giovedì 28 gennaio 2016

Gocce d'inchiostro: Un amore - Dino Buzzati

Come una figura titanica, Un amore si è alzato lentamente e ha dispiegato le sue ali. Pian piano ha appoggiato i piedi a terra, e messo radici nel mio cuore. Graffiato la superficie del mio animo, lasciandovi un segno.
Fluttuando nell'aria mi ha catturato nella spirale dell'amore che sprigionano le sue pagine e, come un meraviglioso compagno di viaggio, disegnato la sua orbita. Prigionieri ognuno confinati nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun'altra parte.


Titolo: Un amore
Autore: Dino Buzzati
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 12 € 
N° di pagine: 262
Trama: Una Milano che, con i suoi inferno vecchi e nuovi, i suoi falansteri giganteschi, certi suoi grovigli di vicoli, è insieme ritratto della metropoli in un preciso momento storico e simbolo della babele d'ogni tempo. E' questo lo sfondo su cui si muove il protagonista di Un amore: un professionista maturo, un uomo che ha atteso troppo, senza saperlo; è rimasto nell'intimo un giovane, crede che il sentimento sia capace di compiere tutti i miracoli. E si innamora perdutamente di una donna giovanissima d'anni, ma già carica della cinica spregiudicatezza, della stanchezza morale di un'epoca. Primo e unico romanzo erotico dello scrittore bellunese, Un amore continua l'indagine buzzatiana nelle inquietudini dell'uomo contemporaneo, esplorandone una dimensione, quella del sentimento, di primaria importanza e descrivendo con ineguagliabile finezza la parabola di un amore vero, di una limpidezza esemplare, ma destinato a smarrirsi nella menzogna, come in un labirinto.
La recensione:

Che cosa avrebbe fatto senza di lei? Come avrebbe potuto resistere? Laide era il mondo stesso, la vita, il sangue, la luce del sole, la gloria, la ricchezza, l'appagamento dei sogni.

