mercoledì 12 aprile 2017

Gocce d'inchiostro: Ritratto di signora - Henry James

Ho nutrito un certo fascino, mista a una buona dose di curiosità per la signorina Isabel Archer; le mie previsioni si sono rivelate esatte, e la persona di cui ho dato importanza in questi giorni è stata proprio lei. Un'eroina della letteratura americana (o inglese ) che ha vagato ai bordi dell'anima di questa storia come una barca senza timone alla deriva di una corrente piena di scogli, o seduta in una poltrona forse un po' troppo grande per lei, con le lunghe gambe distese, la fronte aggrottata e gli occhi che seguivano febbrilmente i caratteri stampati.
Immaginazione, fascino; niente mi era piaciuto meno. Che ci posso fare, che cosa posso dire? Se Isabel possedeva anche lei questo << dono >>, che agli occhi di molti la faceva apparire come "irrecuperabile", potevo fingere che la cosa mi piaceva per questo? Per non parlare delle bellissime storie d'amore di cui sarà inevitabilmente protagonista? Assolutamente no! Altrimenti non si spiegherebbe il lasso di tempo trascorso per cui il mio soggiorno ha avuto una durata alquanto vasta. Attimi di vita, sospesi in un pulviscolo d'oro, con ombre che si allungano appena e nella luce, nell'aria, nel paesaggio, una divina delicatezza che pervade ogni cosa.



Titolo: Ritratto di signora
Autore: Henry James
Casa editrice: Bur
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 535
Trama: Il ritratto di una Nuova Ragazza Americana, ricca di speranze e desiderosa di indipendenza, imprigionata nelle reti di un'Europa seducente e pericolosa. Dall'apparente dolcezza dei giardini inglesi agli intrighi dei salotti fiorentini e allo splendore non più consolatorio di una Roma ostile, Isabel compie la sua parabola alla rovescia, verso il sacrificio e la rinuncia, mentre intorno e dentro di lei si disgrega per sempre il romanzo tradizionale, dalle cui ceneri nascono i turbamenti del moderno.

La recensione:

Egli pensava molto a lei; gli era sempre presente alla mente. In un momento in cui i pensieri erano diventati per lui un grave peso, l'improvviso arrivo di lei, che non prometteva nulla ed era un generoso dono del destino, glieli aveva rinfrescati e ravvivati, aveva dato loro le ali e qualcosa per cui volare.

Le vicende che si sono snodate nel romanzo di James hanno lasciato un seducente sentore di fresco nella mente di una giovane sognatrice come me: quando leggevo di lei, quando la vivevo, per una manciata di giorni mi sentivo lontana dal presente. Rievocando la libertà sopita di tempi andati, che ha trovato compenso nel suo carattere forte e determinato e nello splendore dei suoi ideali letterari dove la sua natura stessa sembrava arcaica come la rude architettura di un palazzo. Il freddo spirare dei suoi corteggiatori, non poté non avvolgere le mie membra stanche finché il colore intenso di una nuova storia non avesse schiarito le stanze buie della mia anima. Non avrei potuto comportarmi diversamente: questo era senz'altro vero. Ma questo mio girovagare fra esperienze di vita di una giovane donna eccentrica e stramba, sotto diversi punti di vista, atipica ed originale sotto altri, era stato lo stesso impulsivo, quasi repentino, come chi in una stanza affollata e calda avrebbe potuto servirsi di una fiala dall'acuto profumo nascosto in un fazzoletto. Ed io non nutrivo alcun desiderio di cambiare atteggiamento. Mista a questo infinito fascino, ad una discrezione quasi impersonale, che per qualche nanosecondo mi fece credere che quello che avrei letto mi avrebbe dato poco, la sensazione di una libertà sconfinata che nel romanzo di James funge da scudo a paradigmi e concezioni della società ottocentesca, così dolce e pacata in sé, sfociava a volte in manifestazioni bizzarre. Le donne che non facevano niente per se stesse, attendevano in atteggiamento di graziosa passività che un uomo passasse per la loro strada e le provvedesse di un particolare destino, in Ritratto di signora divengono oggetto di discussione e critica. La donna, l'individuo di sesso femminile aveva per l'autore l'impressione di avere propositi tutti suoi e, se espansive di emozioni, etichettate come seccatrici e avventuriere. Io, che  sono un emancipatrice incallita, ho notato questi strani modi di porsi; ho notato tutto quello che accadeva nel romanzo di James. E se l'orgoglio era talmente utile per valorizzare alcune categorie della condizione umana, la letteratura e i libri un mezzo primordiale per vivere. Una fievole luce che molti non riescono, o, non vogliono ravvivare. Incatenati a non poter seguire un sentimento, una passione onesta come una bellezza indefinibile che circondava l'aura lucente di ogni figura, in una terra ancora veduta e sentita in modo imperfetto, che mi si è stesa dinanzi come una terra promessa in cui l'amore del bello è confortato da un sapere senza fine.
Non ho semplicemente guardato; mi sono rintanata, nascosta fra le viscere profonde di un eco, fra un gradevole odore di muffa, come un luogo d'esilio per lettori accaniti come me. Un sole pallido si espandeva in una ghirlanda di rame liquido; la primavera mi accese nel suo abbraccio tiepido. Di innamorarmi di una storia mi succede spesso, ed in verità è una cosa che mi affascina, mi allieta, facendo vibrare le corde del mio cuore come un'arpa percossa. Non ho fatto altro, perciò, che seguire spassionatamente le vicende dell'intelligentissima e sagace Isabel,  racchiusa nel palmo della mano di un uomo che fece della sua vita una cura per il riposo che precede quello eterno. Ero intensamente felice che questa storia fosse giunta nel momento giusto; aver smaltito l'ennesimo quadro romantico a sfondo realistico/ sociale cela sempre qualcosa che ha a che fare con l'appagamento dei sensi, una quietanza stimolante, qualche debito morale che pende sulla mia testa come un fardello troppo pesante. Le sensazioni erano tutte lì, palpitavano nel mio cuore: erano divenute oramai parte delle mie emozioni, non c'era niente da vergognarsi. Ho avuto anch'io la "fortuna" di possedere una buona dose di intelligenza e, come la bella Isabel, talvolta riesco ad avere una larga percezione delle cose circostanti. La brama intensa di apprendere ciò che si colora d'inconsueto; la letteratura come qualcosa che è particolarmente congiunta con il senso di non possedere qualcosa.
Come un miscuglio di pensieri che mi si sono avvicendati dentro, un intrico di segni vaghi che mi hanno indotta a tracciare una via che mi hanno costretta a compiere mille zig -zag, una persona molto diversa da quella frivola, bigotta, convenzionale, nella corrente temporale di un fiume in cui la saggezza è la vera matrice del tutto, nel romanzo di James diviene in maniera meno elastica ciò che da sempre soleva diventare. Da spiriti brillanti, liberi, generosi, possessori di una sapienza che ha il segno illuminante, Isabel, Ralph, Caspar, Henrietta, divengono anime dannate di "colpe" di cui tuttavia non se ne conosce la natura. L'avvincente storia di spiriti prevalentemente affini, nonché esperienze primordiali dell'autore, di personaggi che desiderano liberarsi dalle catene delle convenzioni sociali, con cui si sforzano di fuggire, pur di scorgere un barlume di cambiamento. Tutto questo estremamente affascinante, romantico, realistico, informe e misterioso, che prevede un riconoscimento della propria coscienza.
In una manciata di pagine sono stata sedotta da una storia il cui tratto sognante, magico, ha avuto qualcosa di tangibile. Penetrando nel mio cuore, pian piano. Aggirandosi in punta di piedi, esplorando una zona della psiche umana di cui nessuno aveva mai fatto cenno.

