venerdì 14 aprile 2017

Gocce d'inchiostro: Dannazione - Chuck Palahniuk

Titolo: Dannazione
Autore: Chuck Palahniuk
Casa editrice: Mondadori
N° di pagine: 230
Trama: Madison - la protagonista di queste pagine - ha tredici anni ed è una ragazzina come tante. Bé, insomma, più o meno … Figlia di una star del cinema parecchio narcisista e di un miliardario, viene, tra le altre cose, dimenticata per le vacanze di Natale nel suo collegio di iperlusso in Svizzera dai genitori, in giro per il mondo a caccia di orfani da adottare davanti ai media. Durante una notte degli Oscar, Madison riesce nella non facile impresa di morire per una overdose di marijuana, e all'improvviso si trova in una situazione assolutamente diversa da quella della maggioranza delle sue coetanee. Per dirla tutta, Madison non solo scopre di essere morta ma per giunta di essere finita all'Inferno, con la esaltante prospettiva di dover trascorrere un bel po' di tempo ( a occhio e croce l'eternità ) tra le fiamme e quei tormenti che lo hanno reso tristemente famoso. Insomma, è innegabile che sia difficile pensare positivo, ma Madison è una ragazza pratica e cerca da subito di rendere meno terribili le sue prospettive: prima di tutto deve farsi degli amici, poi deve scoprire come funzionano le cose all'Inferno. Infine ( e questo è un obiettivo mica da ridere ), deve cercare di farselo piacere. In poco tempo diventa amica di un gruppetto di coetanei: una cheerleader, un secchione, un punkrocker e un giocatore di football con cui attraverserà il Deserto di forfora e valicherà Colline di unghie tagliate, per arrivare alla città fortificata dove vive Satana …


La recensione:

Essere morti è la quintessenza del concetto di "viaggiare leggeri". Essere morti - morti vuol dire non stop, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette … per sempre.

Ora che non c'era più Madison, mi convinsi che il mio giudizio nei riguardi di questo autore doveva cambiare assolutamente. Bisognava fare qualcosa per colmare questa mia lacuna letteraria; ho ventiquattro anni, una grandissima sete di conoscenza, non ho ne la voglia ne il desiderio di abbandonarlo a se stesso. Chuck Palahniuk non poteva fare a meno della mia figura femminile. Non era forse il caso che mi presentassi? Ma chiunque avrebbe accolto una lettrice così assetata di storie, escluso qualche eccezione, così fu lui a decidere per me.
E mi colse del tutto impreparata. Palahniuk aveva estrapolato un idea dal nulla dopo aver meditato per ore e ore, maturando un "processo" che gli abbia permesso di metterla in pratica. Come? Distaccandosi dal mondo, mettendo a tacere i desideri dei sensi, i bisogni del corpo, argomentando su qualcosa che io non avevo ancora visto. Innumerevoli letture compiute negli anni mi hanno fatto prendere consapevolezza che ognuno di noi ha qualcosa che custodisce gelosamente, e che poi una situazione drammatica o un brusco evento ci induce a fare quel che si era prefissato di fare finendo così di cadere nel nuovo o nel vecchio, condizionati da un certo modo di agire.
Impotente, passiva, fra me e Palahniuk ci ha accomunati la curiosità, l'arte di conoscere l'ignoto, ciascuno con un misto di emozioni tutte sue. Eppure con la storia di Madison mi sono sentita combattuta. Ho provato un'istintiva diffidenza nei riguardi della sue vicende che ha lentamente ha invaso il mio universo personale, una diffidenza solita unita al timore d'imbattermi in un gigantesco fallimento, perché di Palahniuk avevo letto diversi pareri discordanti ed ero perfettamente consapevole dei miei limiti. Ma nutrivo anche qualche speranza. Speravo che il mio nuovo amico di carta inculcasse nella mia mente un seme che col tempo possa crescere e ripristinasse una sorta di fiducia che col tempo potrebbe intensificarsi. Anzi era tale il mio desiderio di conoscerlo che, in previsione di leggere Dannazione, presi i miei dubbi e le mie perplessità e li nascosi in un cassetto. Inutile dire che feci bene.
I miei sentimenti al riguardo erano un po' discordanti, o meglio, erano totalmente ostili. Non mi lasciavo coinvolgere dagli elogi, dagli omaggi dei lettori sulla vastità di emozioni che le sue storie sortiscono così bene e con un certo riserbo la mia anima rifiutava di incoraggiare l'entusiasmo pronto a mettere radici nel cuore di chiunque. Un nuovo arrivato significava un paio d'occhio e un anima del tutto sconosciuta in un portale segreto in cui mi basta varcarne la soglia per contemplarne le meraviglie. Io, abituata a un certo tipo di delusioni, presagivo negatività.
Finché sono rimasta rintanata nella mia camera a chilometri di distanza da un piccolo paesino dell'America in cui si svolse la scenografia di questo film, interessante e per molti versi crudele e sanguinoso, ho vissuto praticamente in compagnia di una ragazza spigliata, matura, vivace che aspira alla libertà. Osservatrice attenta da una cella buia e nera come l'anticamera della morte, dove si affollano anime la cui vita è segnata da terribili esperienze, avida di un qualcosa che ha a che fare col male assoluto. E così, come Madison, nel momento in cui mi distaccai da questo mondo, il mio corpo si distaccò da una dimensione da cui spesso desidero evadere, finendo presa alla sprovvista da un entità terribile e spaventosa, lasciandomi tentare da un forte desiderio di sopravvivenza. In un brulicare continuo, in una morbida massa di sabbie mobili in cui la speranza è un brutto, bruttissimo vizio, come fumare o mangiarsi le unghie.

