Le impressioni di
questa ragazza, la lettura di questo bellissimo ritratto italiano mi dettero
molto da pensare. In fondo, Giulia Caminito è piuttosto brava a giocare con i
sentimenti delle persone, non molto diversa da altri autori americani o
stranieri del passato o presente. Questo 2021 ha segnato l’approdo di parecchie
novità, svolte, mutamenti che, vestendomi di una gigantesca corazza, riesco a
combattere qualunque avversità, contrastare qualunque effetto scatenante. Nel libro
della Caminito, che personalmente non conoscevo, sono descritte le penose
condizioni igeniche e morali di una famiglia, rinchiusa e intrappolata in un
equilibrio precario, su ogni cosa che è effimero, pronto a crollare in
qualunque momento in cui la vita stessa è una preghiera perpetua, allegoria di
un regime totalitario da cui sembra non esserci alcuna via di scampo. L’assoluta
mancanza di serenità, l’anelazione a forme di tranquillità o serenità di un
attendibile pratica opprimente, racconta le vicende di una ragazza, Gaia, e della
sua famiglia come metodologia a scovare una realtà migliore di questa, in cui
una narrazione densa, ricca di lirismo e simbolismi che a mio avviso è
pertinente all’anima dello stesso romanzo, ne evidenziano il corpo, l’anima della
sua protagonista attraverso i suoi << difetti >>, il suo essere
guasta, ingestibile, poco amabile, affamata di passione letterale e metaforica
che anela a scovare quel senso di giustizia che disgraziatamente non c’è.
Com’è stato
possibile che un romanzo apparentemente semplice e quasi banale, sia stato da
me considerato come una delle valide voci narrative nostrane italiane, in un
panorama letterario intrappolato nelle banalità e nella ripetitività, questo
non so dirlo. L’acqua del lago non è mai dolce non ha niente di dolce o
sdolcinato e racconta di come ci si affanni ad allontanarsi da una realtà che
ti tiene vincolata sin dalla nascita preferendo costruire attorno a te solide
barriere piuttosto che languire in pozzi o acque profonde. Così irraggiungibile,
quasi imbarazzante quasi atti di elemosina verso il prossimo, che mi ha fatta
sentire sporca, intrappolata in un pozzo oscuro da cui non si scorge la luce.
Titolo:
L’acqua del lago non è mai dolce
Autore: Giulia Caminito
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 304
Trama: Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.
Autore: Giulia Caminito
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 304
Trama: Odore di alghe e sabbia, di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: sulle rive del lago di Bracciano approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, madre coraggiosa con un marito disabile e quattro figli. Antonia è onestissima e feroce, crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua figlia femmina a non aspettarsi nulla dagli altri. E Gaia impara: a non lamentarsi, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo, a leggere libri e non guardare la tv, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe e l’infelicità dove nessuno può vederla. Ma poi, quando l’acqua del lago sembra più dolce e luminosa, dalle mani di questa ragazzina scaturisce una forza imprevedibile. Di fronte a un torto, Gaia reagisce con violenza, consuma la sua vendetta con la determinazione di una divinità muta. La sua voce ci accompagna lungo una giovinezza che sfiora il dramma e il sogno, pone domande graffianti. Le sue amiche, gli amori, il suo sguardo di sfida sono destinati a rimanere nel nostro cuore come il presepe misterioso sul fondo del lago.

