniera completamente diversa. Dita affusolate e fredde che stringono un corpo giovane e caldo e i miei occhi scivolavano avidi sulle pagine stracolme di mistero, proprio come le medesime volte in cui mi imbatto in romanzi come questo. E, adesso che ne parlo, ho come l'impressione che, col passare del tempo, certe situazioni diverranno ancor più frequenti. Con storie che toccano le corde più sensibili del nostro animo, entrando in noi lentamente, maturando silenziosamente, nutrendosi del nostro inconscio.

sabato 26 settembre 2015

Danzando su carta 2°

Un dono inaspettato è talvolta motivo di gioia e sorpresa oramai sopiti dal tempo se visti da una giusta prospettiva, in un particolare momento della nostra vita. Affinché rifocillino il nostro spirito, indipendentemente da ciò che sin a oggi la vita ci ha riservato. Il ricevente sconosciuto lo guarda con trepidante attesa per scorgere le attrattive. Troppo capiente quella busta per scorgere qualcosa; troppo in tema ai gusti personali la luce intensa che irradiano pagine bianche ancora da leggere e vivere che, lentamente, si avvicina al nostro cuore. Un pacco dalla forma rettangolare, l'attrattiva principale. Corposo e piacevolmente inaspettato, che ha colmato il mio cuore di un indicibile felicità.




Titolo: Gli arresi
Autore: Lee Chang Rae
Prezzo: 21 €
Casa editrice: Mondadori
Trama: June Han ha undici anni quando la guerra di Corea la priva dei genitori e dei fratelli, uccisi sotto i suoi occhi. Héctor Brennan è un giovane soldato americano, scappato dalle meschinità della sua cittadina di provincia per riscattare una colpa che lo tormenta senza tregua. Le loro vite si incrociano, alla fine della guerra, in un poverissimo orfanotrofio di Seul, dove entrambi arrivano senza speranze e soli. Ad accoglierli, immediato oggetto della loro tacita rivalità, c'è Sylvie Tanner, una donna capace, con la sua generosità e il suo altruismo, di cambiare la vita di tutti quelli che la circondano. Trent'anni dopo, June e Héctor si trovano entrambi a New York, ma ogni contatto tra loro è andato perduto. Sarà la sparizione inspiegabile del figlio di June a riunirli in una ricerca ostinata e assurda che li costringerà a confrontarsi con i segreti rimossi del loro passato, con le tracce incancellabili che gli sconvolgenti atti d'amore e di violenza hanno lasciato su di loro, unendoli in un piovoso pomeriggio di guerra nella foresta bombardata.

martedì 22 settembre 2015

Le recensioni di Elisa: Teorema Catherine - John Green

Ben ritrovati, amici lettori! Questa mattina la nostra Elisa, coproduttrice del blog, ci augura una buona giornata e tante splendide letture, con la recensione di un romanzo che ha diviso molti lettori: Teorema Catherine. Romanzo di cui non ho ancora avuto il piacere di leggere, ne penso mai farò, per le numerose divergenze che convergono fra me e Green.

Titolo: Teorema Catherine
Autore: John Green
Prezzo: 14, 00 €
Casa editrice: Rizzoli
Trama: Da quando ha l'età per essere attratto da una ragazza, Colin, ex bambino prodigio, forse genio matematico forse no, fissato con gli anagrammi, è uscito con diciannove Catherine. E tutte l'hanno piantato. Così decide di inventare un teorema che preveda l'esito di qualunque relazione amorosa. E gli eviti, se possibile, di farsi spezzare il cuore un'altra volta. Tutto questo nel corso di un'estate gloriosa, passata con l'amico Hassan, a scoprire posti nuovi, persone bizzarre di tutte le età, ragazze speciali che hanno il gran pregio di non chiamarsi Catherine.
La recensione:

"Tu sei tanto importante quanto lo sono per te le cose che fai"

