N° di pagine: 274
martedì, marzo 31, 2026
Gocce d'inchiostro: Giacinta - Luigi Capuana
N° di pagine: 274
domenica, marzo 29, 2026
Incauti sussulti del cuore
Da molti anni ho letto un mucchio di romanzi, storie in cui ho potuto moltiplicarmi a questa massa di individui che disgraziatamente non detengono alcun potere se non quello di poter stare a guardare pur di comprendere appieno la violenza impartitaci da entità supreme e invalicabili, a cui giunsi alla stessa violenza di un fulmine a ciel sereno, proiettandomi in un periodo storico invivibile e mai più ripetibile che è ancora una raffinata tortura di ogni essere umano facente parte di svariate culture. Questa parte più << cruda >> di letteratura, quasi sempre, cela o fagocita al suo interno, alcune ideologie di supremazia. Una, in primis, quella che ha a che fare con gli incauti sussulti di un cuore giovane, ma non più ingenuo e credulone, nel cui lento e lungo pellegrinaggio di trentatre anni di vita, ha potuto accogliere svariate storie. Racconti di vita o morte che mi hanno stretta in una morsa, intrappolata in un invisibile gabbia, in cui questo muscolo involontaria, come capriole si dimenò nella mia gabbia toracica. Come la vita in generale, quante volte sono stata protagonista di strani eventi, in cui mi è sembrato di rinascere o vivere, letteralmente? Il cuore, in questi casi, emette quasi sempre un battito, ma, quasi sempre anche delle << giustificazioni >> a questa violenza gratuita. Eppure di tutto ciò non potrò non ricordare niente, quanto custodire gelosamente. Perchè di ogni storia potrò, ho potuto, avrò potuto ricavare qualcosa, qualunque momento, qualunque emozione saldamente nascosta, attimi che mi si sono presentati addosso e che mi hanno travolta come un uragano. Ma è ciò che hanno lasciato, questa striscia di sangue indelebile d’inchiostro sull’etere che mi ha posta dinanzi al rischio, mi ha tenuta in equilibrio precario, pronta ad un nuovo slancio?!?
Percorrendo i corridoi più bui del mio animo, centellinata o spezzettata in quattro parti, qualche consiglio di lettura su quelle storie, quei luoghi in cui vi ho fatto perdere le tracce e, in particolare, un battito. Storie poste ai venti della vita come fossero alla portata di ognuno, una bestia che è stata pescata repentinamente e cotta secondo una certa urgenza.
Diretta in nessun posto in particolare, né filo conduttore di un progetto architettonico le cui basi sono solide, ma che si alimenta di emozioni. Sentimenti scaturiti dalla semplice lettura di romanzi, indagini relative a gatti scomparsi, gruppi di casalinghe chiacchierone ma non disperate, di cui io ho osservato imbambolata ma dibattendosi fra il possibile e il discutibile.
Titolo: L’estate in cui fiorirono le fragole
Autore: Anna Bonacina
Casa editrice: Sperling e Kupfer
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 288
Trama: Sembra un'estate come tante nel piccolo borgo di Tigliobianco: le vecchiette si impicciano degli affari di tutti, i bambini scorrazzano selvaggi, le signore del Club del Libro infastidiscono la bibliotecaria... Ma ecco che Villa Edera, la dimora vittoriana in fondo al paese, viene affittata per qualche settimana da Priscilla Greenwood, scrittrice di romanzi rosa di grandissimo successo in crisi d'ispirazione, a caccia di tranquillità e anonimato, per trovare il modo di liberarsi di Calliope del Topazio, la sua smielata e ardente protagonista.
Le cose a Tigliobianco, però, non vanno come Priscilla si aspetta: comari in guerra, gatti scomparsi, ragazzine che sognano di diventare detective, lettere trafugate, un mitico quaderno di ricette, smarrito da anni, che contiene il segreto della torta più buona del mondo, la Suprema, per non parlare della Gara Fragolina, che si svolge ogni anno l'ultima domenica di luglio e in cui tutto il paese si sfida a colpi di torte di fragole. E poi Cesare Burello, il chirurgo plastico in vacanza nel paese natio...
