Interpretare il modo in cui gli autori dipingono la realtà circostante, a volte con modestissimi acquerelli nascosti nella soffitta impolverata della loro anima, ha sempre funto da opportunità o espediente per interpretare con le parole questi ritratti. Non sono ancora brava, come desidero, ma il cercare di produrre sulla carta non tanto quello che vedo, quanto l'aura lucente in cui mi confino è motivo di grande soddisfazione.
L'altra sera, un'ora prima dello scoccare della mezzanotte, mi si avvicinò una donna. E, dalla sua storia, ho scorto la solitudine del suo cuore. Grande e sorda come un rimbombo che esce dalle viscere dell'animo, che attraversa il cuore e entra dappertutto, come un simbolo della disarmonia dello spirito di masse di carne instabili ma con una loro identità. L'intima, dolorosa e necessaria essenza, protagonisti di vicende che si snodano come piccoli dettagli dinanzi al nulla.Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione, fatti attuali accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. In ogni sua essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini.
Titolo: La casa olandese
Autore: Ann Patchett
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 352
Trama: Alla fine della Seconda guerra mondiale, grazie a un colpo di fortuna e a un unico, perspicace investimento, Cyril Conroy crea dal nulla un impero immobiliare che porterà la sua famiglia dalla povertà a un'immensa ricchezza. Per fare sfoggio del suo nuovo status, acquista la casa olandese, una sfarzosa proprietà nei sobborghi di Filadelfia. Comprata per fare una sorpresa alla moglie, la villa dà il via a una serie di avvenimenti che finiranno per danneggiare le persone a lui più care. A raccontare la vicenda è il figlio di Cyril, Danny, che insieme alla sorella maggiore Maeve è stato esiliato da casa dalla seconda moglie del padre. Per tutta la vita i due ragazzi non fanno che tornare, fra l'ironia e la rabbia, alla vecchia questione di ciò che hanno perduto. Questo loro legame indissolubile, se da una parte salverà loro la vita, dall'altra ne comprometterà il futuro.



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