L'azzurro celeste del cielo veniva sospinto verso l'orizzonte da un cielo grigio e voglioso di tempesta. Alcune gocce iniziarono a cadere dal cielo e mi sbrigai a rientrare in casa. Infilai i piedi nelle  mie morbide pantofole e ciabattai fino alla cucina. Un lieve e adorabile caldo arrivava dal forno spento da poco, accompagnato da un delizioso profumo di strudel. Quale delizia per la mia pancia che già da qualche ora borbottava con sempre maggiore insistenza! Dopo aver riposto una striscia del dolce in un involucro di tovaglioli, mi sedetti in poltrona. Non era ancora buio, ma tutto l'insieme di cose mi ricordava novembre. Abbassai lo schienale e afferrai il libro che sporgeva dalla mensola del caminetto. Teorema Catherine. John Green. Un po' dubbiosa ma al tempo stesso speranzosa, cercavo di figurarmi la storia: un'appassionante vicenda come Colpa delle stelle, o una delusione come Città di carta? Mi aspettavo un romanzo divertente, matematico ma semplice. Ero pronta. Potevo decidere se Green era un autore che meritava il mio tempo oppure era da mettere da parte. Mentre leggevo i primi capitoli, la leggera pioggerellina si era trasformata in un turbinio di foglie, che sbattevano impetuosi, piegando i rami spogli. Infreddolita, mi avvolsi in una coperta e proseguii la lettura. Incessante, come la pioggia, era la speranza che il romanzo decollasse. Purtroppo né il tempo, né la storia migliorarono.
Colin, ragazzo prodigio o piccolo genio (ancora non si sa), ha collezionato ben diciannove fidanzate, tutte di nome Catherine. Quando anche l'ultima C lo lascia, Colin decide di intraprendere un viaggio assieme ad Hassan, il suo migliore amico, per distrarsi un po'.
I due ragazzi, a bordo della Carretta di Colin, arriveranno in un paesino perso e dimenticato del Tennessee, Gutshot. E sarà proprio qua che Colin e Hassan conosceranno un sacco di storie e di persone e il giovane Colin maturerà il Teorema Catherine. Tramite una funzione, il protagonista cercherà di rappresentare il rapporto tra i Mollatori e i Mollati basandosi sulla sua esperienza con le Catherine.
Il romanzo di Green sembra una storiella adatta ai ragazzini, con i protagonisti ancora "ingenui" e un finale troppo banalmente immaginabile. Ma non sono solo l'epilogo e i personaggi a far storcere il naso: un linguaggio non sempre appropriato (e chi vorrà leggerlo capirà a cosa mi riferisco), che dopo un po' stanca e annoia. L'uso frequente di annotazioni appesantiscono la lettura, facendo così di Città di carta, anziché un romanzo di narrativa, un vecchio scritto straniero.
Se l’autore avesse narrato la storia elaborando la psicologia dai personaggi in modo più “maturo” e avesse decorato l’avventura di Colin con dettagli più interessanti e coinvolgenti, allora forse sì che la storia avrebbe potuto decollare.
Termino insoddisfatta il romanzo e nel frattempo il cielo è diventato scuro e lo scrosciare della pioggia è finalmente terminato. Alcune gocce che cadono dal tetto e si appoggiano delicate al davanzale, ricorda la mia mente insaziabile di lettrice che irrefrenabilmente cade sempre in una nuova storia.

Valutazione d'inchiostro: 2

domenica 20 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: Camera con vista - Edward M. Forter

Personaggi sommersi da un torrente di emozioni, ignari di aver imboccato una ripida discesa verso un abisso di insoddisfazione e sconforto. Ombre evanescenti che camminano nel sentiero insidioso della vita, cresciuti inseguendo una libertà senza confini. 
Questa, miei cari lettori, la storia di Camera con vista. Una storia che si dipana nell'inutilità del nulla, nuotando nell'insoddisfazione come un riflesso incondizionato. Letta in una manciata di ore, vissuta come un guazzabuglio di sogni, speranze e delusioni di due amanti, vibranti di vita, priva di ambiguità.

Titolo: Camera con vista
Autore: Edward M. Forster
Prezzo: 9, 00 €
Casa editrice: Oscar Mondadori
Trama: Lucy Honeychurch e George Emerson sono i due protagonisti del romanzo di Edward Morgan Forster. Intorno alla loro contrastata vicenda sentimentale l'autore affronta uno dei suoi temi preferiti: quello del cuore non sviluppato e della lacerazione tra perbenismo ed emotività. E' l'anima stessa dell'Inghilterra, un'anima nordica, gotica, puritana, contrapposta allo spirito mediterraneo, gioioso, pagano e rinascimentale che i due protagonisti non a caso respirano proprio a Firenze, dove è ambientata la prima parte del libro.






La recensione:

Sappiamo di venire dal vento e di doverci ritornare; che tutta la vita non è che un modo, un garbuglio, una macchia sulla superficie liscia dall'eterno. Ma perché mai questo dovrebbe renderti infelice? Amiamoci, piuttosto, lavoriamo e cerchiamo d'essere felici.

