lunedì 23 aprile 2018

Gocce d'inchiostro: Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald

Ho voluto vivere l'estasi di un sogno. A piccoli dosi, in un periodo un po' particolare della mia vita, con un amore moderato, mezze vie e sfumature, che non mi hanno lasciato per nulla indifferente. Mi è piaciuto molto il tema onirico, surreale e sublime che trasudano le pagine de Il grande Gatsby, mediante una lettura che altri che non è la proiezione egoistica e solitaria di un uomo che scombussolano l'animo, con un libro che trabocca di bellezza semplicemente dalla copertina, sentimentalismo che fa scalpitare i cuori dei più romantici. Solo così mi sono resa conto di quanto sono stata stupida a non conoscerlo prima, ne immaginavo quanto mi avrebbe sorpreso così bene.



Titolo: Il grande Gatsby
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 8,50 €
N° di pagine: 230
Trama: Il grande Gatsby ovvero l'età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà immensamente della cugina sposata di Nick, Daisy.


La recensione:
        
La vita sembra molto più di successo se la si vede da una finestra sola, dopo tutto.      
        
Fitzgerald, mediante un uomo di bassa statura, avvenente ed educato, mi raccontò l'episodio che lo privò della sua sicurezza. La persona che egli amò di più, in un periodo piuttosto turbolento della sua vita, incarnato in una figura pulita, dura e categorica, immersa nello scetticismo universale, che altri non era che l'alter ego dello stesso Fitzgerald o nemesi di una figura che col tempo e gli anni molti lettori hanno amato e coccolato. Mi fece sentire stranita, sorpresa di questa intensità che pervadevano queste pagine autobiografiche, proiettate in un "luogo" senza passato che l'autore ha creato dal nulla, dal rozzo vigore che invita i vecchi eufemismi e dal destino troppo invadente che conducono i personaggi lungo una scorciatoia che porta al niente. Molti lettori, fra cui la sottoscritta, non sono stati in grado di cancellare dalla memoria, ne desiderano si cancelli il suo nome dalla memoria, e rievocano la figura di Gatsby esattamente come Dick Diver, la cui figura emerse dal passato come un immagine ben definita, con una voce apprezzabile, uno sguardo profondo di occhi intensi, accesi e astratti, e una bocca sensuale che avrebbe fatto innamorare qualsiasi donna avrebbe incontrato sul suo cammino. Lo scorso weekend, mentre era perso nei suoi pensieri, vide la mia figura piccola ed esile avvicinarsi al suo orecchio e sussurrargli qualcosa; quello che non sapevo era che lo stesso Gatsby, nel suo temperamento forte e un po' distaccato, trapelava qualcosa di nebuloso, preoccupato, vago, drammatico persino, che involontariamente me lo aveva fatto designare come qualcuno a cui è stata strappata la felicità. Ogni rimasuglio di speranza, addirittura di vita, che vaga lungo la riva dell'assurdo; eppure Gatsby, così come Dick, sono due figure conosciute e "osannate" come uomini che possono fare qualunque cosa gli capiti fra le mani. Uomini ricchi e potenti, che avanzano verso nuvole evanescenti, che poi fluttuano verso il cielo. Uomini piuttosto avvenenti, possessori di garbo speciale come parti integranti della loro vita, passata e futura, non dettata dalle circostanze.
Mi è sembrato troppo poco, troppo frettolosa questa lettura, questo tempo trascorso in sua compagnia; accettare la separazione è stato un passo alquanto difficoltoso. Queste due figure hanno avuto in comune la predisposizione di nutrire una certa avversione, una certa paura verso la vita. Talvolta ho avuto l'impressione di aver affiancato un uomo vuoto come un guscio. Ho avvertito tutto il peso della sua tristezza. Come potevo aiutarlo? Gatsby si crogiolava nel suo dolore, si deperiva senza che io potessi fare qualcosa.
Eppure, quanto è stato grande il suo bisogno d'amore! Quanti sono stati innumerevoli ed infinitesimali i sentimenti che nutriva per la bella ma antipatica Dasy, e come si illuminava quando la vedeva comparire nel vialetto con la sua mini car tirata a lucido. Che razza di stupida sono stata io! Quando, dopo la conoscenza di certi personaggi, si incomincia a riprendere conoscenza di ciò che ci circonda, della realtà che ci circonda, una delle prime constatazione che si fanno, uno dei primi, inevitabili segreti che si hanno quando si termina di leggere certi romanzi, sono le sensazioni. Ancora adesso non riesco a tenerli a bada, ma cosa avrei dovuto fare? Spegnere l'interruttore del cervello, e lasciarmi andare alle sorti di un fato egoista e crudele? Trasferirmi in un nuovo corpo? Proprio no. La luce che ho visto scorgere, crescere, e poi sfavillare come meravigliose scintille sono divenute più forte man mano che leggevo.
Il congegno artificioso delle emozioni, dei ricordi, esposti quasi sempre ai venti della vita, uno stile nevrotico e frenetico, mi hanno consentito di calarmi nel vivo di un mondo al'apparenza popolato da cartoni animati, di personaggi drammatici che scontano fino alla fine il mestiere della vita. Accadimenti tutti diretti verso la dissolutezza di Gatsby, ma anche di Nick, Dasy, con tracce di autolesionismo autobiografico.
E' stato davvero impossibile spiegare la bella storia di Il grande Gatsby … o meglio dire dello stesso Fitzgerald. Complesso e un po' algido, nel grande bazar della vita, in cui si preferisce la qualità alla quantità, divenuto famoso per la sua somiglianza con lo scrittore americano.
Una selvaggia immersione dell'anima, un tuffo di tutti i colori in un'unica tinta scura, una debole cantilena americana che continua a corteggiare il mondo, trascese con una certa durezza, con autocontrollo e disciplina del secolo. Sullo sfondo di un crepuscolo verde, in una New York un po' affollata e colorata, fra feste, cockteil e pianoforti che sprigionavano una splendida melodia.
Una storia che sembra fluttuare leggermente verso il cielo come una pista da ballo sui piani, dando al lettore la sensazione di essere solo nell'universo, sfamata da una miriade di parole, scaldata da un'unica luce al mondo. Con personaggi che brillano, si espandono, lusingati della mia presenza, ed io della loro, rimpiangendo nel silenzio delle loro riflessioni il mondo che si sono lasciati alle spalle. Affacciandosi indirettamente sull'oceano, pronti per un cambio di rotta, un rimescolamento di atomi che avrebbero formato la molecola essenziale di un nuovo popolo.

