mercoledì, luglio 01, 2026

Gocce d'inchiostro: La città e le sue mura incerte - Murakami Haruki

La condizione di un giovane pieno di desideri, "ridotto all'osso" e reso sensibilissimo mi narrò la sua storia mediante un lungo e profondo flashback e che, alla pari di tanti altri romanzi, non ha un nome.
Artista che eccelle con la propria arte segreta, parte integrante di un mondo ignoto a tutti quelli che gli stanno intorno, riescono a penetrare in lui come uno sguardo indagatore che sembra quasi voler trafiggere gli altri, nota per nota, riga per riga. Essere in un giardino segreto a cui solo lui può accedere. Ma sarà veramente così? Non esiste nessuno che riuscirà a capirlo veramente? A leggere nel suo cuore come nessun altro? Non lo farà più sentire solo. Isolato, alle prese con qualcosa che riesca a redimerlo dalla sua condizione di penitente? A quanto pare, si. Un fulmine silenzioso e invisibile, ha fatto breccia nel suo cuore generando un'attrazione senza limiti né condizioni. Senza un motivo né una spiegazione. Senza ma, né se.
Con un semplicissimo gesto mi ha reso partecipe dei segreti che popolano questa città. Come un uccellino che vola e può sentire la forza del vento. A scorgere in lontananza un paesaggio, ma troppo distante per poterne cogliere i particolari.
Sensazioni mai provate prima. Un luogo magico in cui l'amore illusorio e quasi irraggiungibile di due amanti nati sotto una cattiva stella avrebbe potuto sfociare in tutta la propria essenza. Una meteora incandescente che aveva preso fuoco. Bellezza e luminosità. 


Titolo: La città e le sue mura incerte

Autore: Murakami Haruki

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 560

Trama: Diciassette anni lui, sedici lei, il primo amore, il tempo di un’indimenticabile estate. Tra passeggiate lungo il fiume o in riva al mare, speranze sussurrate su una panchina e sogni affidati alle righe di una lettera, lei gli racconta di una città circondata da alte mura: i ponti di pietra, la torre di guardia, un orologio senza lancette, una biblioteca. «La vera me stessa è lì che vive», gli dice la ragazza, e lì lui sarà il Lettore dei sogni. Poi, all’improvviso, lei scompare. La chiave per ritrovarla è quella città. Ma solo chi lo desidera con tutto il cuore potrà superare le sue mura. Un romanzo immerso nelle atmosfere ipnotiche e rarefatte che hanno reso celebre Murakami Haruki, ma anche ben radicato nella realtà. Una profonda riflessione sullo scorrere del tempo, sul rimpianto di ciò che abbiamo perduto, sugli sconfinamenti della verità, sul senso della nostra esistenza.

lunedì, giugno 29, 2026

Romanzi su misura: Giugno

Un altro mese concluso. Evaporato come fiati di vapore nell’atmosfera. Com’è possibile? Si dice che il tempo sia un concetto, una predisposizione relativa, ma congedata da un’altro mese cerco di non procrastinare tentando di identificare le cause o le motivazioni, quanto ad abbracciare le routine come moto o scopo per essere sempre produttiva… forse è questa la risposta ad ogni dubbio o dilemma. I mesi, le settimane, i giorni scorrono nel loro relativo ed inesauribile processo, ma se alla fine raccolgo il frutto di qualcosa è perchè mi impegno affinché sia così. Adotto delle strategie, mi impongo una certa disciplina, e, alla fine di un mese, di una settimana, di un anno, raccolgo il frutto di ogni sacrificio.

I risultati arrivano presto. I romanzi dotati del più alto contenuto di sostanze corrosive per l’anima, i miei wraup up vantano un numero vertiginoso. E’ il cosiddetto processo o risposta dal quale posso cogliere o trarre beneficio. E dalle letture effettuate e concluse in questo sesto mese, non ho la presunzione di scrivere di aver ottenuto ciò che più desideravo, ma entusiasta di aver trovato la soluzione, la possibilità di essere sopravvissuta, rispondendo ad ogni stimolo o impulso esterno.

