martedì 10 maggio 2016

Gocce d'inchiostro: Il bacio più breve della storia - Mathias Malzieu

Titolo: Il bacio più breve della storia
Autore: Mathias Malzieu
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo:
N° di pagine: 128
Trama: Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l'orchestra suona It's Now or Never. Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l'eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l'aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l'uno all'altra. Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?

La mia recensione:

Ci contorciamo di dolore, ma alla fine ci abituiamo. E' necessario. Rimettersi in dubbio. Troppo. Non abbastanza. Trovare nuovi equilibri. Cercare di aprirsi. Non riuscirci. Riderne, prendersi un po' in giro. Credere. Crollare di nuovo...

Il tema del bacio, decantato da scrittori e poeti verso la fine dell'ottocento dai colori più chiari a quelli più scuri, costituisce sin da sempre un punto d'interesse, un elemento di attrazione visiva e tattile teso a sottolineare l'ideale romantico del secolo di cui, naturalmente, molti romanzi ne costituiscono l'emblema. Si presenta come una sorta di droga che non basta e a cui non riesci a fare a meno. Una dipendenza che non appena si assaggerà anche un briciolo non si potrà farne a meno; da qualunque prospettiva l'idea di poter convivere con la persona più importante della tua vita è a dir poco meravigliosa. Da lontano, confesso come nei miei sogni l'amore mi abbia sempre mostrato un aspetto alquanto florido: raggiungere vette d'incredibile latitudine, e solo quando si giunge in cima riuscire a contemplarne il paesaggio.
Nel corso della mia vita, durante le mie spericolate avventure letterarie, ci sono stati alcuni romanzi le cui storie d'amore hanno avuto il potere di lubrificare il mio animo. Liberare quella parte animalesca, senza perdere l'umanità, condannandomi, inevitabilmente ad entrare in un cielo di persecuzione. E connettendomi a un livello così intimo da esserne completamente travolta ho atteso il momento più adatto in cui, percependole con intensità, sono stata travolta dalla risacca disomogenea dei ricordi. Dall'intreccio delle parole, sparse in mezzo a figure evanescenti che solleticano sulla pelle, danzano fra le vecchie mura di una stanza un po' troppo capiente, scaturiscono melodie che spesso scivolano nei ricordi luminosi della nostra vita.
L'anima di alcuni romanzi contiene questi richiami "amorosi" di cui parlo, e quella dello scrittore inglese Mathias Malzieu si rifà alla struttura stilistica di questa costruzione in veste poetica, sebbene nessun lettore possa constatare con certezza in che modo. Di quando in quando, in un momento un po' difficile della mia vita, quando l'umore ne risentiva dei continui sbalzi di temperamento, un uomo solo, passeggiando in un millesimo di secondo nel sentiero insidioso della mia esistenza, mi svelò qualcosa d'incredibilmente vicino allo zero. Mi parlò di baci, di lievi carezze, e di strani modi di scusarsi del perché sorridiamo, e del magico rituale che è incuneato in un accenno di cortocircuito. Labbra che si cercano, e quando s'incontrano cercano la vita. Respiri affannosi che si congiungono, si completano; l'urgenza imprescindibile della sete di coinvolgere ogni centimetro del nostro corpo, come la pioggia che scorre impetuosa o un satellite lungo la sua orbita. Quel segno d'affetto, d'amore, di rispetto che lega due sconosciuti e imprime nei loro cuori il suo marchio come un tatuaggio. E che, se poi ci si innamora, tornare indietro diviene alquanto impossibile.
Lo stato d'abbandono, un legame lontano e insano come stelle e galassie di un altra galassia, la memoria perduta di un amore dolce, raffinato in termini di rimandi poetici, quest'aria incantevole che si respira fra le sue pagine, sono stati alcuni degli elementi che mi hanno indotto a fiondarmi fra le sue pagine. Nonostante la storia sia orfana di passione e alla fine, senza che nessuno mi avesse dato preavviso e senza alcun modello cui aggrapparmi, Il bacio più breve della storia aveva finito per scorrere sulla punta delle mie dita come sabbia fine, svanendo così com'era apparso. Fra le sue pagine, nella sua copertina - uno sfondo azzurrognolo e pittoresco - ero rimasta a lungo a contemplare la vita di due estranei che, in poco tempo, si apparterranno. La vita, il cuore, persino una semplice carezza.
C'è stato qualcosa di ipnotico in tutto questo. Nell'immagine di una storia che altro non è che una dolce carezza che scivola dalla punta di una mano invisibile nel cuore del giorno. In un cabaret dalle alcove di mistero, immerso in un'atmosfera da macchina del tempo. Nel titolo, estremamente evocativo e malinconico; una trama che unisce lirismo e magia. Una storia che sfida qualunque legge temporale dalle tonalità colorate, variopinte, semplice, particolare nella sua originalità, scintillante ma poco toccante come un inaspettato moto d'affetto. Un affresco della narrativa dello narrativa per lettori di tutte le età realizzato come una scenografia: un film proiettato sulle pagine, uno scarto temporale che per una manciata di giorni mi ha dato la sensazione di aver ritrovato rifugio.