La prima volta che lessi Camera con vista avevo diciotto anni. Ero un'adolescente come tante altre, con qualche chilo di troppo, una fervida immaginazione e, nel mio curriculum di avida lettrice, un numero piuttosto elevato di letture. Letture che spaziavano dal fantasy ai romance che, così come all'epoca, simboleggiano tutt'ora una parte del mio animo sognatrice e masochista.
Il fatto in questione era accaduto in casa di mia nonna materna, un luogo che consideravo quasi la mia seconda residenza. In un periodo non molto dissimile da questo, con il cielo terso - che sembrava volesse trasmettermi un senso di pace interiore - e un sole spaventoso che si spandeva in una ghirlanda di rame liquido.

venerdì 18 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: Follia profonda - Wulf Dorn


Titolo: Follia profonda
Autore: Wulf Dorn
Prezzo: 17, 60 €
Casa editrice: Corbaccio
Trama: Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell'auto.. Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconcertanti che lo riguardano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole. E ciò che vuole è lui, Jan, per sempre....


La recensione:

L'animo umano vive nascosto e, quando si spezza, avviene in silenzio. Ma non ci sono schianti ne tintinnii come la porcellana o il vetro. Solo quando è troppo tardi, si vedono le schegge.

Non bisognerebbe mai girovagare con spensieratezza fra i meandri più oscuri della mente umana, né - come dicono quei saggi degli psicologi - avanzare verso un baratro e non scorgere più la luce.

mercoledì 16 settembre 2015

Le recensioni di Elisa: I nostri giovedì al parco - Hilary Boid

Titolo: I nostri giovedì al parco
Autore: Hilary Boyd
Prezzo: 16, 40 €
Casa editrice: Nord
Trama: Da dieci anni, Jeanie vive in una prigione di silenzio. Da quando, in una fredda sera di autunno, suo marito è rientrato a casa e ha iniziato a comportarsi come se lei non esistesse. Ancora oggi, lui non la guarda, non le parla, dorme in un'altra stanza. A poco a poco, Jeanie ha imparato ad andare avanti senza di lui, concentrandosi sul suo negozio di alimenti biologici e godendosi i giovedì al parco insieme con la nipotina. Ed è proprio in uno di quei pomeriggi che conosce Ray, anche lui lì per far giocare il nipote. Ray è galante, spiritoso, gentile. Per la prima volta dopo tanto tempo, Jeanie si sente di nuovo apprezzata e, giovedì dopo giovedì, si accorge di provare uno slancio che credeva di avere ormai perduto. Eppure la felicità ha un prezzo. Ben presto infatti, Jeanie si rende conto che, per abbandonarsi a un nuovo amore, deve liberarsi di ciò che la lega al passato, mettendo così a rischio tutto ciò che ha costruito. Come il rapporto con la figlia, che non capisce cosa stia succedendo alla madre, o la stima delle amiche, che le suggeriscono di non dare peso a un sentimento effimero. Ma, soprattutto, Jeanie deve ricominciare a comunicare col marito, e l'unico modo per farlo è scoprire cosa sia successo in quella notte di dieci anni prima...

La recensione:
Le giornate si facevano via via sempre più corte, il sole ci regalava sempre meno il suo calore e le nuvole ci mostravano soddisfatte quante gocce di pioggia potessero rilasciare in capo a una giornata. Queste fredde gocce cadevano impetuose oppure sparse, caratterizzavano un settembre triste e autunnale. Era un giovedì il giorno che iniziai questo romanzo, ma allora non ci feci caso. Non mi trovavo in un parco, ma nella sala di casa mia. Mia mamma aveva appena sostituito i copridivano verdi con quelli rossi. I putpourri e le candele creavano un'ambientazione adatta alla stagione. Come l'acqua che si scaglia contro i muri di casa, anche il mio incontro con Jeanie è stato burrascoso. La storia non è  propriamente descritta come nella trama. Leggendone la breve descrizione, sembra quasi che da dieci anni il marito di Jeanie non le parli nemmeno più. Ma non è così.
Una notte di dieci anni prima, il marito di Jeanie, George, decide di non condividere più lo stesso letto della moglie. Si trasferisce in un'altra stanza senza mai accennare al perchè di questa sua decisione. Jeanie non se lo sa spiegare e nemmeno George le fornisce le risposte che le servirebbero. Jeanie impara a farci l'abitudine, a convivere con questo nuovo marito che non la cerca più tra le lenzuola, nè per un abbraccio nè per altro. Per non pensarci troppo, la donna concentra le sue energie nel negozio di alimenti biologici che gestisce in città e nei suoi giovedì insieme alla nipotina Ellie.
Jeanie porta spesso la bambina al parco e proprio in uno di quei pomeriggi conosce Ray. Affascinante e gentile, si trova lì perchè accompagna il proprio nipotino al parco.
In quei pomeriggi la protagonista si ritrova spiazzata davanti a un sentimento, ormai dimenticato, che si sta impadronendo di lei. Per lasciarsi andare a questo nuovo amore deve però superare le critiche degli altri e trovare il coraggio di lasciare indietro tutto ciò che ha costruito fino ad ora. Ma per fare questo deve tornare indietro di dieci anni, senza più frasi dette a metà, parlare con George come si deve.
Jeanie riuscirà a comunicare con George? Riuscirà a intraprendere un nuovo futuro insieme a Ray, o soccomberà dai giudizi e dai consigli degli altri?
La storia scorre senza appassionare: Jeanie ha sessant'anni, eppure matura ragionamenti troppo giovanili. Io non so cosa vuol dire avere quest'età e separarsi dal marito, e l'autrice non è riuscita a farmelo capire, nemmeno immaginare. Non riesco ad apprezzare l'amore di Jeanie e Ray, non riesco a vedere George sotto alla stessa luce di sua moglie. Non mi ha soddisfatta la storia, nemmeno l'epilogo. Chiudo il libro con amarezza, ma non solo per la pioggia che da ore continua la sua caduta verso terra, ma anche per questa storia mancata.