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Romanzi su misura in cartaceo:

Racconto di svariate storie, storie realmente accadute, racconti di vita o di morte di autori e delle loro storie. Non un prodotto finito, ma il processo, il divenire del pensiero in tutte le sue tortuosità. Una serie di gesti agitati che vietano la compiacenza, la sicurezza, la chiusura mentale, avvolti quasi in una cortina di mistero, solitudine e insoddisfazione, che si stanza in un grande e magnifico periodo del secolo. 

Valutazione d’inchiostro: 4

sabato, giugno 27, 2026

Gocce d'inchiostro: Misrule - Heather Walter

La cosa che più mi colpì arrivando alla fine di questa ennesima saga, una lettura che quattro anni fa mi aveva entusiasmato, infervorato il mio animo come non accadeva da tantissimo tempo, furono le scelte, quelle forme di compromesso che l’autrice rivela in una netta e precisa constatazione: non conta chi sia realmente buono o cattivo, ma chi sia disposto a perdonare il passato nel costruire un futuro comune.

Riscrivendo la fiaba classica de La bella addormentata, il romanzo punta a smantellare tali concetti tradizionali di Bene e Male, esplorando l’umanità antagonista fiabesca, l’amore saffico senza filtri, sovvertendo i canoni del genere fantasy e della bellezza. I cattivi non nascono come tali ma sono il prodotto di una società che li ha emarginati, e Alyce, antieroina dal cuore non propriamente puro, sarà soggetta a forme di malvagità come risposta a secoli di abusi subiti dal suo popolo. In una sottile linea tra giustizia e vendetta, in cui la supremazia, il risentimento detossificano anche quel legame puro e intrinseco, spingendo chiunque alla redenzione.

Titolo: Misrule

Autore: Heather Walter

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 492

Trama: La grazia oscura non c'è più. Temuta e disprezzata per il tenebroso potere che le scorre nelle vene, Alyce si sta godendo la sua vendetta su coloro che l'hanno resa una reietta. Briar è stato un regno bellissimo e corrotto, ma ora è interamente sotto il suo potere, e nessuno può sfuggire alla sua ira. Neanche l'unica persona che ne possiede il cuore. La principessa Aurora ha saputo vedere oltre il volto cupo di Alyce, e conquistare un amore che sembrava promettere l'alba di una nuova epoca. Ma quell'amore ha avuto un prezzo e adesso Aurora dorme un sonno incantato, vittima di un sortilegio che neppure Alyce può spezzare. E così il sogno del mondo che avrebbero potuto costruire insieme è andato in fumo. Alyce è disposta a tutto pur di risvegliare la donna che ama, anche a diventare la mostruosa creatura che gli abitanti di Briar credono che sia. Ma Aurora potrà amarla anche come cattiva? O l'amore è solo per le favole?

giovedì, giugno 25, 2026

Parole di troppo: romanzi istruttivi

Vi sono romanzi, testi che ritraggono immagini, figure recise i cui messaggi senza codice sono verità che salvano. L'unica cosa vera che forse condurrà alla salvezza. Inquietando, sconcertando, dominando sulla scena come una figura invisibile che sottopone le sue creature a un trattamento speciale, per usare un eufemismo, che include un esame attento sulla psiche umana. Considerati come messaggi provenienti da qualche divinità, lunghi percorsi ad ostacoli senza alcuna possibilità d'uscita. Identità distorte o bipolari che come animali selvaggi ringhiano e agognano la libertà; assurde chimere di felicità dove esiste la compassione, il conforto, l'amore; amori segreti sopiti dal tempo. 

Di queste letture, una più bella di un’altra, ad accumulare è un’unica cosa: la cultura. In epoca passata, quasi un segreto di cui non si conosce l’identità. In epoca moderna, indelebili ferite che inflitte alla nostra povera anima ricoprono il cuore ma non lo intrappolano nella benevolenza, in un tripudio di colori o suoni in cui esse possono riposare in pace. Quanto delle volte esse sfuggono alla comprensione, così vacue da cui non si può fare nient’altro che assimilare. Forse, in questo modo, sarebbe stato possibile cogliere qualcosa. Sicuramente non si trovano limiti, ma ci indirizzano lungo una strada in cui è possibile scovare la salvezza.