È così che Priscilla si trova immersa nel mezzo di un vero e proprio cliché da romanzo rosa. Cosa fare? Fuggire a gambe levate o dare una chance a Cesare che sembra la copia carbone di Roger MacMillan, l'affascinante protagonista dell'Harmony che lei ha scritto?
Fra picnic notturni, complotti e una caccia al tesoro squisitamente letteraria, Priscilla si troverà finalmente a fare i conti con la domanda che la tormenta da sempre: davvero la vita reale non può essere come un romanzo? E, intanto, che fine avrà fatto la leggendaria ricetta della Suprema, la torta più buona del mondo, scomparsa nel nulla trent'anni prima e il cui destino sembra legato a quello di Cesare?
venerdì, marzo 27, 2026
Gocce d'inchiostro: Rituali quotidiani. Da Tolstoj a Mirò, da Beethoven a Darwin, da Fellini a Marina Abramovic, da Proust a Murakami… - Mason Currey
Certi romanzi arrivano quando meno li si aspetta. Involontariamente, quasi come moti necessari perché pur quanto il tema semplice, quasi frivolo, ha alimentato, in un periodo estremamente confuso, un disordine martellante che ha annientato il mio spirito, mi ha sottratto dalla frenesia del giorno, spazzando via pensieri torbidi e turbolenti. La mia presenza lì aveva avuto l'effetto desiderato. Una settimana disastrosa mutata in una splendida panacea, una storia che girava attorno ad un unico tema, che negli anni è divenuto il sale della mia vita: le abitudini. Piccola creatura che ha sempre professato quest’arte nascosta, ma inconsapevole - perlomeno, allora - della sua efficacia, dei suoi effetti. Un sole caldo e splendente che è sorto e tramontato all'orizzonte. La nascita e la fine di una corsa.
Niente che potessi paragonarlo a quelle certezze letterarie a cui mi aggrappo, solitamente, ma qualcosa che è strisciato sullo stomaco attraverso lotte personali - quello di scovare una propria identità - attraverso continenti culturali su chiodi segregati e arrugginiti, flagellato per i suoi peccati, quello cioè di aver anche lui scovato una sua musa ispiratrice, ma testardo e ambizioso a scovare quella sua personale panacea. Se ciò avrebbe comportato a dover sproloquiare di artisti o figure della letteratura, della musica donandoci solo uno squarcio, non aveva alcuna importanza. Ciò che era importante era riconoscere una sua identità. In mezzo a gruppi di anime che si sono tenute per mano, e che, nell’insieme, hanno << cospirato >> affinchè questo piccolo autore, insinuato impunemente in un angolo del loro cuore, non fosse quel visitatore indisponente e curioso, quanto un lettore di passaggio che, incuriosito e ammaliato del loro fascino, confidava nel momento propizio, in quel momento, da cui avrebbe potuto definirsi, riconoscersi.
Titolo: Rituali quotidiani. Da Tolstoj a Mirò, da Beethoven a Darwin, da Fellini a Marina Abramovic, da Proust a Murakami…
Autore: Mason Currey
Casa editrice: Vallardi
Prezzo: 12, 90 €
N° di pagine: 272
Trama: Truman Capote riusciva a scrivere solo da sdraiato e doveva rigorosamente avere accanto caffè e sigarette, ma non sopportava di vedere nel posacenere più di tre mozziconi; Lev Tolstoj di mattina non rivolgeva mai la parola ai famigliari e, dopo la toeletta e la colazione a base di due uova sode, si ritirava nel suo studio con una tazza di tè, per uscirne soltanto alle cinque del pomeriggio; l'insonne Federico Fellini ogni mattina si alzava alle sei e cercava inutilmente di prepararsi una buona tazza di caffè, aspettando le sette per poter telefonare a qualcuno sperando di non essere insultato... Mason Currey ha condotto un'accurata indagine su ritmi, orari e abitudini di lavoro di molti personaggi, scoprendo che ognuno di essi — grande artista o pensatore, scienziato o letterato — per realizzare le proprie opere ha dovuto elaborare una personalissima e calibrata routine quotidiana.
