sabato 31 dicembre 2016

Gocce d'inchiostro: La mappa del cielo - Felix J. Palma

Titolo: La mappa del cielo
Autore: Felix J. Palma
Prezzo: 19 €
Casa editrice: Castelvecchi
N° di pagine: 651
Trama: È l'estate del 1835, un'estate caldissima. Un uomo annuncia al mondo di avere scoperto che la Luna è abitata da unicorni, uomini pipistrello e altre fantastiche creature. In breve, quest'affermazione si rivela essere semplicemente una colossale presa in giro, ma nonostante tutto in molti continuano a credere che possa esistere realmente vita extraterrestre sulle stelle. Settanta anni più tardi, Emma Harlow, bisnipote dell'autore della clamorosa beffa, vive nell'alta società newyorkese convinta di essere immune all'amore. E, di fronte alle avances sempre più insistenti del milionario Montgomery Gilmore, arriverà a dichiarare di poter amare soltanto colui che al pari del suo bisnonno riuscirà a convincere il mondo intero che non siamo soli nell'universo. Per questo, se il suo ricco pretendente vuole davvero il suo amore, dovrà riuscire a riprodurre l'invasione marziana descritta ne La guerra dei mondi di H.G. Wells. Emma però non può immaginare che per Gilmore nulla è davvero impossibile, e così i marziani invaderanno la Terra, anche se questa volta sarà per amore...

