domenica, agosto 30, 2026

Gocce d'inchiostro: Estate a Baden Baden - Leonid Cypkin

Mi sono imbattuta in queste pagine non riuscendo a cogliere la bellezza, la forza, il coraggio, l'orgoglio di questo angelo tramutato in diavolo nel cui animo imperversano bufere. Bufere lussuriose, estetiche, tremende e spaventose. In una manciata di pagine impossibilitata ad essere sedotta da una storia il cui tratto sognante, magico, aveva qualcosa di tangibile. Ma che non ha penetrando nel mio cuore, quanto soggetta a brusche forme di dimenticanza nel momento in cui sarà messo da parte perché considerato privo di emozioni - mi ha impedito di ritagliarmi un posticino tutto mio. In un rito o rituale letterario in cui una pace assoluta avrebbe lavato ogni impurità, reso l'uomo più puro, più efficace mediante una condizione del doppio, il momento in cui prende piena consapevolezza o coscienza della libertà degli uomini, solo mediante intelligenza, e l'opposizione, il conflitto una mera transitoria imperfezione destinata a rimarginarsi nella pacificazione. L’autore di questo romanzo rappresenta Dostoevskij sotto una prospettiva eroica e un pò ridicolizzante, quel prototipo della giustizia, che conobbe il male mediante i suoi stessi occhi, scostandosi dal Male, da questo parassita che sembra condannare, condurre dinanzi alla morte. Se Dio esiste, esiste anche il Male, ed esso è legato alla rinascita del cristianesimo nella fede della resurrezione, alimentandosi della sua stessa distruzione, rintanato in un sottosuolo puzzolente e laido da cui invano si tenta di liberarsi.


Titolo: Estate a Baden Baden

Autore: Leonid Cypkin

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 224

Trama: «In un campo ampiamente attraversato come la letteratura della seconda metà del XX secolo, sembra improbabile che esistano ancora capolavori in attesa di essere scoperti. Eppure una decina di anni fa, rovistando in un bidone di tascabili usati dall’aria malmessa davanti a una libreria di Charing Cross Road, a Londra, mi sono imbattuta proprio in un libro del genere, Estate a Baden-Baden, che potrei annoverare tra i frutti più belli, originali ed entusiasmanti di un intero secolo di narrativa e paranarrativa». Così scrive Susan Sontag nella prefazione di questo sorprendente romanzo, la cui originalità sta nel modo in cui passa dalla narrazione autobiografica del mai identificato narratore, imbarcato in un viaggio nel desolato paesaggio sovietico contemporaneo, alla vita itinerante dei coniugi Dostoevskij. Estate a Baden-Baden appartiene a un sottogenere di romanzo raro e particolarmente ambizioso: il racconto della vita di una persona di grande talento realmente esistita in un’altra epoca, intrecciato a una storia al presente, quella del romanziere che medita, cercando di accedervi sempre più a fondo, sulla vita interiore di un personaggio destinato a diventare non solo storico ma monumentale. Oltre a narrarci le vicende di Fëdor Dostoevskij e della moglie Anna che – appena sposati – partono per un viaggio di quattro anni alla volta della Germania, dove lo scrittore russo sperimenterà la propria ossessione per il gioco d’azzardo, perdendo tutto nei casinò di Baden-Baden, Cypkin – che non vide mai pubblicata, nel corso della propria vita, una sola pagina della sua opera letteraria – ci offre anche un corso intensivo su tutti i grandi temi della letteratura russa.

venerdì, agosto 28, 2026

Gocce di speranza

Una schiera di ombre evanescenti che camminano nel sentiero insidioso della vita, il profumo di magia che inebria uomini assetati di potere pronti a contrastare il male, nei romanzi che leggo, che mi piace cibarmi, i personaggi avvertono la presenza di una realtà che presto sarebbe diventata loro. Un enorme impermeabile avvolto da una luce luminosa; detriti trascurati di una vita passata, lontana. Guazzabuglio di sogni, speranze e delusioni di giovani o meno, vibranti di vita, privi di ambiguità. Sfere di vetro incastonate nella neve che, una volta scosse, permettono al flusso dei ricordi di prendere vita.

I romanzi di cui vi parlo quest’oggi, in una miscela disomogenea di luci e ombre, immagini che

che vanno al di là della realtà narrano storie semplici ma di forte impatto che tuttavia penetrano nel lettore al punto tale di immergerlo in uno stato fra il fascino e l'oblio. In una continua ricerca dell'identità, un richiamo costante a ciò che si è perduto e poi ritrovato, oscuri labirinti che, per opera di un disegno non ancora perfetto, entusiasma e appassiona e cattura chiunque ami sentire sulla propria pelle il brivido dell'eccitazione. 