mercoledì, marzo 25, 2026
Viaggi da poltrona: romanzi in cui vorrei viverci 2°
Oramai ho acquisito una certa esperienza che negli anni mi ha aiutato a comprendere cosa sia necessario per me e cosa no. La letteratura a questo proposito è sempre stata quella compagna di vita che, aprendomi gli occhi, mi ha concesso di comprendere se sia necessario stanziare in un luogo o volgergli le spalle. Non è vero, come sostengono gli altri, che ogni lettore serba delle esigenze, che sia una questione relativa alle abitudini che nascono fra un lettore e il suo autore, ma solo colui che legge ha il << dominio >> a poter stabilire cosa crea dipendenza a se e cosa no. Queste storie giunsero alla stessa violenza senza che io me ne accorgessi, e per qualche giorno disegnato con raffinata semplicità ogni forma d’arte e d’amore che è divenuta parte di me, una parte che francamente non credevo riposasse silenziosa nel mio spirito e che nessuna idiologia letteraria ha mai osato sfidare.
Un romanzo meraviglioso che altri non è che un tentativo per fuggire da se stessi. Un opera che ho così accolto nel mio cantuccio personale e che, slegandosi dalla materia di cui si è fatti ma restando prigionieri di carne e vittime ferite, ci si domanda se convivere con un certo dolore sia l'unica soluzione. Con l'anima tumefatta, in compagnia di creature dispensate dalle emozioni, esemplari finiti della razza umana che hanno già provato tutto quel che c'è da provare.
Una lettura bellissima in cui inevitabilmente si cresce, in un complicato meccanismo, mediante letteratura, propagandosi dentro di noi come un bene che fortifica, avvolgendo le nostre fragili membra col suo dolce tatto, facendo fiorire l'anima.
Titolo: La mappa del tempo
Autore: Felix J. Palma
Casa editrice: Castelvecchi
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 625
Trama: Londra,1896. Il giovane e ricco Andrew Harrington è inconsolabile per la perdita dell'amata Marie, una prostituta uccisa anni prima da Jack lo Squartatore. A un passo dal suicidio però decide di tentare un'ultima, disperata mossa: tornare nel passato per cambiare il corso degli eventi e salvare la donna. In un'epoca di scoperte e invenzioni, questo sembra infatti possibile tanto che una nuova compagnia, la Viaggi Temporali Murray, dichiara di aver realizzato una macchina del tempo, già immaginata un anno prima da H. G. Wells nel suo celebre romanzo. Ma i viaggi nel tempo hanno effetti imprevisti: lo scrittore stesso è minacciato da un ciarlatano arrivato dal futuro, Marcus Rhys, che tenta di rubargli il manoscritto della sua ultima opera. Rhys è a sua volta inseguito dall'ispettore Garrett, che lo ritiene responsabile di una serie di crimini compiuti con armi misteriose. A servirsi del prodigioso apparecchio c'è anche l'eccentrica Claire Haggerty che, per scappare dalla rigida morale vittoriana, si sposta nell'anno 2000, dove incontra finalmente l'uomo della sua vita.
Per tutti è solo una questione di tempo: sfuggirgli, trasformarlo, modificarlo potrebbe offrire loro l'unica possibilità di cambiare il proprio destino.
lunedì, marzo 23, 2026
Gocce d'inchiostro: Il carnevale di Nizza - Irène Nèmirovsky
E' davvero impossibile rimanere indifferenti dinanzi a certe parole. Parole semplice, ma intense e prosaiche che come una sferzante luce irradiò i sentimenti di anime tristi in cui sono riversati messaggi tristi, invisibili al tatto ma non allo splendore ardente dell'animo. Fin troppo intensa persino per il nostro sguardo debole... E' stato impossibile ignorare l'intensità dei tumultuosi sentimenti di una donna come la Nemirowskiy, di cui nel tempo, negli anni ho letto tutto, ma proprio tutto di lei e che, quasi come un'ossessione morbosa, in ogni passo, in ogni momento della sua vita non hanno smesso di esistere. Come? Facendo ritorno nella sua Parigi, quella sfavillante, scintillante, zeppa di astri irriverenti, misteriosi, delicati che tuttavia si sono aggirate nella fortezza del suo cuore, sguarniti come unico segno di vita,, in languidi esercizi di scrittura nella penombra del pomeriggio.
Ricordo il tanfo putrescente della paura, l'odore del sangue fresco appena rovesciato che rievoca immagini frammentarie di amori contrastanti, il silenzio che attornia ogni cosa come un brutto presagio, o, ancora, la fragranza di un amore vissuto che, come un vento lontano, mi ricorda come in tutto questo ho potuto vivere molto più di quel che credevo. Amori folli, tormentati, passionali e romantici, spesso turbati da violenze fisiche e morali, e il corso del tempo che scorre ininterrotto.
