domenica 5 marzo 2017

Gocce d'inchiostro: Quando l'amore nasce in libreria - Veronica Henry

Titolo: Quando l'amore nasce in libreria
Autore: Veronica Henry
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16, 90€
N° di pagine: 312
Trama:  In uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. E' una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l'anima. E' proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l'amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdain; Sarah, la proprietaria dell'antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di Anna Karenina; Jackson riesce a comunicare con suo figlio grazie al Piccolo principe. Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l'amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d'affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore.
La recensione:

C'è un libro per ogni persona, anche se non lo sa. Un libro che ti entra dentro e ti prende l'anima.

Lo scenario era noto, la storia uguale a molte altre che affollano gli scaffali strapieni della mia libreria, ma adesso c'è maggior quantità di ogni cosa: storie tendenzialmente realistiche, incentrate sull'amore vero; drammi di famiglia di una generazione lontana, passata; amici di carta e inchiostro con cui ho stretto un legame solido, qualche anno fa, e che ancora mi sussurrano dolcemente all'orecchio cose che talvolta ignoro impunemente. Fra questi c'è anche la storia della Henry. Io avevo camminato lungo i marciapiedi di una piccola cittadina dello stato dell'America, tranquilla ma laboriosa, fra le vecchie mura di una libreria situata alla fine della strada come un punto di domanda … non mi è stato davvero possibile soffermarmi in questo posto per meno di qualche minuto. L'odore inebriante di pagine bianche e fresche di stampa, quello intenso dell'inchiostro rovesciato giunsero dalle sue viscere come una brezza rinfrescante che mi trasportò su distese piatte e paludose di alcuni campi. Questo particolare flusso, a senso unico per gran parte della gente, mi sospinse da una zona a un'altra, da un romanzo a un altro, la prepotenza di qualche passante che si accalcava per chiedere consigli di lettura, il fruscio delle pagine sfogliate, evocarono alla mia mente curiosa e giovane certe abitudini romantiche ripetute nel tempo, come un carnevale, o un evento sportivo verso il quale ora, assieme ai personaggi della Henry, stessimo convergendo. Tanti ricordi, tante sensazioni non riesco a collocare con precisione, nel parlare del romanzo della giovane Veronica: stanno appollaiate sulle mie spalle e procedono in salita su per un colle verso una grande attrazione, verso la fonte di un'immensa euforia. Come mi sarebbe piaciuto parlare incessantemente di libri! In fin dei conti, non sono qui per cercare di dare un senso ad ogni cosa?
Anni e anni di lettura mi hanno lasciato moltissimi ricordi. Una posizione comoda e un po' ingombrante; un odore particolare; il contorno vaghissimo di figure avvicinabili e non. Chissà se un giorno riuscirò anch'io a riporre su carta quelle vivide impressioni che sorgono, ogni talvolta metto piede in una libreria, o se il tempo mi concederà la sua benedizione, mediante qualche manna dal cielo … Forse, un giorno. Veronica Henry, in un certo senso, è riuscita nel suo intento. E convinta che i romanzi hanno una sorta di effetto curativo, una consolazione dinanzi alla sorpresa impolverata della vita, concepì il proposito di realizzare un romanzo dal nulla. Un cuore spezzato, una ferita ancora aperta che nemmeno il tempo potrà disgraziatamente marginare, furono quei materiali d'ispirazione per Quando l'amore nasce in libreria. Quasi ogni lettore ha un famigliare, un amico, un confidente con cui accrescere il piacere della lettura. Si può sempre contare su di loro, ma, a differenza delle persone, i romanzi rimangono sempre uguali, mentre il resto del mondo cambia quando meno ce lo aspettiamo. Avrei tanto voluto un opportunità simile, dove la mia anima combacia perfettamente con quella di qualcun altro. Ho sempre desiderato godere la libertà di parlare dei libri e della scrittura, di ciò che più realmente mi piace, di realizzare un futuro i cui protagonisti sarebbe stato il Mondo d'inchiostro, solo con il sostegno indiretto di un amico o amica fatta di carne e ossa. Adesso che ho ventiquattro anni capisco quanto sia ingannevole questa illusione. Il mio è un hobby per molti incomprensibile, e perciò inutile per il mondo esterno.
La vita, a questo riguardo, talvolta è piuttosto crudele. Hai la sensazione di essere rinchiusa in una solida cella. Di vivere circondata da un muro in cui si avanza verso la negligenza e, pur quanto la cosa possa o non possa essere piacevole, il mondo continua il suo inesauribile processo avendo coscienza l'idea che il tempo scorra ininterrotto.
