mercoledì 15 marzo 2017

Gocce d'inchiostro: Come un petalo bianco d'estate - Leah Hager Cohen

Titolo: Come un petalo bianco d'estate
Autore: Leah Hager Cohen
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 330
Trama: Biscuit ha dieci anni e questa mattina dovrebbe già essere a scuola. Invece sta sfrecciando con la sua bicicletta lungo il fiume Hudson. Il vento le fa pizzicare gli occhi e arrossare le guance, ma Biscuit non si ferma. Come accade da settimane, sta marinando la scuola per rifugiarsi nel suo angolo preferito sulla sponda del fiume e leggere uno dei libri che ha rubato dalla biblioteca. Questo angolo all'ombra di un grande albero frondoso è l'unico luogo dove può stare da sola. Lontana dai silenzi dei suoi genitori, dal loro disinteresse, dal sottile velo di malinconia che ammanta ogni gesto quotidiano. Sua madre, Ricky, ormai non la guarda nemmeno più negli occhi e suo padre, John, si è rinchiuso nel suo lavoro di scenografo. Tutto è cominciato un anno prima, quando un grande dolore ha colpito la loro famiglia. Da quel momento la loro vita non è stata più la stessa. Ma quello che Biscuit non sa è che sua madre si è trovata di fronte a una scelta. E che le conseguenze della sua decisione la stanno lacerando, anche se la sua unica colpa è stato l'eccesso di speranza. Una speranza che adesso minaccia di distruggere l'ultimo sottile filo che lega la loro famiglia. Solo Biscuit può aiutarla a ritrovare la luce che sembra ormai sepolta nel profondo del suo sguardo. Anche a costo di incendiare le loro ultime incertezze…
La recensione:

Sappiamo più di quanto fingiamo di sapere. Più di quanto presumiamo di sapere. Eppure ciò che sappiamo colmerebbe appena un cucchiaino di caffè.

