lunedì 26 giugno 2017

Gocce d'inchiostro: Lacrime in paradiso - Allyson Taylor

Titolo: Lacrime in paradiso
Autore: Allyson Taylor
Casa editrice: Selph pubblishing
Prezzo ebook:
N° di pagine: 206
N.B: Trama non disponibile
  




La recensione:
Allyson Taylor arrivò nel mio tablet una mattina di dicembre, mentre mi trovavo a vagare fra un buio e ampio orizzonte: facendo rotta fra le pagine bianche di una storia che enfatizzava ed esplicava l'amore come elemento primordiale. Una ventiquattrenne sola e abbandonata si nascondeva sotto strati di sporcizia e putridume come una divisa contro i brutti sogni. Un ragazzo solo, timoroso del senso del futuro ai bordi della sua anima, che la corrose in modo completamente sconosciuto. Divorando entrambe, sia me sia Ashley, lasciandoci struggere per qualcosa che non abbiamo mai avuto eppure confinati in una stanza remota della coscienza. Approfittando della loro conoscenza, ho concesso ad Ashley la possibilità di leggere qualcos'altro e quando lessi Lacrime in paradiso le mie previsioni si rivelarono esatte. Ecco una nuova storia, un nuovo romanzo, un nuovo racconto. Cosa mi sarei dovuta aspettare questa volta?
Mi ricordo perfettamente le incredibili sensazioni che riuscì a sortire così bene Homeless. Quello che avvertii, nel momento in cui dovetti accommiatarmi da quel luogo che in quegli ultimi giorni di dicembre era stato lo scenario della mia felicità. Quelle bellissime impennate amorose che brillavano sullo sfondo con prepotenza e impetuosità, quell'inconsueta felicità che ho apprezzato così a fondo, sottolineando l'unione di due anime dannate e contrite che inconsapevolmente avevano avuto il potere di farmi cadere. Una ragazza come tante altre, una mia coetanea, con la sua indimenticabile storia, aveva avuto il potere di farmi sentire l'ebbrezza di sentimenti forti e intensi, rendendomi partecipe alla bellezza di un film proiettato sulle pagine, comune ma appassionante, che, invece di resistergli mi costrinse ad abbandonarmi completamente ad esso.
Ero rimasta incastrata nel momento culminante. E sapevo che, se mi fossi inoltrata nelle pagine di Lacrime in paradiso, non avrei più potuto fare ritorno. Ma quando si è trattenuti da qualcosa di sconosciuto, bello e inspiegabile nulla ha più importanza se non rimanerne saldi.
Forse ero in balia di un sogno? Un sogno benefico e tranquillo? Eppure ogni cosa sembrava reale. I personaggi erano masse di carne con una volontà propria. April era una giovane ragazza che indossava la sua divisa da combattente come corazza contro i brutti sogni. Un amore che, come un fastidiosissimo tarlo, divora da dentro, lasciandola struggere per qualcosa che non ha mai avuto eppure desidera ardentemente. La sua anima perennemente in fuga da qualcosa è sfuggita alla mia comprensione. Non ha detto molto. Era quasi del tutto vuota, inappagata.
Innamorarsi era accaduto così, senza che nemmeno se ne accorgesse. Ed ecco che l'amore l'aveva marchiata come un segno indelebile. Si sorprese nello scoprire come i suoi sentimenti, così lenti e noiosi, esposti ai venti della vita, dessero quell'impressione di stranezza che pareva regnare nel suo cuore. Eppure April ha cercato di districarli, ha fatto del suo meglio per impedire a Jason di annullarsi. Di non provare alcuna emozione alcuna dolcezza, mediante innumerevoli tentativi e sforzi che al contrario l'hanno fatalmente portato al caos e alla disperazione. Appariva subito chiaro che non si poteva affatto parlare di amore. Jacob non riusciva ad amarla. April ha rivelato la sua condizione amorosa avanzando verso un baratro e vedere la distanza diminuire ad ogni passo senza poter evitare di cadervi dentro. Ma a mio avviso la situazione era molto più complicata di quel che credevo. Un liquido può fluire da ciò che veramente desidera? Se il suono della sua denominazione è come una canzone d'amore; una lettera o racconto romantico che piove al centro di una pagina?
