giovedì 5 maggio 2016

Una goccia, mille parole: Che tu sia per me il coltello - David Grossman

Buon giovedì sera, amici! Dall'ultima e sbrigativa recensione, questa sera vorrei parlarvi di un romanzo che riposava sui miei scaffali da un bel po'. Una storia che a dire il vero non ha una sua storia, in cui ho potuto cogliere frasi cariche di emozioni. Taglienti, penetranti, che vivisezionano suscitando un'infinità di sensazioni. Emozionano come se non ci fosse altra possibilità di affidarci a questo strano destino.
In compagnia di due anime dannate, che ho visto volteggiare verso l'interno, completamente stordita, sommersa dalla luce e dal calore, dalla profusione dei colori degli amanti. L'anima completamente catturata dalla storia di qualcuno che non è più di passaggio.

Titolo: Che tu sia per me il coltello
Autore: David Grossman
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 330
Trama: In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile sembra volersi isolare dagli altri. Commosso, Yair le scrive, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un'implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro, ognuno dei due offre all'altro ciò che mai avrebbe osato dare a qualcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, gli chiedono con imperiosa delicatezza una svolta nella sua vita interiore. Il risultato è un romanzo avvolgente e "impudico" che ci mostra quanta strada bisogna percorrere per vincere la paura e arrivare a toccare liberamente, con pienezza, l'anima (e il corpo) di un altro essere umano.

Una goccia, mille parole:

Perché rinunciare a qualcosa? Perché rinunciare a tutto? Voglio tutto con te, perché solo con te posso volere tutto. Perché forse solo attraverso questo prodigo "tutto" ci verrà svelato, a poco a poco, l'essenza particolare che può crearsi tra me e te, ma mai oltre due persone.