Titolo: Ovunque tu sarai

Autore: Fioly Bocca

Prezzo: 12,00 €

Casa editrice: Giunti

Trama: Anita vive da tanti anni a Torino ma è cresciuta sulle Dolomiti, dove il vento soffia sempre e l'aria è fresca, e dove di recente è costretta spesso a tornare per via della terribile malattia di sua mamma, che la sta portando via velocemente. Per farle sentire tutto il suo amore, Anita scrive ogni sera una email per augurarle la buonanotte, dove però non racconta la verità. Non le dice che il lavoro nell'agenzia letteraria non è entusiasmante come pensava, né che il suo fidanzato di lungo corso, Tancredi, è distratto, distante, stolido. Anzi, scrive che stanno programmando le nozze  per dare il via a quella famiglia numerosa che Anita ha sempre desiderato. Durante uno dei viaggi in treno, Anita incontra Arun, un ragazzo italocambogiano, scrittore di libri per bambini, al quale basta guardarla negli occhi per leggere tutta la sua tristezza. Un incontro che la colpisce. Ma chi è Arun? Perché, anche se cerca di tenerlo lontano, qualcosa la riporta a lui? E' forse questo il regalo che le ha lasciato in eredità sua madre?

mercoledì, agosto 26, 2026

Gocce d'inchiostro: La libreria del signor Livingstone - Mónica Gutiérrez

Lentamente quelle storie che pullulano altre storie, che fagocitano altre avventure, accolgono altri spiriti, così numerosi e infinitesimali, unici e particolari, cominciano presto ad apparire, nel fondo, non molto diversi dal mondo di fuori. Da quel mondo in cui mi appresto a giudicare, osservare, stabilire. Al principio si tratta di una pennellata di colori dalle tonalità più accese: presa dalla smania di incappare in storie in cui il valore letterario di certi testi non restino ai margini, col tempo certe tonalità sembrano ai miei occhi scolorire, a raggrumarsi come il sangue che si rapprende, perdendo importanza se non addirittura lucentezza. Uno delle conseguenze a cui si va incontro, quando si è fautore di un certo tipo di letteratura è che si sa già a cosa è diretta la nostra ricerca: la cosiddetta ricerca della felicità che avrebbe presto o tardi donato certi effetti. Quegli effetti che coincidono col mio spirito.

La libreria del signor Livingston era un luogo in cui potei perdermi, scrutare le stesse dinamiche di un mondo immerso nella sapienza e nella magia: pile e pile di libri posti in scaffali lustri e ordinati, il diritto di leggere sprofondando su una morbida poltrona in pelle. Chi pensa che entrando in un luogo di questo tipo possa restare intatto e con la mente lucida si sbaglia di grosso. Certo, non è un tipo di deliquio in cui ogni cosa assume una certa serietà, ma l’invito a valicare la soglia di un luogo magico, un santuario sacro in cui l’anima si perde, si ammanta di un sudario di opportunità e possibilità. Un rifugio che avrebbe potuto offrire molto più che semplice protezione, garanzia, limitandone ogni ostacolo o impedimento. Quella mancata libertà di gironzolare, bighellonare come pare e piace in luoghi ricchi di sapienza, sapere e cultura pur di non essere battichettata, punzecchiata continuamente da Mr Livingstone!

Titolo: La libreria del signor Livingstone

Autore: Mónica Gutiérrez

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 16, 90 €

N° di pagine: 216

Trama: A guardar bene, in fondo a una stradina di Londra, si può scorgere una palazzina su due piani tutta in legno dipinto di blu. Dietro le vetrine, pile e pile di romanzi. Aprendo la porta dalla curiosa maniglia a forma di penna, si incontra il signor Edward Livingstone, l'anima della libreria Moonlight Books. A prima vista può sembrare un po' burbero, ma non fateci troppo caso. Lo fa solo perché preferisce la compagnia dei libri a quella delle persone. Eppure, nessuno riesce a capire i bisogni dei lettori meglio di lui. Come quelli di Oliver, che, a otto anni, è un bambino prodigio, e passa in libreria molto del suo tempo, per non sentirsi solo; o Sioban, che tra quegli scaffali cerca l'ispirazione per un nuovo romanzo di cui ha perso le parole. Soprattutto, il signor Livingstone è stato capace di leggere nel cuore di Agnes. Un cuore un po' malandato che aveva deciso di chiudere le porte al mondo. Fino al magico giorno di pioggia in cui Agnes trova riparo alla Moonlight Books. È così che, tra i sussurri dei più bei versi mai scritti, Agnes scopre che la speranza di una vita migliore non deve mai morire. Che le strambe figure che abitano la libreria hanno l'immenso potere di farla sentire al sicuro. Perché il signor Livingstone ha riempito il suo negozio di generosità e di amicizia: all'avventura e agli imprevisti ci pensano i libri, con le loro storie che non smetteresti mai di leggere.

