sabato 17 giugno 2017

Gocce d'inchiostro: American History 1 - Jd Hurt

Titolo: American History 1
Autore: Jd Hurt
Casa editrice: Selph pubblishing
Prezzo ebook: 2, 99€
N° di pagine: 493
Trama: Sono stato un violento, un picchiatore, un adolescente perso. Poi lei è entrata nella mia vita come un bel sogno, come un incanto e mi ha cambiato. Marcia per me è stato questo: rinascita in un'esistenza sbagliata.
Io sono Ryan Carroll e questa è la mia storia americana.
Sono un violento, un delinquente, un uomo perduto. Lei è entrata nella mia vita come un incubo, pronta a riportare a galla demoni antichi seppelliti sotto strati di fango. Marcia è questo per me: morte, distruzione, qualcosa che devo estirpare se voglio stare al sicuro.
Io sono Stephan Carroll e questa è la mia storia americana.
Sono una bugiarda, una vigliacca; un passato che non ho mai accettato mi ha cambiata per sempre. I fratelli Carroll mi hanno cambiata per sempre. Seppure uno di loro è affetto, tenerezza, l'altro è solo morte, disperazione, buio.
Io sono Marcia Horowitz e questa è la mia storia americana.
Ryan, Stephan, Marcia: quando l'amore diventa oscurità.

Nota dell'autrice: American History 1 è il primo capitolo di una duologia dark dedicata alla storia di Marcia. L' American History fa parte della Dark Necessities Series (per una maggiore comprensione del testo è necessario aver letto almeno Stolen 1). 
La recensione:
In ogni luogo, in ogni tempo sei sempre nella mente, ho così tante cose da dirti ma sei così lontano. Dormi bene, non ho paura; quelli che amo sono sempre con me. Tieni un posto per me, perché appena avrò finito verrò via con te. Per vivere eternamente.