Cosa succederebbe se, poi, ci trovassimo costretti a compiere un'azione o una scelta che, in pochissimo tempo, può rovesciare il nostro universo personale? Non ci fa sentire bene ma desiderosi di riemergere da questa terribile voragine che ha inghiottito nel suo nero tutti i colori, tutta la felicità? Non è detto che bisogna restare del tutto soli. Che bisogno c'è, mi chiedo. Con tutte le persone che vivono su questo pianeta, tutte le bellissime storie ancora da leggere e vivere, perché alla fine bisogna essere soli? A che scopo? La scrittura, in questo caso, penso ha funto per l'autrice come valvola di sfogo ai suoi dolori. Ai suoi rimpianti. Al vuoto incolmabile di una presenza che prima era il tutto e adesso il niente. Quella giusta opportunità per ritrovare se stessa e suo padre.
Quando l'amore nasce in libreria è stata quel genere di lettura che mi ha rincuorato e scacciato il tedio e la noia che solitamente sorgono, in questi primi giorni del mese. L'ho sentita sussurrare attraverso gli scaffali di una stipata libreria, narrando una storia sconosciuta che mi ha promesso mille porte verso altrettanti mondi inesplorati. Una finestra dava sul portico di un locale in stile vittoriano di una libreria: la Nightingale Books. Per la prima volta, Emilia, la proprietaria di questa libreria, è in grave difficoltà. Le vendite scarseggiano e un uomo d'affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. Ed io, avvolta nella mia vestaglia preferita, seduta nella mia postazione preferita, ho sentito un uomo parlare. Sussurrare al mio orecchio una storia venata di dolcezza, e un pizzico di magia, nel silenzio della sua solitudine. Parole semplici, accorate che s'impressero lungo le pareti del mio animo. Con parole che hanno dato vita a un racconto triste ma realistico, come quello di qualcuno che serba la beata speranza possa esserci un giorno migliore di questo.
La storia di Veronica Henry, che altro non è un concentrato di ottimismo e un inno all'amore per i libri e la buona letteratura, mi ha portato lontano. Tra le foglie autunnali di una piccola località e nella profondità di due esseri umani che, mediante un fato crudele ed egoista, sono stati strappati l'uno dalle braccia dell'altro. Estimatori di racconti emotivi e indelebili, profughi di ricordi adesso più dolorosi del solito, distinti, netti, ai margini della loro memoria, che si rifiuta a fermarsi. Un inno all'affetto famigliare, ai libri, carino e mai banale in cui ogni pagina, in mezzo a dialoghi perfetti, titoli veri e inventati, gruppi di anime di passaggio e non, si trovano i pensieri di una giovane lettrice che ama spassionatamente i libri. Lettrice comune che ha discretamente interpretato il linguaggio straordinario delle parole, dipanando un racconto che talvolta perde un po' il suo smalto, ma che prende per mano e conduce verso un mondo fiabesco e sentimentale. Con semplicità e onestà, venato da un sottile filo di drammaticità, sedimentando inevitabilmente nell'animo di chi legge. Ma, quasi sempre privo di pathos, non trascendendo nello sconfinato mondo dell'immaginazione. La storia appassiona perché è semplice e perché è incentrata su un tema che a me sta particolarmente a cuore, ma … il fatto è che, dopo aver letto le prime cento pagine, mi aspettavo qualcosa di diverso. Qualcosa dalla forza travolgente e molto differente da ciò che ho letto, che nascesse dentro di me. Vi affondasse le radici e stesse continuando a crescere. 
Nonostante parla di persone comuni non possiede una voce tutta sua. I protagonisti, funamboli tratteggiati nitidamente, sono uomini insoddisfatti della propria vita di cui io, fra una cosa e un'altra, avrei voluto sapere di più. L'autrice - scrittrice per caso - parla della potenza inaspettata delle parole, e ci parla della storia che si porta dentro come se fosse un amico con cui ha appena condiviso pensieri o ansie. 
Un viaggio da cui mi aspettavo qualcosa di più da quello che mi è stato dato. Un esaltazione alla lettura concepita come droga che non basta e che non si riesce a fare a meno, ma che, nel romanzo della Henry, non giunge a piena maturazione.

Valutazione d'inchiostro: 3 e mezzo

8 commenti:

  1. Questo libro ce l'ho lista spero di leggerlo presto, perchè mi sembra molto interessante

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    1. È una lettura davvero carina, ma non ti nascondo mi aspettavo qualcosina di più 😉😊

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  2. Ciao Gresi, questa è una lettura che mi piacerebbe intraprendere presto!

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  3. Ciao! Non avevo ancora sentito parlare di questo libro, ma devo dire che le tue parole mi hanno incuriosito!!

    Io invece ho letto "Il paese senza adulti", un libro che mi ha davvero emozionato e credo che me lo porterò con me per tutta la vita...
    Ti lascio qui la mia recensione se ti va di passare: http://bookisallyouneediaia.blogspot.it/2017/03/pronto-book-talk-12-il-paese-senza.html

    A presto! -iaia-

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    1. Grazie! Nemmeno io conosco il romanzo che citi, ma farò qualche ricerca :)
      Passo subito! :)

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  4. Ciao Gresi!!
    Mi dispiace che il romanzo non ti sia piaciuto molto, però le tue recensioni sono sempre fantastiche!!
    Come fai a scrivere così anche se il libro non ti ha conquistato!??? :D

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