Mi sono buttata a capofitto fra le pagine di Come un petalo bianco d'estate come se avessi sceso lungo una scala di ferro fissata a un muro, giù in fondo a un pozzo buio come la pece. Ho cercato una qualche forma di vita, riconoscere anche nel dettaglio più irrilevante qualcosa che riveli la mia presenza: un naso piccolo e roseo quasi sempre indirizzato fra le pagine bianche di un amico nelle cui vene scorre l'inchiostro; una vecchia e consunta bicicletta; un padre quasi sempre assente. Alcune delle poche ragioni che mi hanno condotta qui senza una ragione valida di quest'ennesima ispezione, che ha preso la storia della piccola Biscuit accogliendola nel suo abbraccio solido ma caldo. Con lei e la sua storia, sebbene per nulla scevra da alcune imperfezioni narrative, nell'oscurità della sua anima mi sono sentita stranamente tranquilla. Mi ha aiutata a concentrarmi, spettatrice di una storia che è stato un continuo percorso a ostacoli.
Appena l'ho conosciuta, ne ho afferrato saldamente i bordi della sua anima con tutte due le mani, come un battitore che si appresta a impugnare una mazza da baseball. Un gesto impulsivo, quasi rassicurante che, in un limbo quasi totale, in una trama di cui si sa poco e niente, quel che ho potuto vedere non ha soddisfatto pienamente le mie aspettative. Ma tutto ciò una storia concepita come un piccolo rituale utile a tranquillizzare. Il cuore pulsante di una storia coincide quasi sempre con un frammento dell'anima di chi li scrive. Come immagini che galleggiano sull'acqua riflettono sprazzi di vita comune, sospese nell'aria stagnante, mantenendo tuttavia intatta la propria forma come se fossero sottopressione; senza alcuna ragione di cambiare col passare del tempo.
Attorno all'anima di questa storia era sospeso un cerchio di luce. Galassie di piccole intuizioni che apparivano provvisoriamente. Guardandolo, penso a quanto sia diversa la vita di ognuno di noi. Un complicato meccanismo di ossa, organi e tessuti il cui combustibile è il respiro di Dio. Ho dovuto camminare lentamente ma spedita, nella tenue luce pomeridiana, girovagando come un anima in pena, pur di prendere un treno che mi spedisse fra le braccia di entità multidimensionali fatte di coscienza e intelligenza. E pensando che la loro altro non è che una storia comune, che si tratti di qualcosa di naturale, non c'è bisogno di riflettere. Anche se la scelta del tema trattato induce a non poter fare altrimenti. Racchiusa in un essere luminoso che affettuosamente chiamo romanzo, fra cui si istaura un'immediata intimità, che dura per sempre o per un breve lasso di tempo. Come un petalo bianco d'estate disgraziatamente rientra in quest'ultima categoria e sebbene io non mi sia sentita parte di sé, penso che non riuscirò più a tornare in questo mondo; non sarò più in grado di provare curiosità o interesse né poter più udire la voce melodiosa della piccola Biscuit. Il suo volto, lattiginoso e quasi perlaceo,  posto su un morbido ripiano, mi fissava di profilo. E quando poi le sue labbra si mossero e sprigionarono una canzone il cui tenore è particolare capii che la sua storia non era perfetta per me. Dal momento in cui varcai la soglia di casa sua la fronte cominciò a incresparsi senza la mia volontà. Il senso della realtà si faceva sempre più forte, ma in compenso fui avvolta dall'intimità dei suoi segreti. Lì c'era distacco, tristezza e sconforto, così repentinamente avvertiti come una morbida carezza sulla pelle. Un dolore sconosciuto m'invase. Il luogo in cui mi sono ritrovata non mi aveva accettato, ed io non ho potuto fare niente affinché non fosse così.
Ognuno di noi predilige un tipo particolare di romanzi. Quelli romantici e drammatici, ad esempio, o quelli popolati da strane creature fantastiche e magici regni. Naturalmente ho anch'io il mio tipo di romanzo preferito. Con gli anni mi è successo di restare affascinata da certi tipi di romanzi che, forse, non avrei snobbato per tanto tempo o mai letto. Nessuno può stabilire di preciso come deve essere quello perfetto al 100%. Come un petalo bianco d'estate, infatti, nonostante ha una copertina molto bella, non può di certo considerarsi come una delle migliori letture di questo mese.
Lui camminava da est a ovest, io da nord a sud. Su due binari completamente diversi, che non si sono del tutto sposati con i miei gusti letterari. Avevo immaginato tutt'altra storia, anche solo in poche pagine. Leggere tutt'altra cosa, trovare qualcosa di mio. E soprattutto capire le complicate combinazioni del destino che aveva fatto si che io e la Cohen c'incontrassimo in una soleggiata stanza in un tedioso pomeriggio di fine inverno. Di sicuro tutto ciò aveva a che fare con i segreti, i misteri, il senso di mancata solidarietà e sconforto di una famiglia, che aleggiano come invisibili volute di fumo, ma per me non è stato abbastanza.
La distanza fra me e la Cohen si era già ridotta dopo il secondo capitolo. Era piuttosto evidente la mia delusione, in proposito, e, a questo punto, mi sentivo perduta. Inappagata. Dopotutto capitano momenti in cui un romanzo non riesce a fare al caso nostro. E, tutto sommato, essere lettori significa anche questo. Non sempre riusciamo a ritagliarci un piccolo angolino, dove ogni cosa ci sembra strana. Ci fa sentire estranei, o poco partecipi.
La piccola Biscuit mi ha raccontato una storia in cui le cose sembravano aprirsi repentinamente come una gemma e repentinamente sfiorire completamente. L'autrice ha optato per la versione drammatica. Io l'ho seguita con una certa curiosità, ma non è stato abbastanza. Fatti che registrano la vita, i pensieri, i ricordi e le incertezze di personaggi la cui anima è deteriorata dal passato. Oggetti di scambio che percepiscono relazioni a sé stesse.
Un romanzo che si è lasciato leggere nel momento più adatto. Immediatamente, nemmeno aspettando il tempo che io constatassi quanto fosse stata improduttiva la sua lettura, senza che intervenisse alcun strano evento che m'inducesse a rimandare. Non quel genere di romanzo che boccerei, ma nemmeno che consiglierei spassionatamente.
Impaziente che scattasse la scintilla, arrivasse quel momento. Del resto, con una trama di questo, sarebbe stato impossibile non avvertirlo. Tuttavia quello della Cohen è stato il genere di tentativo di combinare alla quotidianità il dramma e il tragico, che non mi ha convinta del tutto. Aspettavo il momento in cui le farfalle cominciassero a volteggiare nel mio stomaco. L'esito, al contrario, è stata una complessa e accurata metafora su un complesso ed individuale meccanismo: la rinascita. Sferzata di luminosità che avrebbe potuto far cadere una pesante coltre nera.
Valutazione d'inchiostro: 3-

10 commenti:

  1. Peccato che non ti abbia convinta del tutto Gresi...
    Dalla trama sembrava interessante ma credo che non lo leggerò!
    Un abbraccio!

    Nuovo post sul mio blog!
    Se ti va ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già! Tutto sommato non lo boccerei completamente. Se sei interessata una possibilità potresti dargliela 😊
      Con piacere! 😊

      Elimina
  2. Ciao Gresi, in effetti dalla trama prometteva bene... peccato che non si sia rivelato all'altezza delle aspettative!

    RispondiElimina
  3. Gresi ciao.
    Che peccato che non non abbia raggiunto le aspettative desiderate, purtroppo capita

    RispondiElimina
  4. Ciao Gresi!
    Dalla trama avrei detto subito:"Questo libro lo devo leggere!". Ora però non so... onestamente non sono molto convinta :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, Jasmine!!
      É stata la stessa inpressione che ho avuto anch'io. Ma se ti incuriosisce, provaci! Magari potrebbe piacerti :)

      Elimina
  5. Avevo adocchiato questo libro tempo fa perché la trama mi aveva colpita positivamente, ma poi non l'avevo più preso. Mi fa piacere leggere la tua opinione perché anche se non del tutto positiva, mi da un'idea più chiara del libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, Beth! Grazie 😊 purtroppo non ha soddisfatto pienamente le mie aspettative, ma non fa niente! È stato comunque bello leggerlo 😊📕

      Elimina