Valutazione d'inchiostro: 2

domenica 13 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: Il piacere degli uomini - Kate Williams

Buona domenica, amici lettori! Dopo qualche giorno d'assenza, quest'oggi, la recensione di un romanzo particolare, inapagante, ma molto suggestivo: Il piacere degli uomini che, qualunque cosa si riferisca il titolo, è una storia che inganna facilmente. E quando si serbano grandi aspettative, quasi sempre siamo destinati a rimanere segnati dalla ferita della delusione.


Titolo: Il piacere degli uomini
Autore: Kate Williams
Prezzo: 16, 00 €
Casa editrice: Mondadori
Trama: Londra, 1840. Catherine Sorgeiul, una ragazza di diciannove anni, fragile e con un passato familiare e misterioso, vive in totale isolamento e solitudine con uno zio eccentrico nel quartiere popolare e degradato di Spitalfields. Quando una serie di orribili delitti di giovani donne travolge l'East End, a due passi da casa sua, Catherine inizia a interessarsi in modo morboso a questa tragica vicenda. Spinta dalla sua fervida immaginazione, e sempre più prigioniera delle ossessioni che la tormentano sin da quando era bambina, inizia ad indagare di nascosto sugli omicidi e sul loro autore, soprannominato dai giornali l'Uomo dei Corvi. E' infatti convinta di avere la chiave per risolvere il mistero e scoprire l'identità del terribile assassino. Mentre le morti si susseguono secondo un macabro rituale e la città precipita nel panico, Catherine si rende conto che il cerchio intorno a lei si sta stringendo e l'Uomo dei Corvi è ormai vicinissimo. La sua presenza inquietante aleggia ovunque, trascinandola in una spirale di inganni e terrore che rischiano di travolgerla e chi le è vicino...

La recensione:
La storia che ho letto fra le pagine di Il piacere degli uomini è stata davvero utilissima, seppur inappagante. Io mi ero fatta un'idea di Jack lo Squartatore - ha sempre suscitato un certo fascino in me, ma mi rattrista leggere di efferati quanto ingiusti omicidi - e l'autrice, Kate Williams, se n'e fatta una di lui. Un'idea giusta, mi è parso di capire fra le pagine del suo romanzo d'esordio, perché quando la sera mi mossi agile sotto la luce di lampioni a gas che si facevano sempre più tenui, strade buie e ombrose e un cielo luminoso, fulgido di stelle, scorsi una parte di me stessa, catapultata in una Londra toccante, magica, oscura, la cui energia è celata nella cosa in se. Con la quale è dipinta, è caratterizzata, tetra come un fiore smorto.
Meraviglioso. Ma come tornarci indietro? Qual'era la sua vera essenza?

giovedì 10 settembre 2015

Le recensioni di Elisa: Tutte le volte che ho scritto ti amo - Jenny Han


Titolo: Tutte le volte che ho scritto ti amo
Autore: Jenny Han
Prezzo: 16, 00 €
Casa editrice: Piemme
Trama: Lara Jean tiene le sue lettere d'amore in una cappelliera. Non sono le lettere d'amore che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto una per ogni ragazzo di cui si è innamorata, cinque in tutto. L'ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico nonché, purtroppo, il ragazzo di sua sorella. Quando scrive, Lara Jean mette tutto il suo cuore sulla carta, raccontando cose che non si sognerebbe mai di dire ad alta voce. Eppure, un giorno, scopre che tutte le sue lettere d'amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.

"Quando torno nella mia stanza, con la mia camicia da notte di flanella, tiro fuori la mia penna speciale con l’inchiostro super scorrevole e la mia spessa carta da lettere, e comincio a scrivere. Non una lettera d’addio, ma una semplice lettera d’amore."