Cari Yair e Myriam
è da molto che non vi scrivo. Non metto giù qualche frase. Mi era mancato tutto questo. Parlarvi. Parlaci. Anche adesso, mentre cerco di alleare cose cui spero parlino, che aspettano sotto l'ombra di essere chiamate ed evocate, prima che il fuoco della vita se le prenda e le ammutolisca, la mia anima si strugge quando penso alle vostre risate, quando tremavate, quando vi stringevate a me, perché, come con quei pochi cui ho istaurato un alleanza, solo voi vi siete stretti completamente a me, nella vostra interezza, perché siete vivi.
All'inizio non avevo capito cosa stessi leggendo: cercavo, come sempre, una storia che potesse fare al caso mio, una reazione alle mie corse spericolate e notturne fra anfratti bui, paradossi ( segni che alimentassero la mia anima attraverso una manciata di parole, sparse qua e là ), ma gli occhi hanno cominciato a impigliarsi in spassionate dichiarazioni d'amore, trame di una storia che non ha veramente una sua storia e altri accessori di quello cui mi piace attribuire l'aggettivo romantico. Di cui, in parte, non conosco ancora nemmeno l'esistenza. E subito ho cominciato a scrivere, dopo di te, Yair, con rassegnazione: baci fugaci, apostrofi rosa fra parole che non hanno un senso, strani fremiti all'interno del corpo, spasmi finali di autoaffermazione, come un ultima parola...
Potete immaginare cos'ho pensato mentre leggevo: è bellissimo tutto questo. Una qualsiasi coppia d'innamorati farebbe tutto questo, questo e molto altro. Ma questo voi già lo sapere, vero?
L'amore semplice, l'ottenebrante desiderio di cadere, quello variopinto d'immagini su una nude parete bianca, quanti tipi d'amore esistono? Qual'è, in effetti, la sua suprema essenza?
Per me descrivere l'amore è come se assuefatti da una strana felicità. Anziché resisterle, ci avviciniamo ad essa e, mettendo a nudo la nostra anima, disveliamo la luce dall'oscurità. Anche se non siamo mai capaci di evitare di porci quei perpetui interrogativi sull'esserci o il non esserci, i motivi che spesso ci inducono a iniettarci un'iniezione di verità per snaturare la nostra essenza, dinanzi agli occhi del tempo.
Myriam, Yair, il vostro nome scorre caldo, esuberante, duro e morbido, allo stesso tempo, sulla punta della mia lingua, grazie per essere rimasti con me fin quando non cessarono questi spasmi d'amore involontari. Grazie per aver raso quel brivido freddo del dubbio, che inaspettatamente mi colse impreparata. Al vostro fianco, il mio cuore si è allargato senza alcun motivo. Scoppiava di gratitudine perché sapeva di aver protetto qualcuno, che non potevano rimanere indifesi nel mondo in cui si aggiravano liberi.
Per un attimo ho pensato che mi stesse prendendo in giro, è una possibilità che considero sempre. Ma anche questa volta mi sono lasciata irretire e sono tornata ad immergermi nella magia della vostra storia. Chi vi ha parlato degli incauti sussulti del cuore? Confusi, innamorati, con un sorriso da ebete stampato sul viso, mi sono lasciata avvolgere nella ragnatela del vostro amore che, per una manciata di giorni, mi ha fasciato la pelle: il cuore, la testa, ogni lembo della mia carne, completamente nuda.
E' stato possibile tutto questo, mi chiedo? Tutto questo lottare per amore? Nessun uomo normale rivelerebbe così, in una manciata di parole, così tanto sentimentalismo, i suoi piccoli segreti. Non mostrerebbe, con divertita naturalezza, i suoi dubbi, le sue ansie, le sue paure. Un uomo di altri tempi, ecco che cosa sei, Yair.
La cosa che mi ha colpito di più è stato il sorriso che avevi scrivendo. L'ho notato immediatamente. Un sorriso nuovo per me, il sorriso di una nuova storia intenta a interpretare il linguaggio complicato dell'amore, privato e intimo, che mi ha procurato un'infinità d'emozioni e che mi ha anticipato il piacere che desidero provare un giorno con un uomo grazie a questi tuoi sforzi. Una sorta di rituale privato.
Ho come l'impressione che mi hai raccontato questa storia mentre eri solo con i tuoi pensieri.
"Eccomi qui, davanti a te" è quello che ho avuto la sensazione volessi dirmi. Ed io non ho fatto altro che ascoltarti. Si, nonostante a volte sia stata un po' lenta a capirvi. Nonostante idee d'amore di questo tipo mi hanno sempre dato un po' alla testa. Il vostro è stato un gesto di seduzione originale, drammatico, passionale, forse un po' tragico: una confessione dalla soglia morale della vostra insoddisfazione.
Adesso, che sono pronta a salutarvi e lasciarvi con la promessa di un "arrivederci", penso di nuovo a quanto sono strane le lettere. Quando leggevo le vostre lettere ero completamente altrove. Quando ne leggevo qualcuno, mi trovavo in un vostro momento passato. Sono rimasta con voi in un tempo in cui oramai non esiste più. Forse è da qui che deriva l'origine della vostra tristezza che quasi ogni vostra lettera ha suscitato in me, indipendentemente dal suo contenuto. Solo così ho capito il senso delle vostre parole. Chi avrebbe mai potuto immaginare che alla fine sarebbe stato così? Io che credevo di ridere, correre, arrampicarmi chissà dove...
Ho visto, forse per un istante, la pazienza di un ossessione che si è impressa in me, presagendo ciò che mi sarei dovuta aspettare.
Con affetto e amicizia
la vostra sognatrice d'inchiostro

Voglio svegliarmi ma non separarmi da te. E se mi sveglierò, non sarò con te come lo sono ora.

2 commenti:

  1. Ciao!
    Questo libro deve essere davvero struggente.
    Sono sicura che è bellissimo, ma non credo di riuscire a leggerlo, perlomeno adesso.
    Anni fa ho sentito una splendida intervista che l'autore ha rilasciato e mia madre ha comprato "Qualcuno con cui correre", ma sono una persona troppo emotiva.
    Di fronte a tanta malinconia, profondità e bellezza resto annichilita.
    Al momento il massimo verso cui posso orientarmi è Treno Notte destinazione Lisbona di Pascal Mercier di cui ho letto le prime 30 pagine.
    Non vedo l'ora di continuarlo.
    Un salutone
    Leryn

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    1. Ciao Leryn!! Quello di Grossman non é un romanzo semplice il cui approccio avviene con facilità. Tuttavia la bellezza, la malinconia di cui parli sono stati gli elementi primordiali che mi hanno spinta a leggerlo, ed apprezzarlo come speravo :) Il romanzo che hai citato, inoltre, dalla trama sembra davvero bello ;)
      Buone letture, e un salutone anche a te :)

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