lunedì, agosto 24, 2026

Parole di troppo: romanzi istruttivi 3°

 Per un attimo mi ero dimenticata di questa "nuova" rubrica, che qualche mese fa ho ideato per il semplice gusto di farlo, agitando le dita su una tastiera grigia e un po' consumata e guardando a turno ciascuno di quei testi protagonisti mensilmente, senza capacitarmi come sia giunta questa terza parte, incapace di trovare nell'immediato le idee. E sebbene mi sento quasi sempre in dovere di far trasparire ciò che tengo saldamente dentro, mediante quel battesimo magico che mette in contatto il mondo di qua con quello di là, invasa dalla dolcezza di un'estasi interiore, non manca dunque di far sedere comodamente sulla mia poltrona preferita uomini e donne che, in un momento particolare della mia vita, giunsero al mio cuore esplicando tematiche in cui la cultura, la conoscenza era un involucro protetto parzialmente dalla luce d'un fuoco carico di sfarzo e frivolezze.

Opere infatti che mi hanno tenuto sotto tiro con lo sguardo per parecchi giorni, parecchie volte, prima di voltarmi e girargli le spalle.

Mediante personaggi avvenenti  ed educati, figure pulite, dure e categoriche, immerse nello scetticismo universale, che altri non sono che l'alter ego degli stessi, o nemesi di una figura che col tempo molti lettori hanno amato e coccolato, dal rozzo vigore che invita i vecchi eufemismi dal destino troppo evidente lungo una scorciatoia che porta al niente, ognuno di loro si è avvicinato al mio orecchio sussurrandomi qualcosa che io non sapevo.

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Una tata magica che interviene quando i bambini sono molto indisciplinati, ma che può andarsene solo quando il suo compito è completato e i bambini hanno imparato le lezioni necessarie.


Titolo: Tata Matilda

Autore: Christianna Brand

Casa editrice: San Paolo Edizioni

Prezzo: 8, 5o €

N° di pagine: 160

Trama: Inizia così Tata Matilda, il primo libro della trilogia di Christianna Brand, la storia di una incredibile tata che usa la magia per tenere a bada i tremendi bambini che le sono affidati e per cambiare la loro vita per sempre. Quando Tata Matilda apparve per la prima volta, più di quarant'anni fa, affascinò i lettori di tutte le età. Viene oggi riproposto alle nuove generazioni in edizione economica. Christianna Brand (pseudonimo di Mary Christianna Lewis, nota anche come China Thomson e Mary Ann Ashe,1907-1985 o 1988) è nata a Malaya e ha trascorso l'infanzia in India. Ha ricevuto la sua educazione in un convento francescano che ha dovuto abbandonare nell'adolescenza per motivi economici. Prima di dedicarsi alla scrittura ha svolto diversi lavori, come modella, ballerina, commessa di negozio e governante. Il suo primo romanzo, Death in High Heels, fu pubblicato nel 1941. Un anno dopo debuttò con il suo personaggio più famoso, l'ispettore Cockrill della Polizia della contea del Kent, nel romanzo Heads You Lose. L'ispettore apparirà in sette dei suoi romanzi polizieschi. Il personaggio di Tata Matilda è ripreso in due romanzi successivi, Nurse Matilda Goes to Town (1967) e Nurse Matilda Goes to Hospital (1975).

sabato, agosto 22, 2026

Gocce d'inchiostro: Cambio di rotta - Elizabeth Jane Howard

Credo di aver fatto la scelta migliore nell'approcciarmi a un autrice del calibro come Elizabeth Jane Howard. Il mio istinto non si è sbagliato nemmeno questa volta. Mi sono affacciata ad una nuova storia, lontana per qualche momento dalla famiglia Cazalet, e procedetti alle pratiche di routine. 

Arrivai in una villa fatiscente e sontuosa prendendo le giuste vicinanze e disponendo i contenuti. Una famiglia recisa da un dolore più grande di loro, una commedia realistica che non trova sfogo né mutamento, un amore nascosto e mai prolungato. 

Cambio di rotta ha tanto di quei temi che sono cari alla Howard, ma sino ad ora, nessuno dei due romanzi che ho avuto il piacere di leggere mi colpí così tanto come questo. Ciascuno di essi possiedono un ché di speciale, ma, questo..... Impossibile spiegarlo a parole. 

