lunedì 30 aprile 2018

Gocce d'inchiostro: Non ditelo allo scrittore - Alice Basso

Mi sono sentita pronta, quasi euforica quando ho rivisto Vani Sarcia. Mi ha interrogato senza tregua, non mi ha mollato nemmeno per un istante, intuendo che dietro alla mia repentina visita ci fosse molto più di quel che credeva. La gente la repelle, scrittori frustati e incompresi ancor di più; c'è qualcosa che cospira contro di lei, oppure è il suo temperamento brusco e scontroso ad alienizzarla? Sento che molte domande, in questo terzo volume, avranno una giusta collocazione, quindi… Quindi io non ho potuto non bere questa sua terza indagine come tè fresco, vivendo, osservando, prendendo posto nella sua vita. Cosa mi ero immaginata in questo terzo capitolo? Assolutamente nulla di tutto ciò che ho letto, in cui mi sono figurata una ragazza sola e incompresa, ma per scelta!, che avrà problemi col prossimo, pensieri che sorvolano persino nell'ambito lavorativo, e, persino, crucci sentimentali.
Titolo: Non ditelo allo scrittore
Autore: Alice Basso
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 316
N° di pagine: 16, 90 €
Trama: A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c'è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mai sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa qual è il ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l'abbandona mi. Solo lei può farlo uscire dall'ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l'unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun'altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l'abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.
La recensione:

Ci sono persone che ritengono che la vera cultura sia fatta di saggistica e di manualistica, ma evidentemente si tratta di studiosi che hanno avuto la fortuna di vivere rintanati nelle loro torri d'avorio foderate di libri.

