domenica, febbraio 28, 2021

Romanzi su misura: Febbraio

Vivo oramai una situazione in cui i libri non cessano di comparire e spuntare, e pur quanto mi impegni a smaltire arretrati, romanzi acquistati impulsivamente e non ancora letti, non nego che quella dell’acquisto compulsivo di libri è una sindrome di cui per me non c’è alcuna cura. Da quant’è è entrato l’anno, poi, gli sconti di svariate case editrici sono state una particolare tentazione, cosa che non mi avrebbe risparmiato a portarmi a casa qualche bel volume.
Questo secondo mese di febbraio, però, determinata a smaltire una presunta TBR stipulata a fine mese di gennaio, mi ha indotta a chiudermi nel santuario magico della mia casa e bere come te caldo la maggior parte dei romanzi che mi ero prefissata. Non tutti, purtroppo, ma in buona parte, quelli con le pagine belle profumate, i volumi rilegati in pelle, la mole gigantesca, e perché non rischiare ad immergermi in qualche meravigliosa avventura? Come se avessi stipulato un contratto, fu così che questo mese mi vide recarmi in bellissimi posti, di conseguenza a lasciare in ognuno un segno del mio passaggio che decantano meraviglie e delineano trame apparentemente insulse. Il destino volle che anni e anni di letture hanno perfezionato il mio palato, e indotto a selezionare ciò per cui vale la pena e ciò per cui dovrebbe essere dimenticato, che fornendomi un guazzabuglio di sensazioni altalenanti mi hanno fatta  << sentire meglio >>.


Romanzi su misura in carta e inchiostro:


Un romanzo che è la storia distorta di ognuno di noi, che nonostante la sua semplicità ci induce a restare unanime a coloro che, anime inquiete e alla deriva, cooperano in questo gigantesco cosmo.
Valutazione d’inchiostro: 4

venerdì, febbraio 26, 2021

Gocce d'inchiostro: La biblioteca delle anime, La mappa dei giorni, La conferenza delle Ymbryne - Ransom Riggs

Mai come adesso sono stata invasa dal forte desiderio di leggere la saga de I bambini speciali, mai come adesso e specialmente in questo periodo ho riversato pensieri affamati ed emozionanti in cui mi sono rintanata in una stanza remota del loro animo per scovare segreti e misteri vari abbottonati alla mia anima, alleandomi con la presenza di essere sincera, a esibirmi con loro, compresi i vari sconvolgimenti avvenuti nella famiglia di Jacob. Ed ecco come, nel momento in cui Jacob parlò, ascoltai ogni cosa, osservando come il ragazzino che conobbi nel primo volume si trasformò in un uomo, nonostante quella ritratta è un’avventura più grande di lui.

Titolo: La biblioteca delle anime
Autore: Ransom Riggs
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 494
Trama: Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viahhio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l’adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison Machenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil’s Acre, i bassifondi più abietti dell’Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte. 

mercoledì, febbraio 24, 2021

Danzando su carta: 21 °

Quando si tratta di sconti, di acquisti libreschi, resistere è davvero un’impresa. Rientro barcollante nella mia camera, nel mio santuario magico, osservo gli scaffali della mia libreria, i romanzi ancora da leggere e vivere e…. anelo ad averne degli altri!

E’ assurdo tutto questo, ma per me la felicità equivale ai libri. L’acquisizione di nuove opere, nuove storie, la trasmigrazione di nuove anime è appunto quello che cerco. La mia anima è nelle mani di figure di cui francamente non ho conoscenza. Ed è lì che resterà per sempre, anche quando il mio corpo non ci sarà più. Cosa fare, dunque, quando non riesco nemmeno a pensarci. Giurare di non acquistare più niente per un certo lasso di tempo è una blasfema, e francamente mi sembra inutile. Non mi piace mentire! Perciò l’ennesimo giro in libreria mi vide gioiosa sotto ogni aspetto, e tra le cose che avrei potuto accaparrarmi ci sono state autori della letteratura che desideravo possedere da moltissimo tempo. E quale miglior momento se non questo, in assenza di qualche stimolo positivo che ravvivi ogni cosa?