Alla pari, queste letture, diverse per epoca, per culture o lingue diverse, espugnano tutto questo. Chi, maggiormente, chi, invece, donando uno squarcio. Ma, nell’insieme, invitandoci a percorrere questo corollario di conoscenze avvicinandoci a tentoni, ma indirizzati dalla voce dolce del nostro cuore.

Jude aspira a raggiungere quella Gerusalemme celeste, quell'unico luogo in cui potrà divenire uno studioso.


Titolo: Jude l’oscuro

Autore: Thomas Hardy

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 9, 90 €

N° di pagine: 381

Trama: Pubblicato inizialmente a puntate e poi in volume nel 1895, "Jude l'oscuro" fu l'ultimo romanzo di Hardy e fu stroncato senza riserve dalla critica e dal pubblico vittoriano del tempo, a tal punto che Hardy ritenne conclusa la propria carriera di romanziere. Il libro, ribattezzato dalla critica "Jude the Obscene" (Jude l'Indecente), venne inoltre bruciato pubblicamente dal vescovo di Exeter lo stesso anno. Il protagonista della storia è Jude Fawley, un giovane uomo appartenente alla classe più umile della società, il cui sogno nella vita è divenire letterato. Altri due personaggi cruciali del racconto sono la volgare prima moglie di Jude, Arabella, e Sue, la cugina di cui si innamora perdutamente. Opera cupa e pessimista, ha avuto un'efficace trasposizione cinematografica nel 1996, per la regia di Michael Winterbottom, con Christopher Eccleston e Kate Winslet nei panni di Jude e Sue.

martedì, giugno 23, 2026

Cinque gocce in cinque giorni: romanzi vissuti in poco tempo 4°

Non vivo in negativo, quanto alla giornata. La mia anima appare sempre luminosa, confortevole, calda, perchè motivata dall’idea che la vita bisogna viverla, a seconda di ciò che ci dona. Momenti in cui siamo presi dal brio, dal brivido o dall’eccitazione di una nuova forma di avventura; attimi in cui le sorprese date si rivelano più insidiose di quel che si crede. La conoscenza del mio sé, del mio essere, è la radice della comprensione e della saggezza. In età adulta si comprendono tante cose. Tanti dilemmi di cui un tempo ero protagonista, i miei occhi si colmavano di tristezza, distorti da nuove forme di consapevolezza. Ogni gesto o azione, adesso, è ben ponderato, intavolato, previsto. Niente è lasciato al caso, quanto soggetto a riflessioni, metodologie… Ho scelto di leggere questi cinque libri in un lasso di tempo a dir poco breve, motivata dal desiderio di conoscere a fondo i loro autori. Alcuni, già conosciuti in passato. Altri, mai letti il cui respiro caldo è ancora percepibile.. Testi di cui serberò un bel ricordo, altri un po ' meno. Ma che, nell’insieme, rendono più chiaro, più nitido le mie emozioni su carta….

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Titolo: Mendel dei libri

Autore: Stefan Zweig

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 7 €

N° di pagine: 56

Trama: 

La storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. Il sovrano di un mondo parallelo - un mondo di carta.

domenica, giugno 21, 2026

Nella baia delle parole: romanzi religiosi 4°

Sembra una frase fatta, questa, il genere d’espressione che si trova nei romanzi d’appendice. Eppure questi romanzi hanno esercitato un certo fascino su di me. Non nell’immediato, lo confesso, ma alimentato grazie ad una buona scrittura, una storia originale ed avvincente in cui vi ho potuto scorrazzarvi quanto mi pare e piace. Non se ne vedono, anzi, leggono storie di questo tipo ai giorni nostri. Perlomeno non scritte così. Densità, moralismo, pragmatismo, introspezione, cultura, complessità dell’anima rispondono alle caratteristiche che convergono attorno a questi romanzi, che si pongono delle particolari domande sull’Universo, su come esso funziona, da chi sia popolato e per cosa auspicano i suoi personaggi. Un certo potere che condividono quasi tutti, che non credevo mi conducesse nell’affannosa conquista della propria << libertà>>. La mia e quella dei protagonisti di queste storie, in cui il concetto di religione concede l’opportunità di studiare a fondo ciò che mi aveva circondato, vivendo in una zona remota, completamente dispersa, in uno dei posti più particolari ed scintillanti che avessi mai visto.