Eppure mediante parole mi piacerebbe parlarvene; farvi comprendere i motivi per cui questa lettura entra a far parte dei romanzi del mio cuore. In una grossa battaglia fra ragione e sentimento, senza alcuna certezza fondata di come e quando la Howard avesse emesso l'ennesima bellissima fattura. 


Titolo: Cambio di rotta

Autore: Elizabeth Jane Howard

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18,50€

N°di pagine: 430

Trama: Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo camisma; complice anche l'abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a tenere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata...

giovedì, agosto 20, 2026

Parole di troppo: mattonazzi di cui non aver paura 2°

Per alcuni, alcuni lettori, leggere classici, i cosiddetti mattonazzi è qualcosa di simile alla sofferenza, quella condizione di malessere che non ha alcun fondamento logico, dettata dagli incauti sussulti di un cuore ancora giovane. Eppure, quando sono soggetta a “vedere” simili torture,chiudo spontaneamente la porta della mia stanza sul mondo isolandomi con quelle << persone >> di carta e inchiostro che riescono a capirmi. Indugiando impunemente più del necessario, origliando cose che non avrei dovuto ascoltare, intrufolandomi come una ladra e senza ritegno nei loro cuori e alle loro spalle per seguire i loro movimenti.  Ho temporeggiato a tal punto e a lungo, che ho costruito una specie di corazza. Un tempo non vedevo di buon occhio chi giudicava un libro dalla sua copertina, o dalla sua imponente e mastodontica figura. Ma erano altri tempi, un altra epoca… una me più ingenua, più suscettibile e delle volte facilmente iraconda che bruciava come una fiamma al pensiero che dovessero << maltrattare >> i miei libri.

Respirare un’altra aria, l’età adulta, inevitabilmente ci pone dinanzi a delle scelte. Scivolare impunemente nell’eccentrico, nel banale, o, come diceva Dante nell’Iferno: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa?” Nel tempo, sono stata toccata dal significato di queste parole e, specialmente quando si parla di romanzi, di preferenze letterarie, non sempre è facile conciliare al diletto ciò che alberga nel nostro cuore. Ma non per questo incapace di ospitare un’infinità di testi, quei cosidetti mattonazzi, che tuttavia rivelano molto più di quel che sembra. Piccole tappe del mio vissuto, che potrebbero durare per sempre, ricoperta di una coperta di indifferenza che è alla base, quel segreto imprescindibile in cui posso bearmi di loro, incurante di qualunque fatto o evento esterno.


Titolo: Martin Chuzzlewit

Autore: Charles Dickens

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 1289

Trama: “Voi sapere con altrettanta sicurezza di me, che io giudico il “Chuzzlewit” la mia opera senza confronti migliore, sotto infiniti aspetti. Che io sono cosciente delle mie forze come mai prima d’ora. Che io so che, se la salute mi assisterà, potrò conservare il mio posto nell’animo degli uomini pensanti, anche se cinquanta romanzieri cominciassero a scrivere domani stesso”.

martedì, agosto 18, 2026

Gocce d'inchiostro: Company parade - Margaret Storm Jameson

Quando si vive e si cresce in un contesto storico che inevitabilmente ti cambia, ti fa maturare, invecchiare, porsi delle domande che oscillano continuamente fra il buono e il giusto, esso influenza te e tutto ciò che ti circonda. Il passato lascia un impronta, una traccia di impurità, crudeltà, errore, e per spiegarne le motivazioni della nostra esistenza non c'è altra ragione che vivere. Niente a che vedere col temperamento. Nulla a che fare con la grazia o la redenzione. È insita in ognuno di noi. Essa esiste prima di noi. 
La recensione che prevede il post di oggi, comprende l'incomprensione, una frustrata di spiegazioni e incomprensioni, ma, soprattutto, esplica come l'atto dell'essere liberi è uno scherzo crudele a cui non crede nessuno. Company Parade è la rappresentazione perfetta di una fantasia pura e terrificante. Uno spaccato sociale che è in netto contrasto alle ideologie romantiche della Howard, i cui personaggi sono combattenti che alienano nient'altro che di fuoriuscire dall'ineluttabilità della guerra. Assieme a questo, ovviamente, un amore profondo e cocente per la scrittura, valvola di sfogo o di rivolta contro gli ideali raggiunti. Come un credo religioso. 
Non c'è abbastanza crudeltà per chi si avvale di una certa supremazia, e neppure sufficiente calma. Tutto quello che esplica questo romanzo, le dissolutezze, le depravazioni, i piaceri più efferati, sono qui estremamente incisi su carta, maniacalmente descritti, poiché la Guerra esiste, è esistita e sempre esisterà. 