Sulle prime ero sconcertata, poi mi ricordai di Vani Sarcia e del suo piacevole sarcasmo che altri non era che un modo per trincerarsi dagli attacchi esterni. Sconfiggere il mondo. Mi piacerebbe scoprire il segreto di questa noncuranza. Di quest'avversione per il mondo intero. E' lo stesso della protagonista della trilogia di Millenium. La sua protagonista, Lisbeth Salander fa la sua comparsa nei romanzi come donna che, incurante di tutto e di tutti, continua imperterrita la sua strada senza concedere particolari proibitismi.
Alice Basso ha scritto una quadrilogia di romanzi la cui protagonista è una nerd patentata, una specie di capolavoro della Natura, il suo diamante meno tagliato, la prova vivente di dove la mano di Dio non abbia potuto giungere a compimento.
Le sue prime indagini, la sua prima avventura, era prosa semplice, schietta, ma ricercata, letteratura italiana che ha vasti echi a quelli degli autori americani di cui l'autrice è affezionata. Quando lo lessi, riuscì a stento a crederci che una protagonista così irritante e antipatica avesse invece fatto breccia nel mio cuore. Tutt'oggi rivendico di aver iniziato una serie di libri appassionanti e davvero strepitosi, in cui sembra siano contenute informazioni di poco conto ma appropriate al mestiere che svolge Vani e la stessa autrice. Mi riferisco all'improvvisazione, alla "frode" che si cela talvolta nella realizzazione di un manoscritto, all'associazione surrealistica dell'arte dello scrivere, ai voli selvaggi della fantasia. Il suo umorismo è come una ventata di aria fresca nel panorama italiano. Il suo universo è una specie di terra desolata coltivata mediante cinismo e disprezzo, accesa qua e là da beffardi falò di sarcasmo.
Per due notti di fila non abbiamo fatto altro che parlare dell'importanza della scrittura nella sua vita, delle sue impennate amorose con Riccardo, del commissario Berganza, del suo carattere brusco che in questo terzo capitolo non l'ha etichettata come la << Donna Grinch>> che avevo conosciuto, ma una semplice ragazza che ama spassionatamente i libri e la buona letteratura, affetta da una malattia la cui anima con gli anni si è inaridita come il deserto del Sarah, trasformandola in una donna solitaria e poco incline ai sentimenti umani che, se non fosse del suo cuore caldo che si dilata e contrae ogniqualvolta vede Riccardo, avrei pensato si trattasse di una creatura bizzarra e disumana.
La sua vocazione, la letteratura, e, soprattutto, la scrittura, è una necessità, un espressione di idee e pensieri che Vani tuttavia tramuta in qualcosa di nettamente personale. E come lei, anch'io me ne sono nutrita e me ne nutro correndo il grande rischio di voler rincorrere l'impossibile, di cercare di vivere sulla pelle l'ebbrezza di sentimenti che non mi sono del tutto nuovi. E fra queste impennate letterarie c'è quasi sempre una corsa ai libri della Basso. Sono sempre guidata da una forza misteriosa e potente. Da uno spirito guida che dà quasi sempre una certa vivacità al suo ritmo. E' divertente pensare che nel bel mezzo di una settimana terribile e frenetica, Vani compaia come una luna gigantesca e meravigliosa, e si instaura nell'immediato un dialogo che ci sorprende a cadere in una profonda naturalezza. Forse Vani non è del tutto un personaggio immaginario, come invece ho sempre creduto fosse. O forse, questa storia l'ho vissuta così pienamente che non ho avuto bisogno di nient'altro, come l'aria che respiro. Vani è in realtà lo spirito del Passato dickensiano intrappolato in una trentaquattrenne, la cui figura si è mossa silenziosa e imperscrutabile entro i limiti del possibile: abbastanza vicina da ascoltare i suoi pensieri - zeppi di interrogativi, strambi di idee, spunti di riflessione che non richiedono altro che essere sviluppati in un romanzo, e abbastanza lontano da farmi vedere, nel riquadro della finestra del suo mondo tutta esposta a nord, la sua licenza da nerd patentata intrappolata in una vita monotona e inappagante. Scrive, come vorrei scrivere io un giorno, in cui la sua più grande prova d'amore è abbracciare la verve di qualche scrittore antecenario, moderno, o anche in erba. Con la stessa passione con cui un lettore avido e vorace abbraccia l'opera del suo scrittore preferito, perché ama identificarsi in questo mondo.
La ghostwriter di cui tutti sentono parlare, non è mai considerata come una bellezza fuori dal comune, o, nella piccola cerchia di amici e conoscenti, una donna la cui espressione è diversa dalla piattezza languida di un rito funebre. Ma cosa mi ha fatto innamorare della sua storia? O, per meglio dire, qual è stato l'elemento scatenante che mi ha fatto perdere la cognizione del tempo, amare Non ditelo allo scrittore ancor più dei suoi fratelli? Non di certo Vani, dall'estremo taglio di capelli, col tono di voce acido che arriva forte e chiaro alle orecchie di chi persino legge. No. Proprio no! Certamente, il fatto che la storia sia apparsa incisiva e poderosamente efficace proprio come non mi immaginavo. Non c'è per l'appunto una specifica motivazione, ma in questo terzo capitolo ci sono così tante cose che hanno conferito alla storia molto più fascino e grazia.
Per il mio animo romantico, letture di questo tipo sono un isola meravigliosa in cui non si è costretti a vagare come un anima in pena, nei meandri di una storia la cui vita dei personaggi è misera, ma una giostra di sensazioni altalenanti in  cui sbizzarrirsi. Perdere completamente le tracce. Come quelle opere di quegli autori di cui tanto diligentemente vivo, coloriti e vivaci come piccole sfere di luce, che improvvisamente si intersecano nella vita dei lettori con carovane di segreti, follie, che, pure per ragioni diverse, causano brividi.
Questo e molto altro è racchiuso in questo piccolo gioiellino che, inconsapevolmente, ha rubato un pezzo della mia anima, incastrata perfettamente con quella dei personaggi, valicando quella facciata di finta buonista che le situazioni estreme le avevano fatto sviluppare.
Come la stessa Vani, quella facciata dietro cui volontariamente nascosi il mio interesse, che si scontrò contro oscuri e lontani echi, aumentarono e crebbero quasi completamente quando cominciai a leggere. In una finestra virtuale dall'aria luminosa e vaporosa, è stato versato un liquido che ha assunto una specifica forma. E' l'indagine di una ragazza comune, dal ricco sapore della suspense e dell'avventura a fare da sfondo. Uno specchio in cui sono riversati sprazzi di vite di personaggi che, sino a questo momento, ho visto così bene e da cui l'anima ha potuto attingere pur di mantenersi imperturbabile a decidere il modo più efficace di dire ciò che non riesce a dire.
Non ditelo allo scrittore è quella storia che attendevo: la semplicità del tema trattato, e, soprattutto una protagonista un po' più amabile e cortese, hanno collimato col mio animo di lettrice. Osservandola muoversi e scomparire fra gruppi di anime, ignare del loro destino, ho accolto questo terzo capitolo con un certo entusiasmo, nell'ennesima veste deliziosa e priva di ambiguità, armata di penna a sfera e blocnotes.
Una storia semplice che, via via la si legge diventa sempre più acuta e interessante, in cui è stato ritratto un disegno che ha già una sua forma, rendendo Non ditelo allo scrittore un posto accogliente ma particolare che, per una manciata di giorni, ha funto da casa, mezzo mediante cui ho potuto esplorare, entrando e uscendo, magnifici e sontuosi salotti letterari e non sentirmi mai fuori posto.
Valutazione d'inchiostro: 5

6 commenti:

  1. Ciao,sembra interessante questo romanzo, anche se il titolo un po' mi spaventa :D

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  2. Ciao! Anche io adoro Vani e questa serie. Un capolavoro della natura, hai scritto bene *_*

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  3. sto leggendo il quarto e non mi pronuncio ancora su questo ultimo, ma dei tre precedenti questo è quello che più ho apprezzato, proprio per lo scavare a fondo del personaggio

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    1. Anche io! Questi ultimi volumi mi sono piaciuti particolarmente ☺

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