Questa ennesima, ma, a quanto pare, ultima raccolta dell’autrice, risorge dalle sabbie del tempo mediante alcune annotazioni che saranno presenti in una storia di questa raccolta, incompleto e frammentario, che tuttavia non nasconde ne tantomeno esorcizza gli effetti di un moto impulso e irruente che niente e nessuno potrà mai arrestare.
Titolo: Il carnevale di Nizza
Autore: Irène Nèmirovsky
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 19 €
N° di pagine: 288
Trama: Come fa una giovane donna di appena trent’anni, qual era all’epoca Irène Némirovsky, a scavare così profondamente nell’animo umano? si chiese Bernard Grasset, il suo primo editore, leggendo questi racconti. Come fa a capire, e a descrivere in modo così empatico e al tempo stesso spietato, non solo le lusinghe e le illusioni della giovinezza, ma anche la nostalgia degli amori perduti, il rimpianto delle vite non vissute, l’acredine delle esistenze sbagliate, le ferite dell’ambizione frustrata, l’angoscia della solitudine, lo sgomento per i segni che lascia sul corpo il passare degli anni, la ferocia che si annida nel cuore degli uomini? Le prove giovanili di Némirovsky continuano a riempirci di stupore non meno di quelle della maturità: le quattro «scenette», per cominciare, di sapore quasi lubitschiano, dove due aspiranti attricette di incantevole amoralità mettono in opera comici e insieme patetici tentativi di trovare un uomo molto ricco che le mantenga; i tre «film parlati» – in realtà vere e proprie narrazioni, condotte con la mano sapiente di uno sceneggiatore navigato, in grado di dare indicazioni su inquadrature, stacchi, dissolvenze, montaggio; gli struggenti Una colazione in settembre e Le rive felici; il truculento affresco finlandese dei Fumi del vino... Fino al sorprendente I giardini di Tauride, che appare qui in volume per la prima volta, e che, costellato di appunti in cui Némirovsky riflette sulla forma stessa del racconto, ci consente di gettare un’occhiata indiscreta nel suo laboratorio.
sabato, marzo 21, 2026
Nel giardino della letteratura: la primavera nei libri 6°
Per quanto l'anima di queste storie siano così pulite, moderate, ma affascinanti e trascinanti - che intrecciano passioni, amori non corrisposti nell'incessante lotta fra il Bene e il Male - anche se devo confessare che in principio ho nutrito qualche serio dubbio, ho pensato che non sarei riuscita ad amarli così intensamente, a imbrattare diversi fogli tentando di mettere a posto qualcosa dentro di me. Tentando di spiegare alla mia anima, che pur quanto la semplicità del tema trattato, il loro spirito si è congiunto al mio, donando mutamento, rinascita. Soggetti a continue modifiche, nel quale ogni semplice parola è emblema di naturalezza, forme trascendentali che vibrano ancora nel vuoto. La primavera come espediente per rinascere, crescere o ricominciare, che non è indirizzata esclusivamente alla stagione, al momento vissuto, quanto alla predisposizione morale in cui essa è circoscritta.
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Titolo: La signora delle camelie
Autore: Alexandre Dumas (figlio)
Prezzo: 10 €
Casa editrice: Bur Rizzoli
N° di pagine: 212
Trama: L'amore infelice e "scandaloso" tra la démi - mondaine Margherita Gautier e Armando Duval; un romanzo che se a suo tempo suscitò lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato (e per il modo in cui era denunciata l'ipocrisia del ceto borghese), commosse migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.
