“Si possono raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida del mondo, ma ciò non basta per produrre qualcosa che sia vivo. Una storia, in un certo senso, non appartiene a questo mondo. Per creare una vera storia è necessario un battesimo magico, che riesca a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro.”
Ecco quel che ho letto qualche tempo fa in un romanzo semplice e apparentemente innocuo, firmato da un autore che ho conosciuto per caso e che in pochissimo tempo è divenuto mia musa ispiratrice. Murakami Haruki. Solo molto tempo dopo ho compreso il vero significato di queste parole, e all'epoca sono riuscita perlomeno a trovarvi un fondo di verità. La scrittura può dar vita a una serie di racconti. Racconti dell'anima, spaccati di vita che possono rischiarare un cielo perennemente grigio e ombroso o attorniarsi di figure la cui aura lucente brilla come un faro nella notte.
Questo inutile e vago discorso per dire che sono anch'io un amante della scrittura, e come i grandi della letteratura mi sono messa d'impegno a scrivere, affinché qualcosa andasse al suo posto. Un tempo sprofondare nello sconforto. Perché la mia attitudine ad adoperare parole o frasi estrapolate dal nulla era parecchio scarsa. Se avessi voluto parlare con qualcuno, ad esempio, di quelle inutili ansie e preoccupazioni che vorticavano nella mia testa come uno sciame impazzito di api, quando avevo sedici anni, non avrei avuto nessuno con cui confidarmi. Così stavano le cose.
Per qualche anno mi sono dibattuta in questi dilemmi. Qualche anno può essere un tempo indefinito.
Da quando ho abbracciato la passione per la scrittura, ho cercato di attenermi a certe regole. Fissare un punto preciso affinché non venga sedotta dallo incontrollabile strisciare del mondo. Quando scrivo mi impongo di essere sempre precisa, chiara, e uno scarso bagaglio di esperienze alle spalle mi hanno fatto capire tante cose. Autori di vario tipo si sono presentati alla mia porta a raccontarmi tante cose, sono passati a farmi visita come se folgorati da qualcosa - un colore, un dettaglio -, e non mi hanno più abbandonata. E, da qualche tempo a questa parte, Irina Potinga, rientra in questa piccola cerchia perchè professando un tipo di arte che nel tempo è divenuta parte del mio spirito, mi ha indotta a comprendere come anche io avessi scovato la salvezza. Quella che, dinanzi all’incuria del tempo, a un tempo tiranno e spaventoso, una realtà in cui tardi ci si accorge che si tratti di un'unica entità continua, io, piccola anima sfolgorante di luce, ho potuto perdermi nella volta celeste con altrettanti spiriti, altrettante anime, che in una manciata di secondi erano divenute persone.
Titolo: L’arte di mettere in ordine la vita
Autore: Irina Potinga
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 288
Trama: Quali sono gli ostacoli alla realizzazione della nostra vita ideale? Una delle difficoltà più comuni sta nel fatto che molto spesso non siamo in grado di mettere a fuoco i nostri desideri e obiettivi. O, se anche li abbiamo presenti, a volte restano lì, dimenticati in un cassetto in fondo alla mente. È facile scordarseli quando c'è la vita di mezzo, con le sue mille distrazioni. Ma un percorso per mettere ordine nella nostra vita e raggiungere la realizzazione di noi stessi esiste, e Irina Potinga ce lo mostra passo passo. Dopo "Solo cose belle", in cui ci insegnava come liberare l'armadio - e la vita - dal superfluo, Irina torna ora con una guida chiara ed efficace, che parte dalla sua esperienza personale per indicarci gli spunti e gli esercizi che l'hanno aiutata a sviluppare un mindset positivo e a realizzare i suoi sogni. "In questo libro voglio accompagnarti in un viaggio che parte da dentro, perché ogni trasformazione autentica inizia dalla mente e dal cuore. Nella prima parte lavoreremo sul tuo mondo interiore. È qui che inizierai a mettere in discussione le convinzioni limitanti e ad ascoltare i tuoi veri desideri. Parleremo di paura, di successo e di come imparare a pensare in modo diverso per creare nuove possibilità. Nella seconda, trasformerai quei desideri in obiettivi concreti. Imparerai a creare una visione chiara, a definire un piano d'azione, a stabilire priorità che rispecchino chi sei davvero. Nella terza parte entreremo nel vivo della trasformazione quotidiana, quella che avviene attraverso le abitudini. Ti guiderò attraverso pratiche semplici ma profonde: calmare la mente, fare spazio - fuori e dentro di te -, e assumerti la responsabilità della tua vita."