Ella era un bisogno in cui si era troppo cullato per potervi facilmente rinunciare, e aveva attraversato il mare soltanto per strapparle qualche brandello di promessa.

La mia anima era stata riempita dalla dolcezza, dalla purezza di un cuore giovane, colpevole di azioni o gesti di cui non ha colpa, messa da parte perché considerata presuntuosa e fin troppo sicura di se. Allietando giornate spiacevoli, nello spazio ridotto della mia camera, rendendomi felice. Catapultata nel suo cuore, e in quello dei suoi corteggiatori. Vite che trascinano nella penosa contemplazione dei sentimenti, nel desiderio ardente di possedere la carne, nei gesti e nel dolore. Sofferenze che tuttavia mitigano nel tempo; coscienza che procurerà soddisfazione nel riconciliarsi a ciò che si credeva perduto.
Una storia bellissima, romantica e seducente come un ballo proibito che mi ha permesso di accettare la storia che James si portava dentro. Una serie di opportunità in cui l'amore, la libertà, il senso di conforto o amicizia sono i capostipiti della produzione dell'autore. Non particolarmente forti, ma utile ad arricchire una storia che, a lettura terminata, denota il mio totale appagamento nei suoi riguardi.
Affiancare Isabel, nella vana ricerca di una libertà senza limiti, aver avvertito le sue paure e insicurezze, è stato davvero fantastico. Il tutto condensato in oltre 500 pagine di un affresco affascinante, moderno. Bello, sorprendente, zeppo di rivelazioni toccanti, su cui predomina l'amore e una certa malinconia.

- Passa, dopo tutto; sta passando, ora. Ma l'amore rimane. Non so perché dobbiamo soffrire tanto. Forse lo scoprirò. -


Valutazione d'inchiostro: 4

8 commenti:

  1. Non ho mai letto nulla di questo autore però mi piacerebbe iniziare. Questo libro sembra un classi molto bello, quindi me lo segno! :)

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    1. Si, Jasmine! Concedigli un opportunità perché é molto bello :)

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  2. Bellissima recensione Gresi... COMPLIMENTI!
    Non ho letto questo libro ma mi hai incuriosita moltissimo... lo aggiungo alla lista dei libri che vorrei leggere!
    Un bacio!

    Nuovo post sul mio blog!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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  3. Sembra bellissimo, capace di trasportarti un un altro mondo, in un'altra epoca . Avevo letto Il Giro di Vite e mi era piaciuto tantissimo, conto di recuperare anche questo :)

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    1. Io invece é il primo romanzo che leggo di questo autore, e ammetto mi é piaciuto davvero tanto :) Penso che presto recupererò anch'io Giro di vite :)

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  4. Ciao Gresi, questo libro mi sembra affascinante quanto lo è la tua recensione. Lo leggerò sicuramente, ti ho già detto che prima o poi vorrei ricominciare con i classici e questo potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Grazie per il tuo consiglio :-*

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    1. Oh, ma grazie a te per le belle parole di sempre :-)

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