La recensione:
L'autunno si è impadronito delle belle giornate; il sole ha iniziato a scaldare meno il pianeta, il buio è giunto in  anticipo. Davanti a una tazza di thè caldo, avvolta sotto una morbida coperta, alzo la copertina di un nuovo romanzo. Mentre il fumo che sale dalla tazza inizia a farsi sempre più evanescente, inizio a scoprire la storia di Lara Jean.
Nei primi mini capitoli la diffidenza prende il sopravvento, mi sembra di rivivere esperienze negative vissute in passato. Invece, dopo un po', ho dovuto ricredermi: la storia era divenuta divertente, piacevole, davvero carina. Lara Jean è un'adolescente come tante. Innamorata, desiderosa di apparire, far bella impressione. Autrice di lettere d'amore, senza un vero destinatario...
Ma Lara Jean lo ha messo un destinatario in quelle lettere e le conserva nella sua cappelliera azzurrina, nascoste da occhi indiscreti. Queste lettere tuttavia non sono state ben nascoste, perchè un giorno, misteriosamente, la cappelliera sparisce, e con essa tutte le cinque lettere che Lara Jean aveva scritto. Lettere piene di sentimenti, di emozioni e pensieri che non avrebbe mai confidato a nessuno, figuriamoci se proprio agli interessati! Eppure questo è quello che è accaduto, e Lara Jean - si chiede -, come è potuto accadere? Le sue lettere di addio a quei ragazzi erano cose private, adesso tutti quei ragazzi sapranno cosa ha provato Lara Jean per loro.
Il primo a farsi avanti è Peter Kavinsky, egocentrico com'è ritiene sia un'onore aver ricevuto quella lettera anche se, ad essere sinceri, alcune cose dispreggiative poteva proprio risparmiarsele, non sono ovviamente vere! Ma di Peter a Lara Jean interessa il giusto, a lei importa di più che la lettera è arrivata anche al ragazzo che ancora le piace, questo sì che è un bel pasticcio! Soprattutto perchè quel ragazzo non è un ragazzo come un altro.
Inizierà così per Lara Jean un'avventura incredibile e divertente che sfocerà in qualcosa di inaspettato. Per noi lettori sarà semplice indovinare come sia sparita la cappelliera e come terminerà la storia, eppure l'autrice, Jenny Han, fa in modo che prima di darci la risposta, un sacco di inconvenienti ci facciano dubitare delle nostre supposizioni.
Una romanzo carino, concluso in un epilogo che incuriosisce ma che può benissimo fungere da conclusione alla storia. Piacevolmente soddisfatta dalle mie ultime belle letture, ripongo Lara Jean con le sue lettere e il suo romanzo, accanto agli altri libri che hanno dolcemente allietato le mie giornate.

Valutazione d'inchiostro: 4

martedì 8 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: Il lago - Banana Yoshimoto

L'autrice di questo romanzo fa parte di quella cerchia di autori cui mi lego solo di rado. I lettori la amano perché il lirismo e la sensibilità della sua prosa che la caratterizzano hanno il potere di scalfire persino l'anima dei più coriacei. E anch'io, nonostante non mi consideri una persona coriacea, ho colto questa strana "magia", che la contraddistingue. Eppure, ho letto come tutti. Vissuto una storia, apparentemente semplice e poco originale, come se non ci fosse un domani. E' qualcosa di strano e particolare, ma ho vissuto Il lago, ora dopo ora, con intensità e una certa armonia.
Prima, quando decisi di leggerlo, non ero riuscita a coglierla, ma sono grata per esserci riuscita. Per aver capito subito che, anche se sembriamo dei fantasmi che, giorno dopo giorno, entrano nella lotteria della vita, in realtà siamo vivi. E che, per quanto ci diamo da fare, pur quanto ci ribelliamo alle sorti di un fato crudele ed egoista, una storia come questa resta comunque un luogo dove chi legge va per liberarsi dalla malinconia, e penso che alla fine sia inevitabile subirne l'influenza.

Titolo: Il lago
Autore: Banana Yoshimoto
Prezzo: 13,00 €
Casa editrice: Feltrinelli
Trama: Chihiro ha perso da poco la madre e sta cercando di rifarsi una vita a Tokyo, lontano dalla cittadina di provincia a cui la legano brutti ricordi. Nakajima è tormentato da un passato misterioso che gli impedisce di vivere fino in fondo i propri sentimenti. Mino e Chii vivono in una casa nei pressi di un lago, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio. Il lago è uno dei migliori e più sorprendenti romanzi di Banana Yoshimoto, poetico e inquietante, racconta una storia d'amore inusuale, dove il bisogno d'affetto e comprensione diventano più importanti dei tradizionali cliché di una relazione.






La recensione:

La felicità si comprende sempre quando
è troppo tardi. Forse perché le sensazioni fisiche come gli odori e la stanchezza non
trovano spazio nei ricordi. Affiorano solamente le parti migliori.