giovedì, marzo 19, 2026
Gocce d'inchiostro: Quando ero piccola leggevo libri - Marilynne Robinson
Titolo: Quando ero piccola leggevo libri
Autore: Marilynne Robinson
Casa editrice: Minimum Fax
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 249
Trama: Non tutti sanno che tra "Le cure domestiche", il romanzo di esordio con il quale Marilynne Robinson divenne una celebrità negli Stati Uniti, e "Gilead", la sua seconda opera narrativa, premiata con il Pulitzer e primo capitolo di una magnifica trilogia completata da "Casa" e "Lila", sono trascorsi ben ventotto anni: dal 1980 al 2008. E non tutti sanno che in questo trentennio o poco meno la Robinson, ben lungi dal rimanere inattiva, si è cimentata ripetutamente con il genere saggistico, regalando ai suoi lettori una serie ininterrotta di perle. Spaziando dalla meditazione teologica a riflessioni illuminanti sulla letteratura, dal ricordo autobiografico alla disamina di un'intera nazione e delle sue trasformazioni, i saggi di "Quando ero piccola leggevo libri" affrontano da un'angolazione nuova e complementare i grandi temi che sono al centro della sua narrativa – il clima politico e sociale degli Stati Uniti, la centralità della fede religiosa e la generosità di sguardo che ne deriva, la natura dell'individualismo americano e il mito del West – e compongono il ritratto intimo e ricco di sfaccettature di un'autrice che è considerata un vero e proprio classico contemporaneo.
martedì, marzo 17, 2026
Amori di carta: Charles Dickens
I primi otto giorni del mese giungono quasi sempre all'improvviso. Pare giungano inavvertitamente, insieme a un marasma turbolento di eventi gonfiati dalla calura estiva, e la sera si stendeno sulla città oscurata come una notte mentale registrabile in tutta la nazione, un silenzioso e malevole rabbuimento, inseparabile dalla freschezza della piena stagione estiva. Anche questa volta avrei dovuto inventarmi qualcosa su una nuova voce del XIX secolo. Gli spiriti che abitano la mia coscienza si radunano a confabulare nei corridoi con aria solenne, custondendo storie, segreti inconfessabili. I mesi scorsi parlare di qualcuno era stato alquanto semplice, quasi come l'aria che respiro. Durante il sopraggiungersi della stagione primaverile mi sono sorpresa distratta, impreparata, e una mattina in particolare, con gravi difficolta su chi questa volta impiegare del tempo.
Stavo per sprofondare nella malinconia, nella tristezza. Le mie idee sembravano si fossero esaurite poco alla volta, impercettibilmente, giorno dopo giorno. Un caso, al principio, un evento che di primo acchito mi aveva inorgoglioto, mentre adesso attecchito. Bisognava pur fare qualcosa! La rubrica di quest'oggi propone solo otto di quegli autori la cui produzione letteraria è stata dura, profonda, numerosa, una sorta di squilibrio dell'anima, una temerarietà quasi inavvicinabile, la tranquillità dei sensi che non mostra più alcunché.
domenica, marzo 15, 2026
Gocce d'inchiostro: Cuore - Edmondo De Amicis
venerdì, marzo 13, 2026
Nella baia delle parole: romanzi religiosi
Realtà o finzione. Che cosa cavolo ci faccio a riporre queste poche righe? Cosa dovrei trasmettere? Non avrei dovuto forse cambiare rotta, prendere una nuova strada? Cosa aggiungere a ciò che è stato detto? Da quando ho abbracciato la letteratura classica vittoriana, mi sono posta domande, ho vissuto sulla pelle innumerevoli storie di vita, dolore e rinascita. In cuor mio, la mia anima sognatrice e romantica è consapevole di come a certe domande non se ne ha risposta. Credo una visione distorta di ciò che attanaglia l’anima dei loro autori, piccoli tesori romanzati le cui pagine mi hanno attratta rapidamente.Come i protagonisti di queste storie, alla fine, sono sopravvissuta: ho letto di loro e vissuto sulla pelle queste loro esperienze osservando il tutto come qualcosa di splendido e bellissimo. E la religione, in ognuno di loro, diviene consapevolezza. Espediente per poter interpretare meglio la vita. Basti solo pensare alle valorosa gesta di Don Chisciotte, ognuno di noi, presto o tardi compirà simili gesti! Tentativo di farsi conoscere e comprendere meglio se stesso. Eppure, non avrei bisogno di altro, nè tantomeno essere qui a riporre queste poche righe. Ma queste storie, questi racconti peegni di dogmi religiosi o esoterici, sono spiccate fra una mandria di altre storie mediante cui interrogandosi sulla natura infruttuosa dell’essere, sempre angosciato dall’incertezza della risposta, guardandosi attorno, vedendo il mondo in ogni sua forma, il mondo appare così indistinto, lontano da sé, come qualcosa a cui è stato costretto a separare. Infinitamente più grande, vulnerabile come una piccola onda, sognando soltanto di essere come un’onda più grossa, più maestosa per non essere schiacciata dalle altre onde.
