giovedì 16 luglio 2015

Gocce d'inchiostro: Sei tu il mio per sempre - Kate Evans

Buona sera lettori! Come state?
Dopo qualche giorno di inattività, quest'oggi, la recensione di un romanzo cui avevo riservato grandi aspettative. Insulso e banale, ha diviso un vasto numero di lettori ,e, confidando si rivelasse come una delle migliori letture dell'anno, non ha corroso la sensibilità e il romanticismo del mio spirito, come speravo.
Augurandovi buona lettura e una buona serata, vi lascio con l'augurio che non possiate imbattervi fra le pagine di questo nuovo "fenomeno" :D


Titolo: Sei tu il mio per sempre
Autore: Kate Evans
Prezzo: 15, 90 
Casa editrice: Fabbri Editore
Numero di pagine: 316
Trama: Brooke ha reinventato se stessa dopo la tragedia che le ha cambiato la vita, e ora lavora come fisioterapista. Quando la sua migliore amica la trascina a un combattimento clandestino di pugilato, basta uno sguardo di Remington Tate l'enigmatico vincitore dell'incontro - a sconvolgere ogni sua certezza. Data la sua fama, quando Remington la invita nello spogliatoio Brooke pensa che si tratti solo di una notte di sesso. Invece il dolce viso di Brooke l'ha colpito con la stessa forza di un gancio che ti coglie alla sprovvista. Remy la vuole a ogni costo e, pur di averla accanto, la assume come fisioterapista. Brooke accetta subito, anche se non ha la minima idea di che cosa l'aspetta. Resistere alla bellezza e alla perfezione di quel corpo è impossibile. Resistere alla sensualità di quelle labbra e di quel sorriso sfrontato è totalmente inutile. Brooke non ha altra scelta che abbandonarsi a Remington, a quel piacere devastante che soltanto lui è capace di farle provare e all'amore incondizionato che pretende. Ma cosa succederà quando il lato oscuro di Remy prenderà il sopravvento?

La mia recensione:

Sei il mio unico pensiero, il mio unico sogno. I miei alti e bassi
dipendono ormai solo da te, non più da me.

<< Una vera epopea >>, questo è quello che si legge sul web dalle recensione entusiastiche di lettori di tutto il mondo, avidi di storie, affetti da una strana fame incontenibile.
Non potevo più aspettare e Sei tu il mio per sempre, dopo tutto, sembrava fosse adatto a me. Una storia d'amore forte e passionale come una malattia che avrebbe cominciato a manifestarsi immediatamente; uno sguardo intenso capace di dimenticare persino il nostro nome; un sentimento che avrebbe dovuto corrodere la sensibilità e il romanticismo del mio spirito il tutto in una matassa di impennate amorose, posti e soprattutto esperienze che avrebbero dovuto portarmi lontano dalla monotonia del giorno, la routine, ma che senza la ricerca di questa storia mi sarebbero potuto capitare.