La recensione:
Ed è finito. Così com'è iniziato. L'epilogo, scenari epici suggestivi e sconcertanti - ideati con raffinatezza e sontuosità -, periodi per nulla semplici ma che l'autore intreccia alla perfezione. Una storia che non possiede nulla di speciale ma che è il vero ritratto di una forte passione sopita da anni. Poi l'ennesimo straordinario sogno partito con il magnifico La mappa del tempo mi ha cullato per un po' di tempo è svanito come nebbia.
Una storia ambiziosa in cui non si riesce a distinguere fra finzione e realtà, che prende vita pian piano come la costruzione di un origami. Reca il presagio di una rapida corsa capace di infuocare gli animi di chiunque. Suscita nel lettore un empatia naturale, risvegliando zone assopite nel fondo della sua coscienza. Trascina in un luogo meraviglioso impossibile da descrivere, con la tangibilità di alcune immagini: un vecchio scrittore, solo e disilluso, che vaga inconsapevolmente lungo la riva dell'assurdo; una mappa segreta la cui aura lucente illumina di una luce biancastra l'anima di chiunque la tocchi; un acquario deserto di notte, zeppo di pesci invisibili e immaginari che ruotano silenziosi tra gli alberi senza dar segno di volersi fermare. In un epoca di magnifica bellezza in cui realtà e fantasia si mescolano in un'unica accozzaglia, che l'autore riesce magistralmente a evocare e che vibra di potenzialità simbolica.
Seguiamo di pari passo le vicende del mio amico faccia da uccello, Wells, e del suo acerrimo nemico Gillian Murray e della loro ingarbugliata avventura in cui risulta difficile credere che, in un mondo labirintico e convulso, i cuori di questi due giovani avessero conservato intatto le loro ostilità anche a distanza di qualche anno.
La barriera frangivento che scinde il mondo di là con quello di qua si estende cristallina senza rivelare la propria presenza. Quasi assente, essa si estende silenziosa come una miriade di spiriti radunati che raccontano bisbigliando la loro storia, invocando l'arrivo di molti altri spiriti, molte altre storie. Due giovani pieni di desideri, che hanno da sempre preservato la beata speranza di poter un giorno ricongiungersi. Una storia che ha un ché d'inquietante e misterioso, come una farfalla ferma che, improvvisamente, si sveglia e svolazza spaventata nell'aria. Ci parla di viaggi nel tempo e di piccoli esseri provenienti da tutt'altro pianeta che continuano a galleggiare fino all'ultimo in una piscina piena di misteri e punti interrogativi.
La mappa del cielo, secondo straordinario e stupefacente quadro di un giovane autore spagnolo che trascina il lettore in un mondo in cui si fondono realtà e finzione, è quel genere di opera la cui lettura è stata quasi come un sogno tranquillo ma emozionante, intrigante, profondo, benefico, durato cinque intensissimi giorni e giunto dopo una sfilza di letture di vario genere. Un altro tassello che compone il ciclo di romanzi che s'intrecciano nell'universo letterario di Palma i cui personaggi e fili argomentativi gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi offra una storia indipendente e chiusa a se stessa.
Una storia a tratti realista, sentimentale e seducente che è una nostalgica rievocazione del passato, costantemente punteggiato da riferimenti letterari che ne accentuano il tono elegiaco. Il titolo è un omaggio a Wells e alla sua celeberrima opera, La macchina del tempo, nonché rivisitazione di un’epoca irrecuperabile, che scivola nel passato, dove c’è gente controllata da un Leader, le informazioni sono limitate, i misteri s'infittiscono e, sin dall’inizio, non si riesce a distinguere fra finzione e realtà. Il meccanismo del mondo funziona come di consueto: le cicale cantano, le nuvole fluttuano nel cielo, il fruscio delle fronde degli alberi, sembra di percepire, in questo ripetersi senza cambiamenti del mondo, una nota di particolare freschezza. Qualcosa che non lo fa sembrare come un romanzo. Piuttosto il mondo reale, pieno di smagliature, anticlimax e difformità. Una realtà metafisica in cui si provano dolori, sofferenze. In cui anche la morte cui si va incontro è vera.
Poggia più sulle descrizioni dettagliate, possibili e precise delle cose che il lettore non s'immaginerebbe neanche, come quello del concetto delle creature aliene. Funge da anticorpo come una sorta di strada che unisce due binari, due tangenti parallele che ignorano la possibilità di potersi toccare; è venato da una strana e singolare cupezza che, ai più sensibili, potrebbe recare un po' di sofferenza emotiva. Cattura l'attenzione del lettore per la sensibilità per cui è amalgamato alla storia e per il suo modo di tradurla in termini riconoscibili, in cui diviene sempre più forte e presente l'esigenza dell'autore di esplorare la zona dei sentimenti. E', inoltre, evidente come la sintonia tra l’autore e la sua ispirazione si rispecchi nei personaggi, che si rispecchiano perfettamente nei personaggi. Marionette tratteggiate nitidamente che, con la loro oscurità, la loro malinconia, la loro vita riescono a catturare tutto ciò che li circonda. Giovani pieni di desideri, solitari, che hanno in comune profonde ferite dell'anima, che convivono con un vuoto insopprimibile e portano avanti una battaglia senza fine.
La mappa del cielo è un complesso, immane lavoro di riferimenti incrociati su un tema particolarmente noto nella produzione letteraria. Leggendolo con passione, facendosi avvolgere dalla storia, si ha la sensazione che non si tratti più di un semplice libro, ma che si espanda oltre le pagine verso la realtà, trasformandola, come se una popolazione di alieni comparisse attorno a noi. Una trama calcolata a tavolino e dipanata con meticolosità nell'alternarsi dei capitoli, che svolgono il racconto seguendo alternativamente i protagonisti e facendo vedere poco per volta le ragioni del loro accostamento. Più precisa e penetrante, più accurata nei dettagli che ricca nella sostanza, e una fantasia costruttrice che vince sulla profondità del tema trattato.
Un romanzo che è stato protagonista di pomeriggi freddi e solitari, un opera il cui ritmo imprevedibile e ricco di ombre ha lasciato dietro di se uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona.
Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo

6 commenti:

  1. Ciao Gresi, una storia molto curiosa! Buon anno :-)

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  2. Questi autori spagnoli riescono sempre a regalare sorprese! Segnato nella lista per il 2017, buon anno :D

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    1. Ti assicuro che non te ne pentirai, se dovessi leggerlo!
      Buon anno :D

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  3. Ciao Gresi, buon anno!
    La trama mi ispira troppo e le tue parole mi hanno fatto già immergere nella magia della storia. Ho segnato il titolo, voglio assolutamente leggerlo *_*

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    1. Buon anno anche a te, Maria!
      È il secondo volume di una trilogia, il cui ultimo romanzo - a quanto so - dovrebbe essere pubblicato quest'anno 😊 Ti assicuro che, se lo leggerai, ne rimarrai affascinata! 😊😍

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