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venerdì, novembre 22, 2019

Gocce d'inchiostro: La vita gioca con me - David Grossman

Una manciata di anni dopo, mentre sfilavo il Kobo dalla mia personalissima custodia, assediata dal tempo che passa, dal desiderio di divorare una manciata di romanzi in niente, ricordai uno dei momenti più belli della mia carriera letteraria ( la nascita di questo piccolo angolo virtuale, androne di un salotto paradisiaco, che coincise col momento in cui mi approcciavo per la prima volta a David Grossman). Da ciò ricordai anche il momento in cui mi sentii affascinata, tornai con la mente alla mia 'giovinezza' e a quel lontano pomeriggio di fine giugno che mi avevano sbattuto fuori dalla timidezza e l'insicurezza.
Da lettrice curiosa e avida di sapere fu così che Grossman fu colui che assistette al momento in cui mi accinsi ad occupare un piccolo spazio nel mondo di blogger. 
Quest'anno sono andata a sbattere contro un pilastro della sua produzione letteraria che mi affascinó, sin dal primo momento che ne seppi della sua pubblicazione, e in una manciata di giorni, entrai e vissi con l'aria rarefatta e pesante che si respirava tutt'attorno. 


Titolo: La vita gioca con me
Autore: David Grossman
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 21 €
N°di pagine: 300
Trama: "Tuvia era mia nonno. Vera è mia nonna. Rafael, Rafi, mio padre, e Nina... Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota Ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di Vera, Nina è tornata; ha preso tre aerei che dall'Artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia Ghili e la venerazione immutata di Rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che Nina non abbia intenzione di fuggire via; ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in Iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorato di MiloS, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando MiloS resta in prigione con l'accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché Vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull'isola di Goli Otok, abbandonandola all'età di sei anni e mezzo. Di più, Nina suggerisce di partire alla volta del luogo dell'orrore che ha risucchiato Vera per tre anni e che ha segnato il suo destino e poi quello della giovane Ghili. Il viaggio di Vera, Nina, Ghili e Rafi a Goli Otok finisce per trasformarsi in una drammatica resa dei conti e rompe il silenzio, risvegliando sentimenti ed emozioni con la violenza della tempesta che si abbatte sulle scogliere dell'isola. Un viaggio catartico affidato alle riprese di una videocamera, dove memoria e oblio si confondono in un'unica testimonianza imperfetta.

giovedì, maggio 05, 2016

Una goccia, mille parole: Che tu sia per me il coltello - David Grossman

Buon giovedì sera, amici! Dall'ultima e sbrigativa recensione, questa sera vorrei parlarvi di un romanzo che riposava sui miei scaffali da un bel po'. Una storia che a dire il vero non ha una sua storia, in cui ho potuto cogliere frasi cariche di emozioni. Taglienti, penetranti, che vivisezionano suscitando un'infinità di sensazioni. Emozionano come se non ci fosse altra possibilità di affidarci a questo strano destino.
In compagnia di due anime dannate, che ho visto volteggiare verso l'interno, completamente stordita, sommersa dalla luce e dal calore, dalla profusione dei colori degli amanti. L'anima completamente catturata dalla storia di qualcuno che non è più di passaggio.

Titolo: Che tu sia per me il coltello
Autore: David Grossman
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 330
Trama: In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile sembra volersi isolare dagli altri. Commosso, Yair le scrive, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un'implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro, ognuno dei due offre all'altro ciò che mai avrebbe osato dare a qualcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, gli chiedono con imperiosa delicatezza una svolta nella sua vita interiore. Il risultato è un romanzo avvolgente e "impudico" che ci mostra quanta strada bisogna percorrere per vincere la paura e arrivare a toccare liberamente, con pienezza, l'anima (e il corpo) di un altro essere umano.
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