Nella mia testa spesso si affollano un mucchio di pensieri.
Pensieri che parlano profusamente, brillantemente, a getto continuo, senza una conoscenza profonda, di cose o persone che mi intimidiscono e che nella maggior parte dei casi cerco di riversare in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. E' qualcosa di davvero straordinario tutto ciò. E' qualcosa che sin da sempre mi ha procurato una felicità imprecisata. Lo scrivere è una manifestazione di eccitazione, godimento, che a volte può prendere varie forme. La mente degli scrittori del XIX o XX secolo, ad esempio, divenne fantasiosa mediante questo processo e, in poco tempo, famosa. Forza e determinazione. Felicità. Tranquillità interiore. E' tuttavia davvero impossibile eguagliare scrittori del calibro come Gabriel Garcia Marquez, Jane Austen, Alfred Hitchcok, Robert Louis Stevenson, e molti altri. C'è bisogno di essere talentuosi. Possedere un dono, se innato o meno ha poca importanza, che ci ossessiona talmente tanto da indurci a divenire scrittori di noi stessi.
Nel mio salotto virtuale abitualmente non mi soffermo a compiere riflessioni così profonde riguardo la letteratura e in particolare i suoi autori, quanto a lasciarne delle tracce. Quest’ultimo mese dell’anno, pur quanto i miei propositi fossero diversi, non mi ha impedito di << drogarmi >> di libri. Il piacere di un testo appena concluso, sentimenti che si agitano dentro e che ti opprimono sino a quando non vengono messi a balia sono tutti punti di riferimento a cui io mi aggrappo, portando alla gioia e alla soddisfazione personale.
Nei primi squarci di questo nuovo anno rivelo tutto questo consacrando e parlando di quegli autori che hanno lasciato una sabbia nel tempo, come una viaggiatrice che torna sul luogo preferito. Ho sentito il bisogno di una ventata d'aria fresca, pur negando violentemente di non lasciare un giorno il blog inattivo. Ho realizzato una scaletta su chi potrebbe annoverarsi nella lista, con nuove forme personalissime di vita che rivelano gran parte del mio animo.
Mi pronuncio dunque in questo giorno gettando i riflettori su quelle poche ma essenziali letture che mi hanno affiancato in quest’ultimo mese e in cui figurano la visione più spregiudicata della realtà letteraria vissuta, alcuni squarci del mio vissuto, quella personale visione in cui consacro i romanzi come elementi primordiali legati alla mia vita e a chi li ha scritti.
Romanzi su misura in carta e inchiostro:
Due mondi si sono contesi silenziosi la mia coscienza. Come l'acqua di mare e l'acqua dolce che alla grande foce di un fiume combattono. Nel cuore della notte, sentendo come mie le avventure di Tengo e Aomame.
Valutazione d’inchiostro: 4
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Un opera che ho accolto nel mio cantuccio personale e che, slegandosi dalla materia di cui si è fatti ma restando prigionieri di carne e vittime ferite, ci si domanda se convivere con in un mondo così astratto sia l'unica soluzione.
Valutazione d’inchiostro: 4
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Romanzi su misura in digitale:
Racconti che hanno superato ogni previsione di bello e godibile, con qualcosa di somigliante al Canto di Natale che ogni anno amo ascoltare, prima che si concluda l’anno, che riecheggia ancora fra le stanze luminose del mio animo, lungo una vetrina di specchi di cui devo ancora riflettermi. Scivolandomi addosso, entrandoci, posizionandosi in un posticino speciale del mio cuore che qualunque persona sana di mente serberà gelosamente.
Storie indimenticabili e perfette che, nella loro brevità, trasmettono un certo dolore. Un contenitore di verità fondamentali che pochi individui sono in grado di comprendere. Una ricostruzione attenta che funge da monito verso coloro che continuano a costruire delle solide barriere attorno a se stessi.
Valutazione d’inchiostro: 5





Ottimo recap, grazie
RispondiEliminaA te! :)
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