Le vicende
tratte in queste pagine furono più complicate del previsto. Accettai il
proposito di leggere questo romanzo semplicemente perché, in un pomeriggio di
inizio maggio, in uno dei miei tanti e spericolati giri in libreria, lo vidi
nel bel mezzo di una carrellata di nuove uscite. La copertina, la trama, la
bellissima libreria posta come cover fu un richiamo fragoroso che non cessò di
esserci se non quando me ne accaparrai una copia digitale. Al momento, ho
promesso a me stessa che non acquisterò libri cartacei. Però una piccola
opportunità mi permise a leggerlo in ebook, e una volta mio non ci pensai due volte
a leggerlo. Senza dubbio il mio percorso fra le sue pagine non è stato
eguagliabile ad altri romanzi, forse all’esperienza che vissi con Vasilij Grossmann nel suo bellissimo Vita e destino. Perché la sua è stata una lettura che si è imposta con la mutezza di un silenzio gigantesco, in mezzo al nulla, riempiendo i miei polmoni dall’invisibile ragnatela di una guerra che avrebbe prostrato in due il popolo. In tutto questo, qualcosa di estremamente sigillato, pietrificato, immobile come un disegno, avrebbe giaciuto sotto una lava di silenzio, intessuto di passi impercettibili che sibilano morbidi e si riversano in istituti ovattati dal silenzio.
Titolo: Belladonna
Autore: Dasa Drndic
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 416
Trama: Quando l’università decide di fare a meno di Andreas Ban, uno psicologo che non esercita più e uno scrittore che non scrive più, l’ex professore si ritrova con una misera pensione nel suo appartamento in un piccolo paese della Croazia. Circondato da libri, fotografie, risultati di esami medici, lettere senza risposta e scatole di ricordi, cerca di salvare dall’oblio le storie di famiglia, dei suoi amici perduti, degli ex pazienti. Storie irrimediabilmente intrecciate con l’ombra dell’occupazione nazista nella seconda guerra mondiale, con l’implosione della Jugoslavia e con la vita luminosa delle città d’Europa – Amsterdam, Trieste, Venezia – così vicine e al tempo stesso così lontane dai Balcani.
Andreas Ban sfida la malattia che indebolisce il suo corpo per scavare nei suoi tanti passati: ironico, ribelle, romantico, alla deriva in una società che opprime il pensiero critico e dimentica i propri errori. E mentre tutti, intorno a lui, sembrano ricordargli che il tempo scorre sempre più in fretta, Andreas si ritrova improvvisamente con nuovi e insperati motivi per ricominciare a vivere.
Autore: Dasa Drndic
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 416
Trama: Quando l’università decide di fare a meno di Andreas Ban, uno psicologo che non esercita più e uno scrittore che non scrive più, l’ex professore si ritrova con una misera pensione nel suo appartamento in un piccolo paese della Croazia. Circondato da libri, fotografie, risultati di esami medici, lettere senza risposta e scatole di ricordi, cerca di salvare dall’oblio le storie di famiglia, dei suoi amici perduti, degli ex pazienti. Storie irrimediabilmente intrecciate con l’ombra dell’occupazione nazista nella seconda guerra mondiale, con l’implosione della Jugoslavia e con la vita luminosa delle città d’Europa – Amsterdam, Trieste, Venezia – così vicine e al tempo stesso così lontane dai Balcani.
Andreas Ban sfida la malattia che indebolisce il suo corpo per scavare nei suoi tanti passati: ironico, ribelle, romantico, alla deriva in una società che opprime il pensiero critico e dimentica i propri errori. E mentre tutti, intorno a lui, sembrano ricordargli che il tempo scorre sempre più in fretta, Andreas si ritrova improvvisamente con nuovi e insperati motivi per ricominciare a vivere.