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La Barnes non ha fatto nient’altro che indicare ciò che ai suoi occhi fosse più ovvio: colei che desidera amare senza peccare. E lei sarebbe stato il problema ma anche la soluzione. La soluzione di scoprire un sé completamente estraneo al resto della comunità ma che è, come nel caso dell’onda di cui facevo cenno prima, destinato a diventare parte integrante di un regno celeste.


Titolo: La foresta della notte
Autore: Djuna Barnes

Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 12 €

N° di pagine: 176

Trama: Al centro della Foresta della Notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava «una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana». E presto il romanzo sarebbe diventato una leggenda. La foresta della notte è del 1936.

venerdì, giugno 19, 2026

Gocce d'inchiostro: Buio. My land - Elena P. Melodia

La prassi è sempre la stessa. A un periodo turbolento, sfiaccato dall’imprevedibilità del Caos, della vita, in generale, certe letture fungono da balsamo, da beneficio o ristorazione. Di Alma e della sua particolare storia, partorita da un’autrice italiana che, all’epoca dei miei diciassette anni, mi diede qualcosa che negli anni ho letto, divorato, trangugiato un mucchio di volte, persi la testa un mucchio di volte. La mia copia ingiallita per l’incuria del tempo, la costa scollata e un pò sbiadita, rivelano quei segni di << avvincendamento >> in cui io e Alma fummo soggette, e non poche volte. Sulla soglia dell’età adulta, a farmi tornare fra le sue pagine, a distanza di tutto questo tempo, fu tuttavia un semplice gesto: pescare il romanzo dalla mensola di una strapiena libreria, e essere spettatrice di questo dramma dantesco con i suoi splendidi canti, nel romanzo ammantato da efferati e sanguinosi omicidi, anime straordinarie, vacue e irrazionali, che mostrano  quel genere di incongruità, specchi dei vizi e delle virtù umane, che condurranno Alma dinanzi alla vita, o, a seconda dei casi, alla morte..

Titolo: Buio. My land

Autore: Elena P. Melodia

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 415

Trama: Diciassette anni, bellissima, apparentemente sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: "Sorrisi e lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo". Se lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma scrive di notte, come in preda a un'inspiegabile trance, rendendosi conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell'assassino. Mentre la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro, che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano intorno.

mercoledì, giugno 17, 2026

Nella baia delle parole: romanzi scacciapensieri da ombrellone 6°

Mentre i giorni passano, sopraggiunge la bella stagione. Il caldo torrido, denso, appiccicoso che induce o costringe a farci desiderare nient’altro che una boccata d’aria fresca, a stare a mollo, al mare o in una piscina, in spiaggia o in montagna, in qualunque luogo in cui poter << respirare >>, appropriandosi di una condizione annuale che preannuncia o decanta la stagione in cui sono nata. La genesi di ogni perché. Aspettative, possibilità che perlopiù si consolidano e concretizzano, dinanzi a un mondo che assume sempre più quelle fattezze infuocate di cui siamo o saremo vittime. Pur quanto vorrei eclissarmi, esimermi da tutto questo, presto o tardi la bella stagione inonda il mio piccolo essere mettendomi in guardia, cosciente di dover sorbirmi gli effetti di un periodo così infuocato. Ma le letture, i romanzi, la parola scritta, hanno sempre illuminato - in qualunque stagione o periodo, a dire il vero - i corridoi bui della mia anima, ricomponendo silenziosamente ciò che è stato rotto o soggetto a modifiche. Ma la maggior parte delle volte, a dire il vero, tento di non frantumarli, quanto di preservarli, lasciarli intatti. E così, la spensieratezza o leggerezza di certe storie donano prova di desideri struggenti, impennate irruenti e sorprendenti verso un’unica strada, quella della verità, una verità che travolge ma allo stesso tempo distrugge qualcosa. Ogni briciolo di illusione, ogni dono mancato, quanto la certezza che queste letture potranno soddisfare i miei desideri, la mia sete di illusione, raccogliendo i fili di una narrativa veloce, semplice, spensierata che sovrappone il presente, la serietà di certi attimi o gesti.