Può però un amore intenso, appassionato e travolgente di due cuori spezzati, ancora impegnato a sanare le ferite del passato, legare due sconosciuti e marchiarli nel profondo? Perdere la testa per qualcuno che non è capace di amare. Da sempre agognato e adesso sfuggente, come il vento tra le mani? Impazzire per la natura fredda, distaccata e imperscrutabile del suo essere: un miscuglio di uomo potenzialmente adulto dolce ma sofferto e una dose di possessività e ossessione?
Ma quando nasce l'amore non si può più tornare indietro. Ti dà forma e colore. Ti tiene stretta nel suo abbraccio forte e caldo. Ti consuma da dentro, fino a farti rinascere.
L'ultimo romanzo di Allyson, Lacrime in paradiso, dall'intreccio di parole sparse in mezzo a ombre che si tengono per mano, ha scaturito una melodia che è scivolata nei ricordi luminosi della memoria. La mente rallenta pian piano e poi si ferma come quando un treno in corsa si arresta a una stazione, non riuscendo ad articolare pensieri. Il centro del corpo si intorpidisce: immagini che, al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo, come un sogno. Possiedono una bellezza straordinaria, una semplicità assoluta e originale.
Leggere le vicissitudini di svariati personaggi, sfornati dalla penna di qualche talentuoso/a autore/autrice, ha da sempre funto da toccasana e rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua. E quando lessi Lacrime in paradiso, sfilata da una cartella luminosa e dall'aria vaporosa, non feci niente per non trattenerla e dargli il benvenuto.
Come due tangenti parallele, camminavamo su strade differenti che accidentalmente si sono incrociate, e che si sono intrecciate o sovrapposte tessendo una catena di elementi che hanno determinato la nostra affinità. La nostra unione. Mi ha resa prigioniera di colpe che non ho, facendomi fare inutili esami di coscienza; incuriosita, spingendomi ad aprire una porta che mi catapultò dritto all'Inferno; inebetita, per la forza inarrestabile dei sentimenti che lega i protagonisti, che osservano il lungo e impervio cammino della beatitudine eterna. Anime dannate e contrite, romantiche e sensibili che amano sguazzare in un fango di paure profonde e angosciose. Speranzosi, esitanti e testardi consapevoli della loro condizione di essere impotenti: mettere a nudo la propria anima come modo per sfogare i sentimenti, raggiungere la libertà come espiazione dei peccati in una realtà in cui c'è ancora posto per la compassione, il conforto, la comprensione.. 
Due ragazzi che, con un semplice tocco, fanno scintille. Due facce di una stessa medaglia, completamente confusi e spaventati, il romanzo di Ashley è un'accozzaglia di amore, odio, sesso, ricordi semplici ma dolorosi, fratture di qualcosa di vivo, intenso come una promessa. Il canto celestiale di un amore proibito, i cui protagonisti vagano inconsapevolmente nella lotteria della vita senza alcuna meta. Una confessione sussurrata dalla soglia morale della loro insoddisfazione in cui l'autrice ha scritto la storia di Jason e April come anime dannate che vagano alla ricerca della propria identità. Riversando il dolore in ferite non ancora rimarginate dal tempo, ponendo fiducia a cose impossibili, accordandosi come le note di una canzone.
In una notte fredda e silenziosa i personaggi hanno finito per raccontarsi. Mi hanno sussurrato una storia che lascia un segno indelebile nel cuore, incastrandomi nella sua morsa, emozionato e, nella sua semplicità e originalità, abbacinato sempre più un frammento di verità. Una storia di ricordi, flagelli del cuore, nella quale i protagonisti rifocillano l'anima con innumerevoli impennate amorose, ma il cui cuore continua a sanguinare con le sue ferite ancora aperte. Un motivo indimenticabile proiettato sulle pagine, esposto ai venti della vita, che fa dono di emozioni infinite, intense e delicate, che quasi ci toccano, indugiando nel cuore più del necessario.

Valutazione d'inchiostro: 4

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