Titolo: Company Parade
Autore: Margaret Storm Jameson
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N°di pagine: 403
Trama: Nel 1918 la giovane Hervey Russell si trasferisce a Londra lasciandosi alle spalle il marito, ufficiale di terra dell'Air Force impiegato a Canterbury, e il figlio piccolo, che viene affidato alle cure di una nutrice. Hervey è forte e vulnerabile al tempo stesso, a muoverla è la voglia di affermarsi, ma anche il desiderio di dare al figlio le migliori condizioni di vita. Viene assunta come assistente copywriter presso un agenzia pubblicitaria, dove lavora per David Renn, solitario e disilluso veterano di guerra; ha due amici storici, Philip e T. S, due ex soldati che hanno in mente di dare vita a un nuovo giornale; Philip è innamorato dell'amica mentre T. S. è sposato con Evelyn Lamb, direttrice e editor del << London Review >>. Mentre scopre la vivace scena culturale londinese, popolata da scrittori presuntuosi, intellettuali salottieri e spregiudicati uomini d'affari, Hervey è tormentata dalle sue vicende sentimentali. Il rapporto con il marito Penn non è affatto semplice: Hervey non è più innamorata di lui e ha una relazione con 'l' americano'. Dal canto suo, anche Penn tradisce la moglie con la giovane Len Hammond, e la scoperta da parte di Hervey della relazione del marito accresce i problemi nella coppia. Il mondo va avanti, ma la guerra ha lasciato un segno indelebile nelle vite di tutti e ognuno, guardandosi dentro, non può fare a meno di scontrarsi con un grande buio. 

domenica, agosto 16, 2026

Lisa Simpson books

Ho trascorso la mia vita leggendo fiabe infinite di amori interminabili. Intramontabili, rassicuranti, passionali, capaci di offuscare giornate perennemente grigie, sfolgorando e sfavillando il mio cuore come una dolce litania. Impennate amorose, spaventose ossessioni e possessioni, promesse ad una libertà che vengono messe alla prova prima o poi hanno dato forma a un graziosissimo disegno, un motivo memorabile ricco di sogni e fantasticherie. Così intenso che potrebbe diventare velenoso, causando talvolta una grande infelicità da cui tuttavia ho ricavato un certo conforto. Come per me, anche per Lisa Simpson, figura illustre di una delle famiglie americane più amate nell’ultimo secolo, i libri, la letteratura hanno cucito due lembi rossi che strisciavano l'uno verso l'altro, come due amanti in preda a una forza d'attrazione superiore, riempito il suo animo di una meravigliosa melodia, sentimenti che non hanno mai avuto una sua collocazione precisa. Stracci di un anima sognatrice e romantica, derivati dal nulla. Formati ruotando attorno al niente, come nuvole bianche che vagano nel cielo. E quest’oggi, questo nostro inconsapevole incontro,

mi ha spinta a varcare la soglia del suo mondo. Facendovi parte, e cogliendo l’essenza di ogni cosa, nella redenzion o nella beatitudine eterna, redimendo a suo modo la sua famiglia da peccati inflitti alle loro povere membra perrchè dettati da stoltezza, irrazionalità, raggiungimento di forme di libertà che pur quanto immaginifiche, evidenzia come in tutto questo vi è ancora spazio per la compassione, il conforto, la comprensione..

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Titolo: Anne di Green Gables

Autore: Lucy Moud Montgomery

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 28 €

N° di pagine: 816

Trama: È dura per Matthew e Marilla, fratello e sorella di mezza età, gestire una fattoria sull'Isola del Principe Edoardo, in Canada. Così decidono di adottare un orfano che li aiuti nel lavoro dei campi ma al posto di un robusto ragazzo l'istituto invia loro una gracile ragazzina dai capelli rossi. Inizia così la vita di Anne a Green Gables, al centro di una serie amatissima di romanzi che la accompagneranno dall'infanzia fino all'età adulta.

venerdì, agosto 14, 2026

Gocce d'inchiostro: Diario 5 - Anais Nin

All’approssimarsi della conclusione di un percorso, un viaggio che si protrae per una manciata di settimane e i cui personaggi, queste figure di carta e inchiostro, in poco tempo erano divenute persone, quel che più rimane sotto la pelle è quel che non avevo cercato: l’amore. Mi ero innamorata della Nin più di dieci anni fa, ma il suo desiderio o necessità di riportare su semplici pagine bianche la sua vita, registrandola passo dopo passo, aveva posto delle domande a cui mi sono state date risposte che inconsapevolmente non cercavo né tantomeno credevo di scovare. Avevo preso sul serio l’idea di tornarvi per completare la lettura dei suoi diari e, visti da vicino, erano l’estratto miracoloso di una cura, una medicina che inconsapevolmente rese ancora più luminosa la mia piccola anima. Come una lucciola dalla fievole luce, la lettura di questi testi fu benefica, rifocillante, comprensiva, repentina nel suo essere divenuto non un semplice scambio fra anime, la mia e quella della scrittrice, quanto la scoperta di una donna che in particolari momenti della sua vita ebbe bisogno di speranza. Leggendo la sua storia da lontano, più gli innumerevoli incontri/scontri di cui fu protagonista, sono certa che chiunque sarebbe rimasto ammaliato, sedotto dalla su figura, così riservata, eterea, raffinata ma che in balia di moti del cuore più grandi di quel che credeva, fece della sua femminilità e di quello del resto del mondo un esempio di forza ed emancipazione.

