Quanto alle mie letture,
protagonista indiscusso di oggi, un simpatico vecchietto di ottantre anni che,
da sempre tranquillo e ponderato, negli ultimi giorni impulsivo e impavido. Sensibile,
romantico, tenero come un petalo appena sbocciato, che rispose ad un messaggio
d’amicizia con prepotenza ed impetuosità prima che la clessidra del tempo si
esaurisse.
Quella di Harold Fry è una storia
che avevo letto e vissuto qualche anno fa, ma che per il semplice gusto di
farlo mi ha sorpresa a riscoprirla con la primavera oramai alle porte. Sciorinando
una storia toccante, semplice, coinvolgente, drammatica e speciale, come
speciale è il suo simpatico protagonista, frustratissimo di esser troppo
vecchio per prendere parte ad una follia, l’autrice scrive un romanzo che parla
al cuore e che erigerà un solido muro di virtù, paradigmi che nemmeno il tempo
o la vecchiaia potranno abbattere.
Titolo: L’imprevedibile viaggio
di Harold Fry
Autore: Rachel Joyce
Casa editrice: Pickwick
Prezzo: 9, 90€
N° di pagine: 310
Trama: Quando viene a sapere che
una sua vecchia amica sta morendo in un paesino ai confini con la Scozia,
Harold Fry, tranquillo pensionato inglese, esce di casa per spedirle una
lettera. E invece, arrivato alla prima buca, spinto da un impulso improvviso,
comincia a camminare. Forse perché ha con la sua amica un antico debito di
riconoscenza, forse perché ultimamente la vita non è stata gentile con lui e
con sua moglie Maureen, Harold cammina e cammina, incurante della stanchezza e
delle scarpe troppo leggere. Ha deciso: finchè lui camminerà, la sua amica
continuerà a vivere. Inizia così per Harold un’imprevedibile viaggio del sud al
nord dell’Inghilterra, ma anche dentro se stesso: mille chilometri di cammino e
di incontri con tante persone, che Harold illuminerà con la sua saggezza e la
forza del suo ottimismo. Harold Fry è – a suo modo – un eroe inconsapevole,
proprio come Forrest Gump: un uomo speciale capace di insegnarci a credere che
tutto è possibile, se lo vogliamo davvero.