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Non rende di certo gli angeli un'icona indimenticabile nel panorama dello young adult, ma taciturni, seri, coscienziosi, vivono in un mondo "alieno", dominato da regole del tutto diverse, che sono perfettamente logiche ai loro occhi.
Titolo: Fallen
Autore: Lauren Kate
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 442
Trama: In seguito a un tragico e misterioso incidente, Lucinda è stata rinchiusa a SwordEtCross, un istituto a metà fra il collegio e il riformatorio. Nell'incidente un suo amico è morto. Lei non ricorda molto di quella terribile notte, ma la sua ricostruzione dei fatti non convince la polizia. La vita nella nuova scuola è difficile: il senso di colpa non le lascia respiro, proprio come le telecamere che registrano ogni singolo istante della sua giornata. E tutti gli altri ragazzi, con cui è più facile litigare che fare amicizia, sembrano avere alle spalle un passato spiacevole, se non spaventoso. Tutto cambia quando Luce incontra Daniel. Misterioso e altero, prima sembra far di tutto per tenerla a distanza, ma poi è lui a correre in suo aiuto, e a salvarle la vita, quando le ombre scure che Luce vede in seguito all'incidente le si stringono intorno. Luce, attratta da Daniel come una falena dalla fiamma di una candela, scava nel suo passato e scopre che standogli vicino, proprio come una falena, rischia di rimanere uccisa: perché Daniel è un angelo caduto, condannato a innamorarsi di lei ogni diciassette anni, solo per vederla morire ogni volta... Insieme, i due ragazzi sfideranno i demoni che tormentano Luce, e cercheranno la redenzione.
mercoledì, marzo 11, 2026
Gocce d'inchiostro: Villa del seminario - Sacha Naspini
Titolo: Villa del seminario
Aurore: Sacha Naspini
Casa editrice: E/O
Prezzo: 17, 50 €
N° di pagine: 204
Trama: Maremma toscana, novembre ’43. Le Case è un borgo lontano da tutto. Vista da lì, anche la guerra ha un sapore diverso; perlopiù attesa, preghiere, povertà. Inoltre si preannuncia un inverno feroce... Dopo la diramazione della circolare che ordina l’arresto degli ebrei, ecco la notizia: il seminario estivo del vescovo è diventato un campo di concentramento. René è il ciabattino del paese. Tutti lo chiamano Settebello, nomignolo che si è tirato addosso in tenera età, dopo aver lasciato tre dita sul tornio. Oggi ha cinquant’anni. Schivo, solitario, taciturno. Niente famiglia. Ma c’è Anna, l’amica di sempre, che forse avrebbe potuto essere qualcosa di più... René non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. In realtà, non ha mai avuto il coraggio di fare niente. Le sue giornate sono sempre uguali: casa e lavoro. Rigare dritto. Anna ha un figlio, Edoardo, tutti lo credono al fronte. Un giorno viene catturato dalla Wehrmacht con un manipolo di partigiani e fucilato sul posto. La donna è fuori di sé dal dolore, adesso ha un solo scopo: continuare la rivoluzione. Infatti una sera sparisce. Lascia a René un biglietto, poche istruzioni. Ma ben presto trapela l’ennesima voce: un altro gruppo di ribelli è caduto in un’imboscata. Li hanno rinchiusi là, nella villa del vescovo. Tra i prigionieri pare che ci sia perfino una donna... Settebello non può più restare a guardare.
lunedì, marzo 09, 2026
Un atlante storico della cultura contadina 3°
Ah, i classici! Meravigliosi, non credete?!? Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione. Un mondo splendido e visionario in cui spesso non desidero nient’altro che viverci, accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. Dinanzi alla loro essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini, il mio sguardo, il mio cuore, sfavilla.