Titolo: Diario 5

Autore: Anaïs Nin

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 401

Trama: Inverno 1947: Anaïs Nin è in Messico e si sente invasa di gioia, in armonia con la natura e con "il ritmo dei nativi". Il suo ritorno negli Stati Uniti costituisce un duro impatto con la realtà, realtà che, affrontata sul piano dell'arte, non costituisce un rifiuto di responsabilità, ma un'ossigenazione psicofisica per sopravvivere. La Nin si sente spezzata: arte e vita sono due momenti diversi e inconciliabili, solo la natura le dà sollievo, solo il suo essere nella natura costituisce per lei un momento di coesione e sintesi. È un periodo di ribellione e di ripensamento per la donna e per la scrittrice. Dopo quattro anni di analisi, la Nin ha superato la crisi, ha debellato la nevrosi, è libera, piena di voglia di vivere e di dedicarsi alla scrittura. Prefazione di Antonio Debenedetti.

mercoledì, agosto 12, 2026

34 libri in 34 anni

La pietra principale del mese di agosto è il peridoto, una splendida gemma di colore verde oliva o verde lime. In alternativa, il mese è associato anche allo spinello e alla sardonica. Famoso storicamente come gemma dell'equilibrio e del rinnovamento. Conosciuto anche come crisolito o olivina, gli antichi Egizi lo chiamavano "pietra del sole". Nata nell’ottavo mese dell’anno, ignoravo che ad ogni mese fosse attribuita una pietra, una forma particolare di gioiello, associato o legata al segno zodiacale. Senza dubbio, quello che rende particolari tali pietre sono le loro caratteristiche.. quest’anno, immersa nella calura estiva e, in prossimità dei miei 34 anni, celebrò questo mio giorno speciale coniando alle pietre i miei cari e amati libri.

34 libri di… verde! Il verde, così predominante, ma non tra i miei colori preferiti, che tuttavia ogni tanto mi piace sfoggiare, accostato meramente alla semplicità, alla giovinezza, alla speranza. Alla primavera, a nuove forme di rinascita, che, nel bene o nel male, hanno lasciato e tracciato qualcosa…

Titolo: Estremi rimedi

Autore: Thomas Hardy

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N°di pagine: 540

Trama: Le sfortunate vicende di una giovane donna, Cytherea Graye, sono il tema portante del romanzo. Già orfana di madre, Cytherea perde anche il padre e rimane da sola con il fratello Owen; insieme decidono di trasferirsi in un'altra città, per trovare una casa e un lavoro e ricominciare da capo. Qui conoscono Edward Springrove, di cui Cytherea si innamora, corrisposta. Dopo vari tentativi falliti, la ricerca di un lavoro va a buon fine anche per lei e viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora che scoprirà poi essere il grande e sfortunato amore che suo padre aveva avuto i gioventù. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già fidanzato con un'altra donna. Delusa e sconcertata decide di dimenticarlo. È a questo punto che entra in scena un personaggio misterioso, Manston, inspiegabilmente spalleggiato e protetto dalla signora, che si intuisce debba avere con lui un legame segreto e molto speciale. Dopo un lungo e poco chiaro corteggiamento Cytherea acconsente, suo malgrado, a sposarlo, ma sarà solo per scoprire - per fortuna prima che il matrimonio avvenga - che la prima moglie di Manston non è affatto morta e che il fidanzamento di Edward è stato sciolto e lui è finalmente libero.

lunedì, agosto 10, 2026

Sei gocce in sei giorni: romanzi vissuti in poco tempo 2°

Ci si abitua a condurre un certo stile di vita - ad essere me stessa - senza alcuno sforzo. L’impegno che ripongo a tutto quello che faccio, alle letture che vivo, alla scrittura di testi che popolano la mia coscienza, derivano da un unico elemento: l’amore che riservo, giorno dopo giorno.