L'eco lontano di un palpito insistente e accelerato strappò la mia anima sognatrice e romantica da un mondo di ombre che si tengono per mano e una sfilata di figure pubbliche che fanno parte di un paesaggio confuso a cui non si presta particolare attenzione, che si fusero in immagini variopinte e spiegazzate. Qualcuno stava bussando leggermente con nocche invisibili sulla finestra della mia anima. E, riconoscendo il volto rugoso di Buzzati dall'altra parte del vetro, provai un brivido di eccitazione scorrermi come sangue nelle vene, come una porta che si apre su un mondo ed invita a entrare.
Non mi trovavo più fra le vecchie mura della mia camera. Non era il sole ma la potenza di un amore - capace di riannodare, con infinita sagacia e pazienza, due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all'altro del mondo, a splendere fra anfratti, paradossi del cuore umano. Ad addolcire la voce di una giovane donna trasumanata in vizi strani e brucianti, a sfiorare i contorni della sua figura piccola ed esile, a trasmettere un forte senso di benessere. Una magia straordinaria, tutt'altro che normale, lirica e piena di turpitudini oscure dove ho offerto completamente me stessa, anima e corpo, con abbandono e rigurgito di struggenti energie. Era una perfetta ed intensa esaltazione della donna creata su carta. Un groviglio di sentimenti, un impasto di nervi e sangue. Salvezza e dannazione. Principio e fine. Ho potuto contemplare ammaliata la bellezza di un amore fino a quando non giunsi all'ultima pagina, la mente che cercava di decifrarne il suo linguaggio, ascoltare ogni singola voce di ogni singola pagina, attorcigliandomi addosso e rendermi prigioniera. Ed io non feci nulla per oppormi. Nulla per non essere accecata dall'aura luminosa dei protagonisti, con un bagaglio zeppo di sogni e speranze, in cui mi è stato possibile trovare un'enormità di cose. Emozioni, sensazioni provenienti da luoghi lontani o appartenenti ad un epoca che non è più la nostra, insinuandosi nelle crepe del nostro cuore. 
Un amore così intenso, folle, bruciante, inimmaginabile, come chi da tempo avverte i sintomi di un male orrendo ma ostinatamente riesce ad interpretarlo in modo di poter continuare la vita come prima. Dapprima mi condusse lungo la corrente di un fiume di parole che, messe di traverso, incastrate e composte perfettamente, mi presero alla sprovvista e mi indussero a provare uno strano desiderio. Poi, tutto quello che all'inizio mi era sembrato confuso o distorto, assunse un senso. C'era molta smania di libertà, ribellione, gusto rabbioso di umiliarsi e buttarsi via e tanto amore. Tanti sogni infranti, speranze, illusioni che mi piombarono addosso, e a cui resistere fu davvero impossibile.
Antonio ha scoperto la bellezza di questo sentimento vivendolo in prima persona. In una trama lenta, in un estenuante torpore, incarnati nella sfrontata Laide. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni, voci, luci equivoci, all'ombra tetra di condomini, nella frenetica desolazione del secolo. Sa che, quando strisciava e fuggiva, precipitava sempre con un forte tremito lungo il corpo. Una voluttà invisibile lo percuoteva tutto. Pensarla era una specie di arsura interna in corrispondenza della bocca dello stomaco, su verso lo sterno. Una tensione immobile e dolorosa di tutto l'essere, un turbamento interiore.
Osservandolo, infatti, non ho potuto fare a meno di provare quel che si prova quando si è completamente assuefatti da certe cose: un disperato bisogno di amare, un patimento totale e compatto, una confusione dei sensi. Spaventosa precipitazione in cui era impossibile scorgere persino ciò che mi circondava, come una sensazione strana e particolare, dovuta da una specie di appetito ed inquietudine, misto a fascino.
Un amore è una sequela di esperienze di vita, che segnarono la vita di un giovane e ambizioso pittore, in cui il sesso coincide con il sentimento, e l'amore è un tenero e bianco granellino sospeso nell'aria stagnante, con dentro un adorato e impossibile sogno. Frenetico, smanioso, ossessivo, peccaminoso. Naturale, come ciò che esiste in natura.
Da semplici ma penetranti parole, capaci di risucchiare ogni rimasuglio della nostra anima, partono tutti i grandi treni dell'amore; fuoco ardente che vampa all'altezza dello sterno che colpisce da dentro, facendo risplendere l'anima degli antichi incanti e di un sollievo indescrivibile che si spanse in tutto il mio essere, in cui la voce di Buzzati conserva ancora di questa magia. In un disinteressato gesto di bellezza, come un innocente uccellino lontano da ogni bruttura.
Per Buzzati, l'amore è qualcosa di estremamente necessario. Che non prospera solamente nella monotonia, nel sentimento, negli stati d'animo. Ma innaffiato di lacrime, risate, parole, promesse, scenate di gelosia, di tutte le esperienze terrene che gli facciano pensare che da qualche parte, in un piccolo spazio del mondo, ci sia un paradiso in cui gli esseri umani amandosi sono in pace con se stessi e dunque, non più sottoposti alle leggi della società, liberi da ogni cosa. Forse anche dalla morte.
In una manciata di giorni, Un amore mi ha affascinato ed emozionato parecchio. Mi ha catapultato in una vecchia stanza d'ufficio, dinanzi a un uomo solo e frustrato, col tanfo putrescente dei gas di scarico. Offrendomi come spettacolo qualcosa di intenso ma malinconico che tuttavia resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nel palcoscenico artificiale della vita, che cadono nella bellezza dell'amore consumandosi perfettamente. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola.
Bellissimo e romantico quadro degli anni '60, Un amore è un accozzaglia di esperienze di vita. Affascinanti, straordinarie, come un vago rumore di vite in lontananza. Una giostra di immagini che non lasciano spazio a dubbi o perplessità, lunghi e intensi monologhi, confessioni sussurrate nel cuore della notte.
Un emozionante tela che ritrae situazioni del tutto realistiche, romantiche, che prende vita e ci divora da dentro anche solo per poco tempo. Pochi giorni. Un apostrofo rosso tra la parola amore.
Valutazione d'inchiostro: 4

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