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Titolo: Una casa quasi perfetta
Autore: Emily Eden
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 17, 50 €
N° di pagine: 245
Trama: L'autrice fu una appassionata seguace di Jane Austen e immaginò di scrivere dei romanzi laddove la grande scrittrice aveva concluso i suoi, ovvero dal racconto della vita di una coppia dopo il matrimonio. Come in "Orgoglio e pregiudizio", la storia inizia con un dialogo tra i genitori della protagonista, la dolce Helen Beaufort, che ha da poco sposato lo scapolo più ambito, Lord Teviot. Nonostante ci siano tutti i presupposti per un'unione ben riuscita - marito e moglie sono giovani, belli e facoltosi - i due dovranno affrontare gelosia, orgoglio e una serie di fraintendimenti che rischieranno di mandare a monte il matrimonio. Sullo sfondo di spettacolari tenute di campagna, tra cene eleganti, visite formali, lettere, dialoghi arguti e sottili considerazioni, l'autrice ha dato vita a un sofisticato intreccio psicologico dalla comicità ancora intatta, che ci insegna quanto sia difficile abituarsi alla vita coniugale nonostante l'amore.

lunedì, giugno 15, 2026

Gocce d'inchiostro: All'ombra di Julius - Elizabeth Jane Howard

All’ombra di Julius apparve con la sua splendida copertina in bianco e blu giudicandolo esattamente per come si è rivelato:una lettura bellissima, il racconto di una famiglia recisa da un orribile evento, sciorinato in un età che si aggira intorno agli inizi degli anni ’20, col pallido riflesso di visi segnati da tanti pensieri e propositi.
Sopra di me, il fantasma della sua autrice, che pendeva sopra la mia testa, deceduta oramai dodici anni fa, che onnipresente come Dio lasciò in ogni suo romanzo frammenti della sua essenza.
La Howard fu quel tipo di donna che negli anni vissuti non conobbe con esattezza il significato della parola << amore >>: appassionata lettrice, ingenua, romantica e sognatrice, che in linea diretta alla mia anima, a quella perlomeno di cinque anni fa, nella sua difficile giovinezza crebbe mediante concetti o paradigmi violati, che non ammisero ulteriori spiegazioni sui problemi più complessi dell’esistenza umana. La sua, e degli individui che vi fecero parte.
Attratta da un concetto ben lungi di perfezione, ho così accolto la lettura di questo splendido romanzo con straordinaria forza, mostratasi nel momento in cui lasciai cadere alcuna remora o obiezione ai miei propositi natalizi, che tuttavia ho applicato strenuamente.
Amo la Howard, mi piacciono i suoi romanzi, che man mano arricchiscono il mio bagaglio letterario divengono sempre più belli, per quanto me lo consenta la mia natura; e anche nei confronti di All’ombra di Julius il mio atteggiamento è stato uguale a tutti gli altri, giudicandolo più come un’esaltazione dell’anima dell’autrice anziché come argomentazione sentimentale. Il mio fervido interesse fu tale che assursi a qualunque intoppo, che a lettura terminata non vedevo l’ora di poter leggere qualcos’altro. In qualunque aspetto, sia negativo sia positivo, i romanzi della Howard sono scialuppe di salvataggio dinanzi un mare in tempesta che potrebbe essere affine ai gusti di molti lettori che si considerano impavidi e curiosi, il che quel regalo perfetto per regalare un sorriso, donare felicità con un semplice gesto.