Non so se termini come "aspettative", "progetti" o "fantasie" siano molto appropriati quando si parla della Yoshimoto, in ogni caso tra me e quest'autrice giapponese non c'era niente di tutto questo. Mi limitavo ad andare avanti, su una strada che ha tuttavia unito due binari i quali ignoravano la possibilità di potersi toccare, decidendo sul momento cosa fare.
Era una questione di sentimenti, non potevo comportarmi diversamente.
Sapevo che fra gli scaffali della mia libreria c'era solo Murakami - un autore che si limita a seguire il filo delle emozioni quotidiane ed annotarle in una forma più perfetta ed onirica: la scrittura - ad essere piuttosto << strano >>. Non avevo mai visto nessuno suscitare così tanta protezione, quasi fosse un compagno segreto, di notte, sul davanzale di una finestra che si affaccia su un mondo. Passeggiamo in compagnia della nostra naturale capacità di essere ciò che siamo, senza particolare attenzione per il divenire. Accettare di privarsi degli occhi e lasciarsi condurre nel flusso incontenibile di uno straordinario viaggio onirico.

sabato 5 settembre 2015

Le recensioni di Elisa: Un disastro è per sempre - Jamie McGuire

Titolo: Un disastro è per sempre
Autore: Jamie McGuire
Prezzo: 14, 90€
Casa editrice: Garzanti
Trama: Vuoi sposarmi?" Abby non ha dubbi: è Travis l'uomo che vuole accanto a sé per tutta la vita. Lui è l'unico in grado di leggerle dentro, l'unico a sapere cosa c'è nel profondo della sua anima. "Sì." La risposta di Travis viene direttamente dal suo cuore. Un cuore ferito. Un cuore che era chiuso in una corazza impenetrabile finché non è arrivata lei, Abby. Timida e silenziosa, ma la sua insicurezza nasconde in realtà un grande coraggio. Qualcosa di speciale unisce Abby e Travis. Qualcosa di intenso e indescrivibile. Ma lei sa bene che i guai non sono mai troppo lontani con un ragazzo come Travis nei paraggi. Per questo hanno davanti una sola scelta per realizzare il loro sogno: volare a Las Vegas. Quando il fatidico momento si avvicina Abby e Travis inaspettatamente sono nervosi. I loro dubbi si risvegliano all'improvviso: sono giovani e si conoscono da pochi mesi. E soprattutto, lui è il ragazzo sbagliato per eccellenza e lei una ragazza in fuga da sé stessa e da un segreto difficile da confessare. Eppure davanti all'altare, mano nella mano, occhi negli occhi, non c'è più nulla da temere. Ci sono solamente loro e tutto quello che li ha portati fin lì: quella scommessa da cui ogni cosa è cominciata, i tentativi di stare lontani l'una dall'altro, le promesse disattese, la scoperta di essere perdutamente innamorati. Finalmente sono marito e moglie, per sempre. Sono una cosa sola.

La recensione:

"Ti prego, dà un bacio al mio bambino per me.
Il mio augurio è che litighiate solo per poter stabilire chi dei due è più bravo a perdonare."

Quando presi in mano questo libro ero un po' ansiosa. Desideravo non trovarmi in una storia "trita e ritrita" perchè a me l'amore di Trav e Pidge era piaciuto davvero tanto e speravo di non rovinare tutto; non proprio nel finale.
Se c'era una cosa di cui ero certa era che questo romanzo avrebbe parlato del matrimonio dei due ragazzi, ma non avrei mai immaginato che sarei stata ospite di questa splendida follia.
Mi munii di vestito elegante, mi acconciai i capelli davanti allo specchio e partii emozionata per vivere il matrimonio di Abby e Travis. Fin da subito però sbattei la testa contro quella di Abby. Non si stava rivelando forse un po' troppo antipatica ultimamente?
Ma questo importa davvero, quando ti ritrovi davanti un'amore così grande? Ancora vittima di questo sconfinato sentimento, ho percorso le strade di Las Vegas al fianco di Abby e al fianco di Travis, entrando nelle loro menti e mettendo a nudo i loro sentimenti più profondi. Ho trattenuto il respiro nel momento del fatidico e mi sono commossa nell'immaginarmeli più veri di quanto lo siano già per un lettore. Ero così rapita da questa storia che si è consumata, a mia insaputa, nei primi due romanzi che quasi non volevo finisse mai. Ma come noi lettori sappiamo bene, per quanto ci dispiaccia, dobbiamo separci dai nostri nuovi amici, imparare da loro e andare avanti. Da Abby e Travis ho imparato più cose di quelle che mi aspettavo. Ho vissuto per l'ennesima volta una grande storia d'amore (ma io di questo non mi stanco mai). Ho scoperto l'energia che si possiede, quando sei sul ring e stai per iniziare un'incontro. Ho acquisito il lato maschile della storia, che spesso a noi femmine viene meno. Ho amato anche loro: Abby con il suo passato da dimenticare e Travis con il suo carattere formato da un tragico evento successo nell'infanzia. Se prima di leggere Un disastro è per sempre mi sentivo dispiaciuta perchè avrei messo un punto a questa storia, ora mi sento felice e appagata. Ripongo il libro, con la sue fedi in copertina, tra le altre storie d'amore. Indosso l'abito bordeaux elegante appoggiato sulla sedia, prendo  la pochette avorio ed esco di casa. Mi siedo nella panca destinata alle amiche della sposa. Li osservo felice mentre si scambiano le promesse; mi guardo attorno. Non sono nè a Las Vegas e nemmeno a St. Thomas, eppure riassaporo l'emozione che solo poche ore prima ho vissuto ad un altro matrimonio.

