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domenica, aprile 12, 2020

Gocce d'inchiostro: Il cecchino paziente - Arturo Pèrez Reverte

Di romanzi ancora da leggere e vivere, gli scaffali delle mie due librerie, sono ancora pieni, e in questo triste periodo vige il proposito di cibarmi di tutte quelle opere che languiscono sullo scaffale da troppo tempo. La mia coscienza sa che certe occasioni capitano raramente, certe cioè attrazioni di acquistare compulsivamente, accumulare pile su pile romanzi che nemmeno il tempo o la spazio contiene, solo simili eventi saranno smorzare. Me la spasso con incoscienza in qualunque territorio, sebbene lo studio e valuto a fondo, ma lo faccio con attenzione, consapevolezza e caparbietà benchè il minimo sentore di cedimento mi indirizzasse su altri fronti. La lettura de Il cecchino paziente ha schiuso, in buona parte, quegli inutili pregiudizi che avevo riposto ad inizio lettura, anche se non abbastanza da darmene una vera e propria conferma, ancora troppo vago, troppo ombroso per dare un senso alle cose.
Il mio temperamento tuttavia non diniega mai di provare sulla pelle il brivido dell’avventura, e non si tira indietro dinanzi a niente e nessuno. Ci sono stati momenti in cui ho dovuto << pagare >> il prezzo di questa mia innata temerarietà, ma per il momento mi limito a scrivere che questa ennesima esperienza si è rivelata positiva. Ammaliante, interessante, residuo fine della cenere di una sigaretta ardente sin dall’inizio, in cui il proposito di far restare intatta la propria anima, la propria identità è uno dei messaggi più significativi del romanzo. Un tentativo ben riuscito di interpretare un mondo corrotto ma alla moda dai colori accesi e forti, che tuttavia lascia tracce del suo passaggio per la generale malinconia che trasudano le sue pagine. Ammantato di una certa tolleranza, una realtà parallela vecchia e deteriorata dal tempo che lascia un segno.



Titolo: Il cecchino paziente
Autore: Arturo Pèrez Revert
Casa editrice: Bur rizzoli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 253
Trama: Ad Alejandra Varela, detta Lex, specialista in arte urbana, piacciono le donne, e non ne fa mistero. Ma ora che ha perso la sua compagna, Lita, non le resta che il lavoto. Un incarico editoriale la mette sulle tracce di Sniper, uno dei writer più famosi al mondo, un ribelle apparentemente indomabile, protagonista di “interventi” ben oltre i limiti della legalità, con conseguenze in qualche caso fatali per i giovani che si chiama all’azione. Quasi nessuno ne ha mai visto il volto, nessuno conosce la sua vera identità. Un artista? Lui dice di non esserlo, ripete che i suoi “pezzi” sono “guerriglia urbana”. Eppure, se qualcuno lo convincesse a esporre le sue opere e a farne un libro, sarebbero in molti ad arricchirsi. Almeno all’inizio, è per questo che Lex lo insegue da Madrid a Lisbona, da Verona a Napoli, immergendosi sempre più nel mondo dei “graffitari”, nei loro codici e nei loro valori. Anche qualcun altro, però, sta cercando Sniper, con tutt’altre intenzioni. E pedina Lex per arrivare fino a lui. Quello che allora si scatena è un duello intelligente, un gioco di specchi tra cacciatori e prede, tra schermitori che cercano il fianco debole dell’avversario. E poi colpiscono. Sempre. Perché “Il Fato è un cacciatore paziente” che non perdona. Mai.
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