I
romanzi che compongono la pila della vergogna sono in netta descrescita…. Che
soddisfazione! Non potrei essere più felice che, da quasi due anni a questa
parte, continuando però ad acquistare compulsivamente, assistevo alla pila
della vergogna aumentare sempre più, e questa fabbrica di parole a cui presto o
tardi avrei dovuto accedere che avrebbe funto da espediente per comprendere la
realtà circostante, avrebbe ospitato ancora qualche autore per qualche altro
tempo. Un piccolo agglomerato di voci della letteratura italiana e non,
molti conosciuti e celeberrimi, i cui romanzi giunsero nel mio salotto virtuale
grazie all’edizione RBA. Niente se non questa occasione poteva rivelarsi
opportuna per conoscere e valicare celi celesti che erano ancora per me
sconosciuti, e anche dopo tanto tempo l’entusiasmo che avevo riservato al momento
in cui potei stringerne una copia fra le mani non cessò nemmeno quando accolsi
la loro chiamata in forma di bisbigli, silenzi, interdizioni. Non avrei potuto
dimenticare quel momento in cui, aperto il libro, quell’autore sconosciuto
spalancò le porte del mio animo e lì stanziarono per una manciata di giorni. Fu
la volta di Ann Radcliffe, che francamente non conoscevo, la cui carriera di scrittrice
la indusse a scrivere innumerevoli romanzi. Il romanzo della foresta è
un piccolo frammento di quella che è una lunga produzione, un canto altisonante
di più voci che si rinforza di vita, maestoso, in una fluttuazione appassionata
che turba i cuori di chiunque con forme sofisticate di solennità e misticismo.
Nulla di non già visto, ma qualcosa che ha turbato agli occhi poiché fra forme aggraziate
e posate è quasi un miraggio dinanzi alla severità di certi gesti compiuti
dagli uomini, dalla sua impossibilità di poter sognare, la cui stessa scienza
avrebbe misurato ogni orizzonte.
Autore: Ann Radcliffe
Casa editrice: Ellioti
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 404
Trama: Una carrozza lanciata a tutta velocità nella notte termina la sua corsa tra le rovine di un'antica abbazia nel sud della Francia, nel folto di una foresta, dove un inconsueto gruppo di fuggitivi trova finalmente riparo. Pierre e Constance De la Motte, nobili decaduti, si nascondono dalla legge e dai creditori; la giovane Adeline, la loro misteriosa protetta, si è unita ai De la Motte lungo la strada, consegnata da un manipolo di banditi. Il sollievo per il nuovo rifugio dura fino al giorno in cui il proprietario di quei boschi, l'ambiguo marchese di Montalt, mette gli occhi sulla ragazza. Tra la scoperta di sinistre reliquie del passato, incubi ossessivi e l'eco di un crimine commesso tra le mura dell'abbazia, Adeline comincerà a credere che il suo protettore sia coinvolto nei piani del marchese.