Titolo: All’ombra di Julius
Autore: Elizabeth Jane Howard
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 326
Trama: Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occuppata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concetrarsi sulla carriera di pianisti. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.

sabato, giugno 13, 2026

The best and the world reading of mid year

La metà di un anno, quei cosiddetti cento sessante giorni da cui è subentrato il nuovo anno, ormai slegato, sciolto, isolato da quello vecchio, proiettato lungo il nuovo, diventato simbolicamente importante nel stilare una lista di letture, di romanzi che possano essere strutturati mediante ciò che può essere considerato positivo e ciò che può essere considerato negativo. Da quant’è questo 2026 ha emesso il suo battito, il suo palpito si è sprigionato fra le pareti della mia casa, le letture vissute sono state soddisfacenti, la maggior parte, ma anche negative nel quale l’idea di potermene disfare definitivamente come un mantra, sembra quasi un rito necessario. Un espediente per esorcizzare ogni cosa, lavare questo mio mondo depurato da forme avverse esterne.

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Le migliori letture: 

Una sorpresa estremamente piacevole e l'arrivo in un luogo che ha  destato il mio fascino, in un periodo decisamente no, ha rischiarato le tenebre del mio animo, ancor di più. In un luogo splendido, una stanza colma di libri e uno scambio epistolare dove i protagonisti sono fuggitivi di una realtà che presto sarebbe diventata loro, in una nuvola di elettrica vitalità, in cui ho perso volontariamente le mie tracce. 

giovedì, giugno 11, 2026

Gocce d'inchiostro: Le donne di troppo - George Gissing

Le mie recensioni esordiscono quasi sempre come esprimendo, dichiarando qualcosa alla letteratura. Alle parole, allo splendido suono che scaturiscono certe frasi, certi elementi, sul quale però riverso quasi sempre me stessa. In maniera del tutto vaga, incerta, implicita, non mostrandomi agli occhi del mondo quanto plasmando una certa figura. I libri che leggo e che recensisco, quando riporto certe frasi o parole, non sono per chi mi legge. Quello si.. Svolge anche un certo ruolo… Ma l’espediente primordiale, quello per cui ogni cosa può ricondursi, è che certe cose sono scritte per me stessa. Per me, per il mio essere silenziosa, riservata, osservatrice attenta e scrupolosa. Per me, che giorno dopo giorno combatto silenziosamente delle guerre, scorribande o battaglie impari… 
In una delle mie tante immersioni nel cuore della letteratura vittoriana, accadde che mi imbattei nella conoscenza di questo autore - che nel 2020 conobbi solo grazie alla pubblicazione in casa Fazi di New Grub Street -, il cui resoconto sociale e politico così chiaro e dettagliato su un frammento di verità, pur quanto sia stato scritto più di un secolo fa rivela una certa modernità. Era destinato a diventare anche un’isola. Un piccolo isolotto in cui ho potuto risiedere per quasi due settimane, scrivere, prendere appunti, riporre i miei pensieri su carta, su quello che avevo visto o sentito, ma rimanendo aggrappata alla mia anima e a me stessa.
Ritrovo così quello che avevo già scorto in New Grub Street, quando l’autore si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò una storia che sembrava possedere qualcos’altro, quanto segnato profondamente la vita di molte donne. Io, come donna, non ho potuto non sentirmi coinvolta, partecipe, unanime all’urlo di disperazione che è stato lanciato in precedenza da un’altra donna, Sarah Grand, colei che coniò il termine di New Woman, estrapolato dal fallimento di certi matrimoni, offrendo scialuppe di salvataggio, prospettive migliori, per un nuovo avvenire.