Valutazione d'inchiostro: 5

venerdì 4 settembre 2015

Le recensioni di Elisa: Il mio disastro sei tu - Jamie McGuire

Buon venerdì, amici lettori!
Quest'oggi, mentre il weekend bussa piano alle nostre porte, il pensiero semplice ma intenso della nostra Elisa su uno dei miei romanzi preferiti: Il mio disastro sei tu.
Appassionante, trascinante e romantico, perfetto nella sua imperfezione :)

Titolo: Il mio disastro sei tu
Autore: Jamie McGuire
Prezzo: 16, 40 €
Casa editrice: Garzanti
Trama: Un giorno ti innamorerai, Travis. E quando succederà, combatti per il tuo amore. Non smettere di lottare. Mai". Travis Maddox è solo un bambino quando sua madre, ormai con un filo di voce, gli lascia queste ultime parole. Parole che Travis conserva come un tesoro prezioso. Adesso Travis ha vent'anni e non conosce l'amore. Conosce le donne e sa che in molte sarebbero disposte a tutto per un suo bacio. Eppure nessuna di loro ha mai conquistato il suo cuore. Provare dei sentimenti significa diventare vulnerabili. E Travis ha scelto di essere un guerriero. Finché un giorno i suoi occhi scuri non incontrano quelli grigi di Abby Abernathy. E l'armatura di ghiaccio che si è scolpito intorno al cuore si scioglie come neve al sole. Abby è diversa da tutte le ragazze con cui è sempre uscito. Cardigan abbottonato, occhi bassi, taciturna. E soprattutto apparentemente per niente interessata a lui. Ma Travis riesce a vedere dietro il suo sorriso e la sua aria innocente quello che nessuno sembra notare. Un'ombra, un segreto che Abby non riesce a rivelare a nessuno, ma che pesa come un macigno. Solo lui può aiutarla a liberarsene, solo lui possiede le armi per proteggerla. L'ultima battaglia di Travis Maddox sta per cominciare e la posta in palio è troppo importante per potervi rinunciare. Solo combattendo insieme Abby e Travis potranno dare una casa al loro cuore sempre in fuga...

La recensione:

"Avrei voluto dirle altro, scusarmi ancora, confessarle che ero perso per lei e che la cosa mi stava letteralmente facendo impazzire perché non sapevo affrontare i sentimenti che provavo, ma le parole non mi vennero. Riuscii solo a concentrarmi sul fatto che, dopo quant’era successo e quanto avevo detto, l’unica sua reazione era stata rimproverarmi per aver guidato da ubriaco."
  
Si è infilato velocemente tra le mie mani, nella mia borsetta, sul sedile della macchina e in qualunque posto mi recassi. Ancora fresca del precedente romanzo della trilogia, mi immergevo nella lettura non appena il tempo me lo permetteva. Questa non è più la storia di Abby e Travis ma quella di Travis e Abby.
Il punto di vista maschile della storia capovolge alcune mie emozioni e alcuni pareri sui personaggi. Scopriamo un Travis pazzamente innamorato e terribilmente spaventato da questo sentimento che sta crescendo in lui. Lo seguiamo nel suo percorso di innamoramento, dolore, gioia, gelosia. Lo conosciamo nel profondo, scoprendo la sua triste storia. Conosciamo la sua famiglia e la sua forza di combattere. Ne assaporiamo i dettagli fino a conoscere Trav meglio di Pidge.
L'autrice ci offre alcuni particolari che nel precedente romanzo erano rimasti nascosti. Divorando le pagine mi accorgo di un ragazzo che, se prima mi aveva fatto innamorare, adesso ne sono completamente impazzita. La stessa cosa non succede però con la nostra protagonista femminile, Abby. L'ho vista sotto una luce diversa, più orgogliosa e allo stesso tempo anche più infantile. Ma perdoniamo queste caratteristiche poco graziose che la McGuire ha dato ai suoi personaggi, dopotutto nessuno è perfetto, nemmeno nei libri.
Le cinque stelline però le ho attribuite con l'epilogo, elemento che mancava nella versione di Abby. Ero rimasta un poco delusa dal fatto che non fosse stato scritto alla fine del primo libro, ma così, almeno, il secondo romanzo ha avuto un paragrafo veramente diverso.
Ed è lì che si scopre se a distanza di anni, l'amore tra Abby e Travis sia sopravvisuto a ogni difficoltà.
Un po' ansiosa di leggere l'ultimo capitolo della saga, ripongo ancora una volta soddisfatta, il libro appena letto. Senza troppi indugi estraggo dalla fila il terzo romanzo e mentre mi presto ad uscire di casa, lo infilo nella tracolla e me lo porto con me.

