
La seconda volta con
Jonathan Safran Foer andò meglio della precedente, che avevo giudicato Ogni
cosa è illuminata una bella lettura ma non indimenticabile, filando tuttavia dritto al
mio cuore. Stanziò per qualche tempo non riuscendo però a toccare le corde
del mio animo dove dovevano essere toccate, a farmi scongiurare di poter
leggere qualcos’altro il prima possibile osservando il cammino che avevo
intrapreso con piacere, tranquillità, e poi il languore di leggere qualche
altra sua opera che non si smorzò se non quando lessi Molto forte,
incredibilmente vicino. Era diventata una questione personale, anziché solitaria,
lasciando dietro alle spalle le migliorie di una bellissima storia che non
credevo potesse colpirmi così tanto, e in meno di tre giorni mi sono
abbandonata alle brutali e drastiche elucubrazioni di un bambino di soli dieci
anni senza più dubitare mentre mi lasciavo contagiare dal suo tono malinconico,
maturo, tenero e dolce che ha scorso lungo il mio corpo, su e giù, non
comprendendo i motivi per cui ho procrastinato per così a lungo questa lettura.
Perché i ricordi, le relazioni, i sentimenti, sono tenuti a bada mediante
semplici pagine di diario, che solo impersonando chi scrive possiamo
ringraziarlo del piacere sedotto.
Titolo: Molto forte, incredibilmente vicino
Autore: Jonathan Safran Foer
Casa editrice: Guanda
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 350
Trama: A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio
rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è
tutto sotto controllo”. È l’11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso
il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi
si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto
affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città
alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che
lo portetà a dare finalmente risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri
dubbi. E sarà soprattutto l’incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di
affetti e a riaprirlo alla vita.