giovedì 8 ottobre 2015

Gocce d'inchiostro: Fahrenheit 451 - Ray Bradbury


Titolo: Fahrenheit 451
Autore: Ray Bradbury
Prezzo: 9,00 €
Casa editrice: Oscar Mondadori
Trama: In un'allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più conosciuto del celebre scrittore americano di fantascienza.

La recensione:

... per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c'è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarle. Un uomo a cui è occorso molto tempo per scriverli per buttar giù tante parole sulla carta.

Sempre più spesso e con immenso piacere partecipo a letture di gruppo pur di "guardare" e carpire scrupolosamente i segreti di un attento lettore e a volte dipingerlo mentalmente con modestissimi acquarelli dalle tonalità più artificiose. Ho letto da quando ero una bambina. Ho scritto alle soglie dell'età adulta. Non mi considero una scrittrice, ma il cercare di riprodurre sulla carta non tanto quel che vedo, quanto ciò che sento, nell'aura lucente in cui tutto ciò che percepisco continua a piacermi, è sempre stato beneficio per la mia anima sognatrice e romantica.

Lentamente il mondo della scrittura, che mi era sembrato così unico, particolare e, soprattutto, inavvicinabile, cominciò ad apparirmi, nel fondo, non molto diverso dall'universo parallelo che si cela nei romanzi. E, all'inizio, interessata esclusivamente alla lettura e tutta presa dalle storie per cui avrei sottratto gran parte del mio tempo, con gli anni e qualche limitata esperienza alle spalle, tendevo sempre più a relazionarmi, ad aggregarmi, a stabilire un contatto. La scrittura stessa è una società, un giardino in cui è possibile spingerci a dismisura, pur di non sentirsi mai soli abbastanza: diversi autori si sono contesi, pur con grazia, il diritto di muoversi liberamente.
Chi ha letto il romanzo di Bradbury e pensa che entrando in questo harem segreto sfugge alle trappole della vita si sbaglia. Certo, tutto ciò che apprendiamo tocca in minima parte le corde sensibili del nostro animo. Ci sentiamo in dovere di essere solidali, comprensivi e lottiamo per un posto migliore. Più vicino possibile ai piedi della nostra anima. I libri divengono, a modo loro, trappole. Diatribe fra professori che si danno reciprocamente dell'idiota, correndo affannati a spegnere le stelle e ad offuscare il sole. Non più quel rifugio che offrono protezione e garanzia, ma come qualcosa che limita la libertà. Rivelano i pori sulla faccia della vita, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione.
Ho imparato molto, tante cose che prima ignoravo volontariamente adesso mi sono entrate in testa. Quello che avevo davanti era uno spettacolo di burattini, che prevedeva ogni mossa, ogni gesto, ogni movimento prima che lo spettacolo cominciasse. Le persone erano torce che si consumavano fiammeggiando, fino a spegnersi con un sibilo. L'atto del distruggere, il piacere di vedere le cose divorate, annerite, diverse. Il sangue che martellava contro le tempie, le mani che divenivano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suona tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiare, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate di anni di storia. La vita come un immensa cicalata senza costrutto, un'interiezione sonora e vuota.
Considerato come una sorta di ribellione sociale in cui l'autore mette a nudo una parte della sua anima e quella dei libri - incastri e composizioni di parole, musica e suoni che si consumano, nell'inutilità del tempo - Fahrenheit 451 è un romanzo di rivolta che potrebbe apparire semplice ma che cela un infinità di significati. L'epilogo è una rapida assimilazione del processo creativo dell'autore e un accozzaglia di sensazioni e pensieri di vario tipo gettati fra le fiamme, anneriti e distrutti dall'incuria umana. Innumerevoli, persi nell'infinito, così assordanti da promulgare il pensiero a grandi distanze e nel tempo a venire.
In questo ritratto sociale terribilmente conformista l'autore non si limita a raccontarci nei minimi dettagli una storia che parla di libri, ma gli attribuisce concretezza e conformità. Una fiamma ardente che raggiunge persino il nostro cuore, un gesto impuro che vale come un oscenità. Un uomo maturo mi ha accarezzato lentamente l'anima e, nel suo tocco, ho visto un piccolo omino che considera i romanzi come qualcosa di necessario. Una scoperta utile a trarre profitto dalle negatività della vita.
Fahrenheit 451 è una lieve tortura di parole, suoni e musica. Un tributo oltraggiante e dannoso che rende ingiustificabile dare alle fiamme qualcosa che ha una sua anima. Un immenso contenitore di riflessioni e idee su ciò che ha dettato il cuore all''autore che, tra situazioni che scivolano un po' nella malinconia, condensa in pochissime pagine, attraverso una sorta di ammenda interiore in cui riporta personali e modeste riflessioni sui libri, i sogni, sull'essere lettori. Un trattato sociale sulla natura lineare del tempo, sull'incapacità dell'uomo di non saper ribellarsi alle leggi imposte.

Ci si domanda il perché di tante cose, ma guai a continuare: si rischia di condannarsi all'infelicità permanente.

       Valutazione d'inchiostro: 3
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