Capita di scendere talmente sottoterra che perfino l'idea della felicità spaventa. Gli occhi del cuore si abituano all'oscurità e anche la luce più tenue si fa accecante.

Dolce come un cioccolatino in cui disinnescare il sentimento dell'amore è un esercizio malinconico, Il bacio più breve della storia è una storia che ho letto per curiosità anziché per passione. Un romanzo in cui non mi è stato possibile riconoscere una certa consapevolezza degli eventi, a tratti infantile, a tratti squilibrato, con uno stile giovane e fresco, che procede spedito e, checché dica il nostro cuore, promette pochi voli pindarici. Quello che nasce tra Gaspare e Louisa, infatti, è qualcosa di molto simile all'amore, così naturale da spingerli ad insistere, illusorio e molto molto semplice. Scortati dall'ombra evanescente di qualche amico di passaggio, in un luogo che avrebbe potuto essere nostro.
Primo romanzo che leggo di quest'autore, Il bacio più breve della storia è stata quel genere di lettura che per molto tempo era rimasta nascosta e che una volta letta svanirà come neve al sole. Pur quanto dolce, toccante e semplice, leggendo non ho avuto la sensazione che un pezzo del mio essere, vuoto e triste, fosse stato riempito dalla luce brillante di questa storia. Lucente come splendide stelle, infinito come l'avverso universo. Le emozioni disgraziatamente sono sempre state fioche, le passioni ancora sopite nel tempo, e una poca dose d'interesse che non mi ha tenuto compagnia nella lettura.
Impregnato di una sottilissima vena di drammaticità, è un opera che avrebbe potuto conquistare. Lasciare un marchio impresso nell'anima. Perdersi nei posti più sperduti del mondo. Brillare, anche solo per qualche ora, rendendomi luna solitaria nell'orbita parallela con la sua forza di volontà.

La tua bocca è sonnambula. Si muove in silenzio mentre dormi. Le labbra sembrano voler dire qualcosa d'invisibile, in ogni caso io le bacio.

