E' incredibile come, nel palcoscenico
illuminato artificialmente della vita, in un caos fantasmagorico di voci e
volti, si intrecciano e si sovrappongono le azioni di entità semplici ma creati
altrove che determinano il nostro personale destino. Io e Dorn probabilmente
eravamo destinati ad incontrarci, e adesso che sono trascorsi già due anni dal
nostro primo incontro mi rendo conto che non farlo sarebbe stata un'occasione
perduta.
La psichiatra è un romanzo originale, semplice e
avvincente la cui bellezza, al termine della sua lettura, sta nel domandarsi
come faccia un romanzo apparentemente semplice a nascondere una così avvincente
avventura. E questa recensione ne dimostra il mio totale appagamento, come un
raggio di sole che filtra in una coltre di nuvole grigie e minacciose. Dolore,
felicità, comprensione, apprensione: sensazioni particolari e contrastanti che,
nonostante la semplicità della storia, ti scombussolano da dentro e ti inducono
a compiere profonde riflessioni sulla mescolanza fra buono e cattivo.
Titolo: La psichiatra
Autore: Wulf Dorn
Casa Editrice: Teatro
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 398
Trama: Lavorare in un ospedale
psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con
un'umanità resetta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente.
Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di
terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È
chiusa in se stessa, mugolaparole senza senso. Dice che l'Uomo Nero la sta
crescendo. E quando il giorno dopo la paziente scompare all'ospedale senza
lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo.