E' davvero impossibile rimanere indifferenti alla prosa semplice ma intensa di una giovane ma talentuosa autrice come Jd Hurt, quando la luce che irradia i sentimenti di anime tristi in cui sono riversati messaggi tristi, invisibili al tatto ma non allo splendore ardente dell'animo, è troppo intensa persino per il nostro sguardo debole... E' stato impossibile ignorare l'intensità dei tumultuosi sentimenti di due giovani, che quasi come un ossessione morbosa, in ogni passo, in ogni momento della loro vita non hanno smesso di esistere. In un epoca molto simile alla nostra, aggirandosi in silenzio dentro fittizie fortezze sguarnite e, come unico segno di vita, in languidi esercizi di chitarra nella penombra del pomeriggio.
Ricordo il tanfo putrescente della paura, l'odore del sangue fresco appena rovesciato che rievoca immagini frammentarie di amori contrastanti, il silenzio che attornia ogni cosa come un brutto presagio, o, ancora, la fragranza di un amore vissuto che, come un vento lontano, mi ricorda come in tutto questo ho potuto vivere molto più di quel che credevo. Amori folli, tormentati, passionali e romantici, spesso turbati da violenze fisiche e morali, e il corso del tempo che scorre ininterrotto.
Ogni qualvolta leggo qualcosa di quest'autrice mi rendo conto che mi dilungo troppo. Riempio pagine e pagine di discorsi, frasi, parole che non hanno un senso, se non per me stessa. A chi mi legge, mi rendo conto posso apparire prolissa e tediosa. Ma il motivo per cui scrivo, per cui mi sento così, pur sapendo di arrecare fastidio o strappare qualche sbadiglio, è perché desidero che i miei lettori sappiano che tutto quello che scrive Jd Hurt è qualcosa che valica i confini del possibile, mediante una miscela disomogenea di ricordi nitidi di una sognatrice romantica, con rivelazioni crude e sconcertarti che potrebbero cambiare la natura del nostro essere. Come sa anche l'autrice, è passato qualche mese dalla lettura del suo bellissimo Stolen 2, ed è naturale che quando l'occasione di conoscere il suo nuovo figlio di carta bussò alla porta accettai immediatamente. I ricordi così come le emozioni invecchiano, proprio come le persone. Ma ci sono pensieri che non invecchiano mai. Ricordi che non sbiadiscono.
Fino a oggi, io non ho mai raccontato quelle emozioni che mi si agitano dentro a nessun altro che alla mia anima. Probabilmente agli occhi dei più i romanzi di Jd Hurt saranno visti come invenzioni di pura fantasia. La maggior parte dei lettori, infatti, non penso abbiano apprezzato appieno le tematiche che trapelano dalle sue storie; rifiutando i fatti che non rientrano nella sfera di quelli a loro comprensibili, passandoli sotto silenzio, giudicandoli assurdi o indegni di considerazione. Per quanto mi riguarda, la mia è una felicità imprecisata quando mi imbatto nei suoi romanzi. E sarei tanto felice se un giorno l'autrice ottenesse quella giusta attenzione che le permettesse di ottenere un discreto successo.
Sono rimasta in vita fino ad ora aggrappata a un solo pensiero, alla speranza che la lettura di questo primo volume di una nuova saga potesse non aver mai fine, semplicemente un sogno veritiero e benefico da cui non avrei mai voluto svegliarmi. Mi sono sforzata innumerevoli volte di convincermi che era così. Tutte fantasticherie, allucinazioni. E ogni volta che cercavo a ogni costo di aggrapparmi a questi ricordi in qualche recesso oscuro della mia mente, tornavano subito in superficie ancora più forti, ancora più vivi. Così Marcia, alla pari di Shiloh, ha finito col mettere radici nella mia coscienza e imprimersi nella carne, come corpi estranei.
Riesco ancora a vedere ogni singola scena, a ricordare ogni singolo dettaglio in maniera estremamente vivida, chiara, come se di Marcia, Rayan, Stephan avevo letto molto tempo fa. Mi sembra di poter prenderla per mano o sentirla parlare. Ricordo il colore dei suoi capelli agitarsi in morbide ciocche dorate. Sento sulle mie labbra il sapore di un bacio non voluto, o il profumo di sudore di un abbraccio carnale irruento e passionale. Ed è stata piuttosto la mia esistenza dopo aver letto American History che mi è sembrata sogno e visione irreale.
Le radici della mia vita, tutto ciò si può dire mi appartiene veramente, perse vigore e importanza nel momento in cui arrivai a Miami, in una delle più belle e soleggiate città dell'America, dove lo sguardo spazia a perdita d'occhio senza incontrare ostacoli. In seguito ho perso l'olfatto, l'udito, inebriata dal profumo fresco di un tulipano giallo appena colto, in un'accesa e irresistibile battaglia contro due anime dannate e contrite, che mi prese alla sprovvista invadendo persino il mio piccolo spazio. Vivendo in loro compagnia come se in balia di un illusione. E' davvero trascorsa una settimana, e allo stesso tempo io non ci sono stata? La mia memoria in un istante attraversa il guscio vuoto di questo tempo brevissimo e torna direttamente nei cuori degli algidi protagonisti.
Ciò che ha distrutto la mia vita, che l'ha cambiata in un guscio non più vuoto, dal momento in cui ho conosciuto Jd Hurt, è stato probabilmente dovuta dalla luce ardente che lambì le mie fragili membra quando mi trovai fra le braccia dei suoi figli di carta. Un raggio di sole fortissimo che da qualche mese venne a colpirmi direttamente dal fondo di un buco. Arrivata nel mese di ottobre, di colpo, senza nessun segno premonitore, andando via in un baleno. Ma in questa brevissima e bellissima inondazione di luce mi è apparsa come qualcosa che ho vissuto raramente in tutta la mia vita. Divenendo, in seguito, come una cara amica a cui telefonerei sempre.

L'amicizia è una promessa di luce. Marcia è luce: brilla come un sole troppo caldo sul mio fianco. Un sole che, sono certo, mi brucerà. 

