martedì 20 dicembre 2016

Gocce d'inchiostro: La mappa del tempo - Felix J. Palma

Titolo: La mappa del tempo
Autore: Felix J. Palma
Casa editrice: Castelvecchi
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 625
Trama: Londra,1896. Il giovane e ricco Andrew Harrington è inconsolabile per la perdita dell'amata Marie, una prostituta uccisa anni prima da Jack lo Squartatore. A un passo dal suicidio però decide di tentare un'ultima, disperata mossa: tornare nel passato per cambiare il corso degli eventi e salvare la donna. In un'epoca di scoperte e invenzioni, questo sembra infatti possibile tanto che una nuova compagnia, la Viaggi Temporali Murray, dichiara di aver realizzato una macchina del tempo, già immaginata un anno prima da H. G. Wells nel suo celebre romanzo. Ma i viaggi nel tempo hanno effetti imprevisti: lo scrittore stesso è minacciato da un ciarlatano arrivato dal futuro, Marcus Rhys, che tenta di rubargli il manoscritto della sua ultima opera. Rhys è a sua volta inseguito dall'ispettore Garrett, che lo ritiene responsabile di una serie di crimini compiuti con armi misteriose. A servirsi del prodigioso apparecchio c'è anche l'eccentrica Claire Haggerty che, per scappare dalla rigida morale vittoriana, si sposta nell'anno 2000, dove incontra finalmente l'uomo della sua vita.
Per tutti è solo una questione di tempo: sfuggirgli, trasformarlo, modificarlo potrebbe offrire loro l'unica possibilità di cambiare il proprio destino.

La recensione:

La vita, la vera vita, stava in silenzio dentro di noi, scorreva come un fiume sotterraneo, si manifestava come un miracolo discreto dal quale erano testimoni solo chirurghi e medici legali … un complicato meccanismo di ossa, organi e tessuti il cui combustibile era il respiro di Dio.