Non vi è occasione che possa annoiarmi, che possa cadere preda di tormenti, turbamenti dell’anima in cui è poi la stessa a “pagarne” il prezzo. Non c’è mai stato bisogno di dire niente, né tantomeno dimostrare qualcosa. Basta che chiuda gli occhi, mi concentri e osservi tutto ciò che ho dinanzi lasciando che i pensieri restino tali, non impuri, registrandoli su carta nell’immediato, non apprezzando esclusivamente l’atto in sé quanto l’emozioni o le sensazioni che trapelano. Questa settimana in cui ho potuto dedicare la lettura di questi sette testi è passata in un soffio, con i giorni all’insegna del caldo, del mare, del sole, ma anche del lavoro e della routine, scanditi da un preciso ritmo che, con la sua regolarità, non lascia spazio o adito ad alcunchè. Tutto era previsto, organizzato. Queste letture erano previste, ma ciò che non avevo previsto era ciò che avrebbero aggiunto al mio cuore. Un guazzabuglio di sensazioni altalenanti, forti, vivaci e colorate, che hanno occupato gran parte della mia quotidianità..


Titolo: Lettera di una sconosciuta

Autore: Stefan Zweig

Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 11 €

N° di pagine: 96

Trama: "A te, che non mi hai mai conosciuta": è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e avvolgente" a cui è impossibile resistere. "Ieri il mio bambino è morto": così esordisce la misteriosa scrivente, e continua: "adesso al mondo mi sei rimasto solo tu, tu che di me non sai nulla". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo, solo per questo, concede a se stessa di raccontargli la propria vita la vita di una creatura che per più di quindici anni (prima bambina, poi adolescente, e poi donna) gli ha votato, "con la dedizione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e appassionato", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, ottenendo in cambio solo poche notti d'amore e portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, la riconoscesse. Ma quasi sempre il volto di una donna rappresenta per l'uomo "solo lo specchio di una passione, di un gesto infantile, di un moto di stanchezza, e svanisce altrettanto facilmente di un'immagine allo specchio". E il destino di lei è stato di non essere mai riconosciuta. La descrizione di un labirinto di amore assoluto, un ritratto di donna ardente e viva e, al tempo stesso, immateriale come "una musica lontana".

sabato, agosto 08, 2026

Rory Gilmore's books 3°

Ogni volta che siedo alla scrivani per redigere l’ennesima lista di libri, questa volta però relativa a quei romanzi, quei 339 che io e Rory Gilmore abbiamo letto, immancabilmente penso che quello della letteratura è un'arte in cui si possono raccogliere tutte le ossa che si vuole, costruire la parte più splendida di un mondo fosco e tetro, comporre una melodia che produca qualcosa di vivo.

Una storia che, in un certo senso, non appartiene a questo mondo e che mediante un battesimo magico, riesce a mettere in contatto questo mondo con quello dell'altro. Coi romanzi di cui avrò il piacere di parlarvi oggi, di mostrarvi, non ho potuto fare a meno di pormi questo tipo di riflessione. Dovuta da una speciale predisposizione a scuotere e a scricchiolare nella mia anima, come tanti altri in precedenza. Planando lentamente fra le stanze polverose della mia coscienza, dopo una sfilza di letture di vario tipo, popolando le mie nottate miti. Le mie e quelle di Rory :p

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Titolo: Fahreneit 451

Autore: Ray Bradbhuri

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo:12, 50 €

N° di pagine: 180

Trama: Morgan fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

giovedì, agosto 06, 2026

Gocce d'inchiostro: Il Regno Segreto. Il Libro della Polvere. Vol. 2 - Philip Pullman

Io di questa cacofonia di misteri, magia, parole rovesciate come inchiostro ancora caldo su pagine bianche e nivee, non ci avevo più pensato, dimenticando come questa << nuova >> saga di un autore che amo molto, fosse ancora in corso di scrittura. Mi sono accontentata, qualche anno fa, di divorare il primo volume - che quest’anno ho riletto, tra l’altro - e restare a bocca asciutta, in attesa che qui, in Italia, fosse pubblicato il secondo. Ma fra il tempo che spesi a leggere questo primo volume e quello della pubblicazione di questo secondo trascorse una manciata di anni e la mia mente aveva quasi dimenticato della sua presenza: presto o tardi ne sarei stata influenzata. E’ stato un pò vergognoso riconoscerlo, dopo così tanto tempo. Ma quando la vita ci dona degli input, dei segnali che a noi tocca esclusivamente l’arduo compito di rintracciarli, capirli, la nostra mente assorbe ogni significato. Quando prendiamo un romanzo dalla mensola di una libreria non attenzionato da un pò, ecco come la risacca disomogenea dei ricordi inghiotte e rigetta qualcosa. La nostra mente, per qualche momento, è assorbita da tante cose, i ricordi divengono quella fiaccola ardente che brucia ai nostri occhi. Succede che un romanzo, il suo autore desti la nostra attenzione, e respingere ogni intento sembra vano. Inutile e insensato. Recitando sempre lo stesso mantra, affidandosi alle stesse regole di comportamento, ecco come l’isolotto della mia coscienza ha potuto godere della compagnia di un autore che in adolescenza ho conosciuto e sperticato lodi, in questo 2026 con la lettura del secondo volume di una saga che stava per essere bruscamente risucchiata nel dimenticatoio. Assorbito con il ritmo regolare di letture che, adesso, non sono più un semplice passatempo, quanto il fiato di tutta una vita. Esorcizzando quella distanza che il Fato, così ingiusto e ignominioso aveva tessuto, a mia insaputa.