Non esistono ragioni per cui mi senta così. Mi sono sempre sentita attratta da quello che trapela dalle storie di Jd Hurt, così avvolgente, sconvolgente, attraente, seducente, capace di rendermi felice anche solo per qualche tempo. Allontanandomi dalla vita, dalla quotidianità, così vera al punto di non riuscire a distinguere la realtà dalla finzione, e a non impedirmi di ricordare gli episodi più belli.
American History ha allietato pomeriggi estremamente tediosi. Mi ha trasmesso fascino e curiosità, in un cataclisma amoroso che non si è concluso nemmeno qualche pagina dopo. Necessario come una questione di vita e di morte, potente come dominio di supremazia e ribellione.
L'ennesima lettura italiana di cui ho avuto il piacere di scoprire qualche mese fa, zeppa di distrazioni amorose e realistiche, che si ammanta di uno stile semplice ma ipnotico che richiama alla mente le digressioni romantiche di Bukowski, o qualche poeta russo, e che penetra nel cuore del lettore come un eco perduto nella brezza fresca di un fiume, nel desiderio irreversibile di possedere l'amata. L'incontro con una vecchia amica di lunga data. Una storia d'amore che è un valzer che è stato composto in una moltitudine di sfumature, emblema di seduzione contrastata. Parole che lacerano il cuore, lacrime appena versate e un'ispirazione così intensa da risvegliare, col suo brusio, ogni singola parte della mia anima. 
Leggendolo in una manciata di giorni, nonostante il tempo mi abbia costretto a dimenticare cose che non avrei voluto dimenticare - immagini, scene di vita che hanno nutrito il mio cuore come nettare di vita -, muovendomi furtiva in mezzo a innamorati insaziabili che non finivano mai di baciarsi nelle tenebre, ho trovato tra le sue pagine quell'amore forte e potente cui mi ero immaginata. Avvertendolo persino quando giunsi alla conclusione della storia, riscontrandoli esclusivamente in gesti o azioni quotidiane. In un pomeriggio di metà giugno sono stata catapultata in America, contro le mie abitudini e i miei desideri, come se non fossi consapevole di quello che stavo facendo, analizzando con occhio clinico gli intricati passi azzardati di due amanti impossibili, che non hanno idea di cosa voglia dire amare. Un tempio segreto in cui, nonostante tutto, ho potuto contemplarne le meraviglie e di cui mi ero completamente assuefatta, perché stregata da questa contorta concezione d'amore.
E' una storia intrappolata nella ruggine dell'abitudine, tanta denigrata quanto temuta, che prevale nel ricordo dell'amore dei due amanti. Una storia che ha un ché di tragico e solenne, che ci parla di menzogne, follia, possessioni del cuore. E che ci permette di seguire attentamente le vicende di Marcia, Ryan e Sebastian e la loro ingarbugliata storia che, da sempre desiderata, li ha tramutati in anime erranti. Ripercorrendo il tempo del ricordo ed evocando scene di vita legati alla donna amata: innumerevoli scogli che sono stati superati; gli incidenti causati pur di vedersi anche solo per un istante. La consapevolezza che l'amata debba appartenere a lui e nessun altro. 
Semplice e intenso, fa sorgere le riflessioni più profonde dell'animo umano. E, inno all'amore, alle ossessioni e alle possessioni dei personaggi, capace di renderci partecipi della loro stessa vita, è una sorta di omaggio alla bellezza dell'amore. A questo sentimento protratto nel tempo, capace di renderci vittima di tranelli poco caritatevoli del cuore umano.

Il dolore quando pulsa si vena di mille sfumature. Rosso come il sangue versato. Nero come la vergogna di perdere la libertà. Blu come il cielo oramai perduto. Ma quando il dolore diviene un abitudine, quando persino l'angoscia si trasforma in rassegnata quiete allora il grigio prevale. Il nome colore è tutto ciò che resta.


Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo 

2 commenti:

  1. Sembra molto promettente questo libro *_* Io ho letto solo Stolen 1 e mi piacque tantissimo. Dopo che leggerò il secondo, passerò sicuramente a questo. Bella recensione :-*

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    1. Grazie, Maria! Ti assicuro che i romanzi della Hurt sono tutti molto belli. Forse sarò di parte, ma spero sarai anche tu contagiata dal tono passionale e seducente delle sue storie ☺

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