martedì 5 settembre 2017

Gocce d'inchiostro: Lolita - Vladimir Nabokov

Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Casa editrice: Gli Adelphi
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 395
Trama: << Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo - li - ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita >>.



La recensione:

L'avrei stretta a me tre volte al giorno, tutti i giorni. Tutte le mie pene sarebbero svanite, sarei diventato un uomo sano. 

Accolsi nuovamente la storia del giovane Herbert rendendo grazie a una delle opportunità più influente nel panorama delle mie letture: una sfida letteraria indetta su Facebook. Nel buio interno delle palpebre, ho visto elogiare, replica oggettiva, esclusivamente ottica di un viso amato, un piccolo fantasma di colorito naturale. E nel mentre la mia anima andava in estasi e si innalzava su fiumi d'inchiostro che ancora bruciano la pelle, un amore irruente e segnato da quella ferocia che spesso distrugge la vita degli adulti mi castigò come una punizione eterna, una simpatia molto prossima alla santità riaffiorò placando quella mutua frenesia di possesso che avrebbe sorpreso i due amanti, assimilando sino all'ultima particella lo spirito e la carne dell'altro. Ho aperto silenziosamente queste pagine di diario macchiate di sangue, in cui sono stati riportati sprazzi di memorie di una vita lontana, passata, che inducono a domandarci se proprio allora, nello scintillio di un'estate remota, abbia avuto origine quella crepa che percorse la vita del protagonista. La sua mano esperta si scorgeva ancora in morbide e bianche lenzuola e riconobbi quasi tutte le tracce del suo passaggio, come se il tempo non avesse cancellato le ferite del passato. Gli anni di spudorato e folle amore del giovane Herbert mi avevano regalato una calma velenosa e torbida che fece buon gioco alle pagine d'intensa passione. In quattrocento pagine di follia, tormenti, pene inflitte a un cuore ancora giovane la storia d'amore con la ribelle Lolita cominciava a comparire e ad assomigliare più che altro a una bomba a orologeria.
Mi sono domandata come, in un mondo di ferro battuto, con le sue grida di causa ed effetto incrociato, queste ninfette discole di cui ci parla  Nabokov, che tralucono da giovani, non avessero influenzato la vita dello stesso autore. Spinto dalla vana ricerca di una mera presenza lenitiva, ingenuo e focoso, trascinato con astuzia nella farsa di chi lo ha sedotto. In un divario fra luce copiosa e angusta ombra; la luce che attiene al conforto delle ricerche infruttuose della vita, l'ombra ai suoi atroci struggimenti e alle insonnie.
Il dolce - amaro sapore in bocca lasciatomi dall'incontro di questi due amanti e la coppia di sciagure e sventure che si portavano dietro come scorta durò soltanto qualche giorno, mentre vagavo come un anima in pena fra i corridoi bui della mia anima e mi domandavo cosa fosse effettivamente l'amore: intenso, passionale, duraturo, senza dolore ne conseguenze. Senza alcun dubbio o incertezza di un abbandono sicuro e repentino che mi ha asfissiato per quarantotto ore. Qualcosa mi diceva che il legame indissolubile e incompreso nato fra Lolita e Herbert fosse qualcosa di insano, contro natura. Eppure non è pur vero che l'amore può essere ingannevole? Ci si innamora con facilità della persona sbagliata. E quando nasce la passione, quasi sempre qualcuno è destinato a rimanere bruciato dalla fiamma del desiderio.
L'amore intenso, appassionato e travolgente di un giovane professore francese, amante della scrittura e della buona letteratura, desideroso di trovare un equilibrio mentale e, soprattutto, "qualcuno" che lo avrebbe fatto fuggire dallo sfogo legale del suo "stravagante problema", avrebbe dovuto riempirmi di dispiacere e repulsione, ma né io né la mia coscienza fummo in grado di provare qualcosa che andasse oltre la più piacevole indifferenza. In una mattina di inizio settembre Herbert e Lolita mi avevano invitato a varcare i cancelli celesti del loro giardino incantato ed io non potei farne a meno di immettermi.
Muovendomi silenziosamente fra un susseguirsi di brancolamenti ed errori, di menzogneri embrioni del piacere, risucchi di dettagli di una radiosa bellezza, con l'idea di fare una visita a sorpresa a entrambi, ho accolto Lolita nella soffitta impolverata della mia anima con la certezza di riabbracciare una vecchia amica. La storia aveva una sua particolare magia, e quella che all'inizio mi era sembrato come scandaloso e impuro svelava un canto ipnotico che penetrò in me immergendomi in uno stato fra il fascino e l'oblio. La stessa cosa accade con il contenuto, il cui asse centrale emergeva sulle innumerevoli accuse a cui era stato sottoposto il romanzo, per il crescendo di scene erotiche e immorali, per la natura voluttuosa della ribelle e maliziosa Lolita, lontanissimo dalla vena che aveva reso Nabokov apprezzato e famoso.
