Mi è sembrato tutto così strano, avvolto in una cortina di turbamento o perplessità, ma non dissi ne scrissi alcuna parola, sulla mia immancabile agenda, nemmeno quando avevo letto una cinquantina di pagine. Di cosa si trattava? Se non fossi stata incuriosita dal tema che espugnano queste pagine, non penso avrei scoperto l'uscita della sua pubblicazione, non penso sarei stata così interessata da scovarla da sola. La lettrice ambiziosa e curiosa che riposa silenziosamente in me, col tempo, ha subito diversi cambiamenti. Ogni anno, una nuova opera, una nuova storia, hanno rivelato aspetti che l'anno scorso o tre anni fa non riuscivo a vedere. Ogni volta sorpresa di cogliere certi cambiamenti in onore di opere scarne ma ricche di contenuto. In momenti svariati della mia vita, dipingendo su semplici fogli bianchi disegni di ogni tipo, forma e colore, che nel momento in cui prendono vita fanno il proprio dovere. Questi rinnovati aspetti che adesso mi preme evidenziare sono i punti focali della prosa semplice ma diretta delle cronache di vita di una ragazza che vive di letteratura, divora romanzi su romanzi come se niente fosse, e che in tristi mattine di metà o inizio gennaio danno un aspetto più gaio a tutta la sua personale produzione.
Ho avvertito quasi lo sghembo satanico dell'orribile entità che popolerà ben presto queste pagine, la cui natura è meramente illusoria, jacksoniana, il suo modo riservato di uscire allo scoperto solo nel momento più adatto e, chiaramente, nessuna idea di quello che poteva essere. Da dove essa deriva, o quale sconcertante spiegazione che ne esplichi la sua provenienza. E non logorando, né tantomeno scalfendo il mio spirito da dentro. Orrore che si è aggiunto ad altri orrori, altre delusioni letterari, che tuttavia è stato creato con certe immagini, tenuto a bada grazie al filo della routine e alla vita in generale, sottraendolo dall'unità dell’incompletezza più totale della concretezza, scritto con parole che hanno avuto una sua importa. Perchè soggetto a diversi giochi di vita, condotta lungo una strada da cui non ci sarà alcuna via d'uscita. Un'opera i cui protagonisti sono figure recise, solitarie, quasi folli, dalla personalità vivacissima, dominati da un istinto disumano che si mescola ai grandi conflitti interiori della letteratura classica che io amo particolarmente.
Titolo: La persecuzione delle sorelle Mansfield
Autore: Xenobe Purvis
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 216
Trama: A Little Nettlebed si raccontano molte storie sulle sorelle Mansfield: che sono arroganti, bugiarde, indisciplinate. Ciascun abitante del piccolo villaggio ha da dire la propria sul loro conto, ma su una cosa tutti concordano: le ragazze sono strane, e, quindi, pericolose. Con l'arrivo di una delle estati più torride di sempre, poi, comincia a verificarsi una serie di eventi singolari: un enorme pesce argentato - o forse un mostro di fiume - si arena sulla riva del Tamigi, gli animali si fanno frenetici, gruppi di corvi si radunano sui tetti delle case, e qualcuno giura di aver visto le cinque sorelle trasformarsi in un branco di cani e latrare nella notte. I sospetti viaggiano in fretta di bocca in bocca, portando a galla paure, pregiudizi e anche un pizzico d'invidia. Cosa nascondono le ragazze Mansfield? Qual è la loro vera natura? Che le voci siano fondate o meno, a Little Nettlebed sta accadendo qualcosa di innaturale, e, come sempre capita in questi casi, serve un capro espiatorio.