 

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Titolo: Moby Dick
Autore: Herman Melville
Casa editrice: Bur Deluxe
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 703
Trama: Un uomo e un mostruoso cetaceo si fronteggiano: è il conflitto più aspro, accanito e solitario mai immaginato, è la storia di ogni anima che si spinga a guardare oltre l’abisso. Moby Dick è un gigantesco capodoglio, candida fonte di orrore e meraviglia; Achab è un capitano che, ossessionato da follia vendicatrice, lo insegue fino all’ultimo respiro; Ismaele, un marinaio dall’oscuro passato imbarcato sulla baleniera Pequod, è il narratore e, forse, l’eroe della tragedia. Sullo sfondo, il ribollire sordo e terribile dell’oceano, il vociare cosmopolita dell’equipaggio, le descrizioniu anatomiche delle balene e i puntuali resoconti di caccia. 

lunedì, febbraio 22, 2021

Gocce d'inchiostro: La vita di Irène Nèmirovsky - Olivier Philipponnat e Patrick Lienhardt

Mi venne la tentazione, dopo essermi accaparrata di Una pedina sulla scacchiera, di accettare l’offerta di leggere una biografia, un accozzaglia di minuzie filologiche riguardanti Irène Nèmirovsky, e da quant’è che ho nutrito questo forte desiderio è trascorsa una settimana da quant’è la Nèmirovsky fu ospite del mio salotto virtuale. Non avrei lasciato al caso questo folle tentativo di leggere l’ennesimo romanzo riguardante lei o scritto da lei, non avendo lasciato niente al caso, che mai e per fortuna ha sortito alcun effetto negativo. Il lavoro che è stato riposto per produrre queste pagine furono un’impresa più seria di quel che credevo, e dopo aver investito in diverse indagini che aiutarono gli autori a migliorare le loro conoscenze tutt’altro che precise, concepirono l’idea di avviare un progetto letterario che certamente avrebbe indotto a qualche errore, e poco alla volta un corredo di informazioni presero vita come poemi bellici, intimi, introspettivi che ingenuamente credevo che, in chiave romanzata, avessero come voce quella della Nèmirovsky, ma che lontano da tutto questo, sono uno squarcio irriducibile di testimonianze fedeli. Certamente gli autori di questa autobiografia avranno inconsapevolmente bussato ad una porta che non è stata spalancata nell’immediato, nonostante il numero spropositato di opere che compongono la poetica nèmirovskiana. Tuttavia spalancarla ha funto da raggiungimento di gloria lirica e spirituale di cui io stessa ho ammirato profondamente per lasciarmi contagiare dal diniego di non aver letto qualcosa che parlasse della Nèmirovsky donna anziché scrittrice.
Vale però la pena compiere uno sforzo per scoprirlo, conoscerla sotto una nuova veste, seguirla in una varietà di paesaggi in cui lo sguardo non ha potuto soffermarsi nell’immediato, ma che procurano un forte senso di angoscia, smarrimento dalla quale sembra non esserci alcuna via d’uscita. Non sono sicura che molti lo ameranno maggiormente o apprezzeranno in buona parte, ma certamente non potrà non ammaliare quella schiera di lettori che hanno visto nella Nèmirovsky quella alleata estremamente emnotiva e sentimentale come quell'irrinunciabile compagna di un viaggio che non avrà mai fine.



 

 

Titolo: La vita di Irène Nèmirovsky
Autore:Olivier Philipponnat e Patrick Lienhardt
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 520
Trama: Di lei credevamo di sapere tutto: dalla nascita a Kiev nel 1903 alla morte ad Auschwitz nel 1942, dall’avventura del manoscritto di “David Golder”, inviato anonimo nel 1929 all’editore Grasset, al manoscritto salvato di “Suite francese”, apparso nel 2004 e tradotto ormai in trenta lingue. Sbagliavamo: Philipponnat e Lienhardit ce lo dimostrano in questa biografia. Per tre anni, costantemente affiancati dalla figlia di Irène, Denise Epstein, gli autori hanno consultato le carte inedite della scrittrice: la corrispondenza con gli editori come gli appunti presi a margine dei manoscritti, i diari come i taccuini di lavoro. Un’opera che non solo fa risorgere dall’oblio con una vividezza sorprendente le diverse frasi dell’esistenza di Irène ( l’infanzia nella Russia prima imperiale e poi rivoluzionaria, la fuga prima in Finlandia e poi in Svezia, la giovinezza dorata in Francia, i rapporti con la società letteraria degli anni Trenta, gli sconvolgimenti della guerra, gli ultimi mesi di vita nel paesino dell’Isère dove si è rifugiata con la famiglia), ma coglie e restituisce tutte le sfaccettature di una personalità complessa, affrontandone senza remore di alcun tipo anche gli aspetti più discussi e contraddittori.