Titolo: Il regno segreto. Il libro della polvere 2

Autore: Philip Pullman

Casa editrice: Salani

Prezzo: 19, 80 €

N° di pagine: 704

Trama: Sono passati dieci anni da quando abbiamo salutato Lyra Belacqua, adolescente seduta su una panchina del giardino botanico di Oxford nel finale di Queste oscure materie. Nel Regno Segreto la incontriamo di nuovo, quando ormai è diventata più grande, ma anche più disincantata e disillusa. In questo attesissimo sequel, Lyra, ora ventenne, scoprirà luoghi dell'anima e del mondo di cui non aveva mai nemmeno immaginato l'esistenza e dovrà superare prove inattese e difficili che metteranno a dura prova il rapporto con il suo inseparabile daimon, Pantalaimon. Nel grande, rocambolesco viaggio che li attende sarà coinvolto anche Malcolm, che nella Belle Sauvage era un ragazzino con una barca e la missione di salvare una neonata dall'alluvione, e ora è un uomo con un forte senso del dovere e il desiderio di fare ciò che è giusto. Una nuova, grandiosa avventura che si spinge oltre i confini di Oxford, attraverso l'Europa fino in Asia, alla ricerca di ciò che è stato dimenticato: una città creduta impossibile, un segreto nel cuore del deserto, il mistero della Polvere e una guerra tra fazioni sconosciute. Dopo anni di attesa, con il nuovo ciclo del Libro della Polvere, Philip Pullman, uno dei più grandi scrittori viventi, torna nel sontuoso mondo allo stesso tempo familiare e straordinario di Queste oscure materie con un romanzo che è davvero un libro per i nostri tempi; un'avventura imponente in luoghi evocativi e indimenticabili ma anche uno sguardo stimolante su cosa significhi capire se stessi, crescere e dare un senso al mondo che ci circonda, qualunque esso sia.

martedì, agosto 04, 2026

Le tbr: richiami dell'anima 63°

Nel percorso insidioso della vita, spesso ci si trova incastrati, invischiati in un luogo che qualcun altro ha tracciato, non dissipando l'oscura confusione che è ancora presente nel suo animo, ma continuando costantemente a svolgere il suo ruolo. Ogni compito. Una ragazza già cresciuta ma che è sempre stata dotata di un’anima posata, riflessiva, dai romanzi che popoleranno le sue giornate, in questo ottavo mese dell’anno, quello in cui sarà protagonista anche il mio compleanno, testi che non hanno effettivamente bisogno di presentazioni, confida possano espandersi oltre le pagine verso la realtà, trasformandola, fondendosi in un'unica entità. Questa la trama scarna ma precisa di quella che è la mia vita, o, perlomeno, riconducibile a quei gesti in cui la lettura, i romanzi scelti, dipanati con frettolosità nello scoccare di un tempo sincopato ma intenso, svolgono un certo ruolo e mostrano poco per volta le ragioni che la spingono ad assumere certi comportamenti. A compiere certe scelte. Un pò più accurata nei dettagli e ricca nella sostanza, fantasia costruttrice che vince sulla profondità del tema trattato, nella possibilità di risiedere in luoghi in cui il percorso evolutivo dei protagonisti, quegli amici di carta che saranno al mio fianco come silhouette sullo sfondo, nel labirinto del tempo in cui sono imprigionata, non vagheranno come anime in pena, svelando qualcosa che nessuno potrà mai decifrare. Quanto popolare le mie nottate miti.

Come riportato in foto, questo ottavo mese dell’anno, fra letture digitali di svariato tipo, dedicherò il mio tempo a Elizabeth Jane Howard e a questi romanzi:


Titolo: Cambio di rotta

Autore: Elizabeth Jane Howard

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18,50€

N°di pagine: 430

Trama: Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz'età appartenente all'alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo camisma; complice anche l'abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c'è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all'improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a tenere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l'irrequieto quartetto si trasferisce su un'isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata...

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