Valutazione d'inchiostro: 5 

giovedì 3 settembre 2015

Romanzi su misura: Agosto

Mi è sempre piaciuto pensare che ogni libro sia in attesa del suo momento. Ci sono libri che, tentandoci,  catturano immediatamente la nostra attenzione, nemmeno aspettando di ritagliarsi un posto speciale sulla mensola di una libreria un po' troppo capiente. Altri, invece, per una ragione o per un'altra, per un motivo per un altro, c'inducono a rimandarne o prolungare la lettura per un tempo indefinito. Trascorrono giorni, settimane. Completamente assorbiti dalla frenesia delle attività lavorative o dalla monotonia del giorno, al punto di dimenticarcene del tutto. Fino a quando, il bisogno d'immergersi tra le loro pagine diviene quasi impossibile per ignorare.
Con Romanzi su misura, terza puntata dedica alle letture del mese di agosto, accadde proprio questo. Da quando, nei primi giorni del mese, cominciai a lavorare più assiduamente, gli svariati rimandi e la mancanza di tempo ad approcciarmi a nuove ed entusiasmanti letture - sfornati dal lirismo di qualche autore giapponese - mi costrinsero a prolungare le mie letture a data da destinarsi.

Romanzi su misura propone, dunque, uno scarso numero di letture che, tuttavia, esplicano la ragione per cui considero la lettura come parte integrante del mio essere. La mia unica scialuppa di salvataggio, dinanzi a un mare in tempesta, alimentata durante il corso degli anni della mia infanzia e della mia adolescenza, senza la quale non riuscirei a vivere. Respirare, letteralmente.

I miei romanzi su misura: 

                               Spin off di una delle più belle saghe paranormali americane
Valutazione d'inchiostro: 3


Una novella, un romanzo in miniatura
Valutazione d'inchiostro: 3 mezzo


Una storia semplice, ma profonda che mi ha concesso di ascoltare la storia di una donna che, dopo tanto, dopo aver trascorso molto tempo nell'ombra, troverà la felicità.
Valutazione d'inchiostro: 4

mercoledì 2 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: Il delta di Venere - Anais Nin

Titolo: Il delta di Venere
Autore: Anais Nin
Prezzo: 12, 00 €
Casa editrice: Bompiani
Trama: Un misterioso collezionista di libri nel 1940 offrì a Henry Miller cento dollari al mese per scrivere dei racconti erotici. Miller cominciò entusiasta, ma si stancò presto e passò l'incarico all'amica Anais Nin che aveva bisogno di soldi. "Cominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità" ricorda Anais Nin. "Passavo giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici.. Tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia..." Solo ogni tanto riceveva una telefonata dal mandante. Una voce diceva: "Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso." Nacquero così questi racconti erotici che si possono meritatamente annoverare tra le opere della letteratura erotica di maggior successo.

La recensione:

Mi sento un po' come la luna, che si impossessò per un momento di te, e poi ti restituì la tua anima. Non dovresti amarmi. Non bisognerebbe amare la luna. Se mi vieni troppo vicino, ti farò male".

Le parole adoperate dalla Nin, messe di traverso nella corrente di un fiume, incastrate e composte perfettamente, è uno di quei mezzi in cui un viaggiatore lasciato solo nell'immensità del cosmo che non ha ancora fatto la sua conoscenza può essere preso alla sprovvista e provare uno strano desiderio.
Se poi uno ci prova viaggiando a bordo di un treno che conduce al Paradiso, nonostante talvolta si impantana in stazioni tetre e fosche, può credere alla sua meravigliosa magia: le parole che silenziosamente entrano nella carne e che, sparse in mezzo a ombre che si tengono per mano, alla luce tremula di una lampadina, pendono dalla braccia e indugiano sul nostro cuore. Estirpano la poesia, in quanto scrivere di sesso diviene una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza. Fissando un punto, e non capirci più niente.