domenica, gennaio 17, 2021

Gocce d'inchiostro: Amy e Isabelle - Elisabeth Strout

Mi attendeva l'emozione della scrittura immediata, scattante come una stilettata, il divertimento di leggere ed accogliere nel mio cantuccio personale Elizabeth Strout, di farmi un'idea del suo essere scrittrice e donna che sarebbe sicuramente scesa a patti con gli incauti sussulti del mio cuore, che se avrebbero risposto alla sua autrice nell'osservare questo squarcio nel mondo, mi avrebbero aspettato altre vecchie sensazioni come il dolore di ferite ancora aperte, la vista di figure che si sono tenute per mano, animate da un'esitante meraviglia, beati quasi della morte. In una posizione di precario coinvolgimento, non vedevo l'ora di sapere come l'autrice avesse districato una matassa di cui non se ne conosce l'inizio ne la fine, ma che per me sono fonte di inestimabile fascino. Rispettano e rispondono alla mia anima, ai miei bisogni, tramutano qualunque forma di incertezza in fabbisogno che mediante un processo quasi catartico, ti immergono in uno stato di fascino e oblio. La vita umana è delicata come lo scampolo di un vestito, tagliuzzato capricciosamente da momenti di egoismo. In un quadro prettamente realistico e raffinato, che ha aperto una porta su un mondo straordinario e bellissimo in cui confido di poterci tornare.
 

 
Titolo: Amy e Isabel
Autore: Elisabeth Strout
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 19, 50 €
N°di pagine: 450
Trama: È la storia, questa, di una cittadina anonima della provincia americana. Di un'estate straordinariamente torrida. Di un microscosmo di donne, impiegate presso gli uffici di una fabbrica locale. Tra wjegse de Isabelle, ancora giovane, che tenta di celare il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo; e c'è la figlia Amy, una timida adolescente con un segreto che non riesce a tenere nascosto. Il rapporto tra le due è teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l'esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue, il suo stesso desiderio di darsi a un altro e di essere amata. Il mondo di Am e Isabelle crollerà violentemente all'improvviso, e dopo un toccante, impietoso confronto durante una drammatica notte niente sarà più come prima.        


                                                                   

La recensione:

Sono attratta dalle storie drammatiche? Fino ad oggi non me lo sono mai chiesta, ma adesso che Elisabeth Strout era entrata anche nel mio salotto virtuale, di leggere il primo romanzo che la rese celebre e di accarezzare la sua anima semplice ma appassionata, comincio adesso a fare più  attenzione a lei e ai suoi figli di carta, soprattutto perché desiderosa di conoscerla meglio, vale a dire leggere ogni romanzo pubblicato, che ha visto un manipolo discreto di lettori attorniarsi al suo cerchio senza aver mai nutrito alcun interesse. Ma adesso comincio a pensarci, a pensarla, a ricordare ciò che i miei occhi hanno visto durante il corso di questa lettura, e nessuna di queste ipotetiche scene mi suscitò diniego, piuttosto un forte senso di rivalsa, perché se i romanzi dell'autrice sono tutti così allora sono contenta di accoglierli, il prima possibile. Al di là di ogni dubbio, rancore, fatto sta che mi sono trovata inconsapevolmente fra le braccia di due donne, Amy e Isabelle, non nutrendo moti di compassione o diniego, riempiendomi di pensiero su ciò che mi avrebbero riservato le sue pagine.
Eppure questo genere di lettura, questi squarci dell'anima, sono il mio pane quotidiano, e anche adesso che si è tutto concluso che ha toccato corde sensibili dell'anima mai avrei creduto potesse riempirmi di desiderio, amore. È stato meraviglioso tutto questo, e della Strout credo che mi ciberó presto di qualcos'altro. E quando penso alle sue disgraziate figure, discostando il velo di ciò che è celato pur di fare trapelare sentimenti contrastanti, forti, mentalmente li ho confrontati con altri romanzi che ho letto in passato e tutto sommato reclamano quelli di un altra autrice a me cara: Elizabeth Jane Howard.
Ma forse è troppo presto, troppo esagerato scrivere tutto questo, forse sbaglio nel dire tutto questo, poiché sarebbe più saggio considerare le varie forme di amore, odio che procura uno sfogo emotivo fra madre e figlia con un guazzabuglio di sentimenti altalenanti, forti, uomini che vanno con ragazzine come semplici prostitute, sesso, lacrime e sudore come pretesti per mascherare i bisogni oscuri, incontrollabili nella libidine bestiale, e se sprofondi in un pozzo oscuro e profondo e non scorgi nemmeno un bagliore di speranza, cosa importava il modo in cui sarebbero sfuggiti da certi "limiti"?
Elisabeth Strout scrisse questo primo libro da cui ne seguirono altri, che mi premurerò a leggere. La sua lettura mi ha lasciata col cuore immerso in una patina putrescente, appiccicosa, che lascia una vaga piattezza sospesa nell'aria, ma soprattutto forme di vita sbiadite e quasi prive di colore. Per sapere chi è la donna che ti mette al mondo, o, viceversa, la figlia che generi, perché è questo il fulcro dell'intero romanzo, è necessario scovare quelle forme "malate" che impediscano il suo lento processo. Intrappolato fra sogni, speranze di donne che sono ancora bambine che non hanno conosciuto in nessun altro momento della loro vita, calore e affetto, e siccome tale sentimento è più che naturale in un rapporto filiale questo romanzo è la rappresentazione di ciò ma nel modo sbagliato, specie quando si commettono errori e la fiducia evapora come fiati di vapore nell'atmosfera.
Mi chiedo ancora come ho potuto essere così cieca a non aver letto prima, se non adesso, i romanzi, anzi il romanzo di Elisabeth Strout. E la causa è sempre dovuta da me, dai miei dubbi, perplessità, che tuttavia non cerca in certe letture qualcosa di imprecisato, piuttosto raggiungere vette di inestimabile felicità. Tutto questo per dire, che a dispetto delle mie intuizioni, Amy e Isabelle mi ha ridotta a pezzi, con i suoi contorti meccanismi e ruoli che hanno avuto un'importanza tutta loro. Il labile confine fra possibile e impossibile, l'amore di una madre per una figlia, mi pose dinanzi all'ascolto del racconto forte e intenso delle protagoniste, frammenti forse della vita della stessa autrice, del suo concetto di amore fra genitori e figli. Questo romanzo è infatti un esame attento e dinamico, quasi una lunga riflessione e confessione fra queste due figure, questi concetti fino a divenire una quintessenza che si fonde e si disperde al punto tale che non esiste un'immagine perfetta, costante nel tempo ma solo una lunga serie di apparizioni, modi di sopravvivenza. Mediante alcuni segreti del cuore umano, è possibile scandagliare tutto questo, limarli nel miglior modo possibile, conformandosi alle regole universali della vita di coppia. Quasi una sventura che sia stata deplorata continuamente in forme di sventure, situazioni incresciose che, al principio, avrebbero potuto essere risolvibili, ma non più diversi di cosi.
Uno squarcio di vita che conferisce un'idea piuttosto chiara dei sentimenti intrinsechi che animano spesso l'animo in quanto si amalga perfettamente al presente, in un carosello di immagini ed episodi che si riversano sotto cieli grigi di rammarico, ricordi o memorie perdute. Così inaspettatamente bello ed intenso che mi ha atteso li, invisibile, maturando in queste pagine un processo catartico di cui la mente si aggrappa mediante l'oblio, l'arte imprescindibile delle parole, con il suo vasto corredo di illusioni, esortazioni, moti invisibili del cuore umano. La cosa che mi ha più stupita e conquistata è la forza dei sentimenti, così destabilizzanti, che coincisero col concetto di ingenuità e semplicità del fanciullo, impossibilitata a salvarsi da situazioni insostenibili, nonostante le innumerevoli battaglie di non poter mantenere intatta la propria identità.
Un romanzo drammatico, ma bellissimo che mi ha piacevolmente colpita. Teme nell'essere un anima dannata in mezzo a tante altre, con moti di profonda solitudine. Impossibilitata a non affezionarsi, a cogliere forme di particolare riflessione che mi hanno colta impreparata in quanto il loro sguardo è molto più di quel che sembra: non il ritratto di una semplice storia fra una madre e una figlia bensì l'impossibilità di vedere e sentire la realtà circostante al di là di ogni cosa, ogni forma o conseguenza.

Valutazione d'inchiostro: 4 e mezzo

4 commenti:

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