Per qualche giorno ho dubitato che il piccolo paesino di Appetricchio potesse fagocitarmi. Intuivo che il mio stare fra le sue pagine avrebbe avuto un lasso di tempo piuttosto breve, ma oramai la scelta era stata compiuta e Appetricchio, in meno di tre giorni, divenne anche la mia isola perduta. La mia Itaca, la mia Isola che non c’è, quel luogo in cui mi sono persa e ho voluto perdermi, in un luogo strettamente legato ai sogni, ai ricordi e che richiama costantemente il passato, trasmettendo estraneità ma custodendo segreti che ammaliano. Appetricchio divenne non solo quel luogo da cui serberò un ricordo speciale, nonostante non possa considerarsi una pietra miliare della letteratura, quanto il suo valore simbolico ed emotivo, a distanza di qualche giorno, quanto il più adatto, quel contenitore imperfetto in cui custodire sogni, speranze, realtà illusorie. Parecchio simili ad altre isole magiche che la memoria spesso serba come tesori incastonati nelle stanze polverose della nostra coscienza, ma che sono il filo conduttore della vita così distintamente avvolto in due trame: in quella della vita da cui è possibile scorgere gioie e dolori e quella del passato, che si scontra contro oscuri echi.
Titolo: Appetricchio
Autore: Fabienne Agliardi
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 284
Trama: Situato sul fianco di una montagna, non lontano dal mare, separato dal resto della vallata da un ponte malfermo che gli abitanti non attraversano mai, Appetricchio è il posto dove tornare per far pace con noi stessi e capire chi siamo. È qui che è nata Rosa, la madre di Mapi e Lupo, gemelli di Brescia che ad Appetricchio hanno trascorso tutte le vacanze della loro infanzia. In paese vivono personaggi stravaganti: la maggior parte di loro si chiama Rocco, in onore del santo patrono, nessuno ha un cognome e ognuno parla un dialetto che sembra una lingua straniera, strana e imprevedibile. Andando in auto verso Appetricchio, i protagonisti ricordano con nostalgia le avventure semplici e i rapporti genuini vissuti in quel posto che è sempre rimasto nei loro cuori, fino a svelare, con un inaspettato colpo di scena, il motivo che li ha tenuti lontani per un periodo così lungo della loro esistenza. Un romanzo unico e originalissimo, dall’atmosfera avvolgente e piena di rimandi,
capace di creare un sentimento nostalgico di forte immedesimazione con la descrizione del paese sospeso nel tempo che qui assume una valenza quasi universale. Diverso a ogni pagina, in grado di sorprendere il lettore con il suo stile pirotecnico e le sue vivaci trovate linguistiche, Appetricchio è un libro spiazzante e soprattutto una lettura appassionante in cui chiunque potrà ritrovarsi.