sabato, febbraio 20, 2021

Gocce d'inchiostro: Una pedina sulla scacchiera - Irène Némirovsky

La Nèmirovsky parla alla mia anima. Mi rendo conto quanto queste parole siano ricche di sentimentalismo, che non dovrei lasciarmi andare a inutili squinquiliglie, altrimenti non nutrei un così profondo affetto da quant’è che il suo primo romanzo giunse fra gli scaffali zeppi della mia libreria. Questo weekend, dopo aver fatto un salto nella libreria più vicina della mia città, mi sono accaparrata dei penultimi romanzi nèmirovskiani che ancora non possedevo, sparandomi di una di queste le sue pagine come se non ci fosse un domani. Totalmente immersa in un’atmosferma appiccicosa, soffocante, densa di significato, quasi in uno stato di illusione, innocenza in cui ingenuamente si crede che niente e nessuno potrà dissipare quei pochi averi che si possono avere assecondando così qualunque forma di vita del mondo. Al termine della lettura, i miei sentimenti erano contrastanti. Il mio cuore aveva preso una strada tutta sua; decisi che nel momento in cui avrei potuto concepire qualche idea di senso compiuto non solo per me stessa, avrei conservato una parvenza di normalità. Sarebbe stato l’unico modo per tenermi ancora stretta all’autrice pur di non perderla. Il suo ricordo perpetuerà nella mia coscienza e nel tempo, ignorando il fatto che di suo non ho più quasi nulla da leggere. Il forte sentimentalismo sciorinato con dramma e passione è uno degli elementi fondamentali della poetica nèmirovskiana, che non l’hanno resa particolarmente celebre dai più ma accresciuta da una forte stima di chi umanamente si vestì dei suoi panni. Io però valico il confine del semplice vestire d’abito; questa donna ha sortito un fascino irrinunciabile e indescrivibile per me, il che suggerisce che dalla mia amata Nèmirovsky potrò tornarvi quando mi pare e piace.


Titolo: Una pedina sulla scacchiera
Autore: Irène Nèmirovsky
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 174
Trama: All’era dei pirati della finanza e dell’industria, degli imperi economici costruiti sui campi di battaglia è succeduto lo scenario desolante degli anni Trenta: la borsa in caduta libera, la crisi, la disoccupazione, e “tutti quegli scandali ignobili, quei processi, quei tracolli privi di grandezza” … Come molti della sua generazione, Christophe Bohun non ha né ambizioni, né speranze, né desideri, né nostalgie. È un modesto impiegato nell’azienda che suo padre, il Bohum dell’acciaio, il Bohum del petrolio, è stato costretto, dopo un clamoroso fallimento, ad abbandonare nelle mani del socio. Si lascia svogliatamente amare da una moglie di irritante perferzione e da una cugina da sempre innamorata di lui. “E’ la pedina “ annota laNèmirovsky sulla minuta del romanzo “ che viene manovrata sulla scacchiera, che per due o tremila franchi al mese sacrifica il suo tempo, la sua salute, la sua anima, la sua vita”. Alla morte del padre, però, Christophe trova in un cassetto, bene in evidenzia, una busta sigillata: dentro, un elenco di parlamentari, giornalisti, banchieri a cui, nel tentativo di evitare il crac, il vecchio Bohun aveva elargito somme ingenti affinchè spingessero il governo ad accellerare i preparativi bellici. Riuscirà questo bruciante retaggio, questa potenziale arma di riscatto, e di riscatto, a scuotere Christophe dal suo “cupo torpore”? Difficile trovare un romanzo così puntualmente appicabile a temi e fatti di ottant’anni dopo.

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