La speranza è una cosa davvero tosta e radicata, a cui bisogna assolutamente rinunciare. Una dipendenza da sconfiggere.

Se Palahniuk mi avesse sin dal principio mostrato il lato spaventoso e brutale di questa storia, allora Dannazione penso mi sarebbe parso davvero terrificante. Tutto sommato, come non mi sarei mai immaginata. Vivendo, respirando con Madison, sopravvivendo in un luogo in cui non c'è tempo per l'amore e nemmeno per l'odio, in cui alla fine resta soltanto una melodia, quella della paura - così brusca e scolpita nell'anima - mi sarei risparmiata inutili delucidazioni profonde e tutto quel che ne seguì. Forse questo mi avrebbe aiutato?

Se la Terra ci sembra un Inferno è soltanto perché siamo convinti che debba essere un Paradiso. La Terra è la Terra. I morti sono morti.

Ma quello che ho visto l'ho vissuto e stasera, adesso che sono seduta alla scrivania a scrivere l'ennesima recensione, digitando parole che non credevo nemmeno mi appartenessero, ho rivissuto ogni cosa: adolescenti pieni di energie, pronti ad abbracciare una vita nuova; un mostro terribile il cui solo nome è un brivido che percorre la schiena.
Io e Madison abbiamo percorso una strada che una volta imboccata non si potrà più far ritorno, il cui legame è sfociato in stimoli o affetti repressi, cose che sapevo e che ignoravo impunemente, in un eterna penombra sottolineata dal tremante bagliore arancione delle fiamme, dal fluttuare di nuvole di vapore bianche e nuvole di fumo nero.
Una cornice affascinante, a tratti suggestiva che risalta la condizione di "penitente" della protagonista. Un chicco di caffè in un mare di latte. Nonostante il tema e il target a cui è indirizzato, leggere Dannazione è stato davvero eccitante. Vivendo questa storia come se stessi assistendo all'ennesimo film spaventoso che, con una cadenza rapida e scrupolosa, mi ha catapultata fra le braccia gelide di una storia che mi ha permesso di scrollarmi addosso il peso della curiosità.

Se la Terra ci sembra un Inferno, o se l'Inferno ci sembra un Inferno è soltanto perché siamo convinti che debba essere un Paradiso. La Terra è la Terra. I morti sono morti.


Valutazione d'inchiostro: 3 e mezzo

6 commenti:

  1. Ciao Gresi,
    non so se è proprio il libro adatto a me ma complimenti per le tue belle e approfondite recensioni.
    Colgo l'occasione per augurarti Buona Pasqua!

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  2. Ciao Gresi, appena ho letto la trama del libro mi sono incuriosita. Non conosco questo autore, ma mi sembra che il suo stile sia molto particolare, così come le sue ambientazioni. Devo dire che mi hai lasciato addosso un senso di paura nei confronti di questa storia, ma nello stesso tempo tanta curiosità. Sono sicura che questo titolo mi ronzerà in testa finché non prenderò in mano il libro e lo leggerò. Ti farò sapere..
    Nel frattempo ti auguro una felice e serena Pasqua :-*

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  3. La trama è senza dubbio intrigante e leggere la tua opinione mi ha incuriosita ancora di più, ma non ho mai letto questo autore e sono un po' spaventata dal suo stile.

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    1. Beh, per me é il primo romanzo che leggo di quest'autore. Ho sempre snobbato lui e le sue opere. Questa non mi ha particolarmente entusiasmato, ma penso in futuro qualcos'altro leggeró ;)

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