La simpatia umana ha dei limiti,e noi eravamo contenti di lasciare svanire le loro tragiche discussioni con le luci della città alle nostre spalle.

Valutazione d'inchiostro: 4

16 commenti:

  1. Ciao Gresi, ho visto il film ma non ho mai letto il libro, anche se mi ripropongo sempre di farlo!

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    1. A me è piaciuto molto, nonostante mi sono dannata per non averlo letto prima ☺

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    2. Ciao Gresi, ti ho nominata qui https://langolodiariel.blogspot.it/2018/04/my-world-award.html

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  2. Non so bene il motivo, ma ero piuttosto prevenuto verso questo romanzo e invece mi è piaciuto davvero tanto, ma Daisy non sono mai riuscita a sopportarla.

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    1. Anche io, Beth! Non ne conosco i motivi, ma anche io ero un pó diffidente ☺ e anch'io ho odiato Daisy 😨

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  3. Le tue recensioni sono davvero pensate e profonde, tantissimi complimenti! <3

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  4. Che bellezza! Un libro immortale che ad ogni rilettura sa regalare nuove riflessioni attraverso un viaggio nell'animo e nell'epoca di Fitzgerald. Tra i miei preferiti di sempre senza dubbio... splendida recensione, ricca di spunti per niente banali come sempre :D

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  5. Amo questo libro e amo Jay Gatsby *-*

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  6. Il Grande Gatsby è uno dei miei libri preferiti in assoluto! ottima scelta quella di recuperarlo e sono felice che ti sia piaciuto, un vero capolavoro della letteratura moderna! ti consiglio di vedere Midnight in Paris se gli anni venti ti piace come "ambientazione storica"!

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    1. Grazie, Sabry! L'ho visto anch'io, e sono pienamente d'accordo con te ☺☺

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  7. Ennesimo libro che lessi anni e anni fa, e che decisamente vorrei recuperare e rileggere adesso. Ricordo che all'epoca mi piacque molto.. chissà, magari ora che sono in maternità riesco a trovare più tempo per leggere, e dedicarmi anche al "recupero" di qualcosa ^_^

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    1. Io invece amo rileggere i romanzi, e può darsi che fra qualche mese riprenderò in mano questo romanzo ☺

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