La recensione:
C'era una figura che sprigionò più o meno la medesima melodia, perché la sua è una storia adatta a << mutare >> l’anima di chiunque, scavare, ripulire i loro occhi, dar forma a un nuovo disegno che possa rassicurare. Dolorosi ricordi, ignobili gesti, hanno sommerso la coscienza dei più curiosi senza che questi nemmeno se ne rendessero conto. Venuti dallo stesso pianeta lontano, dopo uno sterminato viaggio interiore, riconoscendosi e trovandosi nel mondo mediante esperienze di vita che li indurrà ad amarla. Comprenderla pienamente e differentemente da prima.
Il romanzo di Irina Potinga, seconda fatica di questa autrice, influencer che fece del suo piccolo ed essenziale mondo, uno sbocco individuale da cui attingere per crescere, rinascere i cui temi attualissimi, nel corso del tempo, hanno lasciato un solco profondo.
Da una come me, che professa la nobile arte da cinque lunghi anni, l’incontro con Irina non poteva non rivelarsi fatale: ho letto un mucchio di romanzi pregni di una vastità di sentimenti contrastanti, emozioni che si sono agitate dentro, e che spesso riverso in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. Ma di romanzi che << insegnassero >>, impartissero qualche suggerimento, non avevo mai letto niente. E, prima Hal Elrod, poi James Clear, ma anche Carl Newtorn, e, solo da poco, Irina Potinga, ebbero uno strano effetto su di me che ebbero la forma di un gropppo in gola. Al principio, procurando fastidio. Poi, consapevolezza. Il sapore aspro di un frutto sgradevole propinatoci da uomini o donne sconosciute che hanno giocato con i sentimenti delle persone. E, privi di ambiguità, come lo spazio bianco alla fine di un capitolo, dove i detriti trascurati della nostra memoria rivelano indistinti i grandi tormenti dell'esistenza, analizzando ogni cosa, ogni azione o comportamento, da cui ci si tenta di sfuggire dal sotterraneo buio in cui si sprofonda e da cui sembra non trovarvi i limiti.
L’arte di mettere in ordine la vita è una breve introduzione di questo lento ma essenziale viaggio che abbiamo imboccato un po ' tutti, almeno una volta della nostra vita, pur di ottenere la beatitudine eterna. Una lotta per l'amore. Per la vita. Qualcosa di molto più grande di quello che immaginiamo. E, per quanto poco originale - i principi adottati dalla Potinga sono sempre gli stessi - ha disvelato una piccola luce. Silenziosamente, popolando le stanze buie della coscienza, trasmettendo una certa malinconia, inducendo all'impotenza.
Il nostro essere divine invisibile, una forma compatta, remota, lontana. E l'intimità con la vita, di chiunque si parli, così palpabile che denotano i vani sforzi dell’uomo nel incorrere o rincorrere alla perfezione, alla felicità suprema, come qualcosa di urgente e necessario. Quanto consapevole di essere nient’altro che quel miscuglio di bianco e nero da cui tenta di prendersi cura, di scovare la gioia, in quel surreale dramma che offre sempre qualche spunto per riflettere ma non di cancellare i ricordi.
Valutazione d’inchiostro: 3


Non conosco; ottima recensione, grazie
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