Nella letteratura classica, i protagonisti principali sono una fetta di popolo, un gruppo o etnia le cui condizioni misere o riprovevoli infondono o meno speranza per una rinascita. Quest’oggi, in questo post, non voglio togliere né tantomeno aggiungere niente che è stato detto o scritto, in passato, da autori intramontabili, inavvicinabili, ma aggiungere però delle piccole postille. Queste postille sono in riferimento a quei testi moderni, che, in questo carosello di tentazioni letterarie, accostate ai classici, tentano di rievocare il passato, ma non così bene e non a sufficienza di come faccia un classico per eccellenza.
Sebbene il sapore, l’odore, quel sentore di vecchio sfumato al nuovo possa sembrare familiare, ma non vero. Ma che donano comunque opportunità per lasciare un piccolo segno del loro passaggio.
Titolo: La casa degli spiriti
Autore: Isabel Allende
Prezzo: 9,50 €
Casa editrice: Feltrinelli
Numero di pagine: 364
Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di Garcia Màrquez.
sabato, marzo 07, 2026
Gocce d'inchiostro: Clarissa - Stefan Zweig
Titolo: Clarissa
Autore: Stefan Zweig
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 16, 50 €
N° di pagine: 186
Trama: Il mondo tra il 1902 e l'inizio della Prima guerra mondiale, visto attraverso gli occhi di una donna": è lo stesso Stefan Zweig a riassumere così questo romanzo, cominciato nel 1941 e interrotto a causa della stesura di un saggio su Montaigne. Clarissa, figlia di un militare austriaco, è nata nel 1894 e ha sempre condotto un'esistenza solitaria. Alla vigilia della guerra incontra a Lucerna, in Svizzera, un insegnante di ginnasio, Léonard. Il giovane, in cui molti hanno rintracciato il profilo dell'amico di Zweig, Romain Rolland, è un socialista francese circondato da un'aura di gentile cordialità, e fin dall'inizio Clarissa lo sente affine e vicino. La guerra però si frappone tra i due amanti e Clarissa rimane sola e incinta. In un'Europa lacerata dalla morsa dell'isteria nazionalista, l'accettazione di questa maternità diventa, più che una scelta personale, un destino e un simbolo, un'occasione per cogliere il senso di una vita che sembra non avere più dignità. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale Zweig fu toccato dalle persecuzioni nei confronti degli ebrei e decise di distruggere il romanzo, ma nel 1990 l'opera fu recuperata, rimessa insieme e data alle stampe. A oggi viene considerata il testamento in cui il grande scrittore austriaco riassunse acutamente la sua disperazione, ma anche i suoi ideali umanistici.
giovedì, marzo 05, 2026
Le TBR: richiami dell'anima 58°
Dovetti scrivere e cancellare frasi un mucchio di volte prima che queste, messe di traverso nella corrente di un fiume impetuoso, mi permisero di arrivare dall'altra sponda. A mano a mano che le parole cominciavano a prendere forma davanti ai miei occhi, senza apparenti eventi eclatanti, il mio cuore impazzito cominciò a prendere una strada tutta sua. Non si trattava di qualcosa che aveva a che fare con nausea né giramenti di testa. Coriacea per natura, essere sommersa da un torrente di emozioni che avevano intorpidito persino il mio corpo, ignaro di aver imboccato una rapida discesa verso un abisso di insoddisfazione e concretezza, era quel pallido riflesso di una realtà in cui siamo costretti a vivere.
Questo terzo mese dell’anno, da cui scongiuriamo uno squarcio di luce, dopo settimane e settimane di pioggia incessante e irrefrenabile, mi sorprende a camminarecome un'ombra evanescente in un sentiero irto di ostacoli, inseguendo una libertà senza confini. Dopotutto non stavo andando a fare un picnic in campagna. Stavo scegliendo quei compagni che, in soli 30 giorni, confido possano donarmi qualcosa. Qualcosa però, sono certo, doneranno in quanto sbizzarrendosi nell'inutilità del nulla, nuotando nell'assurdo come un riflesso incondizionato, si sono appollaiti sulle mie spalle con nient’altro il desdierio di esplorare l’esistenza umana. La mia, quella tua, che stai leggendo queste poche righe, soperchiando una cornucopia che scuotendola un po' ha permesso al flusso dei ricordi di prendere vita.
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Titolo: Storia di una ladra di libri
Autore: Markus Zusak
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo: 16, 90€
N° di pagine: 563
Trama: E’ il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi nel minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro; lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva a bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantica. Il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.




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