Ci sono i libri. E poi ci sono quei libri che, belli, lasciano segni del loro passaggio. A volte ti annichiliscono per la loro suprema essenza. Mi sono sempre considerata una lettrice forte, e di romanzi nella mia carriera ne ho già letto un discreto numero. Fra delusioni e innamoramenti vari, ho potuto così anche io ritagliarmi una fetta di vita di cui la stessa lettura ne conferisce un ampio respiro. Col tempo ho compreso, che valicando ogni cielo celeste i classici fossero l’approdo maggiore. Quel luogo in cui la mia anima avrebbe scintillato fra le avverse stelle. Brillato squisitamente senza che io me ne rendessi conto. Magia? Forse. Io la definisco più come una sorta di attinenza. Il mio è il mondo classico e antico, ma anche moderno e usuale. Per mia sorella è quello dello shopping e del make up. Per mia mamma quello dell’arte culinaria e della Settimana Enigmistica. Piccoli agglomerati in cui ci sentiamo vivi. Noi stessi. E, in questi piccoli spazi, confesso che ci sono stati quelle partiture d’arrivo che hanno emesso una certa importanza. Senza questi romanzi, che adesso vi presenterò, non sarei la lettrice che sono adesso. Curiosa, ambiziosa, orgogliosa e testarda.
Questi dunque quei romanzi, quei primi classici, in cui ho potuto muovermi agilmente in questo splendido mondo. Ognuno di loro mi ha impartito una lezione, seppur talvolta non sapevo di averne bisogno. E siccome di libri non se ne parla mai abbastanza, perché non parlare di classici non avanzati per giovani milizie non ancora assuefatte da questo splendido mondo?
Primissimo romanzo che mi fu regalato
quando ero piccolissima. Incomprensibile e distante, all’epoca, accessibile e
godibilissimo ai primi albori dell’adolescenza. Ricordo che feci come mie le
avventure della testarda Pollyanna, il suo desiderio impellente di farsi strada
nel cuore dell’algida zia, un corredo di situazioni ed eventi che forniscono
perfettamente un epoca che non è più nostra.
Autore: Eleanor Porter
Casa editrice: Gallucci
Prezzo: 12, 50 €
N° di pagine: 224
Trama: Fin da piccola Pollyanna ha imparato da suo padre ad affrontare gli ostacoli col sorriso sulle labbra e a non scoraggiarsi mai. A undici anni va a vivere dall'austera zia Polly e grazie al suo carattere solare mette in subbuglio la tranquilla vita del paese. Tutti gli abitanti, zia Polly compresa, si lasceranno coinvolgere dal suo "gioco della contentezza", che consiste nel trovare sempre, in qualsiasi circostanza, un motivo di cui rallegrarsi.