Né sentire sulla pelle il confortevole tepore di mucchi di coperte e piumoni che annunciano l'inverno, né possedere un numero spropositato di letture ancora da leggere e vivere né, insomma, qualsiasi altro piacere, diedero alla mia anima un benessere più grande di quello che sento tutte le volte che riesco ad accarezzare, carpire o scrutare l'anima di scrittori soli e frustrati le cui storie sono un balsamo contro gli effetti collaterali della realtà. Quest'atto culminante mi inonda sempre di un ubriacante felicità, di un accesso di soddisfazione che nasce dalla certezza che niente di ciò che è in mio possesso avrebbe potuto farmi raggiungere vette d'inspiegabile felicità più di leggere o interpretare l'anima di un romanzo, per quanto scrivere è un'attività per nulla semplice, rischiosa e impegnativa, in quanto non riesco ancora ad essere precisa: fissare un punto per non essere persuasa dall'incontrollabile strisciare del mondo.
Fissando l'ultimo romanzo che in questi ultimi giorni di dicembre mi ha tenuto compagnia, collocarlo sulla mensola in compagnia dei suoi fratelli d'inchiostro, posandovi sopra la mano e accarezzandovi il dorso, con lo stesso sorriso affettuoso che un genitore riserverebbe a un figlio diligente e studioso, penso a quanto l'atto della scrittura sia un'arte che ha sempre destato il mio fascino in quanto riporre su carta quello che si ha saldamente ancorato in noi stessi somiglia molto a una lotta, una battaglia accanita contro un'idea che si rifiuta di farsi acchiappare.
Murakami, Zafon, Sparks in chiave moderna, ma anche Dickens, Wilde, Proust e, ultimamente, Wells, quanto avranno concepito la cosa con frustrazione, la distanza che  sempre resta tra il risultato che si vuol ottenere e l'obiettivo che, pur in maniera del tutto inconscia, costringe ad imboccare una strada completamente diversa. Da quando ho abbracciato la scrittura quel poco di esperienza che ho acquisito mi ha insegnato che quello che si riesce a trasportare su carta è solo un pallido riflesso di ciò che è stato immaginato, per cui ci sono certi romanzi che sono uno specchio dell'anima di chi li ha scritti. La letteratura riesce a dare voce a chi non ha mai avuto voce, e i romanzi vengono concepiti come artifici ordinati la cui funzione è quella di produrre pezzi di vita, irreali o ritoccati. In questo caso, quello di leggere La mappa del tempo, tipo di lettura di cui ho decantato le bellezze dall'inizio alla fine, è il piombo che ha equilibrato la mia anima. Il contrappeso che mi ha impedito di finire china dinanzi alla malinconia, come disgraziatamente è successo in passato, che ha saputo sedurmi con toni scherzosi o gioviali nel momento in cui ho visto il mondo.
I romanzi sono sempre stati per me un ponte che collega un infinità di mondi e, ancora una volta, davanti a una pila di fogli la cui funzione è quella di strapparci dall'abisso nel nulla, conducendo chi legge in una specie di tunnel favoloso all'interno del quale è possibile viaggiare, mi chiedo se quello che ho letto altri non è che la meravigliosa descrizione di un luogo meravigliosamente irriconoscibile, magico, ripristino di sogni e speranze oramai perduti. E' bastato scuotere un po' pur di rovesciare un torrente di idee. Il tempo trattato come una quarta dimensione di un universo apparentemente tridimensionale. Il mondo dipinto come un luogo noioso e ostile, ma ciò dovuto dal fatto di non poterlo percepire nella sua totalità. La presenza di una quarta dimensione come una stanza privata dei giochi, che combina nozioni di scrittori talentuosi ma frustrati, pur di sviluppare una visione particolare di tempo contemplato come un ulteriore dimensione dello spazio, attraverso il quale è possibile muoversi. Leggere questo romanzo è dipeso da me o è stato un caso fortuito?
Ho letto un mucchio di storie, storie pericolose o che si rifiutano di abitare la cittadella abbandonata della nostra coscienza, che ti devastano dentro mentre le leggi, oppure che col tempo si rivelano soltanto un mucchio di carta stampata. Quella di Felix J. Palma inietta nel sangue il veleno di una libertà feroce, delirante in un epoca in cui la miseria va a rimorchio con la ricchezza. Così lugubre e rumorosa, in una moltitudine di creature in condizioni penose che trascorrono la loro vita all'ombra sinistra di qualche villaggio. Un romanzo che è sempre stato lì ad aspettarmi, a chiamarmi con eccessivo entusiasmo, e con il quale ho potuto scoperchiare il suo contenuto come un orologio per esaminare il meccanismo che lo abita, gli ingranaggi che permisero alle sue lancette di fare a pezzi il tempo.
Dalla strada si arrampicavano fino alla mia finestra i suoni abituali del pomeriggio, una partitura nella quale non è esistito nemmeno una stonata. Un mondo visionario e fantastico aveva acquisito una sua abituale consistenza. Le cose avevano cominciato a rinverdire, il sole aveva recuperato il suo soffocato fulgore, case ed edifici che testimoniavano le conquiste e le mode dell'architettura umana sorgendo splendenti. A mezzanotte inoltrata avevo finito di vivere lì. Avevo potuto raggiungere vette d'estimabile piacere in vani ed inutili pause della mia esistenza, riposi che avrebbero potuto dilatare la mia inesorabile passeggiata verso l'insoddisfazione morale. Accomiatarmi definitivamente, ma con la promessa di un arrivederci, rivelando sentimenti contradditori, come ho potuto immaginare, mi ha sorpreso combattuta sotto diversi fronti: da un lato scoprirsi felici nel constatare che quella di Palma non si tratti di un addio definitivo, dal momento che proseguirò le vicende dello stimato George Wells tra non molto; dall'altra con l'anima frantumata in minuscoli pezzettini se penso che dopo non ci sarà più niente. Anche se questo non significa che il mio amore nei suoi riguardi non  svanirà. Sarà sempre presente, focoso, come solo poche storie riescono a mantenersi in vita e perpetuare nella memoria di chi li ha lette.
Per Claire, Andrew, George, questa storia è appena iniziata. Persino per me che, apparentemente conclusasi con un brusco e repentino arrivederci, mi appresto a mettere il punto a questa recensione. Col ricordo imprescindibile delle loro risate che troncarono ogni inutile tentativo di separazione, in quanto protagonista di una storia che ha appena emesso il primo vagito su un mondo. Leggendo, immaginando, vivendo.
Forse la mia vita era stata scritta da qualcuno appartenente a un'altra realtà, uno scrittore di un universo parallelo simile al mio ma dove non esiste nessuna impresa di viaggi temporali e Wells è uno scrittore di cui so molto poco? Si trattava forse del frutto di qualche strambo sortilegio?
Un giornalista e critico letterario spagnolo aveva compiuto una magia. Dalle sue mani era scaturita una piccola fiamma, che cambiava continuamente di forma e colore. Muovendosi come una creatura vivente, animata da volontà propria, catapultandomi in un epoca che ha sempre destato il mio fascino. Creatura tremebonda che ha affrontato il foglio bianco con una insensata cautela, una prudenza incredibile che ha imbrigliato il suo genio. Grande sognatore, spaventato dall'idea di camminare per il mondo alla deriva, cieco e insoddisfatto, aspirando a una felicità piatta, fiacca e insidiosa.
La mappa del tempo è un romanzo meraviglioso che altri non è che un tentativo per fuggire da se stessi. Un opera che ho così accolto nel mio cantuccio personale e che, slegandosi dalla materia di cui si è fatti ma restando prigionieri di carne e vittime ferite, ci si domanda se convivere con un certo dolore sia l'unica soluzione. Con l'anima tumefatta, in compagnia di creature dispensate dalle emozioni, esemplari finiti della razza umana che hanno già provato tutto quel che c'è da provare.
Una lettura bellissima in cui inevitabilmente si cresce, in un complicato meccanismo, mediante letteratura, propagandosi dentro di noi come un bene che fortifica, avvolgendo le nostre fragili membra col suo dolce tatto, facendo fiorire l'anima.

Anche quando l'intelligenza e la forza saranno spariti, la gratitudine continuerà a pulsare nel cuore dell'uomo.

Valutazione d'inchiostro: 5

8 commenti:

  1. Che trama interessante, non lo conoscevo questo libro ma sembra molto particolare. Mi incuriosisce molto e Gresi che brava che sei, le tue recensione si vede che sono fatte col cuore <3

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  2. Penso di averlo letto anch'io, ma non ne sono sicura, qualcosa di questo scrittore però ho letto sicuramente e ricordo che è davvero molto fantasioso, ma non è un genere che amo molto

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    1. Forse avrai letto La mappa del cielo, secondo volume che presto leggerò anch'io 😍😍 Non è una storia semplice, ma è un romanzo talmente bello e particolare che forse potrebbe conquistarti 😊😊

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  3. Non conoscevo né il libro né l'autore ma mi sembrano parecchio interessanti. Inoltre il genere mi ispira particolarmente :)

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    1. È un gran bel romanzo, Stories! Ti assicuro che se lo leggessi non ne rimarresti delusa 😊😊

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  4. Di solito basta che legga Londra e fine'800 per incuriosirmi, ma questo libro sembra davvero particolare e credo che finirà in wish list.

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    1. Lo è, Beth! Presto dovrei infatti iniziare il secondo volume. E, ti assicuro che, una volta che si comincia, non si finisce più di leggere 😊😍📚

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