Bastava fare il primo passo nella direzione più giusta e il resto veniva da sé. O quasi. Le storie d'amore sono oramai diventate parte della mia vita ma, buon Dio, quando m'imbatto in un certo tipo di storie mi è difficile continuare a perseguire i più futili dei sogni umani: il sogno di abbracciare l'idillio romantico che incorro come un sogno, già da un bel po'. Ma che, indipendentemente dai difetti, ha lasciato una traccia della sua esistenza. Una sensazione sgradevole che è stato impossibile da ignorare.
Quello della Evans, infatti, questo mondo governato da lettere, non ha funto da nascondiglio legittimo e infinitamente sicuro in cui perdersi e far svanire le mie tracce. Mentre ero lì avrei potuto dimenticare e volgere le spalle a un mondo macchiato da entità concrete e assurde che rovinano l'animo; i pesi o gli obblighi che la realtà mi impone. Eppure, quante cose sono seguite nel presentarmi una sera alle dieci e mezzo in un combattimento clandestino di pugilato dal quale la gente - ragazze frivole e vogliose - sembrava essere stata sedotta e le cui urla, gemiti o mugolii, ruppero la quiete del mio spirito. Mi fecero venire la nausea al solo pensiero che una di loro avrebbe potuto mostrare spudoratamente le sue nudità.
Non volevo tuttavia perdermi lo spettacolo, come per mettere alla prova la mia pazienza, se i miei sospetti riguardo al romanzo fossero fondati, compreso quelli riguardanti la storia d'amore fra i protagonisti: Brooke e Reemington. Feci invece continuare a parlare la voce con cui è stata raccontata questa storia e questo è qualcosa che, nella maggior parte dei casi, non avrei assolutamente fatto.
Brooke era una fisioterapista che, dopo la tragedia che ha dato una svolta definitiva alla sua vita, ha reinventato se stessa. Reemington, l'unica persona che desidera continuamente e che non saprebbe cosa avrebbe fatto quando l'avrebbe perso, nell'immediato, fra le sue braccia.
Isolandomi con queste persone d'inchiostro, ho chiuso la porta della mia stanza sul mondo. Origliando impunemente per vedere con i miei occhi come fossero cresciuti questi due amanti nel mondo descritto dalla Evans; poi ho sbirciato senza ritegno nel loro cuore, scandagliato i loro pensieri... e non trovare assolutamente niente. Mi sono avvicinata a tal punto su Brooke e Reemington, impegnati ad esplorare l'uno il corpo dell'altro, da poter sentire l'odore acre dei loro corpi sudati. Imbrattando persino le mie membra di questa strana patina appiccicosa, dove ho provato solo disgusto. Nausea. Insoddisfazione per qualcosa che avrebbe dovuto rendere soddisfatti. Uno strano fremito all'interno del corpo, uno spasmo finale di autoaffermazione, eccitante e rassicurante, che persevera nella sua grossolanità. Un gioco che Brooke e Reemington si sono divertiti a sperimentare insieme, ma che stanca immediatamente. Repelle per il suo tocco violento, spasmodico e brutale. Costante della loro vita, di poco conto, che ha dato vita a un orrendo disegno. Un motivo insignificante imbevuto di tanto sesso, che lascia solo sensazioni sgradevoli.
Il senso di solidarietà, l'altruismo, la complicità, il coraggio o il desiderio di dover sacrificare la persona amata, l'amore, l'amicizia, non esistono. Ed, frettoloso, rude, primitivo, misterioso, è una miscela indigesta di amore e pornografia. Materiale con cui l'autrice si è dilettata a ricavare una trama banale e inconcludente, personaggi stereotipati, vogliosi e insaziabili, ambientazioni quasi inesistenti che  non hanno mai avuto una sua forma. Prolungando e rallentando le vicende di un film in salsa piccante che orripila; rimescolando le carte di un materiale sacrificato che avrebbe dovuto raccontare tutt'altra storia.
Il nostro incontro è stato come un brusco colpo di scure. Lasciando completamente ammutoliti, privi di logica, disgustati, costringendo, per un momento, a compiere persino azioni sconsiderate. Abbandonare la lettura se stante; far tacere una voce che non avrebbe dovuto avere una sua voce. Nonostante le premesse, la storia d'amore, la natura incresciosa del loro sentimento che il più delle volte ha rivelato qualcosa di più scoraggiante e disarmante. Incapace persino di emozionare.
Sono sempre stata una persona estremamente sensibile, e leggere Sei tu il mio per sempre mi ha fatto sentire male. Sebbene col tempo ho cercato di farci l'abitudine, in modo di prendere la cosa in maniera distaccata e con razionalità. Ma quando leggo di storie che avrebbero potuto avere del potenziale e invece cadono nel banale, nel nulla, la mia sensibilità diviene sempre più intensa. Così fastidiosa da tramutarsi quasi sempre in un bel problema.
Sei tu il mio per sempre è un ode lussuriosa, possessiva, ossessiva e ridondante al sesso la cui storia non riesce a districarsi perfettamente. Una storia che avrebbe potuto marchiare nell'animo, una tela rozza e reprensibile che puzza di sesso, nocche ancora sanguinanti e che strappa qualche sorriso.
E' una storia che è stata oggetto di discussione. I personaggi non li conoscevo. E, andando avanti nella lettura, speravo di poter avere anch'io il piacere di conoscerli. Eppure, a poco a poco, mi sono accorta come avevano perso un po' di quell'interesse. Erano diventati noiosi. Tormentati. Comuni. Manichini ombrosi, pronti ad interpretare un ruolo. Il sesso e il desiderio di congiungersi all'amata è talmente palpabile che, quando Brooke la lascia trapelare, sembra un animale in calore priva di freni inibitori.
Gli ingredienti per far sì che il romanzo della Evans divenisse un vero e proprio successo editoriale, a mio avviso, c'erano tutti: una storia romantica e passionale; uno sbaffo grigio contro la purezza di una tela; il senso d'inquietudine che aleggia attorno. L'esordio di una talentuosa scrittrice americana, che è caduto inesorabile negli ormai classici cliché che predominano nella letteratura nostrana. 
Calarmi completamente nella storia dei personaggi della Evans e volgere le spalle a un mondo in cui sono in voga l'insoddisfazione e l'ingratitudine, avrebbe anche potuto cullarmi. Piuttosto stizzire e rendermi insoddisfatta, allo stesso tempo.

Banale e molto, molto realistico è un ammasso di ormoni in fiamme e, amareggiata e annoiata, ha funto come una sorta di ammenda utile a ricordarmi che, della Evans, ne ho avuto anche abbastanza.

Valutazione d'inchiostro: 2





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