Mi sono addentrata in questo harem di lettere e parole create dall'autore Herbert, turco vigoroso e raggiante che rimandava a bella posta il momento in cui poté godere della più giovane e fragile fra le sue schiave, in un rompicapo stravagante di sospiri e ansiti di piacere sempre più frequenti in cui l'amore è descritto come brama di un rapporto palpitante, dolce e gemente, fisico ma non necessariamente coitale con una fanciulla, su un crepuscolo tiepido che via via è andato stemperandosi in un'amorosa oscurità.
Chiunque fosse Herbert, in queste pagine di diario l'amore si è dispiegato come una forza vorace ed eterna. E catturando per la sensualità presente, il bisogno necessario di possedere l'amata, in Lolita diviene sempre più forte e presente l'esigenza dell'autore di esplorare la zona dei sentimenti. Esplicata mediante il desiderio del protagonista, Humbert, di poter trascorrere più tempo assieme alla sua Lolita. Assaggiare il suo piccolo corpo, così caldo e ancora un po' immaturo. O, fare qualunque cosa, pur di poter stare in sua compagnia, stringerla fra le braccia e godere di lei. La brunetta, maliziosa e ribelle dodicenne che gli piacque sin dal primo momento in cui la vide. Con quelle spalle fragili e sfumate di miele, la schiena nuda flessuosa e i capelli castani che, con prepotenza e impetuosità, gli rubò il cuore come nessun'altra donna aveva mai fatto prima.
In questo straordinario e stupefacente quadro dei mitici anni '50, persiste una meravigliosa sintonia fra l'autore, la propria ispirazione e la capacità ricettiva dei personaggi. Con un'aura tetra che non fa che accrescere il suo fascino, il nostro professore di lingua francese Humbert è la raffigurazione perfetta delle gesta di un uomo un po' triste e determinato, insoddisfatto del proprio passato, che non ci penserà due volte ad abbordare qualche ninfetta. Qualche graziosa fanciulla, dai nove ai quattordici anni, che riveli la propria vera natura, che non è del tutto umana ma demoniaca.
Racconto di una forte ossessione, Lolita, è un romanzo che intriga e sorprende. Con gran facilità permette al lettore di entrare in sintonia con i personaggi, mimetizzarsi tra le mura di una vecchia stanza d'albergo - impregnata dal tanfo di qualche mozzicone di sigaretta ancora accesa nei portacenere -, o in un viaggio on the road alla scoperta dell'ignoto.
Con un finale un po' inappagante ma intrigante, un'analisi prettamente realistica sull'ideale romantico del protagonista, il cui ruolo farà da cornice all'intero romanzo, quello a cui Nabokov dà vita è uno dei più clamorosi successi letterari russi di tutti i tempi. 
Un'abbagliante grandezza, una straordinaria suggestione mitica che non potrà non spostarsi nei nostri ricordi.

Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope... Anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca. 


Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo

4 commenti:

  1. E' da tanto che vorrei leggere questo libro, ma sto ancora aspettando il momento giusto per iniziarlo. Sembra una lettura che lascia tanto, ma credo che dovrò dedicargli un bel po' di tempo per riuscire a cogliere tutti gli aspetti nascosti nelle parole di Nabokov.

    Ps: sperando di fare cosa gradita ti ho nominato per il Liebster Blog Award, se ti va di dare un'occhiata qui puoi trovare il post che gli ho dedicato!

    Ti auguro una buona serata,
    Silvia

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  2. Ho iniziato a leggere Lolita in inglese qualche mese fa perché trovandomi a Praga senza libri da leggere mi sono fatta prendere dalla bellissima copertina del libro e l'ho preso. Però devo dire che mi sono fermata alle prime pagine, purtoppo, e non riesco ad andare avanti. Può esere anche a causa della lingua o del massiccio uso degli aggettivi, fatto sta che sono bloccata. Come fare per riprendere la sua lettura? Hai qualche consiglio?

    Midori

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    1. Penso dovresti provare a leggerlo in italiano. Di per se è una lettura alquanto complessa, e ti consiglierei di leggerlo prima nella nostra lingua madre 😁

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