Titolo: Le donne di troppo

Autore: George Gissing

Casa editrice: La tartaruga

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 600

Trama: Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. Con la verve e il sarcasmo del romanzo di costume di Jane Austen, nella Londra di Dickens e Thackeray, Gissing racconta varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta come se fossero vere, giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere.

martedì, giugno 09, 2026

Marchi indelebili: romanzi di fantascenza per principianti 3°

Dietro certe storie si nascondono una vastità di sensazioni. Spesso ci lasciamo andare all’idea di attribuire a un romanzo, un testo un compito: quello di poterci soddisfare. Ma, come le persone, la vita, in generale, non sempre i libri ci soddisfano e limitano una certa cerchia di lettori a classificarli e a preferirli uno a dispetto dell’altro. Eppure io, che in passato leggevo ogni cosa perchè non sapevo ancora cosa mi piacesse, quali romanzi fossero inerenti al mio spirito, lessi questi testi che solo più tardi seppi si trattassero di romanzi che fecero carico di immaginazione, fantasia e il cui ricordo avrebbe presto o tardi sedimentato nel mio cuore.

Letti con passione, ora posti in questa ennesima lista come espediente per invogliare quei lettori che, come me, non apprezzano questo genere ma non lo ripudiano completamente. Quanto espediente o beneficio per scovare  poteri sconosciuti, potenti, quasi spaventosi, con il sussurro consolante dei suoi autori.

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Titolo: L’immortale

Autore: Catherynne M Valente

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18, 50 €

N° di pagine: 348

Trama: È appena scesa la sera, a San Pietroburgo, quando un uomo affascinante bussa alla porta di Marja Morevna per chiederla in sposa. È Koščej l’Immortale, zar della Vita. Marja accetta di seguirlo attraverso le steppe della Russia. Nel paese incantato di Koščej, non troverà solo sfarzo, bellezza incontaminata e magia: dovrà superare tre ardue prove per dimostrare alla diffidente Baba Jaga di essere davvero la predestinata ad amare l’Immortale, e poi affrontare una violenta guerra contro il nemico eterno di Koščej, lo zar della Morte. Quando infine, ferita dall’amore e in cerca di tregua, Marja tornerà nella sua amata città, verrà travolta dall’atmosfera cupa dei terribili anni della seconda guerra mondiale. Da una San Pietroburgo stretta nella morsa dell’assedio fino alle gelide steppe dove si celano paesi fatati, la ragazza vivrà una storia d’amore senza eguali, in una terra di confine dove le leggende si confondono con la realtà e la magia antica si scontra con un famelico desiderio di conquista. Quest’incredibile avventura costringerà Marja a scendere a patti con il tormentato destino che la lega indissolubilmente a Koščej l’Immortale, sperimentando il potere del vero amore, il dolore delle perdite fatali, l’ebbrezza momentanea della felicità.

domenica, giugno 07, 2026

Gocce d'inchiostro: Il cannocchiale d'ambra - Philip Pullman

Una saga che si ha tessuto, sperticato lodi, in passato, e che si rilegge in età adulta, a distanza di qualche anno dalla sua ultima lettura, genera quasi sempre un certo timore reverenziale: quello relativo all’approccio che una lettrice come me, una lettrice che ha arricchito il suo bagaglio culturale di nozioni, idee che già solo cinque anni fa ignorava impunemente, potrebbero inculcarle nel suo spirito, se non nel suo cuore, quella vana possibilità possa deluderla. Non << piacerle >> come un tempo, nel quale l’entusiasmo che aveva acceso il mio spirito, adesso balugina come un fuoco fatuo dinanzi ai miei occhi. Un fuoco di cui sarei stata artefice ad acchiappare, riconquistare. Con la saga de La bussola d’oro, ora con l’approssimarsi della sua conclusione con questo volume, fortunatamente non è nato nulla di tutto questo. Quel timore reverenziale di cui facevo cenno, soppiantato quasi nell’immediato dalla certezza, l’entusiasmo di aver scovato, ancora una volta, quello che avevo lasciato, come una traccia d’inchiostro, qualche anno fa, fra queste pagine. Così belle, avvincenti, straordinarie, che in una saga dedicata principalmente ai ragazzi ma anche agli adulti, è la facciata splendida di una cattedrale che non la si contempla solo nella sua bellezza quanto ad essere trascinati in questo spazio sacro, trascendente e mistico che Pullman ci ha elargito così bene.