La recensione di Elisa:
Alla fine di un melodico concerto d’orchestra al Théâtre du Renard di Parigi, il blu della notte aveva conquistato il cielo, le stelle avevano iniziato a brillare e un fresco venticello si era alzato, intrufolandosi fra i rami degli alberi, movendone le foglie e i fiori. La Tour Eiffel luccicava illuminando i volti sereni dei parigini che passeggiavano:chi per mano, chi a braccetto e chi da solo, con la testa altrove. Tra le soavi note in discendenza e il vociare dei soddisfatti spettatori, una delicata e misteriosa figura femminile si muove, evanescente, tra i muri dall’intonaco allegro del Théâtre, scomparendo nel nulla, con il suo elegante abito colorato e i suoi graziosi lineamenti. Un uomo, ancora sconvolto da cotanto, si affanna per rivedere quella donna, si strugge per aver perso quelle delicate labbra rosse. Ancora affamato di quel bacio fuggiasco, di quell'emozione piena di un'intima rivoluzione, si accalca tra l'altra gente nella speranza di rivedere quelle morbide e dolci fattezze che hanno mosso in lui qualcosa di profondo. All'alba di un nuovo giorno, lo stesso uomo racconta l'avventura della sera prima a una farmacista del paese. Lei gli consiglia di rivolgersi a un investigatore, ormai in pensione, di nome Gaspard Neige, specializzato in situazioni e in ricerche di tutti i tipi, perfino le più disparate. Il signor Neige è infatti l'uomo più adatto per aiutare il protagonista, dal cuore rubato da un semplice bacio la cui fisionomia è andata via a via svanendo, confondendosi con lo sfondo. Con l’aiuto di un pappagallo speciale e un ex detective pieno di idee, un folle inventore riesce a riprodurre il bacio più breve della storia in un cioccolatino da gustare nella speranza che la fanciulla venga ritrovata tra le imposte parigine, i muri grigi e i fiori ai lati dei marciapiedi; per poter finalmente vivere quell’ardore che padroneggia il suo cuore.
“-Non si impara mai niente.- Era stata la conclusione divertita di un discorso d’amore fatto con Gaspard Neige.”
Nasce così un’incredibile ricerca della donna amata, che con un bacio ha messo un possente lucchetto al cuore del protagonista, un lucchetto non come simbolo di reclusione ma come un simbolo di appartenenza, di libertà dettata da due cuori che battono sulle stesse note, di respiri che affannosi si cercano, per unirsi e completarsi grazie all’unione di due labbra che si desiderano. Una ricerca descritta in modo dolce e semplice che illumina i piccoli gesti come i pilastri dell’amore. Perché un sentimento tanto grande quanto l’amore si fonda su pilastri tanto complessi quanto elementari, come una carezza, un bacio prima di uscire al mattino, un sorriso che spunta sul viso guardandosi negli occhi. E’ questo che fa in modo che la persona al nostro fianco abbia sempre un motivo in più per farsi forza e andare avanti, anche quando tutto il resto diventa complesso.
“Avevo sprecato arrabbiature, ero stato idiota, generoso, dolce, angosciato. Avevo amato. Perdutamente. Ero vivo.”
Un romanzo che in poche pagine prova a spiegarci l’essenzialità dei piccoli gesti e che la felicità è racchiusa in moltissime cose invisibili - per chi sa guardare solo con gli occhi. Mathias Malzeu prova con queste pagine animate da una storia surreale a raccontarci una delicata morale spesso dimenticata. Nel tentativo di infondere questi pensieri, la storia resta in bilico su una fragile fune, con i contorni sfumati e le caratteristiche talmente lievi da nascondersi l’una con l’altra, apparendo come una storia poco entusiasmante, smarrita nel tentativo di essere qualcosa di più. E come quando mi ridesto dal torpore ricordo in modo diafano la vicenda dell’inventore parigino dei cioccolatini rappresentanti in Il bacio più breve della storia, quasi domandandomi se non fosse stato altro che il frutto dell’unione di un fervido sogno e di una canzone dei Dionysos ascoltata in sottofondo.

“Mi accontento di assaporare qualche prelibatezza di tanto in tanto, ma rispetto le dosi omeopatiche di amore che mi sono imposta.”

Valutazione d'inchiostro: 3

4 commenti:

  1. Ma che bella recensione, Gresi! <3
    Ammetto che vado sempre di fretta, tanto che non mi sono mai resa conto di quanto tu fossi abile con le parole. Mea culpa, quasi, ma rimedio inserendoti tra i miei blog preferiti per non perdermi più i tuoi post.
    Per quanto riguarda il libro: Malzieu è quel genere di scrittore che o si ama, o si odia. Io sono nella prima categoria, e ancora non so perché. Tuttavia il libro che hai recensito è di una delicatezza unica :)
    A presto, un bacio!

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    1. Grazie mille, Siham!!
      Malzieu é uno scrittore il cui approccio non é stato dei migliori. Questo, ammetto, mi ha un pochino deluso. Ma spero che La meccanica del cuore sia più bello ;)

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  2. Ma che recensione meravigliosa *w*

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