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giovedì, gennaio 07, 2016

Un anno pieno di parole: Carta e inchiostro Anno 2015

In un anno pieno di racconti, dopo aver letto un numero spropositato di letture, possono accadere tante cose. Ci si vede recarsi in posti che ogni tanto si ama visitare, vaghiamo in casa come anime in pena, cerchiamo la storia giusta che faccia al caso nostro e alla fine ci accorgiamo che non sempre il tempo che dedichiamo a certi romanzi è così fruttuoso. Nell'aria che si respira non c'è alcuna allusione all'idea di qualcosa che possa soddisfarci, e ci si domanda cosa ci possa essere di speciale a trascorrere feste, cenoni, compleanni in compagnia di un amico che non riesce a capirci.
Quest'anno, come molti altri anni, sono stati numerosi i romanzi letti. Alcuni talmente belli, romantici, malinconici e struggenti, che hanno lasciato uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona. Altri, invece, che per quanto ben scritti o di forte impatto, hanno accumulato un numero sproporzionato di critiche e lamentele. Liquidati con facilità per la natura poco infruttuosa della storia, o per fastidiose incongruenze che inducevano quasi sempre a farci storcere il naso.
Il post di quest'oggi - una novità da quant'è che il blog è in vita -, propone dunque una carrellata di romanzi composti incidendo graffi sulle pagine. Una sorta di riepilogo libroso, mio e della mia cara amica Elisa, che elogi e critichi alcune delle letture che ci hanno accompagnato in questo anno, oramai passato. Strutturati in due categorie ( la carta e l'inchiostro), che trascinano in un intero mondo di luce e ombre. Di bianco e nero. Di buono e cattivo. Fra canti celestiali all'ennesimo autore che abbia avuto la sorprendente capacità di farci battere il cuore, e parti invisibili che fioriscono e che tuttavia restano invisibili.

Carta:






Celeste 1872: una storia che ho ascoltato in tutta la sua meravigliosa essenza. In un irresistibile silenzio, in un mondo in cui si è completamente indifesi dove gli uomini, spettatori di una realtà a cui si adatteranno al più presto, sorvegliano silenziosamente l'azzurro del cielo. Una cornice in cui lo sguardo rimane intrappolato, si fissa come un'impronta nella mente.

giovedì, giugno 18, 2015

Postfazione

Avanti, stimato lettore, addentrati senza paura nelle pagine di questo diario, dove troverai incredibili confessioni che spero arrivino dritto al tuo cuore e forse anche alla tua coscienza.

Anche se è mio dovere avvertirti, valente lettore, che qui ti troverai davanti una serie di confessioni che forse non immagini neanche.

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