Titolo: Il cannocchiale d'ambra

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 431

Trama: Dopo la "Bussola d'oro" e "La lama sottile" Philip Pullman conclude la trilogia con un nuovo libro, arricchendo il suo universo di nuovi personaggi i gallivespiani, orgogliosi guerrieri a cavallo di libellule dai colori sgargianti; i mulefa, strani animali che viaggiano su ruote, dotati di un linguaggio e della capacità di vedere la Polvere - e apre nuovi mondi, arrivando perfino nella terra della morte. Nel "Cannocchiale d'ambra" la storia diventa epica, sfrontata e dissacrante, esplora i recessi più profondi, supera i confini tra cielo e terra, in un'entusiasmante e insieme poetica unione di avventura, mito e religione.

venerdì, giugno 05, 2026

Rory Gilmore's books

Ho sempre attribuito ai libri, a queste semplici risme di carta, un’amore  intenso, appassionato e travolgente. Nel tempo, ancora impegnato a sanare le ferite del passato, legata come due fili ad anime che effettivamente non mi appartengono ne tantomeno mi sono appartenute, ma marchiata nel profondo, perdendo la testa per qualcosa che non tutti riescono a comprendere, figurarsi amare. Da sempre ho agognato vivere frai libri, sfuggendo dalla monotonia del giorno, impazzendo per la natura fredda, distaccata e imperscrutabile di esseri così insensibili e inavvicinabili, in un miscuglio di donna potenzialmente contaminata da questa sferzata di possessività e ossessione?

Eppure, come altri lettori, prima di me, quando nacque questo amore intenso per la pagina scritta non nè ricordo le motivazioni, ma le sue emozioni. Ciò che una pagina colorata mi diede, forma e colore, tenendomi stretta al loro abbraccio forte e caldo, consumandomi da dentro, fino a farmi rinascere.

Anche Rory Gilmore ha colto, dai libri, scaturire quella melodia che è scivolata nei ricordi luminosi della sua memoria. La madre, giovanissima, arrestata ad una stazione di cui resterà impelagata per qualche tempo, diverrà il centro del suo universo, a cui affinacherà il piacere di vivere di lettura e scrittura come cogliendo immagini che, al di là di ogni significato si staccano dallo sfondo, come un sogno. Possiedono una bellezza straordinaria, una semplicità assoluta e originale. Ho seguito con passione le vicissitudini di queste giovani ragazze americane, specialmente quando ero più giovane, dopo aver studiato, sfornati dal genio intellettivo di una donna che, inconsapevolmente o no, lasciò una traccia, un segno nella sabbia del tempo. Specialmente nei cuori dei più giovani, di quei lettori che, divorando avidamente un libro dopo un’altro, hanno seguito di pari passo Rory e le sue impennate letterarie tentando di stare al suo passo o avvicinarle, anche se di poco. Leggendo tanto e avendo già accumulato un discreto numero di letture, ecco la mia di lista di romanzi che ci accomuna. Molti di questi ancora da scoprire, vivere, altri che hanno rischiarato le tenebre del mio inconscio. Ispezionando nuovi mondi; osservando galleggiare nuove immagini come miraggi sull'acqua.


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Titolo: Alice nel paese delle meraviglie

Autore: Lewis Carrol

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 8 €

N° di pagine: 222

Trama: «Si può leggere di primo acchito, senza pause, o comunque indifferenti alle interruzioni; poiché da qualsiasi punto si ricominci la lettura, è come riprendere la storia da un punto fermo, senza nessi da ricordare con quanto precede. Ogni pagina è un inizio: per l'episodio che segue, per il personaggio che viene introdotto, per la situazione in cui Alice si trova. [...] L'invito al lettore è di seguire Alice nel suo viaggio fantasioso così come le piccole Liddell l'hanno seguito in barca, lungo il Tamigi, il 4 luglio del 1865. Rinunciare a cercare troppo astrusi significati ha un grande effetto liberatorio; alla luce di quello che ancora una volta il saggio Re di Quadri sentenzia nell'ultimo capitolo: "Se non c'è nessun significato... questo, sapete, ci risparmia un mondo di guai, perché non abbiamo più bisogno di cercarne uno".» (dalla Prefazione di Luigi Lunari).

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