domenica 20 settembre 2015

Gocce d'inchiostro: Camera con vista - Edward M. Forter

Personaggi sommersi da un torrente di emozioni, ignari di aver imboccato una ripida discesa verso un abisso di insoddisfazione e sconforto. Ombre evanescenti che camminano nel sentiero insidioso della vita, cresciuti inseguendo una libertà senza confini. 
Questa, miei cari lettori, la storia di Camera con vista. Una storia che si dipana nell'inutilità del nulla, nuotando nell'insoddisfazione come un riflesso incondizionato. Letta in una manciata di ore, vissuta come un guazzabuglio di sogni, speranze e delusioni di due amanti, vibranti di vita, priva di ambiguità.

Titolo: Camera con vista
Autore: Edward M. Forster
Prezzo: 9, 00 €
Casa editrice: Oscar Mondadori
Trama: Lucy Honeychurch e George Emerson sono i due protagonisti del romanzo di Edward Morgan Forster. Intorno alla loro contrastata vicenda sentimentale l'autore affronta uno dei suoi temi preferiti: quello del cuore non sviluppato e della lacerazione tra perbenismo ed emotività. E' l'anima stessa dell'Inghilterra, un'anima nordica, gotica, puritana, contrapposta allo spirito mediterraneo, gioioso, pagano e rinascimentale che i due protagonisti non a caso respirano proprio a Firenze, dove è ambientata la prima parte del libro.






La recensione:

Sappiamo di venire dal vento e di doverci ritornare; che tutta la vita non è che un modo, un garbuglio, una macchia sulla superficie liscia dall'eterno. Ma perché mai questo dovrebbe renderti infelice? Amiamoci, piuttosto, lavoriamo e cerchiamo d'essere felici.

La prima volta che lessi Camera con vista avevo diciotto anni. Ero un'adolescente come tante altre, con qualche chilo di troppo, una fervida immaginazione e, nel mio curriculum di avida lettrice, un numero piuttosto elevato di letture. Letture che spaziavano dal fantasy ai romance che, così come all'epoca, simboleggiano tutt'ora una parte del mio animo sognatrice e masochista.
Il fatto in questione era accaduto in casa di mia nonna materna, un luogo che consideravo quasi la mia seconda residenza. In un periodo non molto dissimile da questo, con il cielo terso - che sembrava volesse trasmettermi un senso di pace interiore - e un sole spaventoso che si spandeva in una ghirlanda di rame liquido.

Nell'agosto in cui ciò accadde, avevo appena varcato la soglia dell'età adulta e, anche se i classici mi avevano appena dato l'impressione che leggere i valori artistici e culturali di alcune opere ottocentesche non fosse del tutto una perdita di tempo, intuì che l'ozio e il tedio che generalmente scaturiscono da questo tipo di letture, che presto o tardi mi avrebbero stancato per la loro improduttività, col romanzo di Forster sarebbero state del tutto vane. Avevo già cominciato a dare una scorsa al romanzo per accettarmi se il mio acquisto fosse stato o meno un buco nell'acqua, e aspettare che la diffidenza arrivasse a un punto tale che la lettura di quest'ennesimo classico - dai risvolti romantici e realistici - rappresentasse un sollievo più che una condanna. Dopotutto, stavo soddisfacendo una mia curiosità sotto quest'aspetto, per cui all'illustre Forster avrei potuto concedere anche una possibilità.
Eppure quel pomeriggio, spaparanzata sulla mia amata poltrona e attorniata dai miei cari e amati libri, che inondavano la stanza luminosa con un odore denso e particolare, - in cui si possono trovare opere in cui gli autori elevavano la loro immaginazione con maggior libertà, anche a costo di sfiorare il ridicolo e sguazzarci apertamente - Camera con vista era stato il contrappeso che m'impedì di finire china dinanzi alla malinconia, in quanto avevo saputo lasciarmi contagiare dal tono scherzoso nel momento d'iniziazione alla vita adulta propiziata dall'Italia, e tutto mi sembrava estremamente profondo, impregnato di quella assurda solennità tipica dei classici con la quale la fugacità di un misero atto d'amore investiva inevitabilmente anche l'atto più insignificante. Lo specchio in cui ciascun personaggio vede riflesso la propria immaginazione: ognuna a seconda della propria rappresentazione.
Sin dalle prime pagine, si avverte che Firenze - la rappresentazione scenica della prima parte della vicenda - diviene qui sfondo di una sfilza di oggetti e situazioni simboliche: strade grigio marrone, ne ampie, ne pittoresche ma numerose nella parte orientale della città;  belle colline, alberi e chiese di marmo antistanti; il fiume Arno che gorgoglia contro l'argine su cui corre la strada. Una successione di tappe del cammino di svariati personaggi che li condurrà alla maturazione, proprio come la protagonista Lucy. Lei che rappresenta il prototipo perfetto della ragazza semplice e ingenua, irritabile, svagata e suscettibile che, nonostante tutto, in un centinaio di pagine, maturerà moltissimo. Imparerà a soffocare le emozioni che incorrono nella disapprovazione del mondo e delle sue convenzioni, così come reprimere l'amore per il giovane schietto e anticonformista George. Colui che riesce a vederla come nessun altro. Vede tutto di lei. La pelle strappata, il cuore esposto. Ogni minima parte della sua anima, per lui completamente nuda.
Considerato come il romanzo più romantico e ottimista dell'autore, l'opera affronta molte questioni relative alla società e alla politica all'inizio del XX secolo. E' un richiamo costante alla sensualità repressa, alla libertà delle religioni costituzionali, alla crescita all'età adulta, all'amore vero. La rappresentazione perfetta di un Italia che diviene oggetto d'attrazione per una serie infinita di artisti e il terreno ideale per l'indagine accurata del rapporto fra l'esistenza e la sua rappresentazione fra arte e vita. Un contenitore di verità fondamentali che pochi individui sono in grado di comprendere. O, ancora, l'inclinazione adatta a rievocare sensazioni corporee. Il sole, ad esempio, che implica luminosità o illuminazione, qui ci riconduce a quello che è uno degli ambiti più ricorrenti del romanzo: il campo della vista. La funzione che i personaggi svolgono nell'osservare l'Italia "con nuovi occhi". La cornice di un quadro dal quale è possibile valutare lo spettacolo e scoprire se esso ci riguardi o meno.

A volte il nostro bisogno di un segno di comprensione è così grande che non ci importa cosa significhi esattamente o quanto dovremo pagarlo in seguito.

Perfetto per trascorrere qualche oretta in piacevole compagnia, Camera con vista, è un romanzo coraggioso che racchiude al suo interno un infinità di significati. Mira a ricostruire la società italiana dei primi anni del novecento e, in particolare, funge da monito verso coloro che continuano a costruire delle solide barriere attorno a se stessi. A trincerarsi dinanzi a un'infinità di pregiudizi che, se abbattuti, ci permettono di percepire cosa e chi ci circonda. A interpretare il mondo sotto molti punti di vista e, solo allora, continuare a vivere interamente la nostra vita.

Valutazione d'inchiostro: 3

6 commenti:

  1. Ciao!
    Questo libro come tema mi ricorda un po' un libro di Zola "Madeleine Ferat". Se ti piace questo tema te lo consiglio! Tratta di una vicenda particolare e all'inizio magari non ti prende tantissimo... in confronto ai "classici" è scorrevole e alla fine ti tiene abbastanza attaccato alla storia :)

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    1. Ciao! Grazie per il consiglio :) No, di Zola non ho ancora letto niente. Ma rimedierò ;) Grazie per la visita :)

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  2. Io ho adorato il film tratto da questo libro!

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    1. Io non l'ho ancora visto! Ma, se riesco a ritagliarmi un pochino di tempo in più del solito, per curiosità, lo guarderò :)

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  3. Quanto ho adorato la tua recensione! Sei davvero brava, sono così contenta che tu abbia aperto questo blog, ormai non mi perdo un tuo post *.* E ovviamente mi hai assolutamente convinta a comprare e leggere al più presto questo libro. Lo inserisco in wishlist :D

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    1. Grazie, Frances! Sei davvero carinissima <3 Il piacere, oltre che l'onore, di averti qui, in questo piccolo frammento di vita